Sì…

Risollevata dalla cenere
mi sono lasciata prendere per mano
sedurre dalla sua carezza
cedere alla tentazione
mordendo la gioia
Con le sue ali
ebbra in volo
ho detto
al vento della vita
ancora sì
sì.
autore.semplice

e….

Ci sono amori che…
durano un battito di ciglia
altri che stancamente
imbiancano negli anni
Amori traditi
offesi
comuni
comodi come vecchie ciabatte
distratti
interessati
grigi e tristi
d’abitudine come novembre
Aquiloni illusi
di volare come uccelli
Ci sono amori che…
come pioggia
restano a fior di pelle
amori che entrano senza
musica nella nostra vita
e…
ci sono amori che…
sfidano il tempo
lo spazio
ogni logica
amori unici
infiniti
eterni
miracolosi
Pensieri che danzano
nella testa e nell’anima
incontri d’anime
amori voluti dagli Dei
amori che innamorano
Ci sono amori che…
cantano musiche celesti
che ci prendono per mano
regalandoci un paio d’ali
lampi di luce
stupore e incanto
un valzer senza fine
vita viva
Ci sono amori che…
ci sorprendono
ci fanno fiamma
custodi di preziosi segreti
della casa dell’anima
Così…
diventati immortali
noi come alberi
incediamo di fiori e
maturiamo  frutti
profumati
Quando inciampa un amore
come questi
nemmeno il Cielo
comprende…

autore:semplice

el cassettin

Cari amici, vi regalo questa poesia del mio amico Ivan. E’ scritta in dialetto trentino, provatela a leggerla in originale magari ad alta voce, resterete piacevolmente presi dalla musicalità che sprigiona. Se poi riusciste a intonare la voce con quella cantilena un pò interrogativa come è tipica del nord est..il gioco sarebbe fatto! Comunque tranquilli..vi aggiungo la traduzione..però promettetemi che dopo averla letta in italiano, ve la rileggete in dialetto. Il contenuto, sono sicura, farà galoppare le vostre emozioni come cavalli liberi.  Semplice

                                                                                                 

Vérder un casetin, che ti téa desmentegà
le come tornar indrio, tel tempo che ha pasà,
jeri n’ho verto uno, che zigava te’ un canton,
come par dirme grazie, ti se ‘ncora che ghe son

L’odor le famigliare, de naftalina s’cieta,
insieme al saor de ani, de roba bela neta
fodréte béle in ordine, tute quante ben stirae
col pizzo e do’ iniziali, mae state doparae

Laori de pazienza, chissà con quanti sogni
sconti tra le pieghe, de’ ani de bisogni
con entro l’emozion de far bela figura
e forse na’ passion e anca na’ paura

Piegà ten un cantonzèlo che varda su discreto
come se’l me spetasse, ghe sora un grombialeto
lo riconosso ‘ncora coi so’ fioreti bianchi
e chi che lo portava sempre ligà sui fianchi

La me la lassà quà,  parché el me conte élo
qualcossa de quei jorni, co’ era un tosatelo
par no’ cader in téra me ciapava co’ na‘ man,
e l’éra la me àncora par el mondo de doman

El ma sugà le lagrime e parà dala paura
el sangue sui donoci de qualche sbugnaura
te le do’ scarséle fonde quasi sempre descusje,
me ‘nsognava le mentine e ghe metea le fantasie..

Su tuti i tochi lisi co’ i fiori ‘ncora impressi
che par finestre verte co’ i jorni.. su riflessi
ghe el tempo, quel pasà con tuto el so valor
insieme al quel ricordo che par mi gà nome amor

Un tocato de pezza restà quà.., fato su’
el compagno de quela che anco’ no’ ghe piu’
e le lagrime calde che ‘l me juta a sugar
le libara un gropo che no’ podèa desgropar

Carezzo sto’ grombiale che ma desmissià fora
e qua’ vizin a mi ghe èla che ride ‘ncora
Lo piego su da novo  lo podo do’ pian pian
stà pace che me torna le vegnesta da lontan.

TRADUZIONE

IL CASSETTO

Aprire un cassetto, di cui ti eri dimenticato
è come tornare indietro,nel tempo che
hai vissuto.

