Cara mamma….

mamma

Della serie com’eravamo.
Quante cose in comune: stesso naso all’insù, stesso taglio di zigomi, stessi capelli chiari e fini..stessa “religiosità” nei confronti della Vita, uguale senso del dovere, del sacrificio, della responsabilità.
Quante cose diverse: diametralmente opposte nella manifestazione ed esternazione dei sentimenti, lei chiusa ed ermetica, io un libro aperto e parlante. Lei intrappolata nella sua femminilità, liggia alle regole e ai protocolli, per dirla con un motto: “tutta tacchi e spilli e osservante praticante”… io ribelle sin da bambina, prova ne sono le ferite sulla mia gambetta. Non c’era niente che io non potessi fare, perchè femmina…non avevo e non ho metri di comportamenti sconvenienti tranne ovviamente per quelli che offendono la dignità mia e quella altrui.
Cara mamma quanto mi manchi!!
Posso dire, senza ombra di smentita d’essere cresciuta tutta di un colpo proprio il giorno in cui sei andata via.. il mio porto sicuro dove rifugiarmi durante le intemperie della vita spariva all’improvviso.  Ho dovuto imparare  a consolarmi, incoraggiarmi, redarguirmi da sola. Nessuno è riuscito a rimpiazzarti e a colmare quel senso di solitudine, quel sentirsi orfani, quel doversi bastare da soli. Sapessi quante volte, ancora oggi, corro al telefono arrivando persino a comporre il numero telefonico perchè ho qualcosa da dirti, da chiederti e …sapessi come rimango intontita e dolorante quando realizzo che nessuno all’altro capo del telefono alzerà la cornetta.
Il nostro è stato un rapporto d’amore molto combattuto, per certi versi conflittuale.  Ci siamo amate anche se abbiamo guerriggiato tanto…unico rimpianto: non essercelo detto abbastanza. Detestavo la tua rigidità incrollabile…ricordi come amavi definirti?  Di te dicevi parafrasando una rima di Dante:” sto come torre ferma, che non crolla  già mai la cima per soffiar di venti”. Diventavo torre anch’io…
Potessi tornare indietro più che farti la guerra ti insegnerei a lasciarti andare a regalarmi abbracci e complicità. Scioglierei i tuoi ghiacci e catene, ammorbiderei le tue ferree leggi portandoti sul terreno della leggerezza dove l’amore cresce rigoglioso e senza paura, incurante dei recinti e delle misure. Sono sicura che non mi baceresti più, solo,  nel sonno per timore di perdere autorevolezza e di mostrare fragilità,  ma lo faresti tutte le volte che dentro di te ne avresti voglia indipendentemente se fossimo sole o in mezzo alla folla. Le cose si capiscono solo dopo..spesso quando è troppo tardi.  Ovunque tu sia ti giunga il mio bacio e il mio bene.
mamma2

Semplice

Eppur bisogna andare…

Padre E Figlio

Padre
Non è tempo di cambiare
Rilassati, prendila con calma
sei ancora giovane, questa è la tua colpa
Hai ancora molte cose da conoscere
trovare una ragazza, sistemarti,
se vuoi puoi sposarti
Guarda me, sono vecchio, ma sono felice

Una volta ero come sei tu ora, e so che non è facile
rimanere calmi quando hai trovato qualcosa che va
ma prendi il tuo tempo, pensa a lungo
Perché, pensa a tutto quello che hai avuto.
Per te sarà ancora qui il domani, ma forse non i tuoi sogni.

Figlio
Come posso provare a spiegare, quando lo faccio,
si volge altrove di nuovo
È sempre la stessa vecchia storia
Dal momento in cui potevo parlare, mi fu ordinato di ascoltare
Ora c’è una strada e so che devo andarmene
So che devo andare

Padre
non è tempo di cambiare
Siediti, prendila con calma
sei ancora giovane, questa è la tua colpa
Ci sono ancora molte cose da affrontare
trovare una ragazza, sistemarti,
Se vuoi puoi sposarti
Guarda me sono vecchio, ma sono felice

Figlio
Tutte le volte che ho pianto, tenendo tutto dentro di me
È stata dura, ma è anche più dura ignorare tutto
Se avevano ragione, ero d’accordo, ma son loro che tu conosci, non me
Ora c’è una strada e io so che devo andarmene
So che devo andare.

