bambine mie…

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Bambine mie, idealmente, sedetevi  accanto a me, ho da raccontarvi qualcosa.  Non stupitevi se vi chiamo bambine mie, anche se non sono vostra madre.. siete mie  anche se non vi ho partorito, lo siete in nome di  quel sentimento che unisce l’umanità tutta e fa amare ogni creatura come fosse figlio proprio. Sono molto addolorata per voi, un dolore misto a rabbia e indignazione e infinita tristezza. Siete balzate alla ribalta con la velocità del lampo, purtroppo una brutta ribalta; in un baleno siete diventate cibo per sciacalli affamati di curiosità, di morbosa pruriginosità, o peggio di mercanti  di falsa morale.  Se potessi vi immergerei in una grande vasca e tra bianca schiuma e limpida acqua vi toglierei tutto lo sporco che vi hanno spalmato addosso ma soprattutto insisterei a strofinare  con olio di gomito quello sporco invisibile che vi ha annerito l’anima. Avete una manciata di anni appena, eppure, questo non basta a salvarvi, nè a far provare sensi di colpa  a coloro che sono gli artefici di tutto questo male,  ma, soprattutto non basta  a creare  rimorsi violenti in coloro che vi  hanno dilaniato, men che mai a chiedervi umilmente perdono o elaborare un qualche soluzione per contenere il danno. E’ così facile scaricare su chi è più debole, più indifeso ( voi), le colpe..mentre i mostri si arrovellano e si spendono per trovare attenuanti, discolpe..e siatene certe le troveranno. Saranno clausole di qualche decreto legge ideato da  mente eccelsa o saranno i consensi di chi distrattamente valuta qualcosa, sputando sentenze e giudizi o vomitando insulti.  E’ triste, ma quasi sempre è così..e non dovrebbe essere così, invece!!! Perchè ogni volta che succede qualcosa di brutto siamo tutti colpevoli, sia chi ha generato i contesti tortuosi, sia chi ha agito in prima persona, sia chi ha usufruito…e sia chi ha taciuto e si è bendato gli occhi trincerandosi dietro la più vile delle manifestazioni comportamentali: l’indifferenza. Bambine mie ma a quale favola, a quale magia, a quale falsa illusione avete creduto?  I lupi, gli orchi, i mostri non sono quelli delle favole, quelli quasi sempre fanno una brutta fine, i mostri veri sono  nella realtà sopravvivono e agiscono indisturbati; anche se profumati, anche se ricchi, anche fossero di bella presenza, riconoscerli è facile perchè puzzano di fetido sterco, puzzano di abominio . In casi limite, qualche volta, i mostri  indossano persino le vesti di madri, proprio loro, carne della vostra carne, e da quest’ultime è più difficile  salvarsi perchè da sempre rappresentano l’amore infinito e puro. Avete creduto alla più menzoghera e pericolosa favola,  quella che vi ha raccontato che nella vita ciò che più conta è l’apparire, l’avere; non importa a che prezzo…Tutto intorno a voi, in un coro martellante, vi spingeva a investire solo sulla bellezza.. sulla bellezza fisica, ovviamente. Media, programmi televisivi demenziali, pubblicità, certo tipo di stampa, vi raccontavano che per dare un senso alla vita basta essere belle, magre, seducenti, e vestite alla moda e se particolarmente dotate avere la fortuna di comparire dentro la famigerata scatola, chiamata tv…anche mute, anzi meglio mute purchè sculettanti, è ovvio.   Difficile sottrarsi a questo bombardamento quando  la personalità, ancora, non è ben strutturata…difficile se si è soli, perchè sole eravate in ultima analisi. Il bombardamento a poco a poco si interiorizza, diventa pensiero, diventa comportamento…diventa costume. Per arrivare ad ottenere il traguardo non esistono limiti, confini, regole…il fine giustifica i mezzi!! E se il fine è idealizzato, approvato socialmente, che male c’è? L’ipad  di ultima generazione o gli stivaletti di tal dei tali diventano l’oggetto del desiderio, un chiodo fisso e se non si hanno i soldi per comprarli …ci si vende. Tra un tam tam complice e la  presenza/assenza degli adulti  inizia quello che sembra il più naturale dei giochi…giocare a far le donne.

