Battiato..gli italiani..e lo strano senso del pudore.

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Siamo un pò strani come popolo, diciamocelo!
NON CI HANNO SMOSSO, inciuci, intrallazzi, collusioni, 20 anni di pessimo governo che ci hanno visto precipitare  economicamente, culturalmente, emotivamente…non ci ha smosso il numero inquietante di indagati tra le fila dei politici di qualsiasi schieramento fossero, non ci ha smosso un comportamento a dir poco “imbarazzante” di colui  che ci rappresentava nel resto del mondo…Non ci siamo smossi nemmeno quando abbiamo avuto la certezza che dei ladri avevano rubato la speranza del futuro ai nostri figli, nè quando ci siamo visti togliere la sicurezza del lavoro e nemmeno quando ci siamo visti togliere la serenità di una vita dignitosa quando questa sta per volgere alla fine. Non ci siamo smossi quando il resto del mondo inorridito guardava e non riusciva a darsi una spiegazione della nostra mancanza di indignazione. Mai..Mai… stavamo insensibili simili a statue di sale!
Però…..sappiamo sorprendere!!
Com’è facile sconcertarsi, indignarsi, erigersi a moralizzatori irreprensibili, com’è facile entrare nei panni di  verginelle candide dalle orecchie innocenti….com’è facile condannare e sentirsi offesi se una parola, un termine ci schiaffeggia, perchè questo ci fa sentire persone perbene.
Ci vuole un attimo ad arruolarsi nell’esercito della salvezza e punire efficacemente il colpevole.

Io non sono per il turpiloquio e aberro gli insulti…mi piace giocare su un piano più sottile e forse più efficace..e.. sicuramente, Battiato per il ruolo ricoperto , poteva trovare un termine meno virulento che desse l’esatta intenzione di ciò che voleva esprimere. Sicuramente il termine che ha usato al femminile poteva usarlo in genere neutro.. perchè è chiaro, almeno per me, che lui intendesse  riferirsi indipendentemente dal sesso, a tutte quelle persone che hanno abusato del ruolo,  conferitogli dal voto degli italiani, a loro personalissimo uso e consumo, prostituendosi in questo modo al dio denaro sull’altare del potere.
Alzi la mano chi in cuor suo non ha mai pensato come Battiato in riferimento a particolari personaggi della politica.
Allora, ci vuole buon senso..ci vuole rispetto non solo per la forma ma anche per la sostanza, lo si deve allo spirito critico, all’intelligenza, all’amore per la verità, all’onestà intellettuale. Immaginiamoci con una bilancia speciale in testa, immaginiamoci in possesso di una bilancia virtuale e invisibile, in grado di pesare gravità e gravità. Insomma non si può inorridire spietatamente per un termine seppur infelice e rimanere insensibili difronte a fatti reali schifosissimi!!!!!!

Semplice

Non abbiate fretta….

matita

Stasera si chiude e vorrei ci fosse ancora tanto tempo per vedere, conoscere, spiegare, capire. E’ sempre così alla vigilia di un grande evento, da una parte non si vede l’ora che arrivi per verificare le ipotesi, i risultati, le incognite, dall’altra si vorrebbe protrarre l’attesa, un pò per paura  delle delusioni qualora la realtà non corrisponda ai nostri desideri e aspettative, un pò perchè non ci si sente mai totalmente preparati e si vorrebbe avere ancora un pò di tempo per  poter aggiustare il tiro e rifinire ogni cosa in maniera impeccabile. Ormai ci siamo! Da sempre e ogni volta le votazioni, se fatte con consapevolezza e impegno partecipato, sono un momento altissimo di espressione della volontà di un popolo in grado di decidere la rotta di un Paese. Ma ci rendiamo conto, nessun statista, nessun governo può salire al potere e governare se il suo Popolo non lo vuole?! Chi comanda non è Tizio e Caio perchè eletti, ma, comanda la volontà del Popolo di cui loro sono espressione e delegati. Io trovo galvanizzante, commovente, tutto ciò, rendendomi conto di quanto sia delicato, impegnativo e gravoso di responsabilità al contempo. Ma per poter essere veramente così è indispensabile che un Popolo si renda conto dell’enorme potere che ha, un potere non avuto per grazia ricevuta dal cielo, ma frutto di partecipazione, informazione, coscienza, spirito critico, impegno, perchè basta un attimo di distrazione per passare da “datori di lavoro” a garzoni. E’ della nostra vita, forse l’unica che abbiamo, è del sapore che vogliamo darle, è del futuro dei nostri figli..è della serenità con cui possiamo affrontare le difficoltà legate alla salute, al lavoro, alla vecchiaia, è del diritto di essere rispettati nella dignità di persone, è del modo e della possibilità che possiamo avere per interagire con il resto dell’Umanità, è dello stato di salute della nostra Terra tutta e non del solo piccolo fazzoletto su cui posiamo i piedi… è dei valori universali e inalienabili e non negoziabili nè scontabili.. etc. etc… che stiamo parlando…Sono tematiche estremamente serie, vitali, per non pretendere che vengano gestite ed organizzate in maniera seria e competente. Il nostro Paese sta attraversando un momento estremamente delicato su tutti i fronti…ci hanno trascinato alla deriva, derubati, derisi, schiaffeggiati, prostrati, basta un nonnulla per precipitare nel baratro economico, morale, e, nonostante tutto, c’è ancora chi ci sberleffa, credendoci stupidi e tontoloni, considerandoci al pari di plastilina a cui dare la forma desiderata secondo le sue voglie od esigenze. Non permettiamolo più!!!

