le parole che….

 

le parole

Da sempre le parole sono state un mezzo indispensabile per creare relazioni e comunicazione tra gli uomini; ponti necessari per dar voce alle anime e far emergere a galla sentimenti e pensieri dagli individuali oceani interiori e renderli di proprietà collettiva.   Le parole sono simbolo delle epoche, delle culture, ispirano modelli di comportamento, dettano codici etici, esternano stati d’animo e creano emozioni. Le parole son figlie di un periodo, di un momento storico e ne incarnano il sentire, per questo motivo, le parole cambiano  nel tempo, o meglio, cambiano nei tempi.  Fanno tendenza, catalogano, caratterizzano, identificano, raggruppano, dividono, selezionano, generano legami.  Ogni parola racchiude un mondo, è espressione di una filosofia, un  comportamento, uno stile di vita, un valore o un disvalore.  Le parole sono in grado di cambiare i destini dell’umanità così come il vento cambia il profilo  alle dune. Bisognerebbe sceglierle con cura, con amorevole attenzione…piano piano, senza quasi accorgercene si intrufolano nelle nostri menti …ci ammaliano, ci piacciono, ci seducono, ci migliorano o ci peggiorano, ci… cambiano. Sebbene incorporee, spesso volatili, hanno un potere fortissimo, muovono gli animi, accendono passioni, galvanizzano pensieri, infondono coraggio, impastano sogni, altresì quietano, umiliano, frenano, schiavizzano, prostano..e possono persino uccidere.  Sono belle e brutte, positive e negative, portatrici di speranza o foriere di guai, dee  vestite di vita  o mostri distruttivi, lieviti di crescita morale o acidi di degrado e degenerazione…e gli uomini riescono ad iscenare bracci di ferro tra loro…prediligendo le une a discapito delle altre, cambiando, così, le scenografie alla realtà, alla vita. Ecco…questo è un momento di quelli in cui la bruttezza delle scene prevale.

In silenzio, a passi felpati, vestite di invisibilità molte parole stanno scomparendo, perdendo  vividezza e valore, soppiantate da altre urlate, sbandierate, raccomandate, considerate  utili e vantaggiose.  Scompaiono perchè ritenute  quasi fuori moda perchè adottandole non portano a traguardi, perlomeno immediati…e sono quelle che più mi mancano intorno! Quelle che da sempre rappresentano il mio ancoraggio sicuro, quelle che danno aria alle mie ali come correnti ascensionali, quelle che mi riempiono i polmoni di respiri di bellezza, quelle che mi fanno amare gli altri e la vita. Sono quelle vestite di  bellezza, intensità, verità, autenticità, grazia, leggiadria, armonia, nobiltà, poesia, splendore, bontà, fascino…sono quelle che dovrebbero condurre ogni individuo, come garanti, ad affrontare il mistero dell’esistenza  in pace con se stesso e con il mondo circostante. E invece….sempre più rare, più violentate, più assenti, meno apprezzate, scivolano ai gradini più bassi del gradimento collettivo…Diventano obsolete parole quali: sobrietà, onestà, leggerezza, competenza, solidarietà, altruismo, condivisione, libertà, responsabilità, verità, fantasia, rispetto, pace, legalità, uguaglianza, bellezza, fiducia, autenticità, umiltà, essenza, semplicità, ideale, emozione, sogno, speranza. Prepotentemente spintonate dalle gettonatissime: vanità, strafottenza, superficialità, prepotenza, arroganza, apparenza, menzogna, incompetenza, truffa, violenza, vuoto, egoismo, guerra, calunnia, tornaconto, inganno, reato, disperazione, ingiustizia, scandalo, indecenza, indifferenza. Io mi sento derubata!