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Un paio di calze a rete non bastano per trasformare una bambina in una donna adulta…così funziona solo a carnevale. Lorde mani, corpi flosci, aliti puzzolenti, anime vecchie vi hanno comprato al pari di ortaggi sulla bancarella di un mercato in cambio di una manciata di luridi spiccioli…viziosi schifosi che amano cibarsi di primizie ancora acerbe..considerandovi solo delle puttanelle di poco valore. Il denaro vi comprava e “legittimava” gli abietti a considerarvi cose, oggetti propri che  si è autorizzati a stropicciare, rompere, calpestare, buttare;  eravate cose,  oggetti di piacere senza anima o dignità .  Ogni volta una nuova cicatrice marchiava la vostra anima, togliendo  freschezza, ingenuità, leggerezza, bellezza alla vostra adolescenza. Non sarà facile per voi dimenticare tutto questo…vi porterete appresso  questi ricordi per sempre. Ma esiste sempre la possibilità di cambiare il corso della vita.
Io provo a raccontarvi un’altra cosa, forse è meno allettante di una favola o meno intrigante apparentemente, solo apparentemente, credetemi. Provate ad entusiasmarvi della vita e di tutte le bellezze che essa contiene, provate ad essere..scegliete di essere. Essere persone consapevoli, pensanti, critiche, preparate, si può! Costa sacrificio, impegno, volontà, tenacia, perseveranza, umiltà, semplicità. Studiate, lasciatevi sedurre dalla conoscenza, non concedetevi all’ignoranza, è il male più pericoloso da combattere. Pretendete rispetto ma siate le prime a darvelo. Scegliete i sentimenti, le passioni, l’affetto, la verità, la libertà. Lottate per essere libere protagoniste della vostra vita e non schiave delle voglie altrui.  Rimanete bambine più che potete, non bruciate le tappe, non abbiate fretta di crescere  e soprattutto non negatevi quelle esperienze di bambini che non torneranno più, fate con calma, altrimenti  la vita ha lo stesso sapore e aspetto immangiabile di  una torta cotta ad altissime temperatura per fare prima, con il risultato di bruciarla.  Non rinunciate a sperimentare le vibrazioni del cuore, quelle che si scatenano quando un’emozione lo attraversa. Assaporate il profumo di una margherita che un ragazzo raccoglie in un prato e ve la dona come pegno d’amore,vi sta regalando bellezza. Incantatevi a specchiarvi negli occhi di colui che vi amerà…non vedrete più un giocattolo da rompere, ma una stella, una dea. Innamoratevi e fate l’amore come espressione di sublimazione di un sentimento…la carezza o l’abbraccio che vi unirà all’altro, dopo un amplesso amoroso,  non avrà prezzo…Vi abbraccio tutte con l’anima.

Semplice

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8 commenti su “bambine mie…

  1. cordialdo ha detto:

    Grazie, Vera non solo per la tua rigorosa analisi ma soprattutto per il tono materno che ha saouto trovare per parlare con delle poco più che bambine vittime del delitto più atroce che si possa perpetrare contro di loro. Conosciamo quel tipo di adulti, sappiamo quali sono i loro disvalori, sappiamo come siano in grado di comprare ciò che vogliono al mercato della loro disonestà intellettuale, sappiamo che sono i responsabili che indicano le mete ed i modi per raggiungerle senza tante remore. Hanno ammorbato l’aria che respiriamo da troppo tempo e c’è ancora chi li applaude o firma petizioni perchè non finiscano in galera. Questo è il vero dramma di questa società complice ed indifferente alle sofferenze degli altri.
    Un foretissimo abbraccio. Osv.

