Sorelle mie…

Compianto di Nicolo' Dell'Arca, Bologna II

Vi vedo  sorelle  della riva opposta alla mia… arrivano fin qui, portati dallo scirocco, e sarebbe giusto arrivassero in ogni dove, il suono dei vostri gemiti, le urla della vostra disperazione assoluta, il vostro j’accuse. Vi percepisco piegate nei vostri esili corpi a rotolare nella sabbia arsa,  bagnata da fiumi di lacrime a strapparvi i capelli e le carni. Il vostro dolore è anche il mio, il nostro. Chiedo perdono ben consapevole di non meritarlo, troppo poco facciamo per evitare che il mondo giri in maniera anomala e contronatura.

Vorrei potervi abbracciare forte forte ad una ad una per riuscire a stordirvi e alleviarvi lo strazio anche solo per un attimo. Sento il peso, la grandezza, l’enormità del vostro dolore…un dolore straziato, umano, viscerale, terreno, non rassegnabile, non giustificabile, non accettabile.

Quale Dio potrà consolare il dolore di una madre, se questo dolore non ha una ragione? Solo pochi giorni prima accarezzavate e condividevate un sogno con i vostri figli. Un sogno superbo, prezioso quanto difficile ed esigente.  Avreste voluto frenarli in cuor vostro per proteggerli; l’età porta con sè la misura del pericolo che  le menti giovani non  contemplano, ma ogni madre sa che non può e non deve mettere catene alle ali.  Ogni madre sa che è giusto sia così. Quando poi “proteggerli e frenarli” equivale a trascinarsi in un’esistenza di guerre, di fame, di morte, di schiavitù, fuggire e provarci rappresenta una carta valida da giocare, un rischio accettato che va incoraggiato e difeso. Cercare la libertà, non intesa semplicemente come poter correre o arrampicarsi sugli alberi ma quella vera, quella che libera dal bisogno, dalla necessità, dallo sfruttamento e dalla schiavitù, è il dovere principe di ogni essere umano.

Scacciando i demoni della paura sovrapponevate pensieri positivi e vi preparavate al grande momento.

Era bello, era acquietante immaginare il domani dei vostri figli, mai più schiavi, derelitti, affamati ma uomini liberi, liberi…..liberi.

Il momento della partenza arrivò e con la potenza e la rapidità di un uragano che travolge e spazza geografie e teoremi, vi ritrovaste  sole a fissare quella linea all’orizzonte che confonde e fonde il cielo e il mare.  Il tempo dell’attesa è il più lungo e il più crudele che ci sia.. ma voi  avete conservato nel cuore,  gelosamente, quegli  ultimi ricordi a tenervi compagnia nei giorni seguenti;  fermi immagine consolatori e strazianti che s’animavano solo per voi nei vostri tormentati pensieri, nelle vostre  notti insonni popolate da fantasmi.  Nessun vento, nessuna pioggia, nessun lampo, nessun tempo potrà cancellare  le sensazioni e il pathos di quei saluti… nelle orecchie ci sarà sempre  il trapestio dei loro passi che s’allontanavano, tra le braccia sentite ancora il calore della stretta dell’ultimo abbraccio…quello lunghissimo, sulla bocca il sapore dell’ultimo bacio, sulle dita l’impronta dell’ultima carezza e nell’aria aleggiano ancora le vostre benedizioni.

E…adesso? Adesso più nulla.. solo orrore, solo dolore, solo brandelli di cuore.

Semplice/Vera

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20 commenti su “Sorelle mie…

  1. gAs ha detto:

    un abbraccio, per queste parole…

    • semplice1 ha detto:

      “…non c’è figlio che non sia mio figlio, nè speranza di cui non sento il calore, non c’è rotta che non abbia una stella,e non c’è amore che non invochi amore…” ( luce di F. Mannoia).