Semplice

bambine mie…

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Bambine mie, idealmente, sedetevi  accanto a me, ho da raccontarvi qualcosa.  Non stupitevi se vi chiamo bambine mie, anche se non sono vostra madre.. siete mie  anche se non vi ho partorito, lo siete in nome di  quel sentimento che unisce l’umanità tutta e fa amare ogni creatura come fosse figlio proprio. Sono molto addolorata per voi, un dolore misto a rabbia e indignazione e infinita tristezza. Siete balzate alla ribalta con la velocità del lampo, purtroppo una brutta ribalta; in un baleno siete diventate cibo per sciacalli affamati di curiosità, di morbosa pruriginosità, o peggio di mercanti  di falsa morale.  Se potessi vi immergerei in una grande vasca e tra bianca schiuma e limpida acqua vi toglierei tutto lo sporco che vi hanno spalmato addosso ma soprattutto insisterei a strofinare  con olio di gomito quello sporco invisibile che vi ha annerito l’anima. Avete una manciata di anni appena, eppure, questo non basta a salvarvi, nè a far provare sensi di colpa  a coloro che sono gli artefici di tutto questo male,  ma, soprattutto non basta  a creare  rimorsi violenti in coloro che vi  hanno dilaniato, men che mai a chiedervi umilmente perdono o elaborare un qualche soluzione per contenere il danno. E’ così facile scaricare su chi è più debole, più indifeso ( voi), le colpe..mentre i mostri si arrovellano e si spendono per trovare attenuanti, discolpe..e siatene certe le troveranno. Saranno clausole di qualche decreto legge ideato da  mente eccelsa o saranno i consensi di chi distrattamente valuta qualcosa, sputando sentenze e giudizi o vomitando insulti.  E’ triste, ma quasi sempre è così..e non dovrebbe essere così, invece!!! Perchè ogni volta che succede qualcosa di brutto siamo tutti colpevoli, sia chi ha generato i contesti tortuosi, sia chi ha agito in prima persona, sia chi ha usufruito…e sia chi ha taciuto e si è bendato gli occhi trincerandosi dietro la più vile delle manifestazioni comportamentali: l’indifferenza. Bambine mie ma a quale favola, a quale magia, a quale falsa illusione avete creduto?  I lupi, gli orchi, i mostri non sono quelli delle favole, quelli quasi sempre fanno una brutta fine, i mostri veri sono  nella realtà sopravvivono e agiscono indisturbati; anche se profumati, anche se ricchi, anche fossero di bella presenza, riconoscerli è facile perchè puzzano di fetido sterco, puzzano di abominio . In casi limite, qualche volta, i mostri  indossano persino le vesti di madri, proprio loro, carne della vostra carne, e da quest’ultime è più difficile  salvarsi perchè da sempre rappresentano l’amore infinito e puro. Avete creduto alla più menzoghera e pericolosa favola,  quella che vi ha raccontato che nella vita ciò che più conta è l’apparire, l’avere; non importa a che prezzo…Tutto intorno a voi, in un coro martellante, vi spingeva a investire solo sulla bellezza.. sulla bellezza fisica, ovviamente. Media, programmi televisivi demenziali, pubblicità, certo tipo di stampa, vi raccontavano che per dare un senso alla vita basta essere belle, magre, seducenti, e vestite alla moda e se particolarmente dotate avere la fortuna di comparire dentro la famigerata scatola, chiamata tv…anche mute, anzi meglio mute purchè sculettanti, è ovvio.   Difficile sottrarsi a questo bombardamento quando  la personalità, ancora, non è ben strutturata…difficile se si è soli, perchè sole eravate in ultima analisi. Il bombardamento a poco a poco si interiorizza, diventa pensiero, diventa comportamento…diventa costume. Per arrivare ad ottenere il traguardo non esistono limiti, confini, regole…il fine giustifica i mezzi!! E se il fine è idealizzato, approvato socialmente, che male c’è? L’ipad  di ultima generazione o gli stivaletti di tal dei tali diventano l’oggetto del desiderio, un chiodo fisso e se non si hanno i soldi per comprarli …ci si vende. Tra un tam tam complice e la  presenza/assenza degli adulti  inizia quello che sembra il più naturale dei giochi…giocare a far le donne.

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Un paio di calze a rete non bastano per trasformare una bambina in una donna adulta…così funziona solo a carnevale. Lorde mani, corpi flosci, aliti puzzolenti, anime vecchie vi hanno comprato al pari di ortaggi sulla bancarella di un mercato in cambio di una manciata di luridi spiccioli…viziosi schifosi che amano cibarsi di primizie ancora acerbe..considerandovi solo delle puttanelle di poco valore. Il denaro vi comprava e “legittimava” gli abietti a considerarvi cose, oggetti propri che  si è autorizzati a stropicciare, rompere, calpestare, buttare;  eravate cose,  oggetti di piacere senza anima o dignità .  Ogni volta una nuova cicatrice marchiava la vostra anima, togliendo  freschezza, ingenuità, leggerezza, bellezza alla vostra adolescenza. Non sarà facile per voi dimenticare tutto questo…vi porterete appresso  questi ricordi per sempre. Ma esiste sempre la possibilità di cambiare il corso della vita.
Io provo a raccontarvi un’altra cosa, forse è meno allettante di una favola o meno intrigante apparentemente, solo apparentemente, credetemi. Provate ad entusiasmarvi della vita e di tutte le bellezze che essa contiene, provate ad essere..scegliete di essere. Essere persone consapevoli, pensanti, critiche, preparate, si può! Costa sacrificio, impegno, volontà, tenacia, perseveranza, umiltà, semplicità. Studiate, lasciatevi sedurre dalla conoscenza, non concedetevi all’ignoranza, è il male più pericoloso da combattere. Pretendete rispetto ma siate le prime a darvelo. Scegliete i sentimenti, le passioni, l’affetto, la verità, la libertà. Lottate per essere libere protagoniste della vostra vita e non schiave delle voglie altrui.  Rimanete bambine più che potete, non bruciate le tappe, non abbiate fretta di crescere  e soprattutto non negatevi quelle esperienze di bambini che non torneranno più, fate con calma, altrimenti  la vita ha lo stesso sapore e aspetto immangiabile di  una torta cotta ad altissime temperatura per fare prima, con il risultato di bruciarla.  Non rinunciate a sperimentare le vibrazioni del cuore, quelle che si scatenano quando un’emozione lo attraversa. Assaporate il profumo di una margherita che un ragazzo raccoglie in un prato e ve la dona come pegno d’amore,vi sta regalando bellezza. Incantatevi a specchiarvi negli occhi di colui che vi amerà…non vedrete più un giocattolo da rompere, ma una stella, una dea. Innamoratevi e fate l’amore come espressione di sublimazione di un sentimento…la carezza o l’abbraccio che vi unirà all’altro, dopo un amplesso amoroso,  non avrà prezzo…Vi abbraccio tutte con l’anima.

Semplice

Eppur bisogna andare…

Padre E Figlio

Padre
Non è tempo di cambiare
Rilassati, prendila con calma
sei ancora giovane, questa è la tua colpa
Hai ancora molte cose da conoscere
trovare una ragazza, sistemarti,
se vuoi puoi sposarti
Guarda me, sono vecchio, ma sono felice

Una volta ero come sei tu ora, e so che non è facile
rimanere calmi quando hai trovato qualcosa che va
ma prendi il tuo tempo, pensa a lungo
Perché, pensa a tutto quello che hai avuto.
Per te sarà ancora qui il domani, ma forse non i tuoi sogni.

