Sua Maestà l’Etna!

Etna vista dal teatro greco di Taormina

La natura ci ammalia, ci sorprende, ci incanta e ci ridimensiona, facendoci sentire, noi che spesso ci crediamo invincibili e padroni, piccoli e impotenti. Certo, se ci misuriamo con lei sul piano di competizione o se la sfidiamo  a braccio di ferro , il confronto non regge e possiamo venirne schiacciati miseramente, allora, l’unico atteggiamento giusto è mettersi in relazione con essa, rispettandola, non sottovalutando la sua forza irruenta, difendendola, amandola.. ponendoci nei suoi confronti come custodi e mai come usufruitori insaziabili, vivendola  non come un semplice oggetto di percezione ma impegno principe di ogni nostra considerazione e azione. Traiamone tutto ciò che soddisfi i bisogni del presente senza compromettere la possibilità di soddisfare i propri bisogni alle generazioni future, sempre con comportamenti di garanzia e preservazione. Siamone sicuri, non è fatica e tempo perso, ci saprà ricambiare generosamente. ” La Terra non l’abbiamo ereditato dai nostri padri, ma presa in prestito dai nostri figli”.( saggezza  dei Navajo).

Etna-alba

Carissimi, oggi vi porto a spasso in uno dei luoghi più magici e suggestivi della Terra, sul vulcano Etna. Questo luogo per me ha un valore affettivo massimo. Ogni volta che ritorno in Sicilia, già da Villa san Giovanni, a solo intravederne la sagoma con la sua corona di neve e il perenne pennacchio di fumo, è in grado di commuovermi!  Tutte le volte, un nodo mi stringe la gola e l’impazienza di arrivare fa il resto: sono a casa!!!

.” Gli Arabi chiamavano l’Etna come la montagna Jabal al-burkan o Jabal Atma Siqilliyya (vulcano o montagna somma della Sicilia); questo nome fu più tardi mutato in Mons Gibel cioè: la montagna due volte ( dal latino mons e dall’arabo jebel= monte) proprio per indicarne la sua maestosità. Il termine Mongibello rimase di uso comune praticamente fino ai nostri giorni. Secondo un’altra teoria il nome Mongibello deriva da Mulciber ( qui ignem mulcet), uno degli epiteti con cui veniva chiamato, dai latini, il dio Vulcano, che serviva a placare la forza distruttiva dell’Etna.” Le popolazioni etnee la chiamano in gergo ‘a muntagna semplicemente nel suo significato di montagna per antonomasia.

Non vi sto a raccontare la sua morfologia, la sua struttura, l’origine e il tipo di colate, ne verrebbe fuori un post chilometrico, notizie che chi interessato trova in rete, io ve la racconto dall’esterno,  nella dimensione emozionale.

L’Etna è il più grandioso vulcano attivo d’Europa ( 3350 mt),una presenza inquietante, spaventosa e al contempo affascinante, trionfale,solenne, che sovrasta l’intera provincia catanese, anche se è visibile da buona parte dell’intera isola. Quello che, ad una visione frettolosa, sembra essere un unico e maestoso edificio vulcanico rappresenta, in realtà, un’area vulcanica molto complessa. Il vulcano Etna è, infatti, costituito da numerosi edifici vulcanici, più o meno estesi, che si sono sovrapposti nel tempo su di un’area di circa 1.250 kmq.  Un vulcano di queste dimensioni e costantemente attivo non poteva non ispirare gli antichi abitanti dell’isola. La cultura greco-romana ha prodotto un’infinità di leggende e miti sulla strana montagna eruttante fuoco e fiamme. Il fatalismo si fonde con la fede, la superstizione, il mito, la leggenda.

ultima eruzione: 7 febbraio 2012

A grandezza doveva corrispondere grandezza, così sbrigliando la fantasia e l’immaginazione il suo ventre è diventato luogo naturale di fucine e  di case di dei, di giganti, come i Ciclopi che da fabbri esperti forgiavano le saette del dio Zeus. Oppure immaginandolo come la sede del dio Efesto o Vulcano, dio del fuoco, addomesticatore del fuoco Adranos, da lui donato agli uomini.Come non meno affascinante è la presenza del dio Eolo, dio dei venti, che durante una visitina, imprigionò i venti del mondo all’interno delle sue grotte e caverne. Persino Sant’Agata, protettrice veneratissma di Catania, trova collegamento in una leggenda legata al vulcano. Si narra che, dopo il martirio, all’eruzione del 252d.C., il popolo catanese prese il velo rosso della Santa, rimasto intatto dalla lava, e invocò il suo aiuto. Subito, l’eruzione ebbe termine. E ancora oggi, nella processione di Sant’Agata, si continua a chiedere la sua protezione contro il fuoco. Forze vitali, attive, vive..ma ci fu pure chi ipotizzò dentro le viscere del vulcano, il mondo misterioso dell’oltretomba. Tartaro, il regno dei morti, per i Greci era proprio situato sotto l’Etna.