      Ti abbraccio anch’io, è l’amore a salvare il mondo 😉

  2. cordialdo ha detto:

    Ciao, Vera. Le tue sono parole che nascono dal cuore di una mamma ed è per questo che provocano sentimenti di fratellanza e di condivisione dei sentimenti di altre mamme e destano in noi non solo attenzione.
    Grazie carissima amica per ciò che in due giorni hai saputo trasmetterci rendendoci ancora più coscienti dell’indifferenza che circonda drammi come quelli verificatisi, e non è la prima volta, nel mare che costeggia l’Italia di fronte a Lampedusa. Da non credere che i superstiti, per effetto di una legge vergogna quale è la Boss-Fini, siano indagati per emigrazione clandestina!
    Con Gramsci, continuerò ed accentuerò il mio odio per l’indifferenza!
    Un forte abbraccio. Osv-

    • semplice1 ha detto:

      “Non smettete mai di protestare;
      non smettete mai di dissentire,
      di porvi domande,
      di mettere in discussione l’autorità, i luoghi comuni, i dogmi.
      Non esiste la verità assoluta.
      Non smettete di pensare.
      Siate voci fuori dal coro.
      Siate il peso che inclina il piano.
      Un uomo che non dissente è un seme che non crescerà mai.”
      Bertrand Russell

      Ecco… ma dissentire, protestare, indignarsi mettere in discussione, porsi domande costa fatica. E’ impegnarsi in prima persona, è rinunciare a piccoli privilegi, è farsi il sangue amaro, è ricevere pugni allo stomaco e porte chiuse in faccia, è essere disposti a dividere ciò che consideriamo solo nostro, è mettere in conto la sconfitta ripensando al nuovo tentativo,è pensare molto al plurale e poco al singolare, è mettere in discussione comode certezze,e mille altri è… ecco perchè molti scelgono il coro, il gregge, strisciare raso terra senza mai provare il brivido del volo.

  3. ombreflessuose ha detto:

    Cara Vera, grazie di cuore per queste parole che toccano profondamente l’animo
    Ti abbraccio
    Mistral

  4. pierperrone ha detto:

    Cara Vera, e che aggiungere?
    Sembra che neanche la morte serva a far cambiare gli uomini.
    Io lo penso ogni giorno, quando sento dire di nuovi morti e di vecchie colpevoli miserie.
    Se non serve neanche la morte ad ammaestrare gli uomini, allora, cosa mai ci rimane?
    Che abbiamo il cuore diviso in due parti.
    In una abita il male.
    Nell’altra il bene.
    Perchè neanche l’esistenza del bene si può negare, di quel bene che addirittura sa giungere al sacrificio più alto.
    E allora?
    Siamo così, divisi in due parti.
    Ma l’istruzione, la cultura, l’educazione sono gli strumenti per far crescere la parte migliore.
    Invece, l’egoismo, il potere, il desiderio alimentano quella cattiva.
    E’ questo che pone i termini della lotta politica, secondo me.

    Ti lascio questo link.
    E’ il discorso di Malala alle Nazioni Unite, questa estate.
    Dice molto più di quello che so dire io.

    Un abbraccio, Vera.
    A presto.
    Piero

    • semplice1 ha detto:

      Caro Piero,che aggiungere? E’ inconfutabile che esistano il bene e il male, e finora quest’ultimo ha avuto la meglio. Ma deve pur esserci un modo per ribaltare le cose. Torna più che mai appropriato questo motto del grande Che: “E se vale la pena rischiare, io mi gioco anche l’ultimo frammento di cuore.” Ernesto #Che Guevara E se tanti cuori si uniscono e s’alleano non è favola o illusione bensì possibilità.
      Il mio abbraccio

      • pierperrone ha detto:

        Si, cara Vera,
        lo sai, io ci credo all’utopia.
        Ma non è una fede cieca, illusoria, vana.
        Io so, noi tutti sappiamo, che l’utopia si è materializzata, nella storia, quando si sono realizzati i cambi epocali che hanno fatto cadere imperi, regni, dittature, regimi, retti da uomini che sembravano onnipotenti come dei, anzi che addirittura si facevano adorare come creature divine.
        Eppure, dimmi, cosa resta mai di loro?
        Polvere.
        Niente più.
        Chi abita a Roma queste cose le vede, in un certo senso, tutti i giorni.
        E accanto ai segni del potere temporale vede accatastate nella polvere anche le insegne del potere religioso.
        Statue di imperatori, di re, di papi, con l’aureola in frantumi… rovine di templi, chiese, sinedri…
        Si, l’utopia è cosa vera e reale.