la rivoluzione delle matite

Ecco…è così, è vero! Allora quando sarete dentro la cabina elettorale con la matita in mano, non abbiate fretta, state maneggiando un’arma. Prendetevi tutto il tempo per riavvolgere come in una moviola le cose che più tenete a cuore: ripensate allo sguardo di vostro figlio, deluso e scippato del suo futuro, delle sue aspettative, dei suoi sogni…entrate, se uomini, anche solo per un attimo, nelle frustrazioni di vostra moglie, rivedetela a fare i salti mortali per far quadrare quei quattro spiccioli fino alla 4°settimana di ogni mese, immedesimatevi nelle sue rinunce, in quel senso di sconfitta, di impotenza, che spesso è il colore delle sue lacrime, se siete donne vi basta ripensare al vostro viso riflesso nello specchio prima di uscire…Non abbiate fretta…ripensate allo sguardo doloroso di quell’uomo incontrato prima per strada, nei suoi occhi si leggeva tutta la sua disperazione per aver perso il lavoro…si leggeva la paura di non avere più chances. Non abbiate fretta…vi ricordate quel gruppetto di anziani che come piccioni o passeri rovistavano i secchioni fuori il supermarket? Eppure, hanno lavorato una vita…ma non è bastato a garantirgli di vivere gli ultimi anni in serenità. Non abbiate fretta.. Ricordate lo stupore allo sportello dell’asl quando per un’ecografia il tempo d’attesa non è inferiore a 15 mesi?  Certo..si può prenotare intramoenia e avere l’ecografia lo stesso pomeriggio e…..se uno i soldi non ce li ha? Se quelle indagini fossero indispensabili per diagnosticare un tumore? Siete pronti a fare fuoco???? No!!! aspettate, non abbiate fretta… c’è ancora qualcosa su cui riflettere: prima di premere il grilletto, eliminate dalle vostre possibilità di voto tutti i ladri, i farabutti, i bugiardi, i disonesti, i collusi, le mignotte, gli incapaci, i mafiosi, i pappamolla, gli urlatori, i buffoni, gli quaquaraquà!!! Mi rendo conto, la rosa delle possibilità si è assottigliata parecchio… 😦 Non abbiate fretta…affinate la vista cercando di centrare il bersaglio..fatevi guidare dall’anima, dalla coscienza, dalla consapevolezza, dal senso di responsabilità, dal senso critico, dall’intelligenza, dall’armonia…Ecco, adesso siete pronti…..indubbiamente dopo aver riflettuto ed aver preso aria piano piano…adesso sparate, e il centro non può che essere onestà, legalità, diritto, giustizia, pari opportunità. 13015_485994364781609_2082889611_n
Con una grande speranza nel cuore vi abbraccio tutti.
Semplice
Ps. non prendetevela se non risponderò subito, sono impegnata ai seggi.

In punta di piedi….

equilibri

equilibri

Carissimi, sono imperdonabile, sparire per tanti mesi senza uno straccio di messaggio o un saluto di commiato, sono comportamenti che appaiono e sono poco giustificabili e vi chiedo umilmente scusa. Ma, non per trovare attenuanti o allegerire la mia posizione, vi assicuro che tutto questo rientra nella casistica o saggezza di vita o più semplicemente sperimentazione empirica, che amo tenere come filo conduttore da sempre e che applico ad ogni cosa in cui mi imbatto: la verità non è mai una sola, o quantomeno non è necessariamente quella che  appare lampante e inconfutabile. Dai primi di novembre sono tartassata da problemi ..che come in un crescendo musicale ad un certo momento hanno raggiunto l’apice della performance, la potenza dei decibel assordante a tal punto da stordirmi. Quest’ultimo momento ha coinciso con il mese di dicembre. Problemi che oltre me hanno interessato miei  affetti carissimi. Non sto ad elencarvi la lista, ma, credetemi ad un certo punto ho creduto di non farcela, ho avuto la percezione della misura del troppo. E’ incredibile come certe situazioni, certi dolori, diano l’esatta misura del limite umano. Allora chiami a rassegna il Cielo, ci parli, chiedi perchè, ci vieni a patti. E spesso….ti rendi conto che…è solo illusione, nelle Alte Sfere la fila d’attesa è lunghissima ed è probabile che quando si arrivi al proprio turno la saracinesca chiuda per fine turno. Questo aspettare pazientemente, paradossalmente, genera un miracolo: un miracolo interiore. Questo mi è successo, ancora una volta, assaporando, costatando, pesando la mia fragilità, avendone  l’esatta consapevolezza , ho scoperto che in essa sta la mia forza. Quello stato d’animo che sembra annientare, che fa precipitare nello sconforto e che lentamente sembra faccia precipitare e scomparire nelle sabbie mobili o polverizzare qualsiasi mossa, come un lievito invisibile, dà una scossa elettrica, strappa quel velo fitto che appanna la luce,  genera quell’energia di respirare a pieni polmoni e apre alla speranza facendo dire: non è finita, non tutto è perduto, ce la posso fare, non sono vinta, voglio ancora ballare e imbrattare con i colori la pagina della mia vita!! Allora, scrupolosamente si fa l’inventario di tutto il “capitale” e di tutte le risorse, ed è sorprendente scoprire come appaiano preziose piccolissime cose a cui in tempi normali non si presta attenzione. Un piccolo miglioramento, un centimetro di terreno recuperato dal nemico, la capacità di sovrapporre il sorriso ad una bocca triste, sorprendersi per un guizzo negli occhi simile ad una scintilla scappata dal fuoco di un camino, lasciarsi avvolgere dal conforto di un abbraccio senza sentirsi deboli, stupirsi per la complicità e le alleanze che spontaneamente si scoprono,  e altro ancora…sono gemme preziose per cui vale la pena combattere. Adesso, qualcosa va un pò meglio, molte cose stanno ritornando normali ( Dio, quant’è bella la normalità!!!!!) non è finita certo, ma io sono più serena e fiduciosa e più guerriera che mai.  Non è casuale la scelta di questa immagine, oltre ad essere bellissima l’ho messa perchè rappresenta egregiamente il mio stato d’animo odierno…la leggerezza di una piuma è in grado di equilibrare la pesantezza e la durezza della pietra. Cos’altro è la vita se non quest’altalenarsi di luce ed ombra, di riso e pianto, di gelo e calore, di asperità e delizia,di gioia e dolore, di sacrificio e gioco, di odio e amore…e noi che s’ha da essere bravi a rimanere saldi in sella?

