La grande bellezza…

Carissimi, dopo lungo tempo, ritorno ad aprire le finestre a questo luogo a me tanto caro, sperando di soggiornarci in maniera continua…e quale tema migliore della bellezza avrei potuto scegliere per ricominciare? Bellezza come respiro dell’anima, come ricerca di armonia, come espressione  di bene, di buono, di autentico, di sensibile, di vero. Ogni uomo ha  in sè bellezza, ne può godere, ne può produrre. Indubbiamente, vivere di bellezza è più impegnativo che lasciarsi scivolare, assorbire dalla bruttezza. La ricerca della bellezza presuppone impegno, sacrificio, rinunce, spirito critico e capacità di analisi, meditazione, osservazione, attesa…la bruttezza, spesso,  ammalia e seduce comodamente..salvo poi presentare il conto salatissimo che difficilmente potrà essere saldato e risanato, perchè dopo aver incantato e sedotto  lascia in braghe di tela, con le ossa rotte e svuotati d’ogni senso. Se, come sostengono autorevoli fonti, il mondo sarà salvato dalla bellezza, trovo doveroso e vitale affidarci ad essa. Ho fatto questa premessa per introdurre l’argomento di questo  “articolo” ( i miei sono pensieri in libertà senza pretesa d’essere considerati articoli), ossia la mia chiave di lettura del film di Sorrentino: La grande bellezza. Film che ha diviso gli animi tra coloro a cui è piaciuto e altri che l’hanno ritenuto una solenne boiata. No comment! Ognuno consuma un prodotto in base ai valori e agli strumenti che possiede.1622623_816641171685876_171615165_n

A me questo film è piaciuto tantissimo!!!!Un’esperienza emotiva che alla fine mi ha commosso fino alle lacrime. Non è un film facile da vedere..è impegnativo, assai, spesso surreale!! Non occorre essere specialisti per gradirlo, unica condizione è la partecipazione emozionale quindi il coinvolgimento.
Non lo si può affrontare con la superficialità distratta con cui gustiamo un gelato passeggiando.. immaginiamoci, piuttosto, di essere davanti ad una pietanza nuova, inusuale, speziatissima che bisogna approcciare con cautela, con curiosità, con predisposizione, con lentezza, possibilmente in religioso silenzio affinchè le nostre papille possano distinguere le differenti note di ogni fragranza e deliziarsi con le essenze dei retrogusti che permangono ben presenti anche dopo averla finita.
Vi dico la verità…quando l’hanno dato in tv, sere fa, mi sono addormentata dopo meno di un quarto d’ora di visione…indubbiamente non avevo lo spirito d’animo adatto nè intorno avevo le condizioni favorevoli..troppa caciara. Ma, difficilmente mi fermo alla prima impressione nè mi accontento di valutare qualcosa da un semplice morso..e così mi sono ripromessa di guardarmelo nelle giuste atmosfere e tempo/spaziali e di animo.
Eccellente il regista, mozzafiato le scenografie, bravissimi la maggior parte degli attori, insuperabile Servillo, con i suoi modi istrioneschi sovrasta tutto e tutti; un vero animale da palcoscenico, seducente, ruffiano, accattivante..

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Proprio bello, proprio meritato l’oscar!!
E’ un capolavoro, senza ombra di dubbio: un intimo viaggio dentro le pieghe dell’interiorità.
E questo sconvolge, spesso…perchè questo tipo di viaggio lo si affronta nudi, navigando a vista, con tutte le incognite e i conflitti che può scatenare..ecco perchè molti l’hanno rifiutato. E’ impossibile non immedesimarsi in Jep Gambardella e non riavvolgere insieme a lui la moviola nella profonda, malinconica e dolorosa rivisitazione di tutta la sua vita all’alba dei suoi 65 anni. E’ impossibile non immedesimarsi in Jep, nel suo malessere, nel suo disgusto, nel suo fallimento, nel suo disagio, nel suo rifiuto verso un’umanità vacua, dissennata, decadente. la-grande-bellezza-893005l