        Altra cosa è sapere quando essa si materializza.
        Come l’araba fenice.
        Essa esiste, laggiù, nel territorio della nostra coscienza…
        Ma è lei, spesso, a decidere quando spiccare il volo.
        Certo è, comunque, che sono sempre gli uomini a tracciare la rotta del suo volo.
        Senza il sostegno della volontà degli uomini lei non si renderebbe reale.
        Quindi, anche se non sappiamo quando lei verrà, noi dobbiamo credere e lottare.
        Solo così, arriverà quel giorno, amica mia.
        Io ci credo.
        Anche se spesso si lotta con il dubbio.
        Altra bestia feroce.
        Ma necessaria e feconda…
        (Questo, però è un altro discorso).

        Un abbraccio
        Piero

      • semplice1 ha detto:

        Ti trascrivo un commento che misi circa due anni ad un argomento simile, siamo sulla stessa onda, dentrola stessa bolla,
        ci attraversa lo stesso pensiero.Guarda:
        Io credo che i sogni e così l’utopia, somma di essi, nascano da verità sacre residenti nell’animo di ciascuno
        di noi, da desideri innati, da forze primordiali e selvagge..che abbiamo smarrito perchè sedotti da false e
        bugiarde chimere.
        Credo nella forza delle parole…le immagino semi, e vorrei spargerli come fa il vento, le immagino gocce che
        lentissimamente scavano la roccia, le immagino virus contagiosi, per questo, se scorri i miei post, ti accorgi
        che tratto il tema frequentemente. Io non voglio arrendermi, non voglio pensare che questi pensieri siano solo
        belle parole e basta…voglio che siano denuncia, martellamento nelle coscienze, pellegrini che bussano al cuore…
        Divento una iena quando sento tuonare da comode poltrone: “eh ma questi son sogni, è non stare con i piedi per terra,
        è utopia, e come tale irrealizzabile”, dando all’utopia stessa una connotazione immaginaria, leggera, onirica.
        Utopia, invece, io trovo che sia un valore…è valore perchè mossa sempre da un ideale, è valore perchè è un
        progetto dal quale partire e su cui lavorare sodo. Mi piace riportare il pensiero di Luigi a questo proposito:
        “soltanto quando riusciamo a fare almeno due cose di tutto ciò che c’è da fare, allora la nostra comprensione,
        da intellettuale diventera’ emotiva e , da emotiva diventera’ un traguardo culturale……e chi parlera’ di
        utopia, lo fara’ per l’ esigenza egoistica di non voler affrontare il problema, perche’ l’utopia non e’ meta
        irraggiungibile o miraggio di sognatori, ma verita’ assoluta , giustizia, solidarieta’ , dignita’ e quant’altro..”

    • semplice1 ha detto:

      Grazie del link…la piccola immensa Malala mi ha fatto piangere quest’estate quando l’ho ascoltata. Se una ragazzina pur abitando in una delle parti del Mondo più violente ed oscurantistiche ha avuto il coraggio di lottare ottenendo un consenso vastissimo allora c’è speranza.Un nuovo Mondo (migliore) è possibile.

  5. rosanna44 ha detto:

    non c’è altro da aggiungere a queste parole ,solo tristezza e indignazione per gli ultimi avvenimenti………………

    • semplice1 ha detto:

      Benvenuta Rosanna, che urli forte più del più violento uragano la nostra indignazione e spazzi via dolori ingiustificabili e gratuiti.
      Ti abbraccio con l’anima-

  6. pierperrone ha detto:

    lo so, Vera.
    Abbiamo in comune un’anima, se posso esprimermi così.
    Un abbraccio,
    Piero

  7. popof1955 ha detto:

    L’ha ribloggato su libera…mentee ha commentato:
    Questo articolo, scritto da un’amica qualche anno fa, è più che mai attuale. Il ring mediatico si è acceso da giorni dimenticando le madri che han saputo o sapranno del destino dei loro figli, ci sentiamo invasi e dimentichiamo che anche noi scapperemmo da un incendio.

  8. Giovanni Volpe ha detto:

    Gentilissima vorrei inserire il suo scritto (complimenti) in un docufilm – no budget – e affidarlo alla voce fuori campo di un’attrice. Non ho altri contatti, sarebbe bellissimo Lei mi autorizzasse. In attesa di un suo riscontro.

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