Ieri ne ho aperto uno, che scricchiolava in un angolino
sembrava voler dire grazie, tu sai che ci sono
ancora.

L’odore familiare di  schietta naftalina si sveglia insieme
al sapore degli anni e di biancheria bella
pulita.

Federe in bell’ordine, tutte quante ben stirate
mai state usate.

Lavori di pazienza, con chissà quanti sogni
nascosti tra le pieghe,
di anni poveri, con dentro l’emozione di far bella figura
e chissà, una passione e forse anche
una paura.

Piegato in un cantuccio che guarda in modo discreto
come se mi aspettasse, c’è sopra un grembiule
lo
riconosco e lo ricordo con i suoi fiorellini bianchi
e chi lo portava sempre legato sui fianchi.

Me l’ha lasciato qui,
perchè mi racconti qualcosa di quei giorni
di quand’ero bambino e mi teneva con una mano per non farmi cadere
ed era la
mia ancora per il mondo di domani.

Mi asciugava le lacrime e rassicurava la paura
del sangue alle ginocchia dopo
qualche sbucciatura.

Nelle due tasche fonde quasi sempre scucite
cercavo caramelle e ci mettevo  la fantasia.

Su quei
pezzi gia lisi con i fiori ancora impressi
sembrano finestre aperte con i giorni sù riflessi
c’è il tempo, quel passato
con tutto il suo valore
insieme a quel ricordo che ha un solo nome: amore.

Un pezzo di stoffa restato qui..compagno di
colei che non c’è più
e mi aiuta ad asciugare calde lacrime e a
liberare un groppo che non riuscivo a sciogliere.

Accarezzo questo grembiule che avevo quasi dimenticato
è lei é qui, vicino a me me, e sembra che sorrida.

Lo piego
di nuovo e lo ripongo piano piano.
Questa pace che ritorna in me
è venuta da lontano.

autore: ivan.tn

Vento per la vita

Di nuovo in volo

Notte di pece senza luna nè stelle.
Solo fragore assordante di tuoni e
luce abbagliante di lampi.
Folate di vento del nord, violente e fredde,
mi schiaffeggiano come insulti,
scrosci di pioggia sferzanti sulla mia pelle simili a fruste,
cristalli di ghiaccio nelle mie vene,
squarci nel cielo e nella mia anima,
inquietanti figure appaiono in un gioco di luce e ombra.

Io farfalla impaurita, frastornata,ferita
sono in mezzo al vortice.
Piango, prego e spero che finisca subito ma,
la tempesta ha il suo tempo.
Non chiudo gli occhi, guardo in faccia il mio dolore,
quasi lo voglio, adesso è un tutt’uno con me.
E’ facile soccombere, la lotta è impari,
voler morire, sembra la sola via…

Giù, giù fino all’inferno, poi
solo buio,notte,sonno,oblìo…

Rannicchiata, stremata, stropicciata…
il nuovo giorno mi trova così.
La luce rosa della nuova alba con
i suoi raggi d’oro, come ragnatela di seta,
seducente mi abbraccia, asciuga le mie ferite,
lucida le mie piume.
Zefiri complici penetrano nel filo dei miei pensieri,
rivitalizzano le membra,portando dolcemente
aria fresca ai miei respiri,
rinata forza, energia, magici incantesimi,
scintille di creazione alle mie ali.
Mi stiracchio e una nuova linfa di vita è in me.
Vedo sbocciare le viole
sento il loro profumo, mi riprendo  la vita,
sono di nuovo in volo.
Adesso non è solo speranza, è certezza….
è passata.

Semplice

Se mi hai amato


“Se mi hai amato mi verrai a cercare,
sono certo che mi verrai a cercare:
in ogni pietra, in ogni sguardo
e in tutte le stelle.
Perchè il mio corpo scomparirà,
il tuo corpo scomparirà,
ma ciò non farà alcuna differenza.
Perchè, se ci fosse la benchè minima differenza,
vorrebbe dire che tra noi
non è accaduto l’amore.
Perchè l’amore è fuori
dal tempo eterno, immortale.
Se mi hai amato mi verrai a cercare,
sono certo che mi verrai a cercare,
e mi troverai: in ogni sguardo e in tutte le stelle.”