    • semplice1 ha detto:

      Carissimo Osvaldo, il tono materno è quello, spero il più esatto..di una madre che deve crescere i propri figli nutrendoli di latte ed amore. E, quale amore più grande può esserci di quello che fortifica le coscienze, che stimola la consapevolezza, che insegna ad amarsi come persona? Indubbiamente siamo tartassati da disvalori e da messaggi sublimali della peggior specie, ma la nostra forza sta proprio nel rendersi impermiabili a queste sollecitazioni. E il compito di una madre è fondamentale…purtroppo anche molte madri sono state fregate come lo sono le ragazzine…basta vedere come affollano le selezioni x veline o i concorsi x reginette…e ti assicuro, sono proprio le madri ad incassare in malo modo la sconfitta, più delle figlie. Che è successo alle menti di tante donne che magari hanno vissuto la loro giovinezza in epoche “d’oro” in cui si lottava per ottenere diritti e parità? C’è da fare un lavoro durissimo e lunghissimo: riabilitare le coscienze, spolverandole e lavandole dal ciarpame di cui si sono ricoperte. Il mio abbraccio di sempre.

  2. pierperrone ha detto:

    Cara Vera,
    il tema che tocchi è serio e straziante.
    Cosa è successo davvero in quella casa ai Parioli – e in quelle tante altre che non sono arrivate alla prima pagina dei giornali – tra quelle “bambine” e quei “mostri” ?
    Premetto subito la condanna per i comportamenti laidi e volgari.
    Gomorra liberata, verrebbe da dire, parafrasando la Gerusalemme di Torquato tasso.

    Ma andiamo un poco più a fondo.
    Quelle “bambine” meritano più compassione di Ruby Rubacuori o di Noemi Letizia?
    Anche quelle erano “bambine” troppo giovani per dare al loro Papy le gioie che le “bambine” dei Parioli hanno dato ai loro mostri.
    Il prezzo, in un modo o nell’altro è stato lo stesso.
    Pagato in anticipo sul conto.
    Hanno pagato vendendo l’anima al diavolo.
    Lui ha riscosso prima di metterle sul talamo.

    I “mostri” meritano più disprezzo di quel Papy?
    Contro quel Papy si è svolta una lotta politica (che dura ancora) che ha concesso alla condanna contro Gomorra le attenuanti dovute allo sfruttamento politico dello scandalo.
    Per “gli elettori” (come vediamo ancora dai sondaggi di questi giorni) Gomorra non abita ad Arcore.
    Invece in viale Parioli, si.
    Si tratta di sfumature, forse.
    E di opinioni personali, le mie.
    Ma io trovo che i due “casi” non siano stati trattati dalla “pubblica opinione” con il medesimo “scandalo”.
    Nè qualitativo, nè sostanziale.

    Più di tutto mi interessa, però, un altro aspetto.
    Il mercato.
    Cioè, Gomorra.
    Mi colpisce che in tutti questi casi (e Ruby ha aperto le porte di Gomorra alle “bambine” dei Parioli), che comunque sono solo la punta di iceberg che vediamo ma che non guardiamo, ci sia sempre un mercato disponibile.
    Tutte queste “bambine” hanno “scelto” la loro strada.
    Perchè, ormai, il corpo è una merce.
    Una merce come un’altra.
    Non importa, età, genere, provenienza, uso che se ne fa.
    Sono solo caratteristiche che servono a stabilire un prezzo.
    Il mercato stabilisce le regole e chi ci entra deve fare la sua parte.
    Come Pinocchio con il teatro di Mangiafuoco.
    Altrimenti si finisce come legna da ardere.
    Cioè, materia senza valore.
    Qualcuno si scandalizza di questa assenza di morale?
    Io dico di no.
    Ovvero, a parole, sembrerebbe di si.
    Ma, poichè vige la doppia morale, si finge di indignarsi ed invece, con pruriginosa curiosità, si va a guardare sotto le gonne delle bambine.

    Nota conclusiva.
    Per chiarire: cara Vera, sono certo che i tuoi sentimenti di materno affetto sgorgano sinceri dal tuo cuore.
    Io non mi riferisco a te, in queste mie considerazioni, ma alla generalità di una “opinione pubblica” che io percepisco ipocrita e guardona.
    Come è sempre stata: basterà andare a confessare i propri peccati, per farsi perdonare.

