Ciao…Giovanni..

Era un pomeriggio radioso e gradevole di maggio..abitavo in Veneto a quel tempo..ero in giardino a curare fiori e insalatine..mi faceva compagnia la musica che usciva dalla radio..all’improvviso interrotta per un comunicato straordinario..fanno sempre un certo effetto le edizioni straordinarie.. non ci comunicano mai niente di bello…infatti: “attentato a Capaci..morto il giudice Falcone, la moglie e la scorta!

Un gelo mi paralizzò mani e cuore..come se una nuvola nerissima avesse offuscato il sole..mi sentì addosso la stessa sensazione di quando si rimane orfani: paura, sbigottimento, rabbia, dolore, annichilimento..Un altro “pezzo” fatto fuori! Era il 23 maggio 1992.

Oggi 23 maggio 2011 ricorre il 19° anniversario della strage di Capaci, dove un uomo coraggioso Giovanni Falcone e sua moglie Francesca Morvillo e la loro scorta furono assassinati dalla mafia.

Mille chili di tritolo! Nemmeno l’Etna è cosi furiosa. Volevano essere certi che nulla rimanesse.. come a voler distruggere la semenza definitivamente!

Poco dopo anche il giudice Borsellino in via d’Amelio subì la stessa sorte.

Sicuramente oggi la macchina delle commemorazioni, sarà in funzione…discorsi, cortei, corone ma..se si consuma tutto nella commemorazione non ha senso.

Commemorare è sterile se non è accompagnato da una reale volontà di risoluzione del problema.

Falcone e Borsellino erano uomini semplici,veri che al sorpruso e alla violenza hanno contrapposto l’esempio; sapevano di rischiare ed avevano anche paura(Falcone lavorava sempre ascoltando la Messa da requiem di Verdi), ma non si sono mai piegati, hanno trovato il coraggio di continuare il loro cammino senza incertezze nella lotta alla mafia .” Un uomo o è un uomo o non lo è”amava dire Giovanni.

Ogni tanto ci vengono somministrati papponi e minestre che esaltano la lotta alla mafia riportandoci cifre e azioni che hanno reso possibile simili sconfitte..come quando 2 anni fa venne

estradato dagli Stati Uniti il boss Gambino dopo 22 anni di reclusione , Falcone, 28 anni prima , aveva firmato un mandato di cattura nei suoi confronti per associazione per delinquere(non esisteva allora il reato associazione mafiosa) finalizzata alla commissione di reati di indole mafiosa e per traffico di stupefacenti.

Ecco perchè viene impossibile da credere che tipi come Gambino, Reina, Provenzano e altri siano stati capaci di sviluppare logiche sopraffine. Ma, sarà perchè, forse, sto invecchiando o chissà, forse, perchè ragiono, ma io non credo facilmente alle favole..o meglio riesco a capire quando sono vere e quando false.

No !! Per me loro ( reina, provenzano, buscetta etc etc ) sono solo i “macellai”, semplici esecutori, troppo ignoranti e rozzi, poi del resto per ammazzare queste doti sono più che sufficienti!.

Altri, cervelloni,colti sono “i pupari”(burattinai, coloro che nel teatrino dell’opera dei pupi muovono i fili, da dietro, ai pupi).I legami tra Cosa Nostra e la politica (ovviamente non l’intero mondo politico)sono rapporti organici, si elimina chi crea e costituisce un problema reale; l’omicidio serve quindi come messaggio per intimidire chiunque altro avesse in mente di adottare comportamenti simili.

Leggendo le cronache del tempo viene da chiedersi, come mai nonostante le ammissioni dei pentiti nei processi, i riscontri delle intercettazioni telefoniche, sul banco degli imputati i veri cervelli che tirano le fila di cosa nostra, i cosiddetti colletti bianchi cioè i soliti ignoti, non siedono mai nelle aule bunker dei tribunali antimafia ma bensì siedono in altri luoghi? Imperversano nel mondo della politica e nell’alta finanza,gestiscono i centri di potere nei comuni del sud , in Puglia, in Calabria, in Sicilia e Campania come una piovra e con il placet della politica entrano nella torta dei grandi affari: smercio della droga, malaffare, corruzione, gestione appalti pubblici, tangenti.

Con l’era dell’informatica, delle interconnessioni tra anagrafe-anagrafe tributaria- catasto immobiliare- movimenti bancari sarebbe un gioco da ragazzi scoprire gli altarini e fare verifiche immediate; si trovano nulla tenenti al sud con capitali stratosferici intestati a loro nome, accertarne la provenienza e in mancanza di chiarimenti sottoporre a sequestro sarebbe una risposta concreta di volontà. Come altro segno di buona volontà sarebbe impiegare l’esercito non per reprimere l’extracomunitario che fugge dalla fame, dalla miseria, dalle guerre,ma per combattere la mafia, la ndrangheta, la camorra, la sacra corona unita. Ed ecco che commemorare è sterile, ripeto ancora una volta, a cosa serve se l’immobilismo delle istituzioni non riscatta il sangue innocente versato da umili e valorosi servitori dello stato che sacrificando la vita speravano in un mondo migliore?

Le loro idee camminano con le gambe delle giovani generazioni e con coloro che non dimenticano, che vogliono e sperano in un mondo migliore, un mondo possibile. Un pensiero, un grazie e una promessa vanno a tutti i valorosi combattenti senza armi che hanno affrontato la mafia.

‘’Li onoriamo e li ammiriamo” Falcone e Borsellino, “come autentici eroi di quella causa della legalità, della convivenza civile, della difesa dello Stato democratico con la quale si erano identificati e come costruttori di un più valido presidio giuridico e istituzionale di fronte alle sfide della criminalità organizzata’’.

OCCORRE COMPIERE FINO IN FONDO IL PROPRIO DOVERE, QUALUNQUE SIA IL SACRIFICIO DA SOPPORTARE, COSTI QUEL CHE COSTI, PERCHE’ E’ IN CIO’ CHE STA L’ESSENZA DELLA DIGNITA’ UMANA”. GIOVANNI FALCONE.

Ciao Giovanni…ovunque tu sia, non sei mai morto veramente…vivi nei nostri cuori, nella nostra memoria.

Semplice

Attenti….all’uomo rosso…( non era nero?)

Questo messaggio è stato trasmesso a reti unificate il 20 maggio 2011 durante il Tg. delle 20.00. Infischiandosene di qualsiasi regola di par condicio, invadendo gli spazi…Berlusconi ha fatto il suo proclama! Un discorso non di illustrazione del proprio programma, delle cose che vorrebbe fare, delle risposte ai problemi del Paese.. ha, invece,  solo veicolato un messaggio atto a scatenare paura e identificare mostri. Il prosieguo di una campagna elettorale dai toni aspri, avvelenati, non leali.

E allora mi è venuto alla mente un pezzo che ho scritto due anni fa..caspita, è attualissimo…mi viene da chiedere: sono io che ho capacità preveggenti, tipo Cassandra..o è lui che è rimasto immutato? Mi chiedo..è un comportamento dettato dalla preoccupazione della fine, del tracollo, che va facendosi strada anche nel suo cervello o…ancor peggio pensa che gli italiani siano un gregge da imbonire con quattro parole urlate?

Nei metodi educativi di un tempo, molti genitori o adulti erano soliti smorzare l’irruenza dei bambini evocando la venuta dell’uomo nero,che li avrebbe mangiati o portati via o quantomeno spaventati; e i bambini con la loro fantasia davano corpo e forma a questo mostro mai visto ma sicuramente esistente visto che mamma e papà lo conoscevano. Nulla di più diseducativo, non è creando paure e mostri che si diventa responsabili e maturi. Ma molti adulti trovavano comodo questo escamotage che  faceva risparmiare tantissimo tempo ed energie e soprattutto l’ingente presenza e impegno che  invece ne avrebbe richiesto un discorso e un metodo  educativo  basato sulla spiegazione del perchè alcune cose non andrebbero fatte. La paura non spiegata paralizza, rende insicuri e aggressivi. Poi siamo sicuri che col passare degli anni si riesce ad elaborarla, neutralizzarla e metabolizzarla?