Un’umanità fatta di apparenza, di stereotipi ( persino “l’artista” che si denuda e dà capocciate al muro per creare effetto, parla di vivere per vibrazioni…che non sa neppure cosa siano!!), di recitazione o meglio giochi di ruoli, di seduzioni esteriori, di mondanità sfarzosa, di non appropriazione e preparazione di competenze specifiche ( vedasi il cardinale Bellucci…che parla di coniglio alla ligure o di leccornie varie con competenza al pari di Vissani ma non ha nulla da dire ed evade ogni volta che Jep gli chiede qualcosa sulla spiritualità), o assurdi e criminali come i genitori della bambina disperata costretta a dipingere con secchi di vernice… etc etc..l_5061_la-grande-bellezza-festival-di-cannes
C’è tutta una carrellata di umanità laica e religiosa ignobile, miserabile, fallita, che non ha capito perchè vive..ed è triste tutto questo…e diventa insopportabile per chi ne percepisce tutto lo squallore, per chi malgrado tutto, in questo schifo, ci si è immedesimato e spalmato, perchè, nonostante tutto, ci vive dentro, arrendendosi e..naufragando. Diventando “nulla” nel nulla.
Allora si poteva intitolare: la grande bruttezza?! Qualcuno potrebbe dire.
No!!!..Questo film contiene tantissima bellezza..così come ne contiene il nostro mondo, la nostra condizione umana…basta solo saperla individuare, saperla cogliere e valorizzare. Con grande maestria, Sorrentino fa danzare contemporaneamente la bruttezza e la bellezza, la vita e la morte, la luce e il buio, la banalità e la genialità,la mediocrità e il valore, l’aridità e la sensibilità..e vince sempre la bellezza, raccontata per immagini, gesti, suoni!la-grande-bellezza-L-NAj0cQ
C’è bellezza nella vita..la vita è bellezza di per sè, c’è bellezza nei colori di un’alba come in quelli di un tramonto, c’è bellezza in un volo di uccelli, nello scorrere di un fiume..c’è bellezza intramontabile nell’arte che tramanda genialità nei secoli da generazione a generazione, c’è bellezza in un sorriso..anche in quello velato di una suora di clausura, c’è bellezza in un gioco di bimbi, c’è bellezza nella comunicazione, c’è bellezza nel silenzio e nella contemplazione, c’è bellezza nella sofferenza, c’è bellezza nel sacrificio, c’è bellezza in un ideale tramutato in progetto (vedi la Santa), c’è bellezza nella nostalgia che piano piano e vestita di invisibilità strugge l’anima, c’è bellezza nel ricordo, c’è bellezza nell’amore..

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In questo film l’amore ha un peso altissimo, sentimento eterno ed unico (anche se non corrisposto o non vissuto materialmente anche se messo all’angolo o buttato via come il diario di Elisa) il solo in grado di salvare, di dare senso, di riempire il vuoto,di dare speranza e far rinascere. Ha ugualmente un peso altissimo se sprecato, è in grado di annientare, paralizzare, ammutolire, far morire …ci sono mille respiri di bellezza in questo film!!img_archivio146201323353 elisa
In poche parole, questo film veicola il messaggio prezioso e positivo di non lasciarsi scorrere la VITA addosso come fosse pioggia ma di ricercarne il suo senso prima che sia troppo tardi e si chiuda il sipario. E non è mai troppo tardi per ricominciare, si fa sempre in tempo, basta fare le cose che veramente vogliamo fare, quelle che ci riempiono di luce, di gioia, di felicità..perchè la vita dovrebbe essere felicità a prescindere. Jep, in un momento di riflessione dice proprio così:
“La più consistente scoperta che ho fatto pochi giorni dopo aver compiuto 65 anni, è che non posso più perdere tempo a fare cose che non mi va di fare”.

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L’ultima scena con il monologo di Jep non ha prezzo, mi risuona dentro come un ritornello o meglio un monito:
“…finisce tutto così con la morte, prima, però, c’è stata la vita nascosta sotto i bla bla bla..bla bla…bla.
E’ tutto sedimentato sotto il chiacchiericcio e il rumore, il silenzio e il sentimento, l’emozione e la paura..gli sparuti incostanti sprazzi di bellezza e poi..lo squallore disgraziato e l’uomo miserabile.
Tutto sepolto dalla coperta dell’imbarazzo di stare al mondo..bla bla bla. Altrove c’è l’altrove, io non mi occupo dell’altrove, dunque, che questo romanzo abbia inizio, in fondo è solo un trucco, sì, è solo un trucco”.TLI-La-Grande-Bellezza-Roma-2013-1110x400Semplice

Per le vittime delle tragedie annunciate: Vajont, Barletta, Genova….

Amici, vi passo una bella e sentita accusa  del Sindaco di Cassinetta di Lugagnano, Domenico Finiguerra, ai politici. Condivido totalmente il suo sentire, non occorrono parole inutili da copione serve il fare, serve la buona volontà, l’impegno, la coscienza, il senso di responsabilità…fare il proprio dovere.

“Voi… non avete alcun diritto di piangere.
E gli italiani dovrebbero cominciare a fischiarvi e cacciarvi dai funerali.E gli italiani dovrebbero smettere di pregare davanti alle vostre altissime gru, totem di un modello di sviluppo decotto e decadente, che prima di collassare, rischia di annientare i beni comuni di questi Paese, di questo pianeta.
Per le vittime della tragedia del Vajont: 9 ottobre 1963.
Per le vittime delle tragedie di Barletta: 16 settembre 1959 e 3 ottobre 2011.
Per tutte le vittime della malapolitica, del partito del cemento.

Voi che vi riempite la bocca di parole trite e ritrite: “crescita, sviluppo, competitività”.
Voi che ripetete queste parole come un mantra per nascondere il vuoto delle vostre idee.
Voi che avete imparato questi Dogmi come scolaretti per essere promossi dalle maestrine di Confindustria e dei mercati finanziari.

Voi non avete alcun diritto di piangere!

Voi che quando siete seduti sulle comode poltrone a Porta a Porta vi lanciate, l’uno contro l’altro le medesime ricette stantie: “Dobbiamo rilanciare le grandi opere, dobbiamo far ripartire l’edilizia, ci vuole un nuovo piano casa, forse anche un nuovo condono”.