    Seconda nota conclusiva.
    Per precisare meglio il senso: intendo le “bambine” di cui si parla come una metafora, una incarnazione di un fenomeno più grande, più ampio, dilagante.
    Il corpo violato, la morte degradata, la coscienza mortificata ed insensibile.
    “Bambine” sono le mille e mille sfrutatte dei pornositi.
    I mille e mille corpi senza nome che annegano nei mari cercando un Paradiso, e che trovasno invece un freddo inferno acquatico.
    I mille e mille bambini ai quali mercanti che si arricchiscono senza scrupoli mettono nelle mani fucili e mortai, invece che penne e quaderni.
    I mille e mille morti che lo sfruttamento nelle fabbriche (anche se le fabbriche ormai sono una metafora anch’esse) si porta via sottraendoli ai loro cari…

    Noi siamo grassi, ben difesi, protetti e sicuri che non saremo mai “bambine” nelle mani dei “mostri” di Gomorra.
    Ma se giriamo gli occhi li/le vediamo raccogliere panni sporchi nei cassonetti dell’immondizia.
    Ci danno fastidio perchè sporcano il marciapiede.
    Ci danno meno fastidio le “bambine” che sporca i marciapiedi vendendo i loro corpi.
    Al massimo lasciano fazzolettini sporchi, loro, sui loro marciapiedi.
    I nostri, ci contentiamo che vengano spazzati ogni mattina.
    Come la nostra coscienza.

  3. semplice1 ha detto:

    Carissimo Piero, non sconfermo nemmeno una virgola del contenuto del tuo commento…mi trovi perfettamente d’accordo. Non mi hai traumatizzata…conosco bene i mali dell’umanità e sono tanti e interessano tutte le sfere del tessuto sociale a qualsiasi latitudine e longitudine della Terra. La sofferenza gratuita ad opera di mostri è universale e mi sconcerta e mi indigna. Sono temi che mi stanno veramente a cuore come madre, come donna, come italiana e come essere umano sulla Terra. Nel mio piccolo posso fare poco, come una goccia nel deserto arso, e non mi astengo e, ne parlo, convinta che le parole sono semi che il vento sparge ovunque e…qualcuno attecchirà. In questo mio post ho trattato nello specifico le bambine degli ultimi fatti, ma sfogliando il mio blog puoi accorgerti che ho trattato con costanza, con dolore e amarezza le sofferenze a cui vengono sottoposti gli esseri umani e ancor di più le donne, e non ho negato dignità e rispetto a nessuno, perchè io non faccio scalette di valori tra le persone. Ho dato rispetto alle escort, pur indignandomi verso alcune madri complici e sputtanando il puttaniere più pervertito della nostra storia..come puoi leggere in questa poesia e nel post successivo:
    https://liberamentesemplice.wordpress.com/2011/02/05/se-fossi-tua-madre/
    https://liberamentesemplice.wordpress.com/2011/11/04/vizi-privati-pubbliche-virtu/

    Ho dato dignità, rispetto, visibilità, affetto, denuncia, alle prostitute sui marciapiedi
    https://liberamentesemplice.wordpress.com/2011/04/18/come-rose/

    In questa tremenda poesia ho raccontato la più spaventosa avventura che possa capitare ad una donna:https://liberamentesemplice.wordpress.com/2011/03/09/tu-eri-serena/
    Su molti altri post sono stati i migranti, gli affamati del mondo, i bambini schiavi, gli illusi e i disillusi..etc etc i protagonisti.
    Non mi sono mai tenuta a debita distanza, “per non sporcarmi” dal trattare e denunciare la violenza, i sorprusi, l’ineguaglianza, la miseria nè tanto meno mi ha fatto paura l’individuare cause e causanti.
    Ti abbraccio. 😉

    • pierperrone ha detto:

      Mia cara Vera, so bene che sei una persona che lotta e che ha lottato sempre senza mai preoccuparsi di “sporcarsi le mani” (ti rubo l’espressione).
      Ti voglio bene proprio per questo.
      Non ho letto tutti i tuoi post, ma da quando ti conosco ho imparato ad apprezzare la tua coscienza.