Se è condannabile come metodo pedagogico, ancor più disdicevole lo trovo applicato da parte di un governo verso i propri cittadini. Ultimamente si stà cavalcando l’onda della paura; non è più l’uomo nero immaginario dell’infanzia, oggi esso ha un nome ben preciso, un aspetto fisico caratteristico, comportamenti specifici, prendendo  le sembianze ora del clandestino, ora dei magistrati, ora dei comunisti…ora è diventato: l’uomo rosso!

Ultimamente in tv., cronaca, e giornali non si parla d’altro; un giorno  primeggia il problema dei clandestini extracomunitari e i toni sono fortemente preoccupati: “ci stanno invadendo, sono troppissimi, ci rubano il lavoro, delinquono, stuprano, puzzano…”.Il giorno dopo tocca ai   giudici che  “si sono appropriati di uno strapotere che, poveri voi a cadere nelle loro spire, perseguitati a vita…come lo è lui ..un accanimento  vero e proprio!”  Da sempre, comunque, l’incubo più grande restano i comunisti, li vede in ogni dove, mostri mitologici  a più teste, affamati più di prima,  motivati solo dal togliere proprietà, privilegi, libertà ( di delinquere, lo omette).

Tutto ciò ha un nome: è strategia della tensione, è inculcare paura, paura, solo paura!! E anche in questo caso, come avveniva prima con i bambini, si strumentalizzano le fasce più deboli: anziani, giovani disoccupati, cassa-integrati, le donne.  E’ trovare un capro espiatorio, è buttare polvere negli occhi, è offuscare la realtà. Così,  se il governo non governa, se manca il lavoro, se non arriviamo a fine mese, se le vacanze si sognano e basta,se per molti è un problema mettere su pranzo e cena, se i figli di tanti all’università devono rinunciare, se un mutuo per la casa è impossibile perchè con 1000 € nessuna banca lo accende, se fare figli è un lusso proibitivo, se…..se…se…sappiamo benissimo chi è il nostro nemico e…certi, faremo di tutto per combatterlo!.

E allora, ecco attuare le contromisure:  per gli extracomunitari basta il varo di una legge sulla sicurezza, inseguirli via mare,istituire le ronde, proporre separazioni nelle aule scolastiche e negli scomparti della metro, tassazione sui permessi di soggiorno, etc….etc…e mostrare con orgoglio i risultati ottenuti come conquiste morali, sociali, tutelanti (soprattutto). E non importa se l’Europa, se l’ONU, se il mondo ci accusa di razzismo!.Eliminato il problema, l’Italia rifiorirà economicamente. Per i magistrati  basta deligittimarli, ridicolizzarli, accusandoli di essere brigatisti, di essere cancro dello stato..( chi sostiene a cuor leggero brigatisti e cancro?). Per i comunisti  basta farli vedere come licenziosi verso droghe, stranieri, bombaroli, disubbidienti, sovvertitori dell’ordine e della legalità. Bastano un pò di bla bla bla…un pò di menzogne, un pò di calunnie et voilà le jeu c’est fait!!

Così, passano in sordina la crisi economica, il tasso di disoccupazione, il lavoro nero e precario,la nostra partecipazione alle guerre, i servizi sociali sempre meno diritti (sanità, casa, scuola, ricerca…) e capisaldi come la certezza del diritto alla sicurezza, la libertà, la legalità …diventano valori sempre più vacillanti.

E dire che ci sarebbero tante cose da fare come: progettare nuove forme di economia, incrementare imprese e sviluppo, tutelare i salari, controllare severamente l’evasione fiscale, stroncare l’illegalità, la corruzione, le mafie, le truffe, investire in settori confacenti il nostro territorio, la nostra cultura, la ricerca, i nostri paesaggi, la nostra arte, il nostro artigianato.  Le nostre risorse umane e territoriali sarebbero le soluzioni più giuste, le risposte più durature e solide ma, richiedono tempo, troppo tempo, energia, volontà, rinunce di potere (per alcuni), e…..allora è più sbrigativo tornare al metodo dell’uomo nero.

Semplice

All’…….indomani

All’indomani delle votazioni amministrative in parecchie città e comuni d’Italia, indubbiamente si avverte un cambio di tendenza. Un vento  si solleva dando inizio a qualcosa di nuovo. Il serio, pacato, responsabile, Fassino vince a Torino..Merola conquista Bologna ( nonostante la vergognosa e scorretta campagna elettorale fattagli contro da  Tremonti)…Pisapia sorprende il premier ottenendo un vantaggio sulla Moratti( nonostante le calunniose falsità della signora) ..a Napoli De Magistris dell’IDV va al ballottaggio sostituendosi al PD..la lega registra un calo..il terzo polo si “mantiene”, etc.. Dovrei esultare..invece no, dentro di me registro una delusione di fondo. Sinceramente mi sarei aspettata, visti i toni, il  leit motiv delle campagne elettorali, le scellerate azioni di governo..una risposta più netta, più chiara. Un risultato che non avrebbe dovuto portare a ballottaggi..un risultato che non doveva dare adito a interpretazioni, a mistificazioni. Da ieri pomeriggio ho fatto scorpacciata di dirette televisive con dichiarazioni dei vari esponenti politici…ebbene, a sentirli, hanno vinto tutti…non si sentono di recriminare nulla delle proprie azioni…hanno “tenuto” tutti. Mi sconcerta tutto questo..la politica non è una partita a scacchi che i vari leaderas giocano a livello personale..riducono tutto al banale concetto di vincere o perdere…ma dove sono i programmi, i bisogni del popolo, le riforme,  gli obiettivi? L’elettorato viene considerato alla stregua di bottino..ovvero di pedine conquistate.

In effetti Berlusconi registra una caduta..lui che si era speso tutto  (20 milioni di € il modico costo della campagna elettorale pro Moratti), che a Milano aveva lanciato la sfida con sfrontatezza, sostituendo nei fatti le votazioni amministrative in un referendum, pro o contro lui, candidandosi come capolista. E con  sfacciata onnipotenza, tra una risata, uno sberleffo, un’offesa, sfidava la sinistra a fargli un funerale qualora avesse perso. Non ci interessano i funerali…ci interessa che vada a casa o dove decideranno i tribunali valutate le sue colpe. Il problema per gli italiani non è lui in quanto persona, non è l’uomo in se..ma ciò che incarna e rappresenta.

La lega , anche se nega, paga..paga un prezzo salato per un’alleanza mantenuta a tutti i costi, non certo per fedeltà quanto perchè è solita salire sul carro del vincitore non per  condivisione di programmi, ma perchè sotto sotto deve far passare le sue linee i suoi obiettivi..primi fra tutti il federalismo..Paga anche perchè molti messaggi, immigrazione, razzismo, divisione, non sono accettabili e risultano impopolari.

Il Pd mantiene una stabilità …che io trovo ugualmente perdente. Non è riuscito a fare quel salto, quel volo che comunica entusiasmi e larghissimi consensi. Da molto tempo ormai, gioca in difesa…per vincere bisogna far goal, non basta parare i goal altrui.

Il terzo polo…è più confuso che persuaso..in cerca di identità..non mi stupirei se si concedesse al miglior offerente.