Cari amici, questo breve messaggio non preannuncia un mio ritorno immediato, fra pochi giorni dovrò ripartire per il Veneto dove la mia presenza è indispensabile, ma conto di ritornare quanto prima…mi mancate e mi mancano gli sfoghi che tanto mi piacciono. Quanto ci sarebbe da sfogarsi alla luce del gran casino che stiamo vivendo come italiani! Vi auguro Buona Vita piena di colori, luce ed armonia.  A….il prima possibile.

Semplice

E….ritorno qui.

Carissimi, e ritorno qui! Una pausa, meglio dire sosta obbligata, in questo viaggio con voi, durata molto tempo, ma,  i viaggi dopo le soste riprendono; come primo passo voglio ringraziarvi tutti ma proprio tutti per l’affetto che avete per me. Riprendere è dura! Ci sarebbero molte cose da dire, temi scottanti di cui parlare quali il periodo difficile che come italiani e non solo, stiamo vivendo, dello schifo politico, delle incognite che ci attendono, etc. etc. ma voglio ripartire in maniera dolce. Voglio ripartire animata da quello spirito di ottimismo ed armonia a cui anelo e che nessuna bruttura è riuscita finora ad oscurare. Abbiamo bisogno di leggerezza, di levità, di armonia, di bellezza, di piacevolezza e dobbiamo pretenderla. Nella vita di tutti i giorni, oltre a strapazzarsi con i problemi e le fatiche, ineluttabili, è bene e salutare ogni tanto concedersi delle pause piacevoli.  Momenti in cui ci ritagliamo uno spazio, un tempo tutto nostro, momenti in cui non è più l’orologio o gli altri a scandire le ore, momenti in cui lasciamo che sia la nostra anima ad esibirsi, momenti in cui addentiamo il vero gusto della vita. Sono proprio questi “intervalli” che ci rigenerano e fan sì che dopo possiamo affrontare con rinnovato vigore il consueto.Voglio respirare a pieni polmoni quegli scampoli di serenità che riesco a rubacchiare, voglio provare la stessa felicità sorpresa di colui che rovistando tra una montagna di rifiuti tra essi trova un diamante grande. Ho bisogno, come tutti, di serenità, ma la serenità non si compra, è dentro di noi sempre, frutto non di fortuna e ingegno quanto di lento esercizio e volontà, di ricerca,  di atteggiamento.. un modus vivendi. E’ quella speciale condizione che ci fa dire, malgrado tutto, la vita è bella, e vale la pena viverla fino in fondo perchè  fino all’ultimo respiro avrà una sorpresa. Ecco perchè assumono valenza  condizioni come la serenità, la normalità, lo scorrere quotidiano, vissuti non solo come momenti individuali di fuga o di estraneità ai problemi, bensì come presupposti di vita necessari, non percepiti come optionals ma diritto,  ecco perchè serve tenacia  per salvaguardarli, tutelarli e pretenderli per tutti. Questo comportamento assume un valore politico, perchè saremo meno flessibili e meno tolleranti verso chi ci scippa, ci ruba e ci impedisce le possibilità affinchè esploda in ogni uomo la gioia di vivere.  Con questi presupposti nasce la “filosofia” spicciola,  femminea, alla buona, della Vera che ormai conoscete, pensieri che  non cambieranno il mondo nè  i destini dell’umanità, ma bastevoli  (spero) a regalare un sorriso o un momento piacevole.