Splendida canzone di Cat Steven che tratta il rapporto padre-figlio e tutte le conflittualità e incomprensioni insite… Sorprende la sua attualità sebbene sia un testo datato..cambiano i tempi ma, oggi come fù ieri e come sarà domani, un padre e un figlio si trovano ad affrontare le stesse problematiche. Nei giri che la Terra compie, ogni realtà, anche la stessa, viene interpretata, percepita e vissuta a seconda dal proprio punto di vista o meglio può cambiare a seconda del ruolo che si ricopre e varia nel tempo.
Da ragazza questa canzone era la colonna sonora della mia vita..anch’io pretendevo e reclamavo la mia indipendenza, la mia voglia di conoscenza…di volare. Avevo in corpo una smania smisurata di voler conoscere quanto più Mondo e Umanità possibile, non volevo e nè  contemplavo limiti…quella strana ed unica onnipotenza giovanile che con orgoglio ricordo ora che sò vecchiettina. Ricordo i timori, gli scoraggiamenti di mia madre …per me erano incomprensibili e le vivevo come catene..ricordo l’impeto, il vigore delle mie ragioni…vissuti da lei come incoscienza e sprovvedutezza e soprattutto paura.
Troppo amore? No!! L’amore non frena, non tarpa le ali e i sogni, non colpevolizza nè scatena rimorsi e tormenti. Allora cos’era? Una buona dose di egoismo accompagnata da paura dell’ignoto e smisurato senso di protezione che più che salvare poteva soffocare.
Adesso sono io, come madre, dall’altra parte della barricata…Ma spero di farcela, e non solo per  sfatare il detto che dice: “si nasce incendiari e si muore pompieri”. Uno dei miei doveri più importanti è stato seminare, in  mio figlio, il germe della libertà, intesa come anelito e non come semplice fuga.
I figli crescono, sono altro da noi, con umiltà riconosciamo il nostro limite di indispensabilità e la progressiva perdita di controllo, con consapevolezza e serenità riconosciamogli il valore come persone, con rispetto riconosciamogli il presupposto vitale dell’indipendenza, con fierezza e complicità accogliamo i traguardi che vogliono intraprendere.
Naturalmente, quando un figlio va lontano da noi, si soffre, sarebbe sciocco e inutile negarselo, perchè nei nostri progetti originari c’eravamo immaginati insieme per condividere le gioie o i dolori e…il prolungamento della famiglia. Indubbiamente si è preoccupati, tristi e in ansia. Ma tutto questo deve rimanere un travaglio interiore e invisibile.. sul nostro viso non deve trasparire nulla, dalla nostra bocca devono uscire solo parole di incoraggiamento, di fiducia, di entusiasmo… perchè l’amore, che nel tempo gli abbiamo dato, rimane presente e vivo sempre e non sbiadisce man mano che i loro piedi muovono passi che li allontanano da casa. E poi..ogni figlio, anche il più ribelle e determinato, soffre sapendo di procurarci dolore. Allora perchè caricargli sulle spalle ulteriori bagagli in aggiunta alle valigie? Diamogli un bacio e un abbraccio lunghissimo insieme alla nostra benedizione…gli faranno compagnia nei momenti in cui la nostalgia di casa busserà alle porte del suo cuore..ma non sarà dolore!

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Ma è doveroso, per onestà intellettuale,  fare una distinzione tra la voglia di andar via per conoscenza, per arricchire il proprio bagaglio culturale ed umano come espressione di una  libera scelta, e tra la necessità di dover fuggire perchè non si ha scelta di vita. La linea che differenzia i due campi si pone tra: la libertà e la forza maggiore. Nel primo caso si va con il cuore leggero e con la gioia della scoperta e anche chi resta ha il cuore in pace e sereno..nel secondo caso è tutto più doloroso..si deve perchè non ci sono alternative.  Si è costretti a interrompere rapporti di amore e amicizia, recidere abitudini, stili di vita, riferimenti. Nessuna costrizione è piacevole! Si va con il cuore gonfio, con tanta rabbia e delusione addosso…e chi resta ha il cuore a pezzi. Da genitori  occorre tutta la forza e il coraggio per sopportare lo strazio e rimanere sempre faro per i figli.  Ma lasciatemi esplodere tutta la rabbia e l’indignazione che ho dentro: è vergognoso che uno Stato per incompetenza e indegnità  dei propri governanti costringa alla fuga i suoi figli, i cervelli più capaci. Non investire capitali, risorse e progetti, sui giovani è suicidio e morte sicura! Come se ad un albero, in primavera, si strappassero tutti i germogli…è ovvio che seccherà!! Problema presente in tutte le parti del Mondo in cui gli stolti sono al governo. Spero che il vento della consapevolezza e della presa di coscienza soffi forte a spazzare via incapaci e corrotti che generano sofferenze e disagi e che ad ogni singolo uomo in qualsiasi angolo della Terra venga data la possibilità di esprimersi e realizzarsi e volare libero come gli uccelli perchè lo si vuole!! 1557434_592562420826426_1630045316_n

Semplice