Tra leggende luciferine, antichi dei greco-romani, santi e misteriosi giganti, l’Etna è presente nella vita e nella cultura stessa dei catanesi. E che sia così, è evidente negli edifici stessi dell’area, dove la presenza del vulcano è resa palese dal materiale lavico usato nella costruzione delle case antiche, rese di un colore grigio scuro, dal fascino locale realmente unico.Le popolazioni etnee hanno accordato il loro ritmo e battito a quello da muntagna, ogni giorno alzano lo sguardo verso di lei per sentirne gli umori, lo stato di serenità o di irrequietezza.

bocca a quota bassa

L’Etna e’ amata e allo stesso tempo temuta da tutti gli abitanti che popolano i suoi fianchi; ne subiscono il fascino di tanta magnifica imponenza,  sono orgogliosi della loro montagna di fuoco, ma sanno che essa potrebbe distruggere. Eppure non uno solo vorrebbe veramente che l’ attivita’ del vulcano cessasse. Anche se le colate laviche dell’Etna, a causa della loro viscosità e della conseguente bassa velocità di scorrimento, non sono tali da costituire un pericolo per l’incolumità delle persone. Nel caso in cui la fuoriuscita di lava avvenga da bocche poste ad alta quota, raramente i flussi raggiungono i centri abitati. Solamente nel caso di eruzioni di lunga durata, si può presentare tale eventualità.

Anche se in tempi passati ne ha fatto di danni, Catania è stata pressochè distrutta ben 2 volte e molti centri abitati etnei  hanno spesso conosciuto il brivido spaventoso scorrergli accanto. Ma oggi gli scenziati effettuano un monitoraggio costante dell’Etna e sono in grado di preannunciare il manifestarsi di attivita’ piu’ o meno importanti, ed i tecnici hanno diversi mezzi a disposizione per dirottare il corso del magma. .

E’ magnifico, sorprendente, di una bellezza sconvolgente, varia e mutevole in continua metamorfosi, non è detto che quello che immortaliamo oggi in una foto rimanga immutato negli anni. .Strade, impianti, rifugi e piste non hanno mai carattere definitivo, variano a seconda delle eruzioni. Le sue pendici sono ricoperte nella parte più bassa da agrumeti, vigneti e pistacchi, olivi, agavi, fichi d’india, nonchè banani, eucalipti, palme, pini marittimi e viti da cui si produce eccellente vino Etna, per cedere il posto, man mano si sale, a boschi di  querce, larici, meli, noccioli, mandorli,  castagni. Salendo in quota troviamo  querce,abeti,  faggi, lecci, roverelle,  betulle,  pini.. rigogliosissimi perchè il terreno su cui crescono altro non è che lava colata nel corso dei secoli che il tempo sfarina  trasformandola  nel più fertile nutrimento: terra nerissima, friabile, mai papposa.

Superati i 1800 mt….la vegetazione si dirada per far posto a macchie di giunchi, alias ginestre, dai fiori gialli profumatissimi e a cespugli spinosi a cui spesso si trovano associate variopinte varietà endemiche di viole, seneci e altri fiori che popolano le pendici dei crateri secondari, inizia la zona desertica.

Ma è quando si arriva oltre 2100… metri di altezza che si mozza il fiato per lo stupore..la neve persistente e la lava impediscono ogni forma di vita, ci troviamo nel deserto vulcanico. Non ci vuole moltissima fantasia per sentirsi in cammino sulla luna! Vallate di pietre a perdita d’occhio, coni, barriere smerlettate,  dove banchi di nuvole sembrano riposare un pò, prima di riprendere a giocare con il vento. Ma anche qui, vi assicuro è visibile una tavolozza di colori non trascurabile: tutte le pietre hanno sfumature che vanno  dal bianco al nero, dovute all’età delle effusioni , che man mano passa il tempo  le schiarisce, e poi, costoni rosso amaranto, giallo zolfo, blu e verdi, dovuti alle presenze di minerali, si stagliano nell’azzurro del cielo.