OSHO

Vi regalo questa bella poesia di Hosho, gli affanni quotidiani non devono mai farci dimenticare che la vita è soprattutto amore. E su questo argomento sono sicura che siamo tutti d’accordo.

Semplice

mio padre…

Vorrei farti  un regalo, ma non so dove sei adesso…
smatasso il filo dei miei ricordi
un sorriso un pò amaro
un brivido mi pervade
Mi ricordo….
la radio andava in sottofondo
e noi tutt’intorno alla “conca”
ci riscaldavamo di fuoco e di vita
ipnotizzati ascoltavamo come fiabe
le tue storie di guerra, di prigionìa,
d’Africa,d’India
Sento…
odore di castagne arrostite
e di biscotti alla cannella
Ti rivedo…
bello nella tua alta uniforme
di uomo dello Stato
una scelta quasi obbligata
ma sempre onorata…
il tuo sogno nel cassetto
rimaneva un altro
Mi commuovo…
al ricordo di quando scegliesti la terra
l’amavi e mi hai insegnato a farlo
conoscevi ogni vite, ogni albero
Sorrido…
e mi rivedo lì nel palmento
a piedi scalzi a pigiare grappoli
odore di mosto, vinacce e risate
o quando salivi sull’albero altissimo
con le scale legate
e giù con la corda scendevano
panieri di ciliegie
Ripenso…
a quando con mano esperta
mi insegnasti a potare la vigna
a lavorare la zolla con la vanga
o a quando assaggiavamo il primo vino
facendo scommesse sul suo grado
Non volevo limiti alla conoscenza
nè tu me ne davi
Risento…
le risate di gioia quando andavamo
per funghi, svegliavo il bosco
sulla radura aspettando l’alba
il cielo da blu notte
si tingeva di viola, di rosa
e dei nostri discorsi
quanto ci piaceva parlare a noi due
Ti ringrazio…
per tutte le cose che mi hai insegnato
la libertà, l’onestà,il rispetto,
la fatica,l’uguaglianza, la giustizia
la lotta,la pace, l’arte dei sogni,
la semplicità
Ti voglio bene…
per tutte le cose che mi hai dato
l’amore, la tenerezza, la forza,
la protezione, la fiducia,la pazienza
la condivisione, la saggezza
Ti penso…
non era facile gestirmi
erano anni di cambiamento
ma amavi sopra ogni cosa
la tua figlia ribelle e le sue idee
Vorrei….
che tu fossi in qualche angolo di mondo
a coltivare viti e vita
Credo…
di sentire spesso la tua carezza
e non è vento.

Semplice

Come danza…


Danzava libera e svestita la mia anima
tra filari di parole
e scie di sguardi.
Una sera di maggio
un refolo di vento
mi portò soffi
aulenti di rose e te.
Il tuo inchino e la tua mano tesa
mi sedussero.

Note diverse muovevano i miei passi
in altalena di spartiti
e cambi di scena..
tra passi e movenze
assecondavo la musica
in quel ballo ora a due.

E mi ritrovai
ora dea immortale
ora mendica di briciole distratte
Ora regina ora schiava..
a raccogliere fasci di stelle o
ruzzolare nella polvere
E furono carezze e offese
E furono giorni felici e scintillanti
o dì mesti, nebbiosi, malcontenti, crudeli come novembre

Giorni di messi e giorni di niente
giorni di luce e giorni di pece
sinfonie dolcissime o fragore silente.
Da quel momento
il mio cuore prigioniero giace
saziandosi
di stille di miele
e coppe di fiele.

