le parole che….

 

le parole

Da sempre le parole sono state un mezzo indispensabile per creare relazioni e comunicazione tra gli uomini; ponti necessari per dar voce alle anime e far emergere a galla sentimenti e pensieri dagli individuali oceani interiori e renderli di proprietà collettiva.   Le parole sono simbolo delle epoche, delle culture, ispirano modelli di comportamento, dettano codici etici, esternano stati d’animo e creano emozioni. Le parole son figlie di un periodo, di un momento storico e ne incarnano il sentire, per questo motivo, le parole cambiano  nel tempo, o meglio, cambiano nei tempi.  Fanno tendenza, catalogano, caratterizzano, identificano, raggruppano, dividono, selezionano, generano legami.  Ogni parola racchiude un mondo, è espressione di una filosofia, un  comportamento, uno stile di vita, un valore o un disvalore.  Le parole sono in grado di cambiare i destini dell’umanità così come il vento cambia il profilo  alle dune. Bisognerebbe sceglierle con cura, con amorevole attenzione…piano piano, senza quasi accorgercene si intrufolano nelle nostri menti …ci ammaliano, ci piacciono, ci seducono, ci migliorano o ci peggiorano, ci… cambiano. Sebbene incorporee, spesso volatili, hanno un potere fortissimo, muovono gli animi, accendono passioni, galvanizzano pensieri, infondono coraggio, impastano sogni, altresì quietano, umiliano, frenano, schiavizzano, prostano..e possono persino uccidere.  Sono belle e brutte, positive e negative, portatrici di speranza o foriere di guai, dee  vestite di vita  o mostri distruttivi, lieviti di crescita morale o acidi di degrado e degenerazione…e gli uomini riescono ad iscenare bracci di ferro tra loro…prediligendo le une a discapito delle altre, cambiando, così, le scenografie alla realtà, alla vita. Ecco…questo è un momento di quelli in cui la bruttezza delle scene prevale.

In silenzio, a passi felpati, vestite di invisibilità molte parole stanno scomparendo, perdendo  vividezza e valore, soppiantate da altre urlate, sbandierate, raccomandate, considerate  utili e vantaggiose.  Scompaiono perchè ritenute  quasi fuori moda perchè adottandole non portano a traguardi, perlomeno immediati…e sono quelle che più mi mancano intorno! Quelle che da sempre rappresentano il mio ancoraggio sicuro, quelle che danno aria alle mie ali come correnti ascensionali, quelle che mi riempiono i polmoni di respiri di bellezza, quelle che mi fanno amare gli altri e la vita. Sono quelle vestite di  bellezza, intensità, verità, autenticità, grazia, leggiadria, armonia, nobiltà, poesia, splendore, bontà, fascino…sono quelle che dovrebbero condurre ogni individuo, come garanti, ad affrontare il mistero dell’esistenza  in pace con se stesso e con il mondo circostante. E invece….sempre più rare, più violentate, più assenti, meno apprezzate, scivolano ai gradini più bassi del gradimento collettivo…Diventano obsolete parole quali: sobrietà, onestà, leggerezza, competenza, solidarietà, altruismo, condivisione, libertà, responsabilità, verità, fantasia, rispetto, pace, legalità, uguaglianza, bellezza, fiducia, autenticità, umiltà, essenza, semplicità, ideale, emozione, sogno, speranza. Prepotentemente spintonate dalle gettonatissime: vanità, strafottenza, superficialità, prepotenza, arroganza, apparenza, menzogna, incompetenza, truffa, violenza, vuoto, egoismo, guerra, calunnia, tornaconto, inganno, reato, disperazione, ingiustizia, scandalo, indecenza, indifferenza. Io mi sento derubata!

Semplice

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11 commenti su “le parole che….

  1. luciabaciocchi ha detto:

    Le parole definiscono chi le usa. Noi siamo le parole che usiamo. Siamo anche, purtroppo, le parole che ascoltiamo: gli insulti, le bugie, le inesattezze, le manipolazioni, e quella presunta schiettezza popolana che è, forse, il più adulterato dei linguaggi. “La gente”: quante mostruosità vengono compiute, in nome della gente?

    • semplice1 ha detto:

      Già..carissima Lucia, noi siamo tutto questo: le parole che “usiamo”, che “ascoltiamo”, che ci “attribuiscono”..ma siamo anche le parole che pensiamo,che guidano le nostre azioni, che alimentano i nostri sogni, che danno forma ai nostri valori…
      Un bacio

  2. cordialdo ha detto:

    La tua completissima analisi e selezione induce alla riflessione e forse anche all’autocritica. Quel che è certo, però resta, che ciò che spinge di più, il nuovo che avanza nel nostro oggi è la VOLGARITA’ formale e sostanziale.
    Ciao, Vera, un abbraccio.

    • semplice1 ha detto:

      Carissimo Osvaldo, l’esercito della volgarità non ci avrà mai come soldati nelle proprie fila..noi disertiamo e dissentiamo e soprattutto combatteremo contro. Un carissimo abbraccio

      P.S. perdona la mia latitanza nel tuo blog..sò incasinatissima, sto facendo lavori di ristrutturazione a casa e puoi immmaginare in che teatro mi ritrovi. 😉

  3. pierperrone ha detto:

    Che bel post, cara Vera!
    Le parole sono cosa viva, sempre, anche quando le chiamano morte.
    E che bell’elenco di parole hai fatto…
    … sobrietà, onestà, leggerezza, competenza, solidarietà, altruismo, condivisione, libertà, responsabilità, verità, fantasia, rispetto, pace, legalità, uguaglianza, bellezza, fiducia, autenticità, umiltà, essenza, semplicità, ideale, emozione, sogno, speranza…
    non saprei aggiungere molto altro… queste parole messe in catena così dicono più di ogni possibile aggiunta.
    Mettiamoci Amore, e complessità, e dolcezza, e varietà, e… e felicità, che dici?
    Di cosa si nutre la felicità?
    Un abbraccio,
    Piero

    • semplice1 ha detto:

      Caro Piero…è vero mi sono dimenticata della parola Amore…gravissimo!!!! Manca più d’ogni altra parola, pur essendo il motore che muove tutte le cose. Questa parola è la più violentata, la più calpestata nonostante riempia la bocca di tutti ogni giorno…è che fa troppa fatica a passare dalla bocca al cuore e alla mente..condannandoci all’inevitabile infelicità. Ma…non arrendiamoci, MAI. 😉
      L’abbraccio di sempre

    • semplice1 ha detto:

      Benvenuta Manu in questo mio modestissimo blog, sono felice ogniqualvolta registro una nuova presenza perchè porta aria fresca, stimoli nuovi, interessi comuni e diversi da condividere. E grazie d’avermi regalato questo premio nominandomi.
      Sono stata nominata!!?? Evviva, ancora evviva.. soprattutto perchè ti chiami Manu e non Alessia Marcuzzi e non siamo al grande fratello!! Grazie!!! Sono contenta che i miei post ti abbiamo ” lasciato qualcosa”, non per vanità ma perchè credo nella condivisione delle idee, dei progetti, dei dubbi. Sono sicura che anche le tue parole mi emozioneranno, sono anch’io una donna che del mestiere di mamma ne ha sempre fatto la massima aspirazione e poi…amo cucinare e mangiare inteso come piacere e non come semplice necessità. Visto che non mi conosci, mi corre l’obbligo di dirti che sono spesso latitante, non per scelta ma per mancanza di tempo..questo signore tiranno che inseguo e mi insegue e con cui gioco a dadi scampoli di minuti..ma non sempre vinco. Ciao..a presto!! e grazie ancora.
      Vera

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