Figlio
Come posso provare a spiegare, quando lo faccio,
si volge altrove di nuovo
È sempre la stessa vecchia storia
Dal momento in cui potevo parlare, mi fu ordinato di ascoltare
Ora c’è una strada e so che devo andarmene
So che devo andare

Padre
non è tempo di cambiare
Siediti, prendila con calma
sei ancora giovane, questa è la tua colpa
Ci sono ancora molte cose da affrontare
trovare una ragazza, sistemarti,
Se vuoi puoi sposarti
Guarda me sono vecchio, ma sono felice

Figlio
Tutte le volte che ho pianto, tenendo tutto dentro di me
È stata dura, ma è anche più dura ignorare tutto
Se avevano ragione, ero d’accordo, ma son loro che tu conosci, non me
Ora c’è una strada e io so che devo andarmene
So che devo andare.

Splendida canzone di Cat Steven che tratta il rapporto padre-figlio e tutte le conflittualità e incomprensioni insite… Sorprende la sua attualità sebbene sia un testo datato..cambiano i tempi ma, oggi come fù ieri e come sarà domani, un padre e un figlio si trovano ad affrontare le stesse problematiche. Nei giri che la Terra compie, ogni realtà, anche la stessa, viene interpretata, percepita e vissuta a seconda dal proprio punto di vista o meglio può cambiare a seconda del ruolo che si ricopre e varia nel tempo.
Da ragazza questa canzone era la colonna sonora della mia vita..anch’io pretendevo e reclamavo la mia indipendenza, la mia voglia di conoscenza…di volare. Avevo in corpo una smania smisurata di voler conoscere quanto più Mondo e Umanità possibile, non volevo e nè  contemplavo limiti…quella strana ed unica onnipotenza giovanile che con orgoglio ricordo ora che sò vecchiettina. Ricordo i timori, gli scoraggiamenti di mia madre …per me erano incomprensibili e le vivevo come catene..ricordo l’impeto, il vigore delle mie ragioni…vissuti da lei come incoscienza e sprovvedutezza e soprattutto paura.
Troppo amore? No!! L’amore non frena, non tarpa le ali e i sogni, non colpevolizza nè scatena rimorsi e tormenti. Allora cos’era? Una buona dose di egoismo accompagnata da paura dell’ignoto e smisurato senso di protezione che più che salvare poteva soffocare.
Adesso sono io, come madre, dall’altra parte della barricata…Ma spero di farcela, e non solo per  sfatare il detto che dice: “si nasce incendiari e si muore pompieri”. Uno dei miei doveri più importanti è stato seminare, in  mio figlio, il germe della libertà, intesa come anelito e non come semplice fuga.
I figli crescono, sono altro da noi, con umiltà riconosciamo il nostro limite di indispensabilità e la progressiva perdita di controllo, con consapevolezza e serenità riconosciamogli il valore come persone, con rispetto riconosciamogli il presupposto vitale dell’indipendenza, con fierezza e complicità accogliamo i traguardi che vogliono intraprendere.
Naturalmente, quando un figlio va lontano da noi, si soffre, sarebbe sciocco e inutile negarselo, perchè nei nostri progetti originari c’eravamo immaginati insieme per condividere le gioie o i dolori e…il prolungamento della famiglia. Indubbiamente si è preoccupati, tristi e in ansia. Ma tutto questo deve rimanere un travaglio interiore e invisibile.. sul nostro viso non deve trasparire nulla, dalla nostra bocca devono uscire solo parole di incoraggiamento, di fiducia, di entusiasmo… perchè l’amore, che nel tempo gli abbiamo dato, rimane presente e vivo sempre e non sbiadisce man mano che i loro piedi muovono passi che li allontanano da casa. E poi..ogni figlio, anche il più ribelle e determinato, soffre sapendo di procurarci dolore. Allora perchè caricargli sulle spalle ulteriori bagagli in aggiunta alle valigie? Diamogli un bacio e un abbraccio lunghissimo insieme alla nostra benedizione…gli faranno compagnia nei momenti in cui la nostalgia di casa busserà alle porte del suo cuore..ma non sarà dolore!

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Ma è doveroso, per onestà intellettuale,  fare una distinzione tra la voglia di andar via per conoscenza, per arricchire il proprio bagaglio culturale ed umano come espressione di una  libera scelta, e tra la necessità di dover fuggire perchè non si ha scelta di vita. La linea che differenzia i due campi si pone tra: la libertà e la forza maggiore. Nel primo caso si va con il cuore leggero e con la gioia della scoperta e anche chi resta ha il cuore in pace e sereno..nel secondo caso è tutto più doloroso..si deve perchè non ci sono alternative.  Si è costretti a interrompere rapporti di amore e amicizia, recidere abitudini, stili di vita, riferimenti. Nessuna costrizione è piacevole! Si va con il cuore gonfio, con tanta rabbia e delusione addosso…e chi resta ha il cuore a pezzi. Da genitori  occorre tutta la forza e il coraggio per sopportare lo strazio e rimanere sempre faro per i figli.  Ma lasciatemi esplodere tutta la rabbia e l’indignazione che ho dentro: è vergognoso che uno Stato per incompetenza e indegnità  dei propri governanti costringa alla fuga i suoi figli, i cervelli più capaci. Non investire capitali, risorse e progetti, sui giovani è suicidio e morte sicura! Come se ad un albero, in primavera, si strappassero tutti i germogli…è ovvio che seccherà!! Problema presente in tutte le parti del Mondo in cui gli stolti sono al governo. Spero che il vento della consapevolezza e della presa di coscienza soffi forte a spazzare via incapaci e corrotti che generano sofferenze e disagi e che ad ogni singolo uomo in qualsiasi angolo della Terra venga data la possibilità di esprimersi e realizzarsi e volare libero come gli uccelli perchè lo si vuole!! 1557434_592562420826426_1630045316_n

Semplice

Il pifferaio magico…da liberatore a rapitore, quale sarà la sua vera personalità?