Semplice

Tu e il mare

Il mio pensiero invisibile
corre da te…
incrocia i tuoi pensieri
ed è lì che ti trovo
in riva al mare,
in quel momento solo tuo
intimo, segreto
che sa di libertà, di pace

Tra incanto e tenerezza ti immagino…
a piedi nudi lasci orme sulla sabbia
il vento gonfia la tua camicia come fosse vela
scopiglia i tuoi capelli
e sfoglia i tuoi pensieri come pagine di un libro
Raccogli conchiglie e pensi…
lo sguardo oltre il blu
in quella linea sottile
che lo fa quasi cielo
a cercare risposte
risolvere dubbi
al di là dell’umano limite

Ti somiglia il mare…
come lui
hai giorni di tempesta e burrasca
o di risacche e onde alte
e giorni di calma quiete
e bassa marea
Tu lì come naufrago a sperare in un approdo

Una ruga improvvisa mi svela
il tuo muto parlargli
Raggomitoli
smatassi
e sciogli nodi alle parole
che la bocca non sa dire
lui ascolta, racchiude, trattiene
e non svelerà mai i tuoi segreti

E..vorrei essere quell’onda
che lascia la corsa per farsi schiuma
per ricomporsi nuovamente onda
e tu la segui
la insegui
speranzoso che ritorni luce
Vorrei farmi onda del mare dei tuoi pensieri
raccogliendo le tue malinconie, i tuoi desideri
entrando lì dove tutto è possibilità

Chiudi gli occhi e pensami
sono accanto a te
consolandoti in un abbraccio
che ci fa un respiro solo
alzando un canto che si confonde
con la voce del mare.

autore:semplice

La pumeta…

Carissimi, vi regalo questa poesia in vernacolo pugliese, scritta da un mio amico che vuole mantenere l’anonimato. Tranquilli…vi passo anche la traduzione.

Stamattina, la pumeta aggiu mmullatu.

lu ientu, quasi brezza, era rufianu,

nu rotulu te spacu n’haggiu tatu;

speriamu ca fuce e ria luntanu.

Ola, pumeta mia, porta la pace

a ci sta more pe’ fa.me e pe’ paura;

a ci la guerra pe’ forza ole cu face,

portani amore e guidalu sicura.

Vane, pumeta, traversalu lu mare.

Alli  figghi te mamma te dra terra

salvali, ca su persone care.

Puru ca nciole nù mese o cchiui te n’annu,

porta salute, pane e mai cchiui guerra

a tutti li piccinni ca nci stannu.

L’ AQUILONE

Questa mattina ho lanciato il mio aquilone.

Il vento, quasi di bonaccia, era complice

ed ho srotolato un grosso gomitolo di spago;

spero che corra e vada lontano.

Vola, o mio aquilone, porta la pace

a chi sta morendo per fame e per paura;

a chi la guerra per forza vuole imporre,

portagli amore e guidalo senza remore.

Vai, aquilone, attraversa gli oceani:

ai poveri giovani di quella terra

Porta salvezza perché sono persone care.

Anche se impiegherai un mese o più di un anno,

porta salvezza, cibo e mai più guerre

a tutti i bambini che stanno li.

Semplice

come rose…

Rose sul ciglio delle strade
rosa nera d’Africa
eterea dell’Est
rosa d’Oriente
Rose di nessuno e di tutti
rose in boccio ma stropicciate dalla vita
che come grandine ne impedirà
la smagliante fioritura.
Petali sgargianti sulla pelle
richiami civettuoli
agli occhi distratti
profumo di cerbiatto impaurito
ad uno sguardo attento
si offrono…
Non è mai una scelta fiorire
ai bordi delle strade
altri hanno strappato le loro radici
e le hanno disseminate nel mondo
esponendole ai venti e alle intemperie
vendendole …svendendole
C’è sempre un deserto
un precipizio, un dirupo
una caverna,un labirinto
un buco cieco, un terreno ostile
una tormenta, e perchè no
anche un sogno
o la carezza di un’illusione
alle spalle.
Pochi soldi e si è
autorizzati a sciuparle
calpestarne i petali
a negarne dignità
a rubarne l’anima
ad annerirne la purezza.
Il dono più intimo violato
da mani estranee senza amore
velluto sgualcìto, seta smagliata.
Ogni volta che un’auto rallenta
ogni volta…
si lima un altro pezzetto di sogno
quel sogno di giardino privato
che ogni donna stringe in fondo al cuore.
Nessun dolore,nessuna pietas,nessun rimorso
Per i più sono solo …erbacce

Semplice