Ebbene, io, dal mio puzzle incasinato, come amo definire la mia vita, mi sono ritagliata un tassello felice, grande due giorni. Mi sono immersa anima e corpo in azioni e situazioni naturali, semplici… Ieri sono andata a vendemmiare, rivivendo momenti e gesti che avevo riposto negli scatoloni nella soffitta del mio cervello. Ma, magia…come per gli scatoloni così per i ricordi, tolta la polvere superficiale e il coperchio, ci ritroviamo tra le mani cimeli,  oggetti preziosi, immagini, profumi, gesti… cose che, malgrado gli anni trascorsi,  miracolati ritornano a vivere senza aver perso smalto e lucentezza, cose che azzerano decenni regalandoci emozioni autentiche, quasi vergini. La vendemmia per me è un valore , (mi riporta a mio padre, l’uomo che ho amato più di ogni altro) e con lui ho imparato che, essa, non  è solo il gratificante momento del raccolto e la conseguente festa che si fa nella vigna, ma rappresenta la scena  madre in cui sono racchiusi 12 mesi di fatica, di sudore, di attesa, di speranza, di fiducia, di preoccupazione, di compensazione. Denudare le viti dai grappoli d’oro o viola mi provoca un piacere voluttuoso, riesco a percepire il muto dialogo tra me e la terra.. Da sempre, ho un rapporto specialissimo con la terra, intesa nella sua accezione più vera, ne sento il suo battito, il suo respiro, il suo umore..mi piace affondarci le mani, annusarne l’odore, sentirne la sostanza,  definirne la diversità, farmi sfiancare dalla fatica che comporta il rapporto con lei, sentirmi parte di lei. Ieri sera, tornata a casa ero come stramazzata per la stanchezza, ma era una stanchezza sana, riconciliante, all’antitesi con la stanchezza da stress.
Oggi, invece, ho trasformato l’uva che generosamente mi era stata donata dai miei amici. E che altro potevo fare se non coccolarmi il cuore? Si, coccolarmi il cuore, cioè preparare e gustare cibi che coinvolgono e ammantano di piacere tutti i sensi, che procurano carezze alla memoria, al tempo, che restituiscono dignità a valori  perduti, perchè mangiare solo per  riempire la pancia o soddisfare una necessità vitale è una cosa  tristissima.   Ho ripescato dall’oceano dei miei anni più felici e spensierati, una ricetta che facevamo con la nonna adottata,( le mie vere nonne non sono state granchè come nonne, io sin da piccola trovavo escamotage…ahhahhahha): la mostarda d’uva!  Una preparazione che contiene tutti gli elementi vitali; un’alchimia di profumi e sapori, segreti e formule che si tramandano da donna a donna come eredità  tramite silenziosi e invisibili testimoni . E’ una gelatina che si ottiene cuocendo dapprima, il mosto appena spremuto con la cenere dei “sarmenti” che la dolcifica (sarmenti=i tralci della vite essiccati), poi, dopo il riposo necessario per la sedimentazione della cenere, si filtra attraverso un telo bianchissimo e finissimo e si inizia a comporla aggiungendo amido, cannella, chiodi di garofano, cioccolata fondente, mandorle e pistacchi tostati. Non avete già l’acquolina in bocca? A questo punto si versa nelle formelle di terracotta. Ah le formelle! Sono quelle in terracotta della “nonna”,  che mi hanno seguito in tutti i miei giri, sono zingara ma…con bagaglio a seguito!

Si può mangiarla calda o essiccata per l’inverno conservata nelle scatole di latta. Ricordo che da bambina ogni mattina, al tempo della vendemmia, era mio compito stendere al sole sopra i musciari (cannicci) e poi ricoperti da un velo, le forme di mostarda che ogni giorno diventavano più nere, più piccole, più profumate.   Molti anni fa quando si era poveri ( ma visto i tempi che corrono, forse converebbe attrezzarsi), un pezzo di mostarda e una manciata di fichi secchi erano il companatico per il pranzo dei contadini, garantendo loro forze dall’alba al tramonto perchè è molto energetica e corroborante. Anche ai miei tempi, mezza formina con una fetta di pane rappresentava egregiamente la mia merenda.

Mi sento molto strega oggi tra le mura della mia cucina, come se stessi preparando un elisir di felicità! Felice lo sono davvero..sarà stato l’effetto dell’evaporazione del mosto e dello sprigionarsi delle essenze delle spezie? Beh..ne ho assaggiato un bel pò con la scusa di verificarne la giusta consistenza e sarà stato questo a darmi il coraggio di cantare sebbene stonata come un campanaccio?  E nell’aria c’era odor di tini ..   mi piace quando la mia casa odora di buono, di accattivante, di ruffiano, di promessa…

Dio, quanto ho scritto….perdonatemi, un pò perchè la sintesi non m’appartiene e un pò perchè  avevo troppe parole taciute che bussavano per uscire all’aria.

A presto, Semplice.

A…

19 maggio 2012, altra triste data da aggiungere all’elenco dei giorni bui, dolorosi, orribili, violenti,oltraggiati, della storia del nostro Paese. Oggi un dolore atroce ci ha sconvolto, colpiti al cuore, paralizzato la quotidianità, spento la normalità, proiettandoci dentro le spirali incomprensibili della paura o meglio del terrore puro. L’orrore stamattina ha colpito con cieca ferocia…si è spinto “oltre”; colpire una scuola, dei ragazzini, significa colpire lo Stato, la cultura, il futuro, la speranza, la vita!!  Non è casuale che all’alba di ogni cambiamento entrino in scena azioni atte a destabilizzare, a creare confusione, panico, tensione. E’ proprio questo lo scopo ultimo di questi gesti: paralizzarci, impaurirci, farci rintanare, scoraggiarci, ridurci silenti,  iniettandoci il veleno il cui effetto produce quello strano sintomo che induce a sentirci salvi e incolumi solo se  ci tiriamo fuori. Una vera strategia!  Ed è proprio l’opposto che tocca fare. Melissa rappresenta la figlia di tutti noi, innocente bersaglio di intrighi occulti. Alziamo la guardia, riempiamo le piazze, facciamo sentire alta la nostra voce di protesta, di condanna, di rifiuto della violenza, esibiamo forte la nostra presenza, affiniamo la capacità critica di comprensione dei fatti, pretendiamo la VERITA’ della storia, non soffermiamoci accontentandoci delle versioni semplicistiche che spesso ci imboccano.

A…Melissa, chiedo perdono per non averla saputa proteggere; tutti noi siamo responsabili di ciò che viene fatto a casa nostra, non sempre siamo vigili, attenti, partecipi, consapevoli, e, lasciar correre senza combatterli comportamenti scorretti quali corruzione, illegalità, prepotenze, con il silenzio dell’indifferenza  o l’ignavia ci rende colpevoli. Piccola stella, che la terra ti sia lieve, che in altra dimensione ti  venga offerta la possibilità di sbocciare, di vivere il tuo sogno, tutto ciò che stamattina ti hanno negato su questa terra. Ti abbraccio e ti bacio.