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L’uomo della Provvidenza è all’opera!! Promette magie e miracoli più di un Santo protettore. Ma dei Santi non ha alcuna caratteristica..nè umiltà, nè dubbio, nè competenza, nè serietà. Spara impegni e giuramenti  senza fondamento più di un bugiardo vendifrottole. Si esprime per slogan tra sghignazzi e battute scontate con una spocchia da far prudere le mani, credendosi invincibile e il solo in grado di risanare le sorti della nostra Italia e i destini dei poveri italiani. Si riempie la bocca di miliardi e miliardi  e miliardi e li sputa fuori come come fossero cocce (bucce) di bruscolini. Stupidamente è convinto che basti mettere pochi euro (80) nei portafogli dei cittadini con stipendio fino a 1500 mensile per risollevarli da tutti i problemi..arriva persino a dare consigli su come spendere  una cifra sì tanto congrua, riconoscendo a dieci milioni di italiani il diritto di: ” comprarsi un libro in più e di uscire a cena una volta in più”. Ma mi faccia il piacere!!!! Un lavoratore che guadagna 1500 euro al mese e con cui deve mantenere una famiglia può comprarsi un libro o andare a cena, addirittura una volta “in più“???? Chissà da quanto tempo ha evaso librerie e pizzerie! Non mi piacciono queste strategie da strapazzo, questo fumo negli occhi..non è così che si esce dalla crisi e dalla disperazione. Questi sono solo mezzucci di propaganda elettorale della peggiore specie…ieri c’era colui che  voleva creare dal nulla un milione di posti di lavoro, oggi c’è lui che moltiplica i soldi…Signore abbi pietà di loro non sanno quel che dicono!!

Semplice

La grande bellezza…

Carissimi, dopo lungo tempo, ritorno ad aprire le finestre a questo luogo a me tanto caro, sperando di soggiornarci in maniera continua…e quale tema migliore della bellezza avrei potuto scegliere per ricominciare? Bellezza come respiro dell’anima, come ricerca di armonia, come espressione  di bene, di buono, di autentico, di sensibile, di vero. Ogni uomo ha  in sè bellezza, ne può godere, ne può produrre. Indubbiamente, vivere di bellezza è più impegnativo che lasciarsi scivolare, assorbire dalla bruttezza. La ricerca della bellezza presuppone impegno, sacrificio, rinunce, spirito critico e capacità di analisi, meditazione, osservazione, attesa…la bruttezza, spesso,  ammalia e seduce comodamente..salvo poi presentare il conto salatissimo che difficilmente potrà essere saldato e risanato, perchè dopo aver incantato e sedotto  lascia in braghe di tela, con le ossa rotte e svuotati d’ogni senso. Se, come sostengono autorevoli fonti, il mondo sarà salvato dalla bellezza, trovo doveroso e vitale affidarci ad essa. Ho fatto questa premessa per introdurre l’argomento di questo  “articolo” ( i miei sono pensieri in libertà senza pretesa d’essere considerati articoli), ossia la mia chiave di lettura del film di Sorrentino: La grande bellezza. Film che ha diviso gli animi tra coloro a cui è piaciuto e altri che l’hanno ritenuto una solenne boiata. No comment! Ognuno consuma un prodotto in base ai valori e agli strumenti che possiede.1622623_816641171685876_171615165_n

A me questo film è piaciuto tantissimo!!!!Un’esperienza emotiva che alla fine mi ha commosso fino alle lacrime. Non è un film facile da vedere..è impegnativo, assai, spesso surreale!! Non occorre essere specialisti per gradirlo, unica condizione è la partecipazione emozionale quindi il coinvolgimento.
Non lo si può affrontare con la superficialità distratta con cui gustiamo un gelato passeggiando.. immaginiamoci, piuttosto, di essere davanti ad una pietanza nuova, inusuale, speziatissima che bisogna approcciare con cautela, con curiosità, con predisposizione, con lentezza, possibilmente in religioso silenzio affinchè le nostre papille possano distinguere le differenti note di ogni fragranza e deliziarsi con le essenze dei retrogusti che permangono ben presenti anche dopo averla finita.
Vi dico la verità…quando l’hanno dato in tv, sere fa, mi sono addormentata dopo meno di un quarto d’ora di visione…indubbiamente non avevo lo spirito d’animo adatto nè intorno avevo le condizioni favorevoli..troppa caciara. Ma, difficilmente mi fermo alla prima impressione nè mi accontento di valutare qualcosa da un semplice morso..e così mi sono ripromessa di guardarmelo nelle giuste atmosfere e tempo/spaziali e di animo.
Eccellente il regista, mozzafiato le scenografie, bravissimi la maggior parte degli attori, insuperabile Servillo, con i suoi modi istrioneschi sovrasta tutto e tutti; un vero animale da palcoscenico, seducente, ruffiano, accattivante..