Ha un caratterino per niente docile, sbuffa e brontola tutti i giorni, e spesso si “agita”, tanto che alle lievi scosse di terremoto si è abituati e si vivono senza panico..ma dove da il meglio di se, come spettacolo, sono le eruzioni. Di solito erutta dal cratere principale, ma può aprirsi uno sfogo dove vuole, infatti non poche volte ha messo a repentaglio paesi,con l’apertura di bocche a bassa quota arrivando a spegnere le sue braci in riva al mare.

La riviera dei ciclopi mèta privilegiata del turismo balneare, si estende in un tratto di costa della Sicilia orientale che va da Catania ad Acireale, luogo reso famoso prima da Omero nell’Odissea poi dal Verga nei Malavoglia e ancora da Luchino Visconti che vi ambientò il set del film La Terra Trema.Nel tratto di mare antistante Aci Trezza i sontuosi e mitici faraglioni che la legenda vuole furono scagliati dal ciclope Polifemo contro Ulisse in fuga.In realtà i Faraglioni sono i resti di un unica massa sub vulcanica costituita da rocce a fessura colonnare originata dalla trasformazione, per effetto termico, delle argille sottomarine al contatto con la sottostante lava incandescente

Per quanto tremenda, drammatica, lesiva, incontrollabile e ingestibile possa essere un’eruzione vi assicuro che è uno degli spettacoli più affascinanti e incantatori al mondo. La montagna è viva, in movimento, parla.

Si anticipa con fumate straordinarie sbuffando colonne di fumo alte, persino, 5000 metri sul cielo le cui ceneri ricoprono tutto l’ hinterland arrivando a depositarsi sino in Libia.  Altrove fiocca la neve, qui piove cenere.

Solitamente, a queste seguono le eruzioni, veri giochi pirotecnici!!!  Fontane di fuoco si alzano dalla bocca  anche 400/500 metri, pietre enormi vengono lanciati per aria come coriandoli, tra botti, fiammate,  giochi di luce..inizia lo spettacolo!! L’energia interna sprigiona fuoco che con potenza viene espulso dalle bocche dei coni. Il fuoco si alza nel cielo illuminando di fantasmagorici colori l’aria per poi ricadere come spalmato sulle rocce o se il flusso è continuo, vederlo comporsi in un delta di fiume, un fiume di fuoco. Si resta ipnotizzati per ore a guardare questo fuoco liquido che avanza.

Sulle sue pendici  sono incastonati i paesini come perle.. e lei  nella sua maestosità sembra abbracciarli. Si lei..anche se è un vulcano e quindi di genere maschile, noi isolani la consideriamo al femminile. In uno di questi  paesini, ho vissuto la maggior parte della mia infanzia e adolescenza. E’ il luogo del cuore, dei ricordi..il luogo che trattiene per l’eternità i miei affetti più cari. Ho vissuto in vari luoghi, un pò per motivi legati al lavoro di mio padre, un pò perchè io zingara lo sono davvero e quando mi sorprende il bisogno di andare ho la necessità improrogabile  di spostarmi e sebbene riesco ad innamorarmi di qualunque suolo tocchino i miei piedi, questo è il posto che amo più di ogni altro. .

Zafferana etnea

L’amico Franco, mi ha mandato un’analisi fatta dall”antropologa Carla Russello, che racconta il mito dell’Etna in maniera mirabile e accattivante. La condivido con voi.

IL MITO DELL’ETNA
La storia di un vulcano che ha fatto la storia della Sicilia
di Carla Russello