Poi ci sono i grillini e l’IDV…gli unici a cui , per onestà di cronaca, si deve riconoscere la vittoria. Partiti che raccolgono la protesta genuina della gente,i malumori reali della base..anche se rimangono poco incisivi  per le basse percentuali.

I capigurppo tacciono non si vedono e non si sentono… Parlano o starnazzano, a seconda dei casi, gli altri esponenti, riproponendo le stesse trombe da cui escono le solite note trite e ritrite dell’antiberlusconismo, dell’influenza della magistratura e bla bla bla..parlano gli altri, mostrandosi volenterosi, impegnati, pronti a rimboccarsi le maniche!  Fanno propositi di analisi, di aggiustamenti di tiro, etc.. Ma tutto ciò dovrebbe avvenire in 15 giorni? Un miracolo! 15 giorni possono cambiare qualcosa? E’ come se si fossero svegliati tutto d’un colpo.  Svegliati per cosa? Per riuscire in 15 gg. con la massima occupazione e sforzo   a conquistare, affascinare, portare a se gli elettori???? Hanno avuto anni.. e solo da oggi in poi si impegneranno? Ancora una volta ci considerano merce di scambio e soprattutto privi di pensiero critico! Ma quanto sono ingenua…io ancora penso che i politici dovrebbero essere i nostri rappresentanti, persone che farebbero al posto nostro!!

C’è un altro personaggio in queste elezioni, che per la verità non è stato nominato granchè, sulla scena ha fatto solo comparsate: l’astensionismo dalle urne. Solo a Napoli ha quasi raggiunto il 40%.  Astenersi = non votare x protesta…ma che senso ha? E’ protesta non votare?.. Votare è l’unica occasione, l’unico gesto che ci eleva dal livello di sudditi a popolo …votare è protesta! Come fa il 40% dei napoletani, con la monnezza alta come montagne a non votare? Cose come queste non riuscirò a capirle mai. Mi somigliano  tanto a quelle persone che dicono: “non vinco mai”..e quando gli si chiede.. ma tu compri i biglietti della lotteria? No..tanto non vinco!..Ma allora chi vò?

La vita è nostra, non possiamo non essere protagonisti,  non possiamo non partecipare..e lo si deve fare tutti i giorni con occhio vigile e attento e non stando seduti ad aspettare con paralizzante fatalismo o peggio con comportamenti occasionali e improvvisati. C’è da mettersi seriamente al lavoro, tutti! A cominciare dal pretendere come diritti cose che ci vengono proposte come grazie. Vogliamo lavoro, giustizia, legalità, sviluppo, cultura, servizi, tutela, rispetto!!

Tanto per non privarmi di una metafora, che a me piacciono tanto,paragono l’Italia ad una casa sgarrupata che si vuole ristrutturare..a che servono rattoppi con cazzuolate di cemento per riattoppare crepe, intonacare i muri, mettere vasi di fiori alle finestre se…non si sanano le fondamenta, le tubature, l’impianto elettrico…etc etc ?

Comunque da oggi si riparte..si oliano i motori..riparte la macchina elettorale! Non mi aspetto che da dove è uscito fango escano rose..mi aspetto invece, di vedere agitare spauracchi di fantasmi riesumati del tipo: “Attenti, tornano i comunisti…e sono più affamati del solito…non si saziano più di soli bambini, vi mangeranno tutti!!!” Strumentalizzeranno il fenomeno Grillo e Idv, tacciandoli di populismi, di esagerazione,di pericolo di eversione, di rivoluzione, di brigantaggio..e a molti, questi discorsi,  faranno venire paura e preoccupazione.

Semplice

Ahi serva Italia,di dolore ostello,nave senza cocchiere in gran tempesta,non donna di province,ma bordello!

Se, ultimamente, non scrivo di politica è perché dovrei scrivere sempre delle stesse cose..e perché il mio disgusto è arrivato alle stelle!

In un paese in cui la classe politica ha superato ogni limite alla vergogna, che amministra la res pubblica come gestisse il menage della propria famiglia, e quindi come se  tutto le fosse possibile, perché a casa propria ognuno fa un po’ come gli pare, il singolo cittadino può solo veder montare la sua rabbia, e insieme ad essa quel senso di svilimento misto ad impotenza.

A casa mia io e i miei familiari decidiamo dove andare a fare la spesa, chi avere come collaboratori, chi come amici, quali strutture e servizi privilegiare rispetto agli altri presenti sulla piazza, in ordine di salute, studi, cultura, divertimenti, comunicazione, investimenti, risparmi.

Ma questo criterio può applicarsi alle istituzioni?

Le Istituzioni non dovrebbero governare al posto nostro, come rappresentanti? Invece sempre più veniamo considerati sudditi, il cui solo compito è ubbidire, malgrado ogni giorno venga  svenduta la nostra dignità, i nostri sacrifici, la nostra fatica, le nostre speranze.

Eppure ho sempre creduto con orgoglio di appartenere ad uno Stato democratico e libero..un Paese che potesse farsi promotore, nel mondo, di valori, visto il potenziale che abbiamo in termini di intelligenza, fantasia, intuito, creatività, bellezza.

Invece…amaramente constato che:

l’Italia è un paese al pari di un ammalato con gravi patologie affidato a medici a cui interessa solo far carriera, accumulare ricchezze e potere..senza la minima etica deontologica, con spudorato senso di onnipotenza.

E così…mentre milioni scendono in piazza, lottando per i diritti più elementari quali lavoro, previdenza, scuola, cultura, precariato….

mentre fasce intere di cittadini combattono la quotidiana lotta per la sopravvivenza cercando di fare i funamboli per mettere su pranzo e cena…

mentre migliaia di giovani sono costretti a rigirarsi i pollici o fare bagagli ed espatriare…

mentre problemi scottanti quali il nucleare, l’acqua, il legittimo impedimento, giacciono nelle stanze di servizio, come un tempo si faceva con i familiari affetti da malattie neurologiche, quando venivano visite,che non era “il caso” di mostrare agli estranei…

mentre siamo in guerra, e anche qui, non sappiamo ne a che titolo, ne con che ruolo..

mentre fabbriche e aziende tagliano i posti di lavoro o chiudono perché strozzate dalle banche e da equitalia,..

mentre il debito pubblico cresce.. .

mentre non godiamo di nessuna credibilità nell’immaginario collettivo degli altri stati, i quali sono autorizzati, viste le ultime performance, a pensare di noi come un popolo dedito solo a Pullicinella, mandolino e spaghetti…

mentre, i più, siamo disperati, arrabbiati…

in Parlamento si assiste alla distribuzione delle poltrone, come fossero premi in seguito ad una raccolta punti. E già…premi fedeltà! Il premier nomina nove sottosegretari…( e poi dicono che non incrementa l’occupazione!)..assicurandosi una maggioranza, una compravendita vergognosa che vede i posti di governo diventare merce di scambio parlamentare…

I tagli ricadono sempre sui lavoratori..e mai su gli stipendi da nababbi dei politici tutti.

Il controllo fiscale si fa sui salari, sugli stipendi,sulle pensioni…ma mai sui grandi evasori.

Ma di tutti questi problemi non si parla..l’attività di governo è paralizzata da tempo immemore, fanno sedute su sedute con copioni ormai lisi con discorsi simili a litanie ripetute stancamente mnemonicamente..l’opposizione si adegua in questa rappresentazione.

L’informazione non è da meno..

I tg. danno notizie sporadiche, riservandogli pochi attimi in coda..ma di contro si spendono in primi piani del premier con i suoi vaneggiamenti..con le sue intelligenti intuizioni circa il nemico individuato e quello probabile…e così comunisti, magistrati,la Consulta, insegnanti, centri sociali, la tv. la 7, si materializzano come nemici pericolosissimi e da combattere assolutamente. Messaggi sublimali, messaggi che, magari, fanno presa sulle fasce di persone che poco masticano di problemi di politica e che sono ancora convinti che dalla scatola in soggiorno esca il verbo.