Voi non avete alcun diritto di piangere!

Voi che con il fazzoletto verde nel taschino avete chiesto il voto per difendere la pianura padana da invasioni di ogni genere e poi dagli assessorati comunali, provinciali e regionali avete vomitato sulle campagne padane la vostra porzione di metri cubi di cemento, insieme a tutti gli altri.

Voi non avete alcun diritto di piangere!

Voi che avete giurato fedeltà alla Costituzione ma poi non ne rispettate l’art. 9: “La Repubblica tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della nazione”, e approvate piani regolatori che hanno come unico obiettivo quello di svendere il territorio e di fare cassa con gli oneri di urbanizzazione.

Voi non avete alcun diritto di piangere!

Voi che, con l’arroganza di chi non ha argomenti, denigrate chiunque si opponga alla vostra furia predatoria di saccheggiatori del territorio.
Voi che, con il risolino di chi è sicuro del potere che detiene, ridicolizzate tutti i giorni i comitati, gli ambientalisti, le associazioni, i cittadini, che mettono in guardia dai pericoli e dal dissesto idrogeologico creati dalle vostre previsioni edificatorie.

Voi non avete alcun diritto di piangere!

Voi che siete la concausa delle catastrofi alluvionali, dovute alla sigillatura e all’impermeabilizzazione della terra operate dalle vostre espansioni urbanistiche, dai vostri centri commerciali, dai vostri svincoli autostradali.

Voi che avete costruito il vostro consenso grazie alle grandi speculazioni edilizie, ai grandi eventi, alle grandi opere o anche alla sola promessa di realizzarle.

Voi non avete alcun diritto di piangere.

Nessun diritto di piangere le dieci vittime dell’ennesima alluvione ligure. Né le vittime di tutte le precedenti catastrofi causate anche dalla vostra ideologia. Perché voi, iscritti e dirigenti del Partito del Cemento, siete i veri estremisti di questo paese.

Siete i veri barbari di questo nostro paese.

Siete la vera causa del degrado ambientale, della violenza al paesaggio e dello sprofondamento del paese nel fango.

No. Voi non avete alcun diritto di piangere.

E gli italiani dovrebbero cominciare a fischiarvi e cacciarvi dai funerali. E gli italiani dovrebbero smettere di pregare davanti alle vostre altissime gru, totem di un modello di sviluppo decotto e decadente, che prima di collassare, rischia di annientare i beni comuni di questi Paese, di questo pianeta.

Domenico Finiguerra
Qui radio libera. E lì?”

Resistenza…ieri…oggi…sempre!!!

Questa lapide si trova a Scandicci (Fi) sotto il loggiato del vecchio palazzo comunale in piazza Matteotti.

“Se voi volete andare in pellegrinaggio nel luogo dove è nata la nostra Costituzione, andate nelle montagne dove caddero i partigiani, nelle  carceri dove furono imprigionati, nei campi dove furono impiccati. Dovunque è morto un Italiano per riscattare la libertà e la dignità, andate lì, o giovani, col pensiero, perché lì è nata la nostra costituzione”.  Piero Calamandrei.

La Resistenza non è solo una commemorazione, non riduciamola al solo  giorno del ricordo, dell’omaggio, di qualcosa che fù, di qualcosa appartenente al passato e di cui non si riparlerà fino al prossimo 25 Aprile.  Non servono le parate, i discorsi dei politicanti, recitati come compitucci da ripetere perchè previsti nel calendario delle attività.  Tutti gli uomini e le donne che si sono sacrificati perchè noi oggi possiamo godere della libertà si rivolterebbero nelle tombe. Sarebbe stato un martirio con un fine temporaneo. La vita è un fluire, un’acqua che contiene il passato, l’oggi, il futuro…non c’è un tempo chiuso, generato  e finito in se stesso.  La Resistenza è un patrimonio vivo e  immortale e come tale va custodito, difeso,curato, alimentato, amato. I valori che contiene e a cui siamo advenuti non si mantengono inalterati nello scorrere degli anni, per grazia ricevuta. Il tempo, l’usura, l’indifferenza, la stoltezza, l’incuria, possono deteriorarli, snaturarli, distruggerli. Basta vedere cosa succede oggi nel nostro Paese, in cui la libertà, il progresso, l’uguaglianza, il diritto, vengono minati, aggrediti, calpestati e spesso annientati. Allora urge essere partigiani, attivi, informati, consapevoli, sempre. La Resistenza che vorrei oggi è diversa dal passato…non vorrei nessun martire, nessuna violenza, nessuna madre addolorata, nessun figlio orfano, nessuna goccia di sangue versato. Vorrei un popolo intero di partigiani, non armati di fucili o bombe, ma forti del potere della memoria, della consapevolezza, della conoscenza, della coscienza,dell’attenzione, della vigilanza, della partecipazione. Vorrei  un popolo di partigiani che non deve nascondersi sulle montagne o tra i boschi per stanare il nemico…il nemico è tra noi, nei palazzi del potere e politico e finanziario, nella piaga dell’ignoranza, nella colpevolezza del silenzio, nel crimine della passività.  Vorrei un popolo che rinneghi con ardore ogni forma di prepotenza, strapotere, violenza, corruzione, inequità, oppressione, ignoranza, odio, razzismo. Un popolo che abbia nella bandiera, simbolo di appartenenza, tutti i colori dell’Armonia.