Si pensa che l’Etna sia nata dal mare poiché quando accadde questo evento nessun uomo c’era. Alcuni storici, tra cui Pindaro ed Eschilo, diedero spazio alla fantasia descrivendo questo avvenimento attraverso il mito.Ai tempi hanno creduto addirittura che il Vulcano fosse l’officina di Efesto o dei Ciclopi ed altri che fosse la colonna del cielo, sotto cui giaceva il gigante Tifeo che muoveva la terra. Altri ancora, tra cui Omero ed Eschilo, descrissero la nascita del Vulcano attraverso la prima eruzione avvenuta nel 475 a.C.
In origine la Sicilia era un grande arcipelago formato da piccole isole, dove il mare occupava una vasta parte.
Erano zone che andavano tra Caltagirone e Comiso e che comunicavano attraverso la piana di Catania. Altre zone, come Caltanissetta, Milazzo e Siracusa, erano ancora sotto il livello del mare.
Pare che un tratto di mare ribollente fosse giunto sino ai Nebrodi.
Quella zona fu invasa da alghe secche e pesci morti e la leggenda narra che a seguito di questa eruzione si formò il vulcano dell’Etna.
La grande montagna fu presto riempita da una grande vegetazione, quali Lecci, Pini, Faggi, Abeti, Castagni e tante altre piccole piante.
A popolare questa vegetazione furono Buoi, Bisonti, Leoni, Lupi, Volpi, Cervi, Daini, Ippopotami e molti uccelli. Molte specie furono scomparvero a causa di catastrofi naturali.
In seguito l’uomo iniziò a popolare la zona, convivendo con il vulcano e custodendone la storia a 3000 metri di altezza.
Stimolate dall’immaginazione popolare alla storia della nascita dell’Etna si uniscono varie leggende, come per esempio il ratto di Proserpina, legata alla grotta della chiesa, un’imponente galleria di scorrimento lavico (ubicata in territorio di S. G. Galermo), ritenuta la porta dell’ade da cui sarebbe uscito Plutone per rapire la bella figlia di Cerere.
Molti sono i miti che rappresentano la storia dell’Etna ed è certo che il cantore di Ulisse non avesse mai visitato la Sicilia, quindi non aveva avuto modo di visualizzare l’attività vulcanica, così, del resto, non ebbe la possibilità di vedere i terribili giganti né del resto il ciclope Polifemo.
Tra le popolazioni greche, al tempo della guerra di Troia, l’Etna e i suoi fuochi erano immagini comuni.
Si credeva che Zeus, padre degli dei, vi facesse preparare i suoi fulmini dal figlio Efesto o Vulcano e che la stessa armatura di Achille fosse uscite dalle dell’Etna.
D’altra parte anche la stessa mitologia pre e post-omerica, trattando la rivolta dei giganti, dopo che Zeus aveva confinato nel tartato i titani, vuole che Encelodo, uno dei giganti sopravvissuti alla morte di Alcirico, Porfirione, Eurito, Clinzio e Minare, colpito da un gran masso scagliatogli contro da Atena ne rimanesse schiacciato e desse origine all’isola di Sicilia.
Anche Virgilio, riprendendo la mitologia olimpica, ci suggerisce I tre mitici giganti: Sterope, Pirocmone e Bronte, abitatori delle falde dell’Etna uccisi da Apollo per vendicare la morte del figlio Aselepio.
Le ombre di questi vagano nei meandri del vulcano: erano questi stessi ciclopi monocoli, costruttori di mura e fabbri ferrai, che avevano aiutato Efesto a costruire i fulmini di Zeus.
L’Etna rappresentava, per le popolazioni del mediterraneo, il simbolo del fuoco, luogo abitato da selvaggi dediti a violenze primordiali ed anche al cannibalismo. Solo così il grande Omero poté descrivere quelle pagine sulla ferocia e sulla potenza di Polifemo, abitatore delle caverne, dedito alla pastorizia, lanciatore di massi, uomo primitivo e brutale rivestito di pelli.
Volendo ancora approfondire l’esame circa il rapporto tra l’Etna e le popolazioni primordiali, non si possono non riportare i temi della mitologia post-omerica che si svilupparono in questo territorio tra tante e tali leggende quella del pastore Aci e della Ninfa Galatea. Quest’ultima aveva sdegnosamente respinto l’amore di Polifemo. Il ciclope, sorpresi i due amanti, in un accesso di bestiale furore, scagliò sul rivale un pezzo di rupe. La ninfa per strapparlo da sicura morte, tramutò l’innamorato in un fiume che da lui prese il nome e alla cui foce, in seguito sarebbe approdato Ulisse.

Semplice

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35 commenti su “Sua Maestà l’Etna!