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Proprio bello, proprio meritato l’oscar!!
E’ un capolavoro, senza ombra di dubbio: un intimo viaggio dentro le pieghe dell’interiorità.
E questo sconvolge, spesso…perchè questo tipo di viaggio lo si affronta nudi, navigando a vista, con tutte le incognite e i conflitti che può scatenare..ecco perchè molti l’hanno rifiutato. E’ impossibile non immedesimarsi in Jep Gambardella e non riavvolgere insieme a lui la moviola nella profonda, malinconica e dolorosa rivisitazione di tutta la sua vita all’alba dei suoi 65 anni. E’ impossibile non immedesimarsi in Jep, nel suo malessere, nel suo disgusto, nel suo fallimento, nel suo disagio, nel suo rifiuto verso un’umanità vacua, dissennata, decadente. la-grande-bellezza-893005l

Un’umanità fatta di apparenza, di stereotipi ( persino “l’artista” che si denuda e dà capocciate al muro per creare effetto, parla di vivere per vibrazioni…che non sa neppure cosa siano!!), di recitazione o meglio giochi di ruoli, di seduzioni esteriori, di mondanità sfarzosa, di non appropriazione e preparazione di competenze specifiche ( vedasi il cardinale Bellucci…che parla di coniglio alla ligure o di leccornie varie con competenza al pari di Vissani ma non ha nulla da dire ed evade ogni volta che Jep gli chiede qualcosa sulla spiritualità), o assurdi e criminali come i genitori della bambina disperata costretta a dipingere con secchi di vernice… etc etc..l_5061_la-grande-bellezza-festival-di-cannes
C’è tutta una carrellata di umanità laica e religiosa ignobile, miserabile, fallita, che non ha capito perchè vive..ed è triste tutto questo…e diventa insopportabile per chi ne percepisce tutto lo squallore, per chi malgrado tutto, in questo schifo, ci si è immedesimato e spalmato, perchè, nonostante tutto, ci vive dentro, arrendendosi e..naufragando. Diventando “nulla” nel nulla.
Allora si poteva intitolare: la grande bruttezza?! Qualcuno potrebbe dire.
No!!!..Questo film contiene tantissima bellezza..così come ne contiene il nostro mondo, la nostra condizione umana…basta solo saperla individuare, saperla cogliere e valorizzare. Con grande maestria, Sorrentino fa danzare contemporaneamente la bruttezza e la bellezza, la vita e la morte, la luce e il buio, la banalità e la genialità,la mediocrità e il valore, l’aridità e la sensibilità..e vince sempre la bellezza, raccontata per immagini, gesti, suoni!la-grande-bellezza-L-NAj0cQ
C’è bellezza nella vita..la vita è bellezza di per sè, c’è bellezza nei colori di un’alba come in quelli di un tramonto, c’è bellezza in un volo di uccelli, nello scorrere di un fiume..c’è bellezza intramontabile nell’arte che tramanda genialità nei secoli da generazione a generazione, c’è bellezza in un sorriso..anche in quello velato di una suora di clausura, c’è bellezza in un gioco di bimbi, c’è bellezza nella comunicazione, c’è bellezza nel silenzio e nella contemplazione, c’è bellezza nella sofferenza, c’è bellezza nel sacrificio, c’è bellezza in un ideale tramutato in progetto (vedi la Santa), c’è bellezza nella nostalgia che piano piano e vestita di invisibilità strugge l’anima, c’è bellezza nel ricordo, c’è bellezza nell’amore..

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In questo film l’amore ha un peso altissimo, sentimento eterno ed unico (anche se non corrisposto o non vissuto materialmente anche se messo all’angolo o buttato via come il diario di Elisa) il solo in grado di salvare, di dare senso, di riempire il vuoto,di dare speranza e far rinascere. Ha ugualmente un peso altissimo se sprecato, è in grado di annientare, paralizzare, ammutolire, far morire …ci sono mille respiri di bellezza in questo film!!img_archivio146201323353 elisa
In poche parole, questo film veicola il messaggio prezioso e positivo di non lasciarsi scorrere la VITA addosso come fosse pioggia ma di ricercarne il suo senso prima che sia troppo tardi e si chiuda il sipario. E non è mai troppo tardi per ricominciare, si fa sempre in tempo, basta fare le cose che veramente vogliamo fare, quelle che ci riempiono di luce, di gioia, di felicità..perchè la vita dovrebbe essere felicità a prescindere. Jep, in un momento di riflessione dice proprio così:
“La più consistente scoperta che ho fatto pochi giorni dopo aver compiuto 65 anni, è che non posso più perdere tempo a fare cose che non mi va di fare”.

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L’ultima scena con il monologo di Jep non ha prezzo, mi risuona dentro come un ritornello o meglio un monito:
“…finisce tutto così con la morte, prima, però, c’è stata la vita nascosta sotto i bla bla bla..bla bla…bla.
E’ tutto sedimentato sotto il chiacchiericcio e il rumore, il silenzio e il sentimento, l’emozione e la paura..gli sparuti incostanti sprazzi di bellezza e poi..lo squallore disgraziato e l’uomo miserabile.
Tutto sepolto dalla coperta dell’imbarazzo di stare al mondo..bla bla bla. Altrove c’è l’altrove, io non mi occupo dell’altrove, dunque, che questo romanzo abbia inizio, in fondo è solo un trucco, sì, è solo un trucco”.TLI-La-Grande-Bellezza-Roma-2013-1110x400Semplice

Il Ministro Saccomanni ed io…scambio di ricettine

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L’ultima delle  manovrine del ministro dell’Economia:

“Il rientro del deficit 2013 sotto la soglia del 3% costa 1,6 mld e «la copertura di questo importo con due modalità: la vendita di immobili di proprietà del Demanio – per 500 milioni – e la riduzione delle spese dei ministeri e dei trasferimenti degli enti locali per 1,1 miliardi». Fabrizio Saccomanni, ministro dell’Economia

E bravo Saccomanni!! Quando si dice avere le idee chiare!!!