Semplice

Auguri Rita !!!!

103 ANNI – BUON COMPLEANNO a RITA LEVI-MONTALCINI, nata a Torino il 22 Aprile 1909. Scienziata, Premio Nobel per la Medicina nel 1986, Senatore a vita, già Presidente dell’Istituto dell’Enciclopedia Italiana Treccani, Membro delle: Accademia Nazionale dei Lincei, Accademia Pontificia, Accademia delle Scienze, National Academy of Sciences in USA, Royal Society. Sono tutti prestigiosi riconoscimenti che a livello mondiale hanno riconosciuto la sua straordinaria eccellenza e il suo indiscusso valore, sconfessando gli epigoni dell’era berlusconiana.

Adoro questa piccola, raggrinzita  ma titanica donna. E’ bellissima! E lo affermo senza tema di smentita, anche se la sua esile figura è accortocciata e il suo viso una ragnatela intricata di rughe. E’ l’icona della bellezza vera!  La bellezza, secondo me, non è solo la pelle levigata, l’assenza di rughe, lo zigomo alto, le labbra carnose..avete mai notato quanta bellezza c’è in quel guizzo degli occhi quando un’intuizione li attraversa? E,  in quel lampo che attraversa gli occhi se un’emozione li coglie?  Quanta bellezza c’è  in quel sorriso che increspa il viso se un pensiero felice viene a trovarci, o in quella ruga d’espressione che si crea allorché si cerca la soluzione ad un problema!.  Bellezza è la creatività che si pesca per trasformare in speciale ogni cosa, è la passione che mettiamo in tutte le cose in cui crediamo, è la ricerca della semplicità, è la vivacità mentale che si cerca di annaffiare ogni giorno, è il coraggio che ci fa stringere la mascella di fronte al dolore e alla paura, è quella predisposizione gioiosa verso gli altri, è l’entusiasmo con cui crediamo ai sogni, è quella fede che non fa morire mai la capacità di sognare, è il rosso sulle guance e la vividezza degli occhi quando ci arrabbiamo, è quella determinazione con cui lottiamo, è il non arrendersi a cercare la felicità, è il riconoscere gli sbagli e mettere in conto di farne di nuovi…. Non è presunzione se dico che questo tipo di bellezza non sfiorisce con gli anni, anzi migliora. In questi canoni riconosco l’altrui e la mia bellezza. La
bellezza è senza tempo.. La nostra vera età è quella che chiudendo gli occhi ci fa immaginare come ci sentiamo..A proposito Rita hai deciso che farai da grande? Fino a due anni fa non lo sapevi ancora! Se non è grandezza questa….

A raccontare Rita, la sua essenza,  lascio che sia lei stessa..Ecco di seguito una serie di frasi sue nel corso di 103 anni.

§  “Il mio forte auspicio rimane che il governo e le forze politiche considerino prioritario, per lo sviluppo economico del Paese, valorizzare quello straordinario capitale umano dei nostri giovani ricercatori- e – aggiunge – Uno straordinario capitale che continua a dimostrare di essere altamente competitivo a livello internazionale”.

§ “Nella vita non bisogna mai rassegnarsi, arrendersi alla mediocrità, bensì uscire da quella zona grigia in cui tutto è abitudine e rassegnazione passiva, bisogna coltivare il coraggio di ribellarsi”.

§ “Dico ai giovani: non pensate a voi stessi, pensate agli altri. Pensate al futuro che vi aspetta, pensate a quello che potete fare, e non temete niente. Non temete le difficoltà: io ne ho passate molte, e le ho attraversate senza paura, con totale indifferenza alla mia persona. “

§ “Tutti dicono che il cervello sia l’organo più complesso del corpo umano, da medico potrei anche acconsentire. Ma come donna vi assicuro che non vi è niente di più complesso del cuore, ancora oggi non si conoscono i suoi meccanismi. Nei ragionamenti del cervello c’è logica, nei ragionamenti del cuore ci sono le emozioni.”

§ ” A me nella vita è riuscito tutto facile. Le difficoltà me le sono scrollate di dosso, come acqua sulle ali di un’anatra”.

§ “Ho perso un po’ la vista, molto l’udito. Alle conferenze non vedo le proiezioni e non sento bene. Ma penso più adesso di quando avevo vent’anni. Il corpo faccia quello che vuole. Io non sono il corpo: io sono la mente.”

§ “Le Donne che hanno cambiato il mondo, non hanno mai avuto bisogno di “mostrare” nulla, se non la loro intelligenza.”

§ “Il futuro del pianeta dipende dalla possibilità di dare a tutte le donne l’accesso all’istruzione e alla leadership. È alle donne, infatti, che spetta il compito più arduo, ma più costruttivo, di inventare e gestire la pace.”

§ “A vent’anni volevo andare in Africa per curare la lebbra. Ci sono andata da vecchia, ma per curare l’analfabetismo, che è molto più grave della lebbra.”