  1. lucianaele ha detto:

    Bellissimo post e meravigliose le immagini…..
    Non sono mai stata in Sicilia, ma mi piacerebbe veramente andarci.
    E l’Etna è sicuramente una delle mete.
    Bellissimi i fiori cresciuti sulla lava…….
    Tornerò a rileggerlo con più attenzione.
    Buon pomeriggio,
    Luciana

  2. strangethelost ha detto:

    Con il tuo post sull’Etna mi hai letteralmente rapita ! Ho letto tutto come se fossi una Continentale e non una che la Montagna c’è l’ha a 2 passi!
    Hai inserito delle foto bellissime e suggestive ,leggendoti mi sembrava di stare facendo una passeggiata alle pendici del Vulcano.
    Come sempre i tuoi post sono i più coinvolgenti che leggo!!
    Un grande abbraccio amica mia! Liù (esagerosa) 😉

    • semplice1 ha detto:

      Cara Liù, ogni tanto quando la nostalgia mi assale, faccio un tuffo e cerco di rendere il ricordo cosa viva, presente. Mi manca un pò la Sicilia..vorrei poterci tornare molto molto più spesso, rimanerci non sò..perchè sono zingara e i miei piedi vogliono passi, mi manca l’aria a stare sempre nello stesso posto, Roma, mi ha già stancata..chissà quale sarà la prossima tappa…
      Si,esagerosa, vero vero…..ahhahahhah
      Baci, baci.

  3. cordialdo ha detto:

    Ciao, carissima Vera. Il tuo reportage sull’Etna, “a Muntagna”, è stato per me molto affascinante perchè mi ha riportato indietro di una decina d’anni quando, insieme ad altri amici, abbiamo avuto la fortuna di poter fare un trekking di una settimana su quella affascinante, stupenda, magica montagna con una guida di eccezionale conoscenza, uno studente universitario della facoltà di geologia che stava scrivendo la sua tesi proprio sull’Etna.
    Eravamo arrivati con l’aereo a Catania e ci spostavamo ogni giorno con la circumetnea. Un’avventura indescrivibile, dei ricordi incancellabili di tante bellezze diverse della natura che ci circondava e che cambiava aspetto, come tu brillantemente dici, man mano che ci spostavamo anche di poco.
    Nei miei sogni ad occhi aperti rivedo i magnifici scorci paesaggistici ma anche l’impareggiabile ospitalità della gente di Sicilia che ci coccolava ogni sera con i sapori della propria cucina, delle proprie specialità, innaffiate da vino prelibato e traditore, perchè faceva girare la testa, dai gusti e profumi vari e particolarissimi che richiamavano il nettare degli dei.
    Grazie per questo viaggio nella mia memoria attraverso le tue descrizioni e le meravigliose immagini che illustrano il tuo post. Un fortissimo abbraccio. Osv

    • semplice1 ha detto:

      Te la sei goduta in pieno quella vacanza!!
      Mi commuove la tua puntuale e onesta ricostruzione di tutto, senza dimenticare l’accoglienza sacra dei siciliani. Grazie.
      Non immagini che fitta di dolore provavo quando abitavo in Veneto e sui ponti delle strade leggevo “forza Etna”, scritte folli dei leghisti che inneggiavano e contavano sulla forza distruttiva del vulcano per eliminare buona parte dei siciliani. Mi vergogno per loro e al contempo provo tanta pena!!! Cosa non fa fare l’ignoranza!!!!!
      Il mio abbraccio di sempre, carissimo.

  4. che dire tutto meraviglioso! grazie madre nature…..

  5. Raffaele ha detto:

    Cara Vera, un post superbo. Ho ammirato le bellissime fotografie e ricordato l’unica vacanza che feci in Sicilia, nel lontano 1990. Una vacanza che però mi fece entrare la Sicilia nel sangue, perchè certe emozioni forti solo quella terra le sa dare. Perciò capisco quando dici “Ogni volta che ritorno in Sicilia, già da Villa san Giovanni, a solo intravederne la sagoma con la sua corona di neve e il perenne pennacchio di fumo, è in grado di commuovermi! Tutte le volte, un nodo mi stringe la gola e l’impazienza di arrivare fa il resto: sono a casa!!!”
    Ricordo che pianificai l’itinerario per giungere a Terrasini, passando per Catania per poter ammirare il vulcano e ricordo ancora l’emozione nel vederlo cosi vicino.
    Peccato non essere più riuscito a ritornare in quella splendida terra eppure con tanti cari amici siciliani avrei avuto molte occasioni. Mah, chissà.
    Ciao, un abbraccio

    • semplice1 ha detto:

      Raffaele carissimo..la Sicilia ti aspetta, già per il fatto di dire che ti è entrata nel sangue, è come se l’avessi conquistata. E io da siciliana sono felice, ogni volta che ne vedo riconosciuti i meriti e la bellezza. Da sensazioni forti, emozioni che tolgono il fiato, lascia ricordi indelebili.
      Ciao, ricambio l’abbraccio.