Servono soldi, siamo alla paralisi e da qualche parte, è ovvio, si devono trovare. Ora, lei è un illustre economista, ha studiato, è colto e preparato ma…è di parte, dalla parte di pochi, dalla parte della minoranza. Io sono meno colta, non sono illustre ma sono l’espressione dei più, della quasi totalità degli italiani e stasera mi sento altruista, l’aiuto volentieri a togliere le castagne dal fuoco, le passo le mie ricettine, sono frutto di lacrime e sangue, di rinunce, di sacrifici ma sono ricche di speranza, coraggio, fiducia, onestà, giustizia.
Ministro Saccomanni si fidi del consiglio di una donna di casa qualunque. Come qualsiasi donna ho molta più esperienza in economia e buon senso di lei…sapesse che energia, che preparazione, che inventiva, che coraggio, che fisicità ci vuole per far quadrare i miseri stipendi fino alla 4°settimana e portare avanti la famiglia decorosamente! Salti mortali tripli!!! Ma che significa (s)vendita di immobili? Li (s)vendiamo a chi? Priviamo l’Italia di beni culturali ed economici di proprietà di tutti i cittadini senza sentire cosa ne pensano? Vendiamo pezzi di territorio pubblico, edifici pubblici a privati?  Rendiamo il territorio italiano a macchia di leopardo con cicatrici permanenti? Trattate la res pubblica come fosse lascito di vostro padre!! E perdindirindina, un pò di pudore!!!

Ecco la mia prima ricettina – quando i soldi scarseggiano o si deve far fronte ad un imprevisto, ogni responsabile donna di casa, comincia a tagliare le spese superflue,ossia…. parrucchiere, scarpe nuove, trucchi, ristorante, bar, vacanze, cibi nobili, supporti tecnologici avanzati, macchina, etc etc.. ma non svendiamo la nostra dignità, il nostro oro e men che mai  le catenine e i braccialetti dei bambini, nè i mobili, i libri, i quadri, le tovaglie ricamate, la casa, la vigna!!! Lo faremmo solo in caso di estrema necessità quando in gioco si duellano la vita e la morte. Si stringono i denti e la cinghia nella speranza di tempi migliori. E nel frattempo ci si ingegna per riuscire a recuperare qualche soldo utilizzando le nostre capacità e risorse personali. Entra in gioco l’inventiva: tutto quello che sappiamo fare lo mettiamo in movimento.  E questo è quello che avviene nelle case di milioni di italiani…e il Governo che è la casa di tutti tutti gli italiani non può fare lo stesso?????

La vedo (idealmente) perplessa e titubante…non sa dove tagliare? Vuole un aiutino??? Ho un pò di tempo, e mentre aspetto che cuociano le lenticchie  (sò buone le lenticchie sà? Ultimamente le compro a sacchi), sono disposta a qualche suggerimento. Tranquillo, non costo nemmeno un cent!! Glielo dico per tranquillizzarla, nel suo ambiente nulla si fa per niente. Allora, apra bene, la mente e l’anima perchè se mi sente solo con le orecchie perdiamo tempo io e lei.

Vede, lei mi distrae facilmente, non certo per il suo appeal quanto per il fatto che sento la necessità di puntualizzare e spiegarle cose che lei sconosce e soprattutto non vive. L’Italia è un Paese ricco, con molte possibilità, che è stato reso povero e accattone (ecco, vede, adesso dovrei fare un’altra parentesi e dirle in tutta confidenza da chi…lei non sospetta vero?..ma procediamo altrimenti le lenticchie s’attaccano e stasera che metto in tavola?) ma può tornare ricco. Basterebbero poche mosse, io gliele suggerisco in segreto a nome di 50 milioni circa di italiani (gli altri 11 milioni sarebbero contrari, chissà come mai!!!), lei usi e faccia propri questi pensieri, vedrà si attirerà l’ira di 945…facciamo 930 và, parlamentari che gli si avventeranno contro ma….. sarà beatificato dal popolo, dagli italiani onesti.

Pronto? Si và…cominciamo dalle spese del capofamiglia: Giorgio napolitano al Quirinale costa 228 milioni di euro annui (sono il rendiconto del 2012, sicuramente sarà stato rivalutato,il costo della vita aumenta vertiginosamente)…. mizzica, e pensare che la regina Elisabetta per movimentare tutto il carrozzone del suo regno ne spende “solo” 34,2 di milioni di euro all’anno… mischinedda in confronto fa una vita da poraccia!!

Due..lotta all’evasione, alla criminalità, alle mafie, alla corruzione, alle logiche degli inciuci…ma lotta dura dura senza paura…ci vuole poco, con controlli incrociati, a contare persino i peli delle persone…allora non si vuole, visto che non lo si fà!!!?? Un’opera di sinergia tra  Finanza, Catasto, Banche e Poste, titoli azionari, concessionari, registri nautici, controlli rigidi alle frontiere, porti ed aeroporti, obbligatorietà di ricevute fiscali a qualsiasi livello dal caffè al dentista, al medico specialista, all’avvocato etc etc.  Chi evade è una sanguisuga, si nutre anche del mio sangue! Chi evade è un delinquente!!!!

Una volta stanati, anche se piangenti e trincerati sfacciatamente dietro paratie d’ innocenza, debbono non solo rendere il maltolto ma devono essere salatamente multati e nei casi più gravi condannati. Ma condannati sul serio..io non li metterei in carcere…nààà troppo comodo…io li preleverei dalle loro nuove case, case popolari, alle 5 di mattina con un pulman e li porterei, armati di zappe e piccone, a spietrare e dissodare i sempre più numerosi terreni incolti, fino all’imbrunire. L’agricoltura è una fonte di ricchezza inestimabile per un Paese. Certo li nutrirei pure, e che diamine, mica sono un mostro…pane, fichi secchi, qualche noce, una cipolla e acqua.