§ “Il male assoluto del nostro tempo è di non credere nei valori. Non ha importanza che siano religiosi oppure laici. I giovani devono credere in qualcosa di positivo e la vita merita di essere vissuta solo se crediamo nei valori, perchè questi rimangono anche dopo la nostra morte.”

§ “C’è una difficoltà nel rendersi conto che il nostro comportamento è molto complesso, che il cervello è fatto di tante componenti. E c’è una difficoltà nel vedere in ogni catastrofe la possibilità di un rovesciamento. Forse io sono una innata ottimista ma penso che ci sia sempre qualcosa che ci salva.”

Auguri Rita e lunga vita!!

Semplice

il potere più forte: la consapevolezza.

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Bertolt Brecth

Il peggior analfabeta è l’analfabeta politico. Egli non sente, non parla, né s’interessa degli avvenimenti politici. Egli non sa che il costo della vita, il prezzo dei fagioli, del pesce, della farina, dell’affitto, delle scarpe e delle medicine, dipendono dalle decisioni politiche.

L’analfabeta politico è talmente somaro che si inorgoglisce e si gonfia il petto nel dire che odia la politica.

Non sa, l’imbecille, che dalla sua ignoranza politica nasce la prostituta, il minore abbandonato, il rapinatore e il peggiore di tutti i banditi che è il politico disonesto, il mafioso, il corrotto, il lacchè delle imprese nazionali e multinazionali.

(Bertolt Brecht)

“2500 anni fa, un blogger greco di nome Aristotele profetizzava che la democrazia, la forma di governo nella quale il potere è nelle mani del popolo, poteva facilmente essere succube della demagogia, il comportamento politico che attraverso l’arma della retorica e delle false promesse vicine ai desideri del popolo mira a guadagnarsene il favore. Con i demagoghi al potere, la democrazia degenera rapidamente in tirannide, poiché esercita un potere dispotico sui migliori mentre le decisioni dell’assemblea assomigliano all’editto del tiranno. Il tiranno, del resto, molto spesso otteneva il potere con l’appoggio delle classi popolari, scontente della situazione politica, poi ricopriva personalmente e affidava a suoi fidi le maggiori istituzioni. La retorica, l’arte oratoria usata dal demagogo, non è altro che una pratica persuasiva che agisce sugli affetti e sulla parte irrazionale dell’anima e, secondo un altro blogger di nome Platone, può avere successo solo sugli ignoranti”

Mi chiedo: com’è possibile disinteressarsi di politica? Come sentirla altro da se stessi? La politica non è una roba marziana o un oggetto che possiamo desiderare o no, di cui farne a meno, volendo, non è un optional. Ogni nostra azione, ogni nostro giorno, ogni nostro relazionarci con gli altri, è politica. La politica è l’organizzazione di uno Stato, è la maniera in cui esso è governato, sono le sue leggi, le sue scelte a cui ciascuno deve adeguarsi. La politica esiste, anche per chi la ignora. E non crea immunità il pensare che non ci appartenga, che è una cosa sporca, che è di esclusiva competenza degli addetti ai lavori quasi a volersi togliere ogni responsabilità. Questo comportamento è il più deleterio che possa esserci, dà mandato incondizionato a pochi di poter agire indisturbati senza controlli, di poter decidere della nostra vita!!! Chiedo..dopo aver fatto entrare un amico in casa vostra, gli lascereste cambiare la disposizione dei mobili, gli lascereste schiaffeggiare i vostri figli, gli fareste rubare, silenti, i vostri soldi e i vostri gioielli????? Certo che no!!!! Ebbene, come allora conciliare la totale indifferenza verso chi giornalmente ci sconquassa la vita, ci oltraggia e umilia il presente e il futuro dei nostri figli, ci calpesta diritti, ci depreda arricchendosi? La nostra casa, il nostro intimo mondo, saranno protetti solo se inseriti in un contesto civile, democratico e partecipato che difende i nostri diritti e quelli di tutti.  Non scegliere…è scelta comunque!!! Con l’aggravante che si da a chi governa, carta bianca, come se la nostra volontà, i nostri diritti, la nostra vita non ci interessasse viverla in prima persona, da protagonisti, ma da spettatori all’impiedi, se non addirittura  da fuori il recinto dello spettacolo.

indifferenti

Non si possono accettare per tanti, troppissimi, anni, situazioni che ci vedono costretti, insultati, denigrati, mortificati, depauperati, avviliti, ingrigiti, assopiti, sfiancati, indignati, arrabbiati, delusi e disillusi, da governi ostili, arroganti, prepotenti, inadeguati, impreparati, fannulloni che hanno deriso i nostri dolori, la nostra dignità, i nostri figli.