  6. popof1955 ha detto:

    Tornando a casa in macchina, circa un’ora e mezza fa, ho detto ad Angela questa frase “la solidità di una terra tremante”, e lei mi fa “che è ci vuoi fare un post?”, e io “si mi segno mentalmente”. Accendo il pc e che ti trovo? Ora vado a leggere l’articolo, in ogni caso se vuoi il titolo te lo cedo 🙂

    • semplice1 ha detto:

      Popof..comincio a preoccuparmi… troppe coincidenze, troppi pensieri simili e contemporanei.. che sarà?
      Comunque non significa nulla che io ti ho anticipato nei tempi, di ciascuna cosa si può scrivere mille e mille volte ancora e sarà nuova ogni volta perchè ciascuno da un’impronta personale ed unica…e il titolo già ce l’hai.
      Ciao… gemello di pensieri.

  7. popof1955 ha detto:

    Bel post e bella scelta di foto e bellissimo video che ho aggiunto ai preferiti di you tube.
    Ciao 😀

  8. ombreflessuose ha detto:

    Ciao Vera, sei sempre una costante sorpresa. La tua Sicilia regala paesaggi che tolgono il
    respiro: l’Etna ne è la prova.
    Post e immaggini da premiare
    Baci baci
    Mistral

    • semplice1 ha detto:

      Cara Mistral..e se il tuo sogno fosse stato rapito e portato dal vento nelle visceri dell’Etna? Ecco, sarebbe un buon motivo per andarci!
      Ciao Stellina..sei sempre deliziosa.

  9. cicciodoria ha detto:

    Ciao, impareggiabile amica. Ho goduto appieno il tuo post, sia per la sottigliezza e ricchezza di “parti” che hanno voluto mostrarci un “complesso” bello e terribile allo stesso tempo, sia per i riferimenti di natura storico-mitoligica che, tutto sommato, a distanza di millenni, hanno lasciato strascichi che io definirei ” li cunti”. Non è facile. Tu lo hai fatto brillantemente, facendoci partecipi anche della tua grande nostalgia per il luogo dove sono le tue radici. Piace anche a me la Sicilia. La conosco poco e vorrai tanto tornarci e visitare altre zone.
    Grazie. Un abbraccio. Franco

    • semplice1 ha detto:

      E tu, ci sei stato?
      “,,bello e terribile”, questa dicotomia appartiene alle cose più sensazionali, più “alte”. Perchè solo cose speciali possono comprendere l’uno e l’altro aspetto senza che se ne possa mettere in discussione o scalfirne la bellezza.
      Tornaci in Sicilia, magari in un lungo tour di un mese, periodo ideale giugno o settembre e goditi ogni angolo. In essa trovi tutti i paesaggi esistenti: la foresta, la montagna, il mare, il deserto, le metropoli o i piccoli centri come presepi, il caos o il silenzio più totale. E poi..puoi farti abbuffate non solo di cibi ma anche di arte e di contatti umani.
      Un abbraccione

  10. luciabaciocchi ha detto:

    Buon giorno Vera. mi alzo ora e trovo questo bellissimo post, devo leggere e vedere con calma, poi ti dirò.
    Ciao 🙂

  11. ili6 ha detto:

    Io non dico nulla, non aggiungo niente a quanto tu hai già magistralmente scritto.
    Ribadisco solo un concetto: ci sono cose che almeno una volta nella vita devono essere viste e vissute e una di queste è l’Etna in eruzione (e non).
    Baci dal parco dell’Etna,
    Marirò

  12. zebachetti ha detto:

    non potevi scegliere nome migliore per il tuo post iddù è veramente un re intorno alui mille storie ,leggende civiltà si sono incrociate hai scelto delle bellissime foto ed hai descritto in maniera superba cercando di essere coincisa tutto quello che ruota ed è l’ etna. io ci sono stato è veramente affascinante ovviamente era spento. ciao Vera.