Alla… mamma e al papà di Melissa..oltre il nostro abbraccio deve arrivare l’impegno che l’Italia tutta farà il possibile per accertare la verità e fare giustizia. Non ridaremo certo la loro figlia, la cui assenza rimarrà un dolore immenso, incommensurabile, vivo e presente fino alla fine dei loro giorni, non elaborabile MAI, ma piangere un figlio senza giustizia è dolore che si aggiunge al dolore.

A…Giovanni Falcone,  anche oggi  bersaglio di un attentato, ieri fisicamente oggi nella memoria, dico che anche da morto fai paura, ti temono e vogliono esorcirzzarti. Segno che le tue idee sono semi attivi in grado di far germogliare speranza, forza, coscienze…spero saremo sempre di più a seguirle e mantenerti vivo.

Ai… politici dico…risparmiateci tutte le vostre pappardelle, oggi vi ho visto in tv, tutti candidi come verginelle. Siete responsabili anche voi..perchè non è colpevole solo colui che spara o preme il timer di una bomba, lo è in egual misura chi, deputato a farlo, non sa proteggerci, non sa assicurare e garantire condizioni di vita egualitarie, dignitose, sicure, legali. Rispiarmateci i vostri sermoni, le vostre facce contrite, le vostre intuizioni. Dov’eravate quando dovevate espletare i compiti per cui siete stati eletti? Lo sappiamo tutti dov’eravate, le notizie dei tg. in questi giorni parlano chiaro..eravate tutti a farvi i ca…etti vostri, a rimpinguarvi pance e tasche!!!

Ai…mandanti destino tutto il mio disprezzo. Vili e vigliacchi, vi sentite forti a spargere morte e terrore tra innocenti? Vi sentite onnipotenti, invincibili? Vi sentite padroni delle altrui vite? Vi sentite sicuri, incondannabili perchè non credete esista nessuno in grado di farlo, perchè anche se ci prova uno come Falcone, voi lo ammazzate? Non vorrei essere al vostro posto quando il Giudice Supremo vi giudicherà!

Agli…esecutori, risevo tutta la pietà!! Non la pietas dei latini, ma quell’orribile sentimento che si prova davanti ai meschini, agli ultimi moralmente pensando, cioè schifo!!. Venduti per pochi spiccioli seminate morte, uccidete vittime ignare. Ma ditemi..perchè sono curiosa davvero, come fate a vivere una vita normale con pesi come macigni sulla coscienza? Vi attraversa il rimorso? Non vi perseguitano gli sguardi sgranati  e le urla di coloro che uccidete? Riuscite a fare una notte di sonno tranquillo, non popolato da fantasmi ai piedi del letto? Riuscite a guardare negli occhi i vostri figli senza inorridire? Riuscite a far loro una carezza, con quelle stesse mani che hanno ucciso? Riuscite a sentirvi uomini?

A ..noi tutti, rivolgo una preghiera: non lasciamoci intimorire, non sentiamoci soli, non lasciamoci vincere.

Semplice

I love Napoli

Tutto ciò con cui ci relazioniamo ha un impatto su di noi, ci coinvolge, ci interroga, ci quieta o ci turba, ci lascia segni, conoscenza, emozioni sempre. Indipendentemente dalla natura dell’oggetto, si tratti di persona, cose, pensieri, luoghi…l’iter è sempre uguale: un prima è seguito da un durante seguito da un dopo. Dall’approccio, si passa alla conoscenza, alla valutazione, alla conservazione o all’eliminazione, all’affezione o al rigetto. Ho una piccola mania, mi piace associare le cose tra di loro in base alle somiglianze, così ogni cosa o persona ha un equivalente in un animale, in un colore, in un fiore, in un cibo…e viceversa. Un gioco che facevo sin da piccola, che mi viene spontaneo ascoltando le sensazioni che mi attraversano. Sono molto istintiva, mi fido delle sensazioni che il mio intuito mi trasmette e di solito la prima impressione è quella che viene confermata nel tempo. A questo gioco non ho risparmiato nemmeno i luoghi, le città. Ogni volta che visito un luogo non posso fare a meno  di cercare di capire coloro che ci vivono e di valutare il modo in cui io “vivo” loro. Le città amo paragonarle alle persone o meglio al carattere delle persone,  trovo il loro approccio simile agli approcci dell’umanità. Tutte diverse, uniche, come lo sono gli umani. Così, alcune si presentano come persone dal colorito grigio, opaco, distanti dalla vita; altre come quelle persone ingrugnite che non sanno sorridere  tipico di chi è in eterno conflitto con il vivere; o come quelle persone che salutandoti ti danno quella stretta di mano molle, senza passaggio di emozioni, persone che si lasciano scorrere la vita addosso non trovando mai il coraggio di addentarla; altre ancora  ti accolgono con quel piglio austero, lo sguardo indagatore, quasi valutativo mettendo  soggezione e alzando barriere, muri, distanze, nell’esiguo spazio tra loro e noi, tipico delle persone arroganti che credono di bastare a se stessi perchè solo in essi hanno la certezza di completezza. Altre ti mettono addosso un brivido freddo e sai sin da subito che ti hanno visto, ma non accadrà mai più. Altre ancora si mostrano infastidite di riceverti a casa loro, considerando gli altri intrusi che calpestano il loro suolo. E poi ci  sono quelle città solari, ariose, allegre, aperte,   simili a  persone che ti accolgono con un sorriso, con un abbraccio, con interesse, con curiosità e che ti attraggono per la creatività  e la fantasia, che conquistano come un colpo di fulmine. Come le persone questo tipo di città ti entrano nel cuore, le ami, istintivamente, spontaneamente, facilmente le ami..ritornarci è sempre un’emozione e lasciandole le accompagni con lo sguardo come a voler prolungare l’abbraccio finchè spariscono per la lontananza. Napoli è una di queste. Napoli accoglie e cattura come un piccolo monello  bello come il sole, sprizzante di vita, dagli occhi ridenti, dalle guancie rosse, dalla bocca  imbrattata di cioccolata, con le ginocchia sbucciate, segno di “battaglie” all’aria aperta, con uno strappo sulla maglietta, pronto a qualche dispettuccio o marachella che lo rendono irresistibilmente disarmante e perdonarlo è inevitabile!!!