E allora, che si dia il via alla pantomima: h 20.00, Tg della sera..scena madre per quella patetica nonnina con i capelli rossi che tra una filastrocca sgangherata manda un bacin a Silvietto,  il suo passerottino..oppure la notizia strabiliante del gatto inglese con il più sonoro rumore di fusa..o il lato B di Pippa Middletone (sorella di Kate)…E’ questo quello che vogliamo?…E’ questo quello che ci meritiamo?

Amaramente… Semplice

Resistere….resistere…resistere!!

Arrivo in ritardo..ma io non sono per le feste che durano un giorno..non sono per le celebrazioni..che all’indomani si ripongono in scatoloni insieme agli addobbi per la rappresentazione del prossimo anno. Vissute così, sarebbero feste morte..imbalsamate..destinate a sbiadire tra i ricordi. Preferisco viverle  ogni giorno, senza can can di parate ma, con l’impegno e la passione.  Considero  la Resistenza non  una ricorrenza ma, un esercizio continuo che abbracci il tempo passando dall’esperienza del passato, all’occhio vigile, attento del presente,  alla cura del sogno futuro. La storia siamo noi ..nessuno escluso! Ci sono valori importanti che non hanno scadenza come lo yogurt. La resistenza non l’abbiamo inventata noi italiani…resistenza è in ogni luogo del mondo e in ogni cuore di giusto che lotta contro un regime autoritario e sanguinario. Condivido  l’affermazione di Gianrico Carofiglio – nella Resistenza c’è «il valore della ribellione contro ogni tipo di sopruso. Violenza fisica, morale, del denaro o della propaganda». Ecco perchè dovrebbe essere la festa di tutti..perchè a tutti  assicura libertà e democrazia..anche a coloro che lottano contro.  Io considero la Resistenza patrimonio dell’umanità.

La nostra resistenza  è qualcosa che ci riscatta agli occhi del mondo,  specie  ultimamente che molti sono autorizzati a considerarci un gregge di pecoroni belanti. Non sono la sola a pensarla così..Pier Paolo Pasolini, anni fa, affermava: “La Resistenza e il Movimento Studentesco sono le due uniche esperienze democra…tico-rivoluzionarie del popolo italiano. Intorno c’è silenzio e deserto: il qualunquismo, la degenerazione statalistica, le orrende tradizioni sabaude, borboniche, papaline.” Cosa scriverebbe oggi?? Ma sono fiduciosa, credo nei giovani, nella loro idea di cambiamento, di giustizia, di possibilità..e non li lasceremo soli. Accanto avranno noi, genitori e nonni sempre più incaz…….!!!!!! Siamo arrabbiatissimi e preoccupati perchè siamo in mano ad un governo scellerato che per tutelare inciuci e nefandezze proprie vorrebbe rimaneggiare la Costituzione e riaffrancare il fascismo. La Resistenza è antifascista. La Costituzione è nata dalla resistenza.  La costituzione è antifascista. Il fascismo è la negazione della democrazia, e riabilitarlo è una bestemmia contro di essa. Chi insulta la costituzione è autore di un’offesa mortale, perché insulta la democrazia nata dalla vittoria su un nemico feroce con propositi disumani. Contro di essi si ha il DOVERE, formulato già nel XVII secolo da John Locke, di RESISTERE.

Semplice

Il nostro tempo è adesso…la vita non aspetta.

“Vendesi famiglia, ferie, mutui, contributi, dignità, speranza, vita”.  “Siamo tanti e abbiamo ragione”. “ Non vogliamo più aspettare”. “Il nostro tempo è ADESSO, la vita non aspetta”.. “Vogliamo futuro. Vogliamo tutto un altro Paese”.

Questi erano alcuni degli slogan urlati e scritti su tantissimi manifesti che circolavano alla manifestazione dei precari ieri. Le piazze e le vie di moltissime città italiane sono state il palcoscenico della protesta dei precari che reclamavano diritti, garanzie, prospettive per il futuro. Moltissimi….moltissimi..la forza giovane del nostro Paese.

Triste questa cosa, da qui si misura il grado di (in-) civiltà, di (non -)progresso, di (non -)democrazia di uno stato.. La precarietà del lavoro fa diventare precaria la vita!

La precarietà è l’elemento portante dei processi di valorizzazione del capitale in Italia. Più semplicemente: è il modo in cui alcuni fanno profitto e altri cadono in un limbo di incertezza e ricatto. Se al futuro non viene data speranza, certezza, possibilità, è un Paese destinato a morte certa..ed è da stolti e autogollisti non considerare il dato che già l’Italia è un paese a crescita vicina allo zero, un paese che invecchia sempre più. Penalizzando i giovani e quindi il futuro non c’è speranza. Con il termine precariato si intende: 1)mancanza di continuità del rapporto di lavoro e certezza sul futuro, e quando scade il contratto finisce il lavoro;

2)mancanza di un reddito adeguato su cui poter contare per pianificare la propria vita presente e futura.

Con questo termine si intende fare altresì riferimento al cosiddetto lavoro nero e al fenomeno degenerativo dei contratti cosiddetti flessibili (part-time, contratti a termine, lavoro interinale, lavoro parasubordinato).

I fortunati arrivano a 1000€, per i più la retribuzione va da 450 a 600€ mensili. E’ possibile essere autosufficienti, indipendenti, crearsi una famiglia con tale cifra?  No…non è possibile, è follia e stoltezza solo ipotizzarlo. Non sono esagerazioni della solita comunista. Se si pensa che a Roma un posto letto in camera doppia non viene meno di 350€ e che l’affitto di un monolocale si aggira sui 700€.. (e parlo di zone periferiche e parlo con cognizione di fatto, molti universitari fuori sede, amici di mio figlio, è questo ciò che pagano), quanto rimane per mangiare, vestirsi, spostarsi, ricaricare il cell, curarsi? Non considerando gli extra-lusso quali: macchina, cinema, pizza una volta al sabato, un regalino alla ragazza ogni tanto..Mettere su famiglia: folle utopia!.E parliamo di giovani di 20 anni e dintorni freschi di laurea e parliamo anche di giovani di 40 anni, laureati, ricercatori..Tutto ciò è altamente frustrante, mortificante e demotivante, toglie speranza, fiducia e credibilità alle proprie capacità…svilisce la creatività, lo spirito di iniziativa e di sacrificio, la voglia di fare..

Non mi vengano a dire certi benpensanti o arrivati per “ rotto della cuffia” ( espressione romanesca a cui lascio libera interpretazione) che è colpa dei giovani, o del loro fragile carattere, che se uno vuole, nella vita riesce e che ciascuno è l’artefice del proprio destino…Vedi “invece noi”, “ai nostri tempi abbiamo lottato con i denti..e guarda che bravi che semo”!!!

Baggianate, stupide baggianate!! Dico io, nascono da memoria corta e da celebrazione del proprio “io”, quando non sono impastate da menzognere illusioni.  Lor signori dimenticano che si sono affermati in un momento italiano che se pur difficile, come può esserlo un dopoguerra, era fertile di crescita, di miglioramento, di lieviti. Si studiava, si lavorava, si sudava…ma c’era la speranza, la certezza di miglioramento..non era morta l’aspettativa, la possibilità, come invece adesso. I governi precedenti, pur caratterizzati sempre da ruberie e privilegi, avevano una connotazione di serietà, un orgoglio di appartenenza, rappresentavano un, anche se criticabile, punto di riferimento. Invece oggi no…siamo alla decadenza, allo sfascio totale.