Tre, azzeramento di spese militari!! Non abbiamo bisogno di partecipare a guerre, chiamate missioni di pace, sono in netto contrasto con la Costituzione che all’art. 11 recita che l’Italia ripudia la guerra e non mi venga a dire che i nostri soldati in missione fanno le crocerossine o i babysitter o i badanti!!!!!! Costi inutili in termini di costi economici e di vite umane che non solo non servono a niente ma sono offensivi dell’intelligenza altrui.

Quando mi si dice che esportiamo la democrazia, io mi sento offesa, lei no, ministro Saccomanni? La Democrazia non si esporta, la democrazia la si crea, la si favorisce. La democrazia non è un oggetto,un manufatto, la democrazia è un pensiero, un ideale, un valore che si conquista sul “campo” e in prima persona e, se non è interiorizzato il concetto scivola addosso come acqua piovana. Alla democrazia un popolo ADVIENE se lo si aiuta a creare le condizioni perchè ciò avvenga.
Tra guerra umanitaria e missione umanitaria passa un “piccolo” particolare…. la seconda si fa senza armi, cannoni e bombe…ma con la presenza, con il proprio lavoro e contributo, con la passione universale, con l’amore. Con questa scelta si risparmiarebbero una montagna di soldi da destinare alla crescita economica del nostro Paese.

Annulli quei 13/17 miliardi di euro nel progetto che porterà all’acquisto di 90 F-35, aerei da guerra di ultima generazione molto costosi. … Quanto costano gli F-35? ognuno costa 127 milioni di dollari..con costi di gestione elevatissimi. Annulli annulli…sono solo giocattoli di morte e spese inaccettabili sia economicamente che MORALMENTE. E con tutti questi soldi si possono creare tanti posti di lavoro.

Ridimensionamento degli stipendi dei burocrati di Stato, dei Presidenti dei vari enti pubblici, divieto di accorpare varie attività contemporaneamente e obbligo di pensionamento al 67° anno di età come ogni comune mortale. Due esempi fra tutti: Mauro SANTINELLI  1947    telefonia    1.173.205,15 (annue), 90.246,55 (al mese), 3.258,90 (al giorno)  INPS; Giuliano Amato 22.048,00 Pensione INPDAP, 9.363,00 Pensione Parlamento, lordi al mese!!!

Queste cifre sono schiaffi in pieno volto alle persone che fanno i salti mortali per vivere e assicurare una vita dignitosa alla propria famiglia. Sono OFFESE VIOLENTE, verso la generazione di giovani a cui hanno rubato il futuro!! Sono SVILENTI ed UMILIANTI, verso tutti quei ragazzi che studiano con la prospettiva di un lavoro vero, serio e garanzia di un’esistenza libera. Sono VIOLENZE verso tutti quei lavoratori precari che fanno gli equilibristi per riuscire ad arrivare a fine mese e sperare che il prossimo mese ci sia ancora quello straccio di lavoro. Sono INSULTI per chi un lavoro non ce l’ha!

Ma questi si rendono conto che stanno lì per rappresentare i nostri pensieri, le nostre scelte, i nostri bisogni??? Questo delirio di onnipotenza da dove scaturisce? Non sanno che devono morire anche loro? Questo accumulo sproporzionato di ricchezza lo sanno o no, che prima o poi lo devono lasciare e che nella cascitella se ne andranno senza nulla come chiunque?
Non è possibile nè accettabile che ci siano all’interno di uno statarello come l’Italia due umanità.. siamo l’emblema del fenomeno mondiale: pochi ricchissimi e il resto morti di fame..siamo come la cartina tornasole della Terra.

E per favore i soliti imbecilli si astengano dal pensare che la mia è invidia; ho una dignità, un’etica e rispetto per me stessa che non svenderei per nessuna cifra.
C’è speranza?
E ultime, ma non ultime le spese della politica. Dio quanto costate!!!! Prima,durante e dopo!!!! Pozzi senza fondi!! E voi, con i portafogli a fisarmonica potreste mai capire i bisogni e le difficoltà delle persone???

Assolutamente NO!! Ecco, anche qui, “caro” Saccomanni, (stiamo diventando più “intimi” sono due ore che le parlo) ho la mia ricettina…sù sù l’ultimo sforzo, perchè vuole andar via proprio adesso??? Dai, quasi quasi in un sussulto di generosità sarei sul punto di invitarla a cena stasera, faccio una zuppa di lenticchie favolosa.
Sempre che lei la preferisca rinunciando alle sue ostriche, al risotto con tartufo bianco d’Alba, al caviale Almas, (quello contenuto in una scatoletta d’oro a 24 carati, è molto raro e costa 23.308 dollari al chilogrammo)e al suo champagne francese. Le sembro ironica, paradossale, esagerata? Lei sa che sto dicendo il vero…purtroppo.

Comunque anche per questo problema ho una ricettina facile facile, sana e leggera.
Fare il politico dovrebbe essere un incarico precario, una legislatura, due al massimo, se bravissimi, e poi a casa… a ritornare al lavoro precedente che nel frattempo sarà stato congelato. Lo stipendio da politico dovrebbe essere equiparato a quello di un medio professionista (3000 euro, assai mi sembrano) con qualche rimborso per i viaggi di lavoro in treno o in aereo se il proprio operato prevede la presenza all’estero e tessera bus, ingresso gratuito alla Caritas in caso si voglia donare oboli. Obbligo di pensionamento al 67° anno di età come ogni comune mortale. I contributi per gli anni lavorati come politico dovranno essere sommati a quelli del lavoro precedente in maniera identica. Fare il politico non è un contratto di lavoro a tempo indeterminato,che termina solo quando il Padreterno se li ricampa! Anche perchè poi annoia come dice l’on. Monti..