Lunedì 7 Maggio ero a Napoli…Ancora una volta ne sono rimasta catturata!! Adoro Napoli da sempre e ogni volta  la guardo e me ne innamoro come fosse la prima volta. Sono arrivata in mattinata, c’era una luce bellissima, fresca di bucato..la pioggia piovuta all’alba  dava vividezza ai colori  rendendo ogni cosa più nitida, decisa. Una brezza delicata portava l’odore di salmastro che si mischiava all’odore di rose e degli aromi delle pasticcerie.  Ma è di un altro odore che vengo sedotta ogni volta che  ci ritorno… Si respira un odore particolare a Napoli ( non pensate alla monnezza, io non ne ho vista molta di più di quella che vedo a Roma o in altri luoghi)..è il profumo della vita, quello che passa nella luce di un  sorriso, nella complicità di un parlottìo, nell’allegria di una risata, nell’intrigo di uno sguardo curioso, nella disponibilità di una mano tesa, nella sdrammatizzazione di una battuta, nella genialità dell’improvvisazione. Napoli al pari di una persona ha un’unità in cui convivono diverse anime, contraddizioni visibili e nascoste, ha pregi e difetti come tutte le cose , si mostra così com’è con i suoi contrasti di cui non fa mistero: bella, signora e stracciona, ricca e povera, spensierata o martoriata, aggrappata alla vita sempre, in fermento, impegnata a galleggiare sul suo destino, elegante nelle sue piazze come salotti o folkloristica con le sue collane di panni stesi nei vicoli.  Mischiarsi, fondersi con essa è facilissimo, ma il tuffo al cuore l’ho avuto nel pomeriggio, quando dopo una curva, dalla tangenziale l’ho vista dall’alto in tutta la sua interezza. Mollemente sdraiata  sulla riva, come una femmina conscia della sua bellezza, sembrava  ricevere l’abbraccio del mare e il calore dei raggi del sole. Bellissima!!

Napoli è sud…e al sud tutto è più intenso, sanguigno: i colori sono acqueforti, non acquerellati,  gli odori sono essenze penetranti e non sentori,  i sapori prendono l’anima e non solo le papille,  il sorriso è vero, la risata è de core, l’abbraccio è già nella mano tesa dell’accoglienza,  i sentimenti si chiamano passioni struggenti…Io penso, che a Napoli, anche il dolore riceva un balsamo. Napoli ha il pregio di farmi sentire a casa, anche se non è casa mia. Mi muovo con facilità, a mio agio, tra cose e umanità simili, appartenenti, conosciute, riconosciute. Mi mette allegria, buonumore, mi riappacifica con l’umanità..un’umanità genuina, verace, teatrale. A  Napoli tutto è teatro estemporaneo.. in ogni angolo si recita a soggetto  il copione più intrigante e ammaliante: la vita!

La vita, la gioia di vivere passa anche nel morso di una pizza, di un babà, di una sfogliatella… l’alchimia del cibo unisce le persone, i popoli, ci lega al luogo e alla sua gente, e io questi piaceri non me li sono negati!!

Semplice

felicità..

Stamattina quando un raggio di sole è venuto a giocare tra le mie ciglia, l’ho accolto con un sorriso…il primo morso di vita, oggi, sapeva di buono..mi son detta: che bella giornata! Non mi è successo niente di grandioso, non ho vinto nulla, non si sono avverati i miei sogni, non si sono dissolti come neve al sole i miei problemi, non c’è nessuno innamorato folle di me a tal punto da considerarmi la ragione della sua vita, non sto preparando nessuna valigia per fare il giro del mondo…Sono la Vera di sempre, con un giorno in più, quella ora confusa, stordita, arrabbiata, ora ottimista, generosa, tenace, sensibile o refrattaria, stanca e lenta come un bradipo o agile come un puma; quella Vera spesso abbattuta dalla paura o coraggiosa come una leonessa…sono quella di sempre, quella che sarebbe felice per un bacio o una carezza ricevuti come dono…eppure, oggi sono felice. Senza una ragione apparente, sono felice. Ogni volta che succede è sempre una sorpresa. Mi sento addosso un inaspettato benessere psico-fisico ,  una conciliante serenità con tutto. Una strana sensazione mi pervade, una forza invisibile, interiore, sprigiona energia…silenziosa e lucente, parte dal cuore e piano piano si spande in ogni cellula del mio essere. Simile ad  uno stato di grazia ha il potere di  rendere bella ogni cosa, di rendere saziante ogni cosa che ho, di rendere leggera ogni azione. E’ in questi momenti che mi rendo conto di quanto sia fortunata, di quanto grandi siano le cose che ho e di quanto contino anche se non costano un cent. Oggi “sono” al mondo, non devo venirci dentro a tentoni, come spesso mi accade. Come un gatto mi stiracchio, mi vesto, continuo a sorridere ( non è una emiparesi..ahhahh) e  mi avvio in cucina per prepararmi il caffè, passando  lo specchio  rimanda la mia immagine..però!

Mi piacerebbe vedermi sempre così…

Un friccico di felicità arriva nella vita di tutti..purchè la si riconosca, la si accolga.
E’  inutile inseguirla, cercarla, cacciarla, men che mai spiegarla o chiedersi quanto durerà.. arriva in un giorno qualunque, non rispetta tabelle d’orari, non le importa che sia maggio o novembre, non sceglie “pacchetti preziosi” può presentarsi anche nuda. L’importante è che noi sappiamo afferrarla; trattenerla è impossibile, un pò come succede con il vento. Passa…ma la sua carezza rimane.