Per il piccoletto Brunetta i giovani, che si attardano a casa dei genitori, sono bamboccioni attaccati alla gonnella di mammà e fannulloni privi di voglia di lavorare e di assumersi responsabilità.!! Ma…non merita attenzione…è noto l’astio e l’arroganza che hanno certi “bassetti”: devono compensare con la cattiveria verso gli altri i torti ricevuti dalla natura.

Il paese protesta, i problemi sono tanti e tutti scottanti…ma al governo tutto ciò scivola addosso come pioggia. Problemi scottanti che non compaiono nell’ordine del giorno delle attività dei nostri politici..di ciò non se ne parla mai…come se non esistessero..d’altronde i giovani, il lavoro, la giustizia,gli ammortizzatori sociali, la crisi, la guerra, la disoccupazione sono faccende pallose..vuoi mettere l’allegria e il piacere di un bunga bunga? Il nostro premier è in tutt’altro affaccenda affacendato. Ecco, per onestà di cronaca, devo dire che le belle ragazze le “occupa”!!

Ma i giovani, nonostante tutto, non sono ne sconfitti ne arresi…hanno l’intelligenza, la cultura, la lotta, come mezzi a disposizione e li useranno per riacchiapparsi i sogni…perché in questa Italia non sia “uno solo” (e i pochi amici suoi) a vedere il suo sogno realizzato a scapito di intera nazione.

Semplice

Tu scendi dalle stelle?…No, in campo.

Antonino in maniera ironica e sarcastica ci propone un testo che forse ci strappa un sorriso, ma è un sorriso amaro. In fondo al cuore e nei nostri intenti custodiamo la segreta speranza che la politica torni ad essere una cosa seria, che affronti con autorevolezza e con l’applicazione delle leggi giuste, la vita del nostro Paese.

Dal Vangelo secondo Angelino.
Ma anche, secondo Claudio, Sandro, Ignazio, Franco, Daniela, ecc.
Ci fu un tempo in cui tutto sulla terra andava bene. C’era rispetto, coscienza, etica,  non erano tanti coloro che, con la scusa di fare il bene della gente, curavano soltanto i propri interessi.
C’era perfino chi leggeva, soprattutto un libro chiamato Costituzione, oggi inesistente, se ne sono perse le tracce.
Poi, un giorno, ecco scendere dal cielo Lui, Silvio il magnificentissimo, colui che tutto sa, tutto vede, tutto risolve, detto anche il compratotum, meglio forse di chi l’aveva preceduto secoli prima.
Eccolo arrivare, il nuovo Messia, col suo seguito di fedelissimi apostoli, sempre pronti a lucidarlo, specialmente dietro, pronti a divulgarne il verbo.
Venuto per liberare questo mondo dal peccato, a combattere tutti coloro che hanno fatto dell’onestà la loro ragione di vita, cancro di questa società.
Tanti sono i mali da combattere, come moderni peccati capitali, dice il Messia, arringando la folla:
1)Il lavoro.
Inutile giogo, meglio la cassa integrazione, cosi avrai più tempo per riflettere su i tuoi peccati, potrai pregare per più tempo il tuo Messia, ringraziandolo per quanto fa per te.
Guadagnando meno sarai meno soggetto alle tentazioni del cibo, mangiando meno potrai finalmente riacquistare la linea persa, eliminando quell’orribile panza. Anche tua moglie e i tuoi figli saranno felici perchè saranno più sani, anche se morti di fame.

2)I pensionati.
Questi parassiti, campano alle spalle degli altri e hanno pure la sfacciataggine di lamentarsi.
Non basta la pensione per campare? Bene allora perchè non decidono di morire così facciamo anche un pò di spazio.

3)Gli studenti.
Ma cosa studiate a fare ? Non avete proprio niente di meglio da fare che riunirvi in quel luogo di perdizione chiamata
scuola pubblica? Andare dietro a insegnanti affamati che non sanno educare e vi inculcano?
Convertitevi alla scuola privata, se avete i soldi, là di sicuro imparerete qualcosa; non so cosa.
Nel caso non abbiate i soldi pazienza, fate delle passeggiate salutari, mica posso pensare a tutto io?

4)Le donne.
Peccatrici per natura, con immensa bontà, lascio sempre che vengano nel mio letto per poterle redimere.Seguendo alla lettera il messaggio. lasciate che le pargole vengano a me. (peccato che lo scambio o la cattiva interpretazione di una vocale ne stravolga il senso)
Così solo, con l’amore che mi contraddistingue, e magari con qualche euro, potrò salvarle dal peccato dell’onestà,
trasformandole in seguaci del bunga-bunga, perfette escort.

5)I migranti.
Moderne locuste. Adesso hanno cominciato a dedicarsi alla navigazione, nuovo hobby, non fanno altro che andare a
diporto dall’Africa all’Italia e viceversa; vanno e vengono in continuazione, almeno si limitassero a fare i lavavetro, o a svolgere tutti quei lavori che nessuno quì vuol fare, invece con la scusa di essere rifugiati politici, pretendono
chissà cosa, per fortuna ci sono io, con tutta la mia grandezza a contrastarli.
Alla fine dovranno capire che in Italia non c’è posto per i mao-mao.

6)La cultura, il paesaggio, la storia.
Quante minchiate mi tocca sentire. La cultura lasciamola ai contadini, chi meglio di loro sa cultivare? Non possiamo diventare tutti dei cultivatori, in fondo mi sembra che ortaggi, cereali, frutta e affini , ce ne siano in abbondanza.
Il paesaggio? Guardate le cartoline, adesso le fanno anche a colori.  Per la storia, a che servono tutti quei luoghi chiamati musei?  Forse proprio perchè ci si annoia visitandoli che li hanno chiamati così. Osservatene attentamente i vistitatori,vedrete che musi…….
E poi tutti questi resti archeologici, un ammasso di vecchie pietre, meglio qualche campo da golf, qualche piscina, lasciate che la gente si diverta, non fatela intristire!!!!!

Così, terminato il suo sproloquio, abbraccetto alla sua Santa prediletta, riprende il suo cammino, seguito dai fidatissimi apostoli.
Adesso, a piedi attraverserà il mare, fino alla famosa isola piena di gentaglia estera, cercando di convicerli ad andar via, dando in cambio qualche collanina e qualche conchiglia.
Per gli indigeni farà un nuovo MIRACOLO, non la moltiplicazione dei pani e dei pesci, troppo banale, bensì la moltiplicazione delle promesse da non mantenere e quella dei premi Nobel da distribuire a destra e a manca oltre le mountain bike alle prime 30 telefonate.
Poi, rivolgendosi all’apostolo prediletto: ” Nino domani a Palermo; pardon, Lino domani sullo stretto, devo costruire un ponte per il week end !!!!!!! ”
” Ma perchè lo chiamano stretto se poi è così largo ?  Quanta ignoranza c’è in giro !!!!!!! “
Al contrario del suo Predecessore non salirà sul monte per la crocifissione.
Lui, l’incommensurabile, straordinario, più che meraviglioso, onniscente, onnipresente, onnifetente, salirà sull’ermo
Colle, da dove con gran  magnificenza regnerà sul paese, per tutti i secoli dei secoli.
Amen