Stramazzato al suolo??? Niente paura l’avevo previsto ed ho pronto l’aceto per farla rinvenire…e poi, se proprio dovesse occorrere per farle riprendere conoscenza, giuro il coraggio di darle due sonori schiaffoni credo lo troverei, mica ho il cuore di pietra da lasciarlo tramortito senza far nulla.

Però mi conceda di volare e vorrei tanto lei riuscisse a volare insieme a me…Io ho un’altra idea di politica, (sarà che voglio farmi male cadendo dalle nuvole).  Vorrei poter associare e identificare la parola politica al lavoro di un gruppo di persone preparate e valide sia professionalmente che eticamente, volto a trovare formule e soluzioni per il benessere del popolo che rappresentano. Vorrei poter amare i miei politici, quali persone che operano nella legalità, nell’onestà, nell’uguaglianza, vorrei poter essere orgogliosa di loro come esempi di persone che lavorando per l’Italia la immaginassero inserita in un progetto universale di armonia con tutta l’Umanità del Pianeta.
Accipicchia…cascai..e mi rendo conto d’essermi fatta pure male!

Sparito il ministro? Non m’ha aiutata a rialzarmi.

Semplice/Vera

Per le vittime delle tragedie annunciate: Vajont, Barletta, Genova….

Amici, vi passo una bella e sentita accusa  del Sindaco di Cassinetta di Lugagnano, Domenico Finiguerra, ai politici. Condivido totalmente il suo sentire, non occorrono parole inutili da copione serve il fare, serve la buona volontà, l’impegno, la coscienza, il senso di responsabilità…fare il proprio dovere.

“Voi… non avete alcun diritto di piangere.
E gli italiani dovrebbero cominciare a fischiarvi e cacciarvi dai funerali.E gli italiani dovrebbero smettere di pregare davanti alle vostre altissime gru, totem di un modello di sviluppo decotto e decadente, che prima di collassare, rischia di annientare i beni comuni di questi Paese, di questo pianeta.
Per le vittime della tragedia del Vajont: 9 ottobre 1963.
Per le vittime delle tragedie di Barletta: 16 settembre 1959 e 3 ottobre 2011.
Per tutte le vittime della malapolitica, del partito del cemento.

Voi che vi riempite la bocca di parole trite e ritrite: “crescita, sviluppo, competitività”.
Voi che ripetete queste parole come un mantra per nascondere il vuoto delle vostre idee.
Voi che avete imparato questi Dogmi come scolaretti per essere promossi dalle maestrine di Confindustria e dei mercati finanziari.

Voi non avete alcun diritto di piangere!

Voi che quando siete seduti sulle comode poltrone a Porta a Porta vi lanciate, l’uno contro l’altro le medesime ricette stantie: “Dobbiamo rilanciare le grandi opere, dobbiamo far ripartire l’edilizia, ci vuole un nuovo piano casa, forse anche un nuovo condono”.

Voi non avete alcun diritto di piangere!

Voi che con il fazzoletto verde nel taschino avete chiesto il voto per difendere la pianura padana da invasioni di ogni genere e poi dagli assessorati comunali, provinciali e regionali avete vomitato sulle campagne padane la vostra porzione di metri cubi di cemento, insieme a tutti gli altri.

Voi non avete alcun diritto di piangere!

Voi che avete giurato fedeltà alla Costituzione ma poi non ne rispettate l’art. 9: “La Repubblica tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della nazione”, e approvate piani regolatori che hanno come unico obiettivo quello di svendere il territorio e di fare cassa con gli oneri di urbanizzazione.

Voi non avete alcun diritto di piangere!

Voi che, con l’arroganza di chi non ha argomenti, denigrate chiunque si opponga alla vostra furia predatoria di saccheggiatori del territorio.
Voi che, con il risolino di chi è sicuro del potere che detiene, ridicolizzate tutti i giorni i comitati, gli ambientalisti, le associazioni, i cittadini, che mettono in guardia dai pericoli e dal dissesto idrogeologico creati dalle vostre previsioni edificatorie.

Voi non avete alcun diritto di piangere!

Voi che siete la concausa delle catastrofi alluvionali, dovute alla sigillatura e all’impermeabilizzazione della terra operate dalle vostre espansioni urbanistiche, dai vostri centri commerciali, dai vostri svincoli autostradali.

Voi che avete costruito il vostro consenso grazie alle grandi speculazioni edilizie, ai grandi eventi, alle grandi opere o anche alla sola promessa di realizzarle.

Voi non avete alcun diritto di piangere.

Nessun diritto di piangere le dieci vittime dell’ennesima alluvione ligure. Né le vittime di tutte le precedenti catastrofi causate anche dalla vostra ideologia. Perché voi, iscritti e dirigenti del Partito del Cemento, siete i veri estremisti di questo paese.

Siete i veri barbari di questo nostro paese.

Siete la vera causa del degrado ambientale, della violenza al paesaggio e dello sprofondamento del paese nel fango.

No. Voi non avete alcun diritto di piangere.

E gli italiani dovrebbero cominciare a fischiarvi e cacciarvi dai funerali. E gli italiani dovrebbero smettere di pregare davanti alle vostre altissime gru, totem di un modello di sviluppo decotto e decadente, che prima di collassare, rischia di annientare i beni comuni di questi Paese, di questo pianeta.

Domenico Finiguerra
Qui radio libera. E lì?”