Semplice

Vorrei..

Siamo sommersi dal frastuono assordante di parole, parole urlate, cantate, sbandierate, schiamazzate, declamate, inveite, tuonate, sbraitate.. un chiacchericcio simile al frastuono assordante, inarrestabile e fastidioso del frinire delle cicale. Un bla bla che spesso ci investe e ci  cade addosso come pioggia che oltre ad inzuppare  i vestiti e la pelle non va oltre. Spesso sono parole ostili che si tramutano in fatti, azioni che fanno l’uomo nemico al simile. E si resta disorientati, smarriti, confusi, incomunicanti, stranieri, incompresi, come ai tempi della torre di Babele.

Vorrei  trovare parole nuove da dire, parole che entusiasmino i cuori, smuovano le coscienze. Parole originali, dirrompenti che facciano crollare i muri della mente, che smontino recinti e barriere, che abbiano la forza di tornado rimescolando in un caos infernale le cose, riportando a galla tesori nascosti. Vorrei  parole che come lieviti fermentino le  idee trasformandole in fatti nuovi, sostanze cresciute. Vorrei trovare parole nuove che creino coraggio azzerando paure sorvolando il limite umano, parole che non contemplino i concetti di  impossibilità, arresto, sconfitta. Vorrei trovare parole libere, ruffiane, carismatiche,fascinose, in grado di calamitare condivisioni, in grado di suscitare empatie, creare sistemi di riferimento comuni in cui riconoscersi ed identificarsi. Parole sociali, in grado di uscire dal chiuso di una stanza o dalla mente del singolo che le partorisce capaci di creare reti, ponti di amicizia e collaborazione tra le persone. Parole che come singoli anelli si allaccino a formare una catena robusta il cui fine ultimo è la comprensione umana, l’abbraccio universale, l’amore universale. Progetto o aspirazione impossibile e ardua?! Dovrei essere un’artista, una maga capace di creare alchimie, una filosofa che gioca e impasta parole..dovrei cercarle in spazi e atmosfere inusuali?

Ma poi rifletto e penso che…non serve tutto ciò. C’è un luogo comune a tutta l’Umanità: la nostra anima. In essa risiede tutto il nostro senso, i nostri desideri, i nostri sogni, i nostri bisogni, il nostro sentire, i nostri sentimenti…come forze primordiali, selvagge, naturali, comuni. Forze che spessissimo sono lasciate ad ammuffire  o seppellite da coltri spesse di polvere come lo sono l’egoismo, la prepotenza, l’ignoranza, l’ignavia, la stoltezza,  le false felicità. La nostra anima come  un pianoforte contiene tutte le melodie ..basta suonare i tasti giusti.  Suoniamo?

Semplice

Resistenza…ieri…oggi…sempre!!!

Questa lapide si trova a Scandicci (Fi) sotto il loggiato del vecchio palazzo comunale in piazza Matteotti.

“Se voi volete andare in pellegrinaggio nel luogo dove è nata la nostra Costituzione, andate nelle montagne dove caddero i partigiani, nelle  carceri dove furono imprigionati, nei campi dove furono impiccati. Dovunque è morto un Italiano per riscattare la libertà e la dignità, andate lì, o giovani, col pensiero, perché lì è nata la nostra costituzione”.  Piero Calamandrei.

La Resistenza non è solo una commemorazione, non riduciamola al solo  giorno del ricordo, dell’omaggio, di qualcosa che fù, di qualcosa appartenente al passato e di cui non si riparlerà fino al prossimo 25 Aprile.  Non servono le parate, i discorsi dei politicanti, recitati come compitucci da ripetere perchè previsti nel calendario delle attività.  Tutti gli uomini e le donne che si sono sacrificati perchè noi oggi possiamo godere della libertà si rivolterebbero nelle tombe. Sarebbe stato un martirio con un fine temporaneo. La vita è un fluire, un’acqua che contiene il passato, l’oggi, il futuro…non c’è un tempo chiuso, generato  e finito in se stesso.  La Resistenza è un patrimonio vivo e  immortale e come tale va custodito, difeso,curato, alimentato, amato. I valori che contiene e a cui siamo advenuti non si mantengono inalterati nello scorrere degli anni, per grazia ricevuta. Il tempo, l’usura, l’indifferenza, la stoltezza, l’incuria, possono deteriorarli, snaturarli, distruggerli. Basta vedere cosa succede oggi nel nostro Paese, in cui la libertà, il progresso, l’uguaglianza, il diritto, vengono minati, aggrediti, calpestati e spesso annientati. Allora urge essere partigiani, attivi, informati, consapevoli, sempre. La Resistenza che vorrei oggi è diversa dal passato…non vorrei nessun martire, nessuna violenza, nessuna madre addolorata, nessun figlio orfano, nessuna goccia di sangue versato. Vorrei un popolo intero di partigiani, non armati di fucili o bombe, ma forti del potere della memoria, della consapevolezza, della conoscenza, della coscienza,dell’attenzione, della vigilanza, della partecipazione. Vorrei  un popolo di partigiani che non deve nascondersi sulle montagne o tra i boschi per stanare il nemico…il nemico è tra noi, nei palazzi del potere e politico e finanziario, nella piaga dell’ignoranza, nella colpevolezza del silenzio, nel crimine della passività.  Vorrei un popolo che rinneghi con ardore ogni forma di prepotenza, strapotere, violenza, corruzione, inequità, oppressione, ignoranza, odio, razzismo. Un popolo che abbia nella bandiera, simbolo di appartenenza, tutti i colori dell’Armonia.