Antonino8pa

Solo indignata?…Non basta

Oggi mi sento ancora più indignata e arrabbiata, non c’è  più un limite alla deriva di Berlusconi e del suo governo . Non credo che il mio stato d’animo sia una cosa squisitamente soggettiva, quanto un sentire condiviso che accomuna gran parte dei cittadini di questo paese, persone normali, persone “perbene”. Il senso di precarietà, di inaffidabilità, di non garanzia, di non governo, pesa come un macigno sulle nostre esistenze, trasmettendoci un sentimento di sfiducia, di sbandamento, di paura. Stiamo come sospesi ad un filo reggendoci con il mignolo. La politica è diventata un balletto o uno show con pessimi artisti..riforme, lavoro, giustizia, disoccupazione, difesa ,i grandi temi sociali:salute, scuola, ambiente, cultura, ricerca..sono gli assenti storici. In Parlamento non c’è una maggioranza che faccia cadere il Governo e non c’è una maggioranza in grado di governare. I problemi degli ultimi tempi ( guerra in Libia, problema immigrazione gestita come emergenza, [che fine hanno fatto gli 80 milioni di € che la perfida Europa ha elargito all’Italia per gli immigrati? cosa ne avrà fatto Maroni: vuoi vedere che li ha spesi tutti per cacciarli? Perché è chiaro che il governo leghista spende per respingerli più di quello che servirebbe per accoglierli ], caso ruby, caso Mills, opposizione assente in aula alle votazioni…) dovrebbero creare nei cittadini una sorta di repulsione a questo tipo di politica? Da cosa è anestetizzato il paese? Da finti problemi o da grande rassegnazione? L’Italia cosa è diventata? E’ realmente specchio di questa politica inconcludente e menzognera dove non esiste limite visibile tra speculazione privata e cosa pubblica e tra etica istituzionale e ignobiltà.  Basta , davvero e solo, avere i soldi per comprare, ridipengere, traslocare, corrompere, convincere, oliare, basta avere i soldi per smettere di governare?.  Ieri l’ultimo spettacolo pietoso offerto dal premier a Lampedusa: non parlava come un capo di governo serio e autorevole, ma come un gradasso, un nuovo Messia…mancava solo la trasformazione dell’acqua del Mediterraneo in vino, promesse di miracoli annunciati e intanto comprava una villa sull’isola. E, nel frattempo alla Camera i suoi asserviti e complici parlamentari senza pudore, senza etica, stravolgevano il calendario delle interrogazioni dando la precedenza alla  votazione per la prescrizione breve. Davvero vogliamo sostituire il potere d’acquisto al posto della politica?  Offriamo al mondo uno spettacolo pietoso. I paesi esteri guardano e giudicano il nostro concetto di democrazia. Siamo un paese  precario di statisti veri! Anche l’opposizione ha le sue colpe, la sinistra quand’era al governo avrebbe potuto fare. In primis il conflitto di interessi. Oggi il più gentleman dei nostri leader arriva al massimo a dire “In effetti… è stato un errore…”, ma come fosse una svista. Oggi siamo daccapo, quando si parla delle vergogne di questo governo, vibriamo di sdegno, ma non ci accorgiamo che ogni volta la  denuncia  resta MONCA,  manca sempre la frase conclusiva: …e quindi vogliamo tornare ad essere forza di governo proprio per mettervi riparo: è il nostro impegno. Noi elettori  alla denuncia annettiamo l’impegno, come fosse automatico. Ma non lo è.
Ecco perché aspetto ancora che Bersani, o chi per lui, cominci a snocciolare come un mantra l’ELENCO DELLE COSE DA FARE: uno, conflitto di interessi; due, abrogazione delle leggi ad personam; tre, etc. etc. Io non so chi e che cosa in questo momento potrebbe ridimensionare il regime Berlusconiano ( o Berlusconismo) che avanza. Forse tutti noi, ma non basta. Ci vorrebbe un atto di coraggio di qualcuno che sta “in alto” e che che gode della fiducia e dell’ascolto dei cittadini, come il Presidente Napolitano. Questa democrazia , questa repubblica, questo Stato, la nazione tutta è sempre più a rischio di soccombere per lasciare spazio a qualcosa che è esattamente l’opposto della base sulla quale si è costituita. Quindi..chi ha tempo non aspetti tempo, anche se implicasse assumersi dei rischi molto grandi. Certo lo scontro istituzionale e la politica guerreggiata non piacciono a nessuno che abbia a cuore il viver civile e democratico, ma d’altra parte aspettare che i fatti ci passino sopra senza alzare come minimo la voce per me è inutile. SVEGLIAMOCI E INDIGNIAMOCI….ma proprio tanto tanto. Vi riporto un articolo del giornalista Byoblu del giornale il Fatto quotidiano.


2500 anni fa, un blogger greco di nome Aristotele profetizzava che la democrazia, la forma di governo nella quale il potere è nelle mani del popolo, poteva facilmente essere succube della demagogia, il comportamento politico che attraverso l’arma della retorica e delle false promesse vicine ai desideri del popolo mira a guadagnarsene il favore.  Con i demagoghi al potere, la democrazia degenera rapidamente in tirannide, poiché esercita un potere dispotico sui migliori mentre le decisioni dell’assemblea assomigliano all’editto del tiranno. Il tiranno, del resto, molto spesso otteneva il potere con l’appoggio delle classi popolari, scontente della situazione politica, poi ricopriva personalmente e affidava a suoi fidi le maggiori istituzioni. La retorica, l’arte oratoria usata dal demagogo, non è altro che una pratica persuasiva che agisce sugli affetti e sulla parte irrazionale dell’anima e, secondo un altro blogger di nome Platone, può avere successo solo sugli ignoranti.

Credo che nelle poche righe precedenti ci sia tutta la situazione italiana, dai talk-show pieni di Cetto Laqualunque alla conquista del potere di Berlusconi nel 1994, all’ascesa dei suoi finti oppositori, ai lampedusani acquietati perché il tiranno ha comprato casa sulla loro isola, alle chiavi di casa consegnate agli aquilani davanti alle telecamere e ritirate il giorno dopo, ai rifiuti di Napoli spostati dal centro alla periferia, passando per Ghedini, per Longo, per Pecorella e per tutte le soubrette in Parlamento, fino alla riforma Gelmini con la quale ci si assicura una nuova leva di cittadini ignoranti, succubi della retorica per molti anni ancora a venire.

31 marzo 2011 Ileana Argentin, deputata Pd impossibilitata ad usare le mani, insultata da un deputato del Carroccio

Il deputato del Pdl Osvaldo Napoli si alza dal suo banco e corre verso la parte sinistra dell’emiciclo, dove siede abitualmente l’Argentin, per ammonire con tanto di indice alzato il suo assistente. ‘Tu – avrebbe detto il berlusconiano rivolgendosi al giovane Francesco – non ti devi permettere di battere le mani hai capito?’. Dal Pd si alza un coro di proteste contro Napoli che intanto torna al suo posto. Ma durante la bagarre, dai banchi della Lega, racconta la diretta interessata, proprio quando lei sta per prendere la parola e spiegare al presidente della Camera l’accaduto, parte il grido ‘Falla stare zitta quell’handicappata del cazzo!’.

Gli spettacoli come quelli di ieri, fuori e dentro il Parlamento, sono una rappresentazione teatrale in parte largamente disattesa dai cittadini: poche centinaia di barbari fuori e poche centinaia di barbari dentro a simulare una farsa in luogo di quasi 58 milioni di italiani che se ne disinteressano completamente, in tutt’altre faccende affaccendati.

I grandi popoli nascono, i grandi popoli prosperano fiorenti, i grandi popoli declinano invariabilmente, incapaci di fare fronte alla loro stessa egemonia. Alla fine, come qualsiasi altro organismo biologico, i grandi popoli muoiono.