Ultimamente la nostra pazienza, quella dei cittadini comuni, viene troppo spesso messa a dura prova! Non si possono accettare certe esternazioni, soprattutto se provengono da chi sta comodamente in panciolle e stravive, sfottendo e tiranneggiando il popolo. Affermazioni provocatorie e offensive ci piovono addosso aggravando sempre più lo stato di impotenza e scoraggiamento generale.
Se è vero, che certe battute idealmente, contengano verità.. come la noia e la ripetitività del posto fisso per quarantanni, o se è vero che ciascuno dovrebbe sempre ingegnarsi per crearsi opportunità, e se è vero che molti impiegati delle pubbliche amministrazioni occupano un posto solo per fare presenza..è altrettanto vero che chi ci governa non ha dato possibilità di incremento e sviluppo, mortificando e immolando la fantasia, la capacità, la cultura, sull’altare dell’inciucio, della raccomandazione, della corruzione. Ecco perchè non posso accettare i sermoni della Mercegaglia, di Straquadagno, di Monti, di Martone..che percepisco come insulti.

 E’ colpa pure nostra se si è arrivati a tanto..dov’eravamo?
Possibile che nell’uomo, i valori della dignità, dello sconcerto, della ribellione sboccino solo quando le situazioni diventano disastrose?
Se, invece, fossimo attenti, vigili, all’insorgere delle pur piccole malefatte e malaffari..invece di un’operazione a cuore aperto..basterebbe una pomata.

partecipazione

Occorre consapevolezza!!!  La consapevolezza scaturisce dalla conoscenza, dall’informazione, dalla partecipazione. La consapevolezza  ci rende liberi da catene, da vassallaggi… essa è l’espressione di popolo libero che rivendica dignità, libertà, giustizia, legalità, diritto.  Consapevolezza è quel sentire comune che avvertiamo, quella determinazione che ci fa rompere il dolore passivo di ascoltare parole squallide, grevi, volgari che accompagnano la peggior classe politica che l’Italia abbia mai avuto e,  questa libertà ce la dobbiamo riprendere senza bisogno di lime, complotti, fucili o mannaie.. e poi.. basta una matita per fare un semplice segno. In quel segno c’è la nostra forza, la nostra volontà consapevole. In quel segno c’è una rivoluzione! In quel segno c’è il valore che noi diamo alla vita.

Gli Italiani hanno voglia di cose normali..di regole..di rappresentazioni vere della realtà..e sono anche un popolo capace di grandi sacrifici se servono per raddrizzare la baracca.

Governare un popolo significa ascoltarne i bisogni, capirne i messaggi, rispettarlo, garantirne lo sviluppo e prodigarsi affinchè a tutti, ma proprio tutti, venga data la possibilità di esprimersi per soddisfare le esigenze di un tenore di vita dignitoso e nel rispetto della legalità.. Siamo stati per quasi 17 anni gestiti da sudditi…e come sudditi non si aveva il diritto di lagnanze perchè immediatamente si veniva redarguiti, vilipesi, offesi..mentre il sultano e la sua corte poteva godere di tutte le libertà, lecite e illecite. Adesso con il governo tecnico nulla è migliorato, se non peggiorato. Sono più arroganti e inflessibili che mai.. pastori che si arrogano il diritto  di domare e condurre  un gregge belante a suon di bastonate.

Vorrei poter amare i miei politici, quali persone che operano nella legalità, nell’onestà, nell’uguaglianza, vorrei poter essere orgogliosa di loro come esempi di persone che lavorando per l’Italia la immaginassero inserita in un progetto universale di armonia con tutta l’umanità del pianeta. Vorrei poter essere orgogliosa di come mi rappresentino.


E allora?
Allora, questo è il momento che noi tutti, ma proprio tutti dobbiamo essere presenti, attenti e vigili!! Cambiare ed esigere una nuova legge elettorale è vitale, di modo che sia il popolo a scegliere le teste e non le segreterie di partito o le lobby.
Quello che frena il paese è la corruzione..ne impedisce la crescita, lo sviluppo, il futuro. Mario Draghi ha detto: “non ci può essere crescita senza legalità.” Combattiamo gli intrecci fra politica e affari, tra privilegi e appalti e pretendiamo legalità e trasparenza, regole e controlli.
Ce la meritiamo..un’Italia migliore!

Semplice

e invece..l’ho visto.

Da anni la tv, a casa mia, parla poco, fatta eccezione per alcune trasmissioni tipo Ballarò, alle falde del Kilimangiaro, Report.. Annozero (buonanima) e la striscia serale ai tempi di Enzo Biagi ( che Dio lo abbia in gloria).

Non mi interessano i telegiornali, manifesta e sfacciata  manipolazione di dati, fatti e misfatti, ( mi documento altrove, confrontando le varie posizioni) non ho mai visto grandi fratelli e sorelle, ne isole e profughi, men che mai quei talk  dove consegnano posta nè  seguo “Speciali” sui fatti  criminosi. Spettacoli  dove, di volta in volta, si  stritolano  mittenti e protagonisti con sottili meccanismi da torchio si da far uscire spremute di lacrime e sangue con cui abbeverare “i guardoni del dolore”, come li chiama Ili nel suo post. Mi indignano come donna, particolari trasmissioni dove  donne e uomini, meglio maschi e femmine s’incontrano, mettendo in mostra le loro doti migliori, pettorali o cosce, in giochi e sfide di seduzione dove è rigorosamente vietato l’uso di un organo: il cervello! Puttanifici , io li definisco. Se avessi una figlia che manifestasse l’intenzione di parteciparvi, le spezzerei le gambe, in senso metaforico e fisico. Anche il  festival non lo vedevo da quasi due decenni perchè lontana dalla sua cultura musicale che io trovo tuttora retriva, corrispondente non a caso ai ritardi su tutti i piani dell’Italia.  Canzonette, che avevano avuto una grave crisi negli anni `70, che sarebbero sparite se con la crescita economica fosse sparita anche la mentalità antica del romanticismo, ma che invece in virtù di una esigenza della classe dominante di tenere in auge una sua sovrastruttura funzionale al potere, è stato fatto di tutto per rivitalizzarle.