Semplice

Auguri Rita !!!!

103 ANNI – BUON COMPLEANNO a RITA LEVI-MONTALCINI, nata a Torino il 22 Aprile 1909. Scienziata, Premio Nobel per la Medicina nel 1986, Senatore a vita, già Presidente dell’Istituto dell’Enciclopedia Italiana Treccani, Membro delle: Accademia Nazionale dei Lincei, Accademia Pontificia, Accademia delle Scienze, National Academy of Sciences in USA, Royal Society. Sono tutti prestigiosi riconoscimenti che a livello mondiale hanno riconosciuto la sua straordinaria eccellenza e il suo indiscusso valore, sconfessando gli epigoni dell’era berlusconiana.

Adoro questa piccola, raggrinzita  ma titanica donna. E’ bellissima! E lo affermo senza tema di smentita, anche se la sua esile figura è accortocciata e il suo viso una ragnatela intricata di rughe. E’ l’icona della bellezza vera!  La bellezza, secondo me, non è solo la pelle levigata, l’assenza di rughe, lo zigomo alto, le labbra carnose..avete mai notato quanta bellezza c’è in quel guizzo degli occhi quando un’intuizione li attraversa? E,  in quel lampo che attraversa gli occhi se un’emozione li coglie?  Quanta bellezza c’è  in quel sorriso che increspa il viso se un pensiero felice viene a trovarci, o in quella ruga d’espressione che si crea allorché si cerca la soluzione ad un problema!.  Bellezza è la creatività che si pesca per trasformare in speciale ogni cosa, è la passione che mettiamo in tutte le cose in cui crediamo, è la ricerca della semplicità, è la vivacità mentale che si cerca di annaffiare ogni giorno, è il coraggio che ci fa stringere la mascella di fronte al dolore e alla paura, è quella predisposizione gioiosa verso gli altri, è l’entusiasmo con cui crediamo ai sogni, è quella fede che non fa morire mai la capacità di sognare, è il rosso sulle guance e la vividezza degli occhi quando ci arrabbiamo, è quella determinazione con cui lottiamo, è il non arrendersi a cercare la felicità, è il riconoscere gli sbagli e mettere in conto di farne di nuovi…. Non è presunzione se dico che questo tipo di bellezza non sfiorisce con gli anni, anzi migliora. In questi canoni riconosco l’altrui e la mia bellezza. La
bellezza è senza tempo.. La nostra vera età è quella che chiudendo gli occhi ci fa immaginare come ci sentiamo..A proposito Rita hai deciso che farai da grande? Fino a due anni fa non lo sapevi ancora! Se non è grandezza questa….

A raccontare Rita, la sua essenza,  lascio che sia lei stessa..Ecco di seguito una serie di frasi sue nel corso di 103 anni.

§  “Il mio forte auspicio rimane che il governo e le forze politiche considerino prioritario, per lo sviluppo economico del Paese, valorizzare quello straordinario capitale umano dei nostri giovani ricercatori- e – aggiunge – Uno straordinario capitale che continua a dimostrare di essere altamente competitivo a livello internazionale”.

§ “Nella vita non bisogna mai rassegnarsi, arrendersi alla mediocrità, bensì uscire da quella zona grigia in cui tutto è abitudine e rassegnazione passiva, bisogna coltivare il coraggio di ribellarsi”.

§ “Dico ai giovani: non pensate a voi stessi, pensate agli altri. Pensate al futuro che vi aspetta, pensate a quello che potete fare, e non temete niente. Non temete le difficoltà: io ne ho passate molte, e le ho attraversate senza paura, con totale indifferenza alla mia persona. “

§ “Tutti dicono che il cervello sia l’organo più complesso del corpo umano, da medico potrei anche acconsentire. Ma come donna vi assicuro che non vi è niente di più complesso del cuore, ancora oggi non si conoscono i suoi meccanismi. Nei ragionamenti del cervello c’è logica, nei ragionamenti del cuore ci sono le emozioni.”

§ ” A me nella vita è riuscito tutto facile. Le difficoltà me le sono scrollate di dosso, come acqua sulle ali di un’anatra”.

§ “Ho perso un po’ la vista, molto l’udito. Alle conferenze non vedo le proiezioni e non sento bene. Ma penso più adesso di quando avevo vent’anni. Il corpo faccia quello che vuole. Io non sono il corpo: io sono la mente.”

§ “Le Donne che hanno cambiato il mondo, non hanno mai avuto bisogno di “mostrare” nulla, se non la loro intelligenza.”

§ “Il futuro del pianeta dipende dalla possibilità di dare a tutte le donne l’accesso all’istruzione e alla leadership. È alle donne, infatti, che spetta il compito più arduo, ma più costruttivo, di inventare e gestire la pace.”

§ “A vent’anni volevo andare in Africa per curare la lebbra. Ci sono andata da vecchia, ma per curare l’analfabetismo, che è molto più grave della lebbra.”

§ “Il male assoluto del nostro tempo è di non credere nei valori. Non ha importanza che siano religiosi oppure laici. I giovani devono credere in qualcosa di positivo e la vita merita di essere vissuta solo se crediamo nei valori, perchè questi rimangono anche dopo la nostra morte.”

§ “C’è una difficoltà nel rendersi conto che il nostro comportamento è molto complesso, che il cervello è fatto di tante componenti. E c’è una difficoltà nel vedere in ogni catastrofe la possibilità di un rovesciamento. Forse io sono una innata ottimista ma penso che ci sia sempre qualcosa che ci salva.”

Auguri Rita e lunga vita!!

Semplice