Abbiamo una sola speranza: i politici di professione devono andarsene, al loro posto devono subentrare cittadini competenti e qualificati. Devono formare un governo tecnico, una unità di crisi che fronteggi l’emergenza nell’interesse collettivo. Uno dei primi provvedimenti dovrà essere un investimento a favore della banda larga garantita per tutti, inserita tra i diritti costituzionali. Può sembrare secondario, ma per spezzare la task-force demagogica dei media e consentire ai nuovi rappresentanti del popolo di essere raccontati in maniera serena ed equilibrata è necessario mandare a casa anche i giornali e le televisioni. La gente dovrà informarsi da sola, in rete.

http://www.youtube.com/watch?v=GyZBnSLMZP4&NR=1

Semplice

Hurriya, hurriya!!….(libertà)

A vederla in veduta aerea Lampedusa, piccola isola siciliana in mezzo al Mediterraneo, somiglia ad un formicaio a cui si è data una zampata: un brulichio in movimento.

Cinquemila anime di indigeni, raddoppiati nell’ultimo mese dall’approdo dei migranti.

Chissà, ad un attento esame geofisico forse ci si accorgerebbe che è sprofondata un po’.

E’ emergenza, emergenza prorompente a Lampedusa, oltre che emergenza sanitaria, . I lampedusani abituati da molto, ormai, all’accoglienza, soprattutto a quella del cuore, hanno fatto il possibile, ma adesso il problema è più grande di loro. E quando un problema grande viene lasciato solo sulle spalle di pochi è normale e comprensibile che avvenga lo scoppio.  Come un veleno sottile si insinua la paura, il sospetto, l’intolleranza, il rifiuto. Comprensibilissimi!! Manca lo spazio vitale e ne viene compromessa la scorrevolezza normale della vita. Forse sarebbe più appropriato dire che viene messa in standy-by la vita. Non è vita per i poveri disperati in fuga a cui sembra “scippato” il sogno, e non è vita nemmeno per gli isolani. Come sempre avviene in simili casi, si scatena la guerra più dolorosa, cruenta e invisibile: la guerra tra i poveri, l’uno vede nell’altro il proprio nemico.Lampedusa è un’isoletta di pescatori e contadini, non ha strutture adeguate per garantire ne le prime formalità di recezione ne tanto meno la permanenza di migliaia di migranti.

E così, approdo dopo approdo, sbarco dopo sbarco..tutti etichettati, sarebbe meglio dire timbrati a fuoco, con il marchio di clandestini, vengono forniti di una coperta (solo fino ad esaurimento) o di lenzuola di carta, una bottiglietta d’acqua, un piatto di riso o pasta, due fette di pane..e un cielo di stelle x tetto! Nessuna possibilità di un letto, di lavarsi o cambiarsi i vestiti, nessuna intimità garantita. E così, ognuno trova riparo in un anfratto, dietro un muro, tra una zolla, sotto un albero.

Non è difficile immaginare quali pensieri attraversano la loro mente nel silenzio della notte quando lo sguardo va a quella linea oltre l’orizzonte dove hanno lasciato patria, casa, affetti per inseguire un volo. Umanità in fuga, che sfida il destino affidando la vita ad un barcone sgarrupato per inseguire un sogno, un sogno condivisibile: bisogno nobile di conoscenza, di opportunità, di miglioramento che diano un senso alla propria esistenza.

Umanità spalmata sull’isola, divenendone un tutt’uno,umanità ammassata, privata del requisito indispensabile e primario qual’è la dignità che deve caratterizzare ogni essere umano, sempre!

C’è una notevole presenza di minori orfani, dalle notizie lette, raggruppati in uno spazio puzzolente come un canile, con servizi igienici fatiscenti, e senza nessuna protezione e tutela !! Dove sono il tribunale dei minori, i servizi sociali? I minori sono sempre minori da qualunque parte del mondo vengano, non ce ne sono di serie A e di serie B.

E’ così che la tristezza, la disperazione, diventano rabbia, ira, rivolta. Da giorni molti fanno lo sciopero della fame, protestano perché si sentono trattati dall’Italia come animali a cui si getta un pezzo di pane per non farli ringhiare, protestano perché non accettano di essere prigionieri dell’Italia…loro che sono fuggiti per inseguire la libertà….urlano a squarciagola: hurriya, hurriya!!!

Sono arrabbiatissima, mi indigno e aggredirei come una belva…il mondo ancora una volta sta a guardare come spettatore passivo!! Aspetta cosa? E, qui ritorna il mio vecchio e immutabile pensiero di quanto sia orrenda la concezione di non sentirsi simili, non sentirsi un’unica umanità, perché se così fosse, il problema del singolo troverebbe soluzione negli altri.

Ecco perché mi aspetterei che Europa, America, Onu, Vaticano, entrassero in campo con proposte, offerte e soluzioni. In Italia, la questione è ormai annosa, il nostro governo per questioni di alleanze politiche ha operato scelte vergognose, come i respingimenti via mare, in combutta con i peggiori despoti sul mercato: Gheddafi, Ben Alì, Mubarack. E tutto questo ha solo un denominatore comune: sentirsi padroni di un popolo e di un territorio. Ritornando ai giorni d’oggi, io ci leggo un disegno perverso, la lega ha ostacolato da sempre le migrazioni ( vai a capire perché poi, io ho vissuto in Veneto per anni, e se non ci fossero stati gli immigrati molte fabbriche potevano chiudere per mancanza di manodopera, forse dimenticano che siamo uno stato che diventa sempre più vecchio con natalità irrisoria) paventando il pericolo delle invasioni e gettando lo spauracchio dell’uomo nero. Questa logica ( che mi ricorda altre tristi storie di concetti di razza pura) è stata caldeggiata e appoggiata dalle scelte politiche dell’attuale governo per averne in cambio sostegno e numeri. Non si fa nulla, non si da la possibilità a questi poveri cristi di allontanarsi in altri stati europei ne si distribuiscono in tutto il territorio italiano; è una manovra speculare, artificiosamente messa in atto per sfruttare la miseria altrui a proprio tornaconto, E’ come se volessero fare esplodere il problema. E’ stata una litania dall’inizio delle rivolte in Nord Africa, la sola preoccupazione dei ministri Maroni e Frattini, chiedere soldi, soldi all’Europa per le invasioni dei clandestini quando ancora non era problema ma solo allarmismo… un correre al lupo al lupo con i risultati che questa strategia di solito ha.

E’ solo casualità quella che decide se uno nasce in Italia o in Uganda, in America o in Papuasia, e in nome di questa casualità diventiamo padroni o prigionieri

Che tristezza!!

Semplice

E… domani?

Un mese e quattro giorni fa, anche in Libia, dopo i successi  in Tunisia “con la rivoluzione dei gelsomini”,e la caduta del regime di Mubarak in Egitto, si alzava un vento nuovo per quei luoghi, che aveva tutto il fresco e originale sapore di un frutto nuovo: la libertà. Il popolo libico si ribellava al tiranno, per la prima volta dopo 42 anni di dominio. Un evento che subito, credo, in quasi la totalità dell’umanità ha creato un ‘empatia densa, una condivisione, una simpatia, un tifo, un’esaltazione. Sembrava una partita a domino, alla caduta di un despota seguiva quella del despota  del paese accanto…un contagio o forse un darsi coraggio, se ce l’hanno fatta i tunisini, gli egiziani perché noi no? Anch’io mi sono esaltata a questi eventi, dandogli una lettura positiva. Arrivavano notizie di stragi, violenze e bombardamenti che i fedelissimi del rais operavano sui ribelli. Un momento doloroso, drammatico, spaventoso per le violenze, l’efferatezza e le morti che sono costati ma, altresì, un momento magico, biblico quello che stava accadendo in Nord Africa: la rivoluzione dei giovani, animati solo da desiderio di democrazia, di bisogno di libertà, non spinti da motivi e fanatismi religiosi ma mossi da sentimenti di solidarietà, di appartenenza. Una rivoluzione piena di DIGNITA’, nessuna bandiera è stata bruciata, nessun monumento è stato rovinato( se non quelli con le bombe cadute dagli aerei su ordine di Gheddafi). Dai media, tv, giornali e rete giungevano notizie spaventose, nulla e nessuno veniva risparmiato alla cieca rabbia dei mercenari e dei fedelissimi del rais e così trattenendoci la pancia e il cuore si apprendeva di neonati uccisi o di bambini di 8 anni a cui viene mozzata la testa o di file di militari uccisi e legati come capretti, colpevoli di non essersi piegati al volere di Gheddafi. Un evento doloroso e pagato a caro prezzo sin dall’inizio per i ribelli..e il mondo, o meglio i capi degli Stati, come seduti sugli spalti stavano solo a guardare o peggio gettavano spauracchi come Al-queda, o trovavano burattinai che muovevano le fila per l’interesse di gestire il petrolio o come i nostri politici preoccupati solo di “invasioni barbariche”,