Ma, ieri sera  ho ceduto al festival..si, una sorta di resa obbligata. Facendo un freddo cane, avevo lasciato la mia abituale postazione serale, cioè in cucina,  trasferendomi  in salone dove mio marito vedeva appunto Sanremo. Credevo e speravo di fargli cambiare idea ma i tentativi  si arenarono miseramente e tutto finì in uno scambio di battute  alla Raimondo e Sandra, come ci chiamano gli amici. Pazienza, mi son detta..un inizio banale, freddo, scontato, masticaticcio.. scenografie spaziali che non si sono adattate al “terreno”, infatti anche l’ apparecchiatura per il voto elettronico…si inceppò, facendo annullare la gara canora di ieri,  finchè  in una scenografia apocalittica di guerre, bombardamenti, arrivò Celentano. Con una sete incredibile, tra un sorso d’acqua e l’altro ha parlato del referendum, che è stato affossato in barba alla sovranità del popolo,di don Gallo, che per la chiesa è un prete di serie B, di Santoro che è stato cacciato,delle guerre da condannare, dell’uomo e (di noi), che nn abbiamo più sensibilità. Ha accusato la Chiesa di parlare poco di Paradiso e di Dio preferendogli argomenti politici ed economici, ha espressamente detto che testate giornalistiche come l’Avvenire e Famiglia Cristiana, farebbero bene a chiudere, perchè inutili.

Vi passo questo primo video, dove oltre la fantasmagorica  sua apparizione c’è l’attacco alla Chiesa, ai preti e ai giornali: Avvenire e Famiglia Cristiana.

In quest’altro parla della Consulta, della sovranità del popolo.

Capirete…oggi: apriti cielo!! La Chiesa tramite i suoi organi di informazione ha fatto le sue deduzioni e conclusioni lanciando strali , e rivendicando il proprio ruolo di pastori e pescatori d’anime, reclamando le scuse.  Peccato che con il freddo di questi giorni nessuna chiesa ha aperto le porte a nessun barbone!!!! In ogni uomo, specie se sofferente, c’è Cristo..e la chiesa è o non è la casa di Cristo????Ah, se la chiesa pensasse e meditasse maggiormente su tante  malefatte a cominciare dalla pedofilia!!!! La tv ha seminato trasmissioni con dibattiti pro e contro..dicono di tutto e di più, di tutto e di nulla.. chi lo definisce qualunquista, chi, uno che parla sentendo il freddo della morte che s’avvicina.. chi un predicatore chi un cialtrone, chi lo definisce un profeta. Con il risultato che Sanremo da stasera viene commissariato per decisione del suo direttore generale. Una sorta di bavaglio o censura.  Io trovo sia giusto ascoltare tutti, anche se non si è d’accordo con quello che dicono. Mi sono sopportata i discorsi della Santanchè, di Borghezio, Calderoli, Bossi, Berlusconi, Cicchito, La Russa,e e tanti altri. Perchè no Celentano!?!!? . La Rai ha fatto una scelta e l’ha fatta in nome dell’audience. Sapevano benissimo come sarebbe andata a finire perchè Celentano è sempre un “rischio”. Ora non si torna indietro, non gli si può togliere la parola solo perchè non ti piace cosa sta dicendo. Non piace più a chi? Ai cattolici praticanti che non si lasciano scappare una sola messa domenicale per pacificare le coscienze, non piace di sicuro. Ma siamo sicuri che quelli che frequentano la chiesa tutte le domeniche, siano persone perbene? Oppure, questi, assaliti dall’ipocrisia, appena usciti dalla chiesa, si comportano in maniera opposta al Vangelo appena ascoltato? Non è piaciuto alla casta che si coalizza (politica, ecclesiastica, giornalistica) quando viene toccata nei loro interessi. Per fortuna la società civile cambia anche senza di loro

Personalmente mi è piaciuto, non lo trovo profeta ma l’incarnazione del pensiero comune che attraversa molti italiani. Ha devoluto il suo compenso in beneficenza…ha detto per caso qualcosa di non vero? Celentano non ha fatto altro che risvegliare,o meglio denunciare, il qualunquismo che ci governa e di cui ci abbeveriamo alla fonte, della cosidetta “sinistra acculturata”….per un popolo di “addormentati” quale platea è piu vasta di Sanremo?