      Mi scuso se il tono o le parole hanno fatto apparire la mia “invettiva” come una critica a te o ai tuoi sentimenti.
      Le mie parole sono rivolte alla “opinione pubblica”, alla ipocrita società italiana, alla televisione, ai giornalisti pennivendoli, ai giornali di gossip, alla… ggente…
      Non ho avuto, sulla mia repubblica, il coraggio di dedicare un post alla storia terribile delle ragazzine di viale Parioli, per una ragione: come quelle ragazzine di media borghesia, ce ne sono tante nigeriane, albanesi, cinesi, cubane, vietnamite, eccetera eccetera, di cui nessuno parla.
      Delle ragazzine di viale Parioli se ne parla perchè fanno prurito.
      Proprio là dove si vorrebbe condannare.
      (E ce l’ho, ripeto, con i perbenisti, solo con loro, che comunque restano troppi).
      A te, amica mia, solo un bacio per scusarmi ancora.
      Ma sappi, che la mia amicizia per te è sincera e forte.

      Piero

  4. semplice1 ha detto:

    Carissimo Piero, mò te strozzo!!! Non mi sono offesa, quindi niente scuse!! Ci conosciamo da anni, anche se virtualmente, abbiamo dibattuto fatti e misfatti e non è mai mancato il rispetto, la stima, l’affetto. Il contraddittorio è il sale nelle conversazioni, non accettarlo è sintomo di ristrettezza mentale e di sopravvalutazione di se stessi. Se si vuole avere sempre ragione allora non serve comunicare con gli altri, ci si assetta (siede in siculo) davanti lo specchio e si parla..sicuramente non si avrà la sorpresa di essere messi in discussione. Da sempre i tuoi contraddittori sono stati fatti con estrema onestà intellettuale. La stima che ho di te è illimitata e fuori discussione, ti ho messo i link non perchè mi sia “pizzulìata” ( risentita in siculo) ma solo per metterti a conoscenza di lavori sull’argomento che ero sicura non avevi letto. Riguardo l’argomento di questo post, ho voluto parlarne perchè se potessi, veramente le farei sedere accanto a me per raccontar loro di cose e di meraviglie di cui nessuno ha mai detto loro nulla..e mi illudo che almeno ad una possano arrivare le mie parole, il mio affetto. Ho letto commenti, in questi giorni, spaventosi, disgustosi, da parte di persone che si credono immuni dalla rogna.Ieri sera in fb ho vattìato(battezzato, sempre, siculo è) uno che aveva fatto diagnosi e sparato sentenze di colpe come se stesse bevendo un bicchiere di acqua liscia, non rendendosi assolutamente conto che stava parlando di ragazzine, di esseri umani, di persone bisognose di aiuto e non di offese e insulti. Non sono per il silenzio rispettoso, siamo in guerra Piero..una guerra senza botti, senza fucili ma che fa stragi immani in termini di uccisione di coscienze. Se i parolai perbenisti, i pennivendoli venduti o i mercanti di false morali o l’esercito della buon costume, suonano le loro trombe è vitale che altri suonino le campane.Suonare le campane sempre, tutti i giorni e per tutti i dolori del mondo…la sofferenza non ha giorni della memoria o giorni dedicati, è crudelmente presente tutti i santi giorni in ogni parte della terra.
    Ti abbraccio con l’affetto, la stima e l’amicizia di sempre..ciaooo 😉

  5. Raul111 ha detto:

    Poesia di una madre amorevole.
    Condivido tutto.

    • semplice1 ha detto:

      Bentrovato Raul!!!!!! Non essere dimenticata da te mi rende felice, davvero!! A presto..chissà quante cose avrai scritto durante la mia lunghissima assenza e come te anche gli altri. Come scrivo spesso,sfido il signor tempo giocando a dadi con lui per vincere scampoli di minuti..per mettermi a paro con tutto quello che mi sono persa di voi tutti dovrò sfidarlo in un duello e stenderlo in K.O. A prestissimo 😉

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