poi.. silenzio assoluto x giorni e giorni, solo qualche trafiletto sui giornali. Nel frattempo i bombardamenti continuavano, molti morivano, il rais faceva proclami deliranti, minacciava il mondo e a poco a poco riconquistava territori, la stanchezza nella gente cominciava a farsi sentire accompagnata da un senso di abbandono che minava e assottigliava sicurezze e impulsi. Provavo una rabbia cieca, possibile che non si possa fare niente per aiutarli?Può un uomo, a capo di uno Stato, ritenersi il padrone di un popolo? Diventarne padrone, esibendo impunemente quel prepotente senso di onnipotenza che porta a dire: nessuno può governare meglio di me!  

Avrei voluto che per una volta, vista la straordinarietà dell’evento, per una volta agissero non per privilegiare interessi economici legati al petrolio, ma che tutte le strategie fossero mosse verso un aiuto a costruire un destino democratico di questi popoli. Non per esportare democrazia, perché la democrazia è un processo a cui si adviene, ma per essere un ponte di democrazia, un “fare” e non solo un “dire” SIAMO CON VOI, NON SIETE SOLI.

Il 18 marzo Il Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite approva la risoluzione sulla no fly zone affinché Gheddafi rispetti il “cessate il fuoco” sulla popolazione.

Se Gheddafi disattende e non osserva , il fuoco della N.A.T.O. è pronta ad intervenire con bombardamenti mirati.

Lo scenario si rianima, in strada si sono riversate migliaia di automobili, ritornano a sventolare bandiere ammainate da giorni per la paura, e si alzano canti, si riaccende la speranza,esplode la gioia e la festa. I libici adesso non si sentono più soli

Il 19 marzo alle 17.45, brividi corrono lunga la schiena, una groppo alla gola, sgomenta sto ipnotizzata alla tv seguendo la diretta del presidente francese Sarkozy che come squillo di tromba o fragore di una cannonata dava il via ai bombardamenti visto che Gheddafi non aveva rispettato le risoluzioni.

La Francia alle 21.35 ha sganciato 112 missili, la Gran Bretagna ha seguito..l’Italia mette a disposizione basi e forze armate. Si, era ufficiale, iniziava la guerra! l’ultima cosa che avrei voluto. Io odio e rifuggo la guerra sempre, specie se giustificata come panacea per esportare pace.

Dal canto nostro, noi italiani agli occhi del mondo ci portiamo quell’eredità imbarazzante che Berlusconi ha creato stringendo rapporti d’amicizia molto discutibili con Gheddafi, facendoci perdere credibilità e stima.

Da pacifista ho il cuore addolorato per questa scelta che mi ripugna, ma essere pacifista mi fa ugualmente ripugnare rimanere immobile e inerte difronte allo sterminio di un popolo che rivendica libertà e diritti.

Secondo me, lo sbaglio è stato questo lungo aspettare, aspettare cosa? Nel frattempo il macellaio s’è rafforzato nelle sue posizioni, s’è nutrito di onnipotenza, si è messo al sicuro ricchezze. All’inizio, si doveva intervenire con tutte le strategie possibili, i capi di governo del mondo avrebbero dovuto fermare molto prima l’assassino despota…adesso la guerra rimane l’ultima spiaggia. .

Ci aspettano decisioni difficili”, ha detto il presidente Napolitano, “ma, non possiamo lasciare che vengano distrutte le speranze di un risorgimento africano. La pace, i diritti umani, la libertà vanno difesi sempre.”

I giorni passano velocemente, bombe e missili piovono sulla Libia e non sono stelle a cui affidare desideri anche se sono scie luminose..nuovi scenari si prospettano, nuovi intrighi e perplessità all’orizzonte. Da dietro il sipario appaiono personaggi o comparse che hanno tutta la voglia di essere i protagonisti. Che peccato, che scelleratezza, che scempio, sarebbe giocare con le sofferenze, con i desideri, con gli aneliti di una generazione per sfruttarla a vantaggio di benefici e dominio sul petrolio. Siamo senza speranza? Io, nonostante spesso venga accusata di utopia, voglio credere che un mondo migliore sia possibile.

Basterebbe la nascita di una cosa nuova: la consapevolezza di UMANITA’. Un partito universale che abbracci tutti gli uomini del pianeta terra. Se si partisse dalla effimeratezza e brevità della vita, dalla consapevolezza… che nulla ci appartiene per sempre e che piuttosto lo abbiamo solo in prestito e da lasciare nelle migliori condizioni alle generazioni future, dalla casualità del posto dove si nasce, dal fatto che nei giri che fa il pianeta potremmo essere noi al posto degli altri…forse…forse ci interesserebbe vivere al meglio i giorni, dandogli un senso che riempia il cuore e non solo la pancia o il portafoglio. Forse..faremmo il possibile affinché la vita sia vita per tutti.

Il mondo ancora ce la farà”. Esatto, è questa la chiave giusta di lettura..il mondo unito, fatto della stessa umanità, che vuole e condivide gli stessi bisogni, gli stessi valori, gli stessi aneliti.
Ed è compito di tutti, abbandonati gli egoismi e i propri orticelli, schierarsi a fianco di chi lotta, di chi alza il capo e non vuole sottostare inerme al giogo di strani personaggi motivati solo da sete di potere illimitato e ad ogni costo.
Siamo la stessa umanità in ogni angolo della Terra, soffriamo e gioiamo delle stesse cose, la felicità o la sofferenza di una parte di essa diventa inesorabilmente ed inevitabilmente la felicità e la sofferenza di tutti; come quando in un corpo si ammala un organo ne risente tutta la persona.
E ancora una volta sono i giovani ad aver capito, a mettersi in gioco, rendendosi conto che la qualità della vita terrena è un bene prezioso e che va vissuta al meglio. Questi giovani nord africani sono i fiori più profumati del nostro pianeta, in questo momento,incuranti delle bombe, delle mitragliate, della paura, delle minacce, uniti in un grande abbraccio si muovono, lottano, tanti muoiono, mossi solo da principi universali degni del massimo rispetto: libertà, democrazia, possibilità di scelta.  Aiutiamoli al meglio, senza strumentalizzare o peggio sovrapporre giudizi e interessi falsati. Io ho grande fiducia e speranza, non resta che dire: Non resta che dire loro: siamo con voi, nel dolore e nella lotta e nella vittoria…Inshallah !! Per favore che nessuno sporchi o calpesti o frantumi i sogni di questi ragazzi, sarebbe la vigliaccheria più grande.

Mi piace riportarvi un pensiero di un saggio, per dimostrare che non sono la sola. “La vera scelta non e’ tra non violenza e violenza ma tra non violenza e non esistenza… Se non riusciremo a vivere come fratelli moriremo tutti come stolti”. (Martin Luther King)

Semplice