Semplice

Magia..e odissea

La si aspettava! C’era una punta d’invidia, altrove cadeva copiosa , qui a Roma, neanche un fiocco. La neve è uno spettacolo della natura tra i più  belli e suggestivi ovunque cada, sia in montagna che al mare, ma a Roma assume una valenza in più, sarà perchè succede ogni 25 anni press’a poco.. ma io credo, soprattutto, perchè la città offre, o meglio è,  uno scenario che si presta a rappresentazioni magnifiche, superbe. E’  il connubio tra  l’eterno dell’arte  e la magia della natura.  Silente, bianca, impertinente, ruffiana, spudorata s’insinua, ammanta monumenti e palazzi, adorna come spose i mille campanili e cupole,  immerletta alberi, cornicioni, balconi  di leggiadria, zittisce i rumori, copre le brutture regalandole una verginità nuova, amplifica gli spazi e… Roma diventa bellissima, diventa immensa!  Quinto Orazio Flacco  nel suo “Carmen saeculare” del 17 a.C. scriveva che “possis nihil Urbe Roma visere maius“, cioè “che tu non possa vedere nulla più grande della città di Roma”,  ma se l’avesse vista innevata sicuramente avrebbe scritto: che tu non possa vedere nulla più grande della città di Roma con la neve.

Come per un grande spettacolo ci si preparava ad applaudirla e far festa…c’eravamo quasi, le  previsioni sempre più frequenti preannunciarono la sua venuta  con certezza. A  mezzogiorno di venerdì il cielo si aprì all’improvviso come il sipario di un palcoscenico… liberando milioni di bianche ballerine che  iniziarono a volteggiare nell’aria assecondando lo spartito del vento ora in un can can ora in un valzer. Fiocchi grandi, scintillanti, che all’inizio facevano fatica a rimanere in vita per la pioggia insistente che era caduta sin dal mattino..ma già dal pomeriggio cominciavano a trattenersi uno sull’altro e Roma sembrava una grossa torta cosparsa di zucchero a velo. Stanotte, intorno all’una con la frenesia e curiosità tipica dei bambini, piano piano sono scivolata dal letto e sono uscita in terrazza… mi è mancato il fiato per la bellezza: non sembrava notte, non c’era il buio della notte..un chiarore illuminava case e palazzi, strade e parchi, il cielo era  di un colore rosa-grigio bellissimo e lei veniva giù vorticando abbondantemente.. mi sono creata una favola lì per lì: la luna e la neve  abbracciate cadevano a pioggia su di noi. Imbacuccata mi sono unita a loro ballando nel frastuono del silenzio, la gioia, la leggerezza. E’ stato bellissimo, una complicità catartica..mi si sono azzerati decenni e mi sono ritrovata una bambina in gioco.  E’ pure spiona la neve, lascia intravedere le orme! Mio marito uscendo in terrazza stamani, incredulo mi fa: chi ha camminato stanotte nella nostra terrazza? E , io serafica: chi vuoi che sia venuto, se non le fate? Che ci abbia creduto? No…lui razionale e materialista avrà pensato a litigi fra gatti!  Stamattina Roma si è svegliata in un silenzio irreale, bianchissima, raggelata, sotto 20/25 cm. di coltre bianca. Questo il lato bello, fanciullino, romantico della neve…

Purtroppo come per tutte le cose c’è sempre l’altro lato della medaglia. Una nevicata stordisce, impantana, destabilizza, incasina chi non vi è avvezzo. E i romani non sono avvezzi ne preparati a cominciare dal Sindaco, dalla protezione civile e dalle infrastrutture. Basta una spruzzatina e il traffico va in tilt trasformando le strade in enormi giostre per la felicità dei carrozzieri, figuriamoci  cosa può rappresentare la nevicata di stanotte. Enormi disagi, al limite di un’odissea, ha subìto chi è stato colto sulle strade, sui treni, sul raccordo anulare. Intrappolati dentro le macchine o nelle carrozze dei treni  in mezzo alla tormenta anche per 10 ore senza nessun genere di conforto e nessun calore.  Nessuna precauzione, se non la chiusura delle scuole per i giorni del venerdi e sabato, era stata prevista..nessuna traccia di sale, nessuna presenza di spazzaneve, ne di vigili ne di uomini dell’anas ( salvo nella via del “palazzo della politica” … non sia mai sciddicano!!! (scivolano). Oggi Roma è ferita, una città lasciata sola…in compenso il Sindaco, se da un lato raccomanda di stare a casa e non uscire se non per necessità, dall’altro  a P.zza S. Giovanni ha messo a disposizione centinaia di pale appellandosi al senso civico dei romani. Certo, quando un evento  naturale grande ci coinvolge e sconvolge, è giusto che ognuno si dia da fare…ma è inaccettabile considerare questa l’unica mossa del primo cittadino!!! Roma è una metropoli grande, con problemi grandi ed è per questo che avrebbe bisogno di un grande sindaco.

Il bianco manto con l’abbassarsi delle temperature si trasforma in ghiaccio rischiando di diventare una trappola micidiale per pedoni, auto e mezzi pubblici. Com’è ovvio, nessuno si è assunto le responsabilità, c’è un tira e molla tra l’amministrazione comunale e la protezione civile, c’è il solito scarica barile di competenze e  campo d’azione..rimane la vergogna!!

 La nevicata è diventata caos, emergenza, forse è meglio  che inizi a fare la danza del sole..

Semplice