    • semplice1 ha detto:

      Nazz..devi ritornarci quando è acceso..e non avrai difficoltà, non teme sprechi o bollette astronomiche, si accende spessissimo. Ti assicuro, che vedere un’eruzione dal vivo è un’esperienza unica e indimenticabile.
      Il mio abbraccio

  13. fausta68 ha detto:

    Senza parole…..anzi, no, una sola “incantata”!

  14. Bruno ha detto:

    Eccomi, Vera. “Ti vedo” 🙂
    Quanto amore traspare dal tuo ricchissimo omaggio a Sua Maestà! E che foto stupende. Quanto colore, quanto..calore nell’anima stupenda della Sicilia.
    La sua luce nella nebbia in cui brancoliamo. La sua Storia a lettere di fuoco nell’indole dei popoli.

    • semplice1 ha detto:

      Bruno..la Sicilia, il Sud tutto, sono i luoghi dell’anima, del calore, dei colori.E’ tutto forte, pregno, deciso…non ci sono acquarellati ma colori, non ci sono sentori ma profumi..e il calore lo danno e il sole e la lava e gli abbracci dei siciliani.
      Sono fiera della mia sicilianità, come origine.
      L’abbraccio da siciliana

  15. beautiful41 ha detto:

    Solo una grande Siciliana come te, ricca di entusiasmo, passione ed amore per la tua terra, poteva produrre un capolavoro vivo e spumeggiante come la descrizione della tua Etna.
    L’Etna ti rappresenta bene, e tu rappresenti bene l’Etna,
    Non a caso le era stato accordato il genere femminile, come da te descritto.
    Quale altra migliore espressione dell’amore esplosivo, trascinante, pirotecnico, di fuoco, bruciante, creativo e distruttivo, avvolgente, maestoso ed implacabile forza della natura, per descrivere l’amore di una Donna e per una Donna, se non la forza e la bellezza sovrannaturale del vulcano Etna!!
    E tanti miti e storie del passato che la riguardano sono nati da questa sua grandiosità nella quale tu giustamente hai tutto il piacere e l’istintività, ed il diritto, di riconoscerti.
    Oltre che essere un vulcano, l’Etna era ed è anche un faro al centro del Mediterraneo.
    Faro di Civiltà e faro di orientamento.
    Nelle notti buie e chiare, quando il bagliore delle sue eruzioni era massimo, i suoi riverberi erano visibili fino ad oltre 150 miglia marine, circa 250 chilometri, facendone la Madre della Salvezza e della Vita, proprio come una splendida Donna!!
    Bravissima!!

    • semplice1 ha detto:

      Beautiful..non è stato difficile, mi è bastato chiudere gli occhi e ricordare…ha fatto tutto lei.
      Si..è vero, mi somiglia l’Etna o meglio le assomiglio. Io ci credo all’influenza che l’ambiente circostante ha sulle persone, sulla formazione del loro carattere. Sono irruente, distruttiva, spumeggiante, esplosiva, collerica, come pacifica, silenziosa, rilassata, confortevole, generosa..se fossi nata nella pianura padana, magari sarei meno eclettica.
      Tu ci sei stato? Non da lontano, ma a camminarci sopra intendo, a sentire l’odore di zolfo, lo scricchiolio delle lava spenta sotto le scarpe..e sentirti ammaliato dentro il suo abbraccio?
      Grazie, i tuoi commenti sono bellissimi perchè sono conferma dei tuoi bellissimi pensieri nei confronti della Natura, delle donne..dell’Umanità tutta.
      Il mio abbraccio

  16. fivereflections ha detto:

    such beautiful photos – thank you for sharing your Sicily

    David in Maine USA

    • semplice1 ha detto:

      Hello David! Come on, do a high from America in Sicily, it is worth it.
      A smile

      P. S. You write only in English? If yes, poor me, I do not spiccico not a word of English. I’ll help with the translator, you will lose some valuable nuances. If we were in person, including drawings, sounds and gestures, I would have no problem making myself understood. It would be nice if the planet earth had one language for all.

      Benvenuto Davide!!! Dai, fallo un salto dall’America in Sicilia, ne vale proprio la pena.
      Un sorriso

      P.S. tu scrivi solo in inglese? Se sì, povera me, io non spiccico nemmeno una parola di inglese. mi aiuterò con il traduttore, certo si perderanno sfumature preziose. Se fossimo di persona, tra disegni, suoni e gesti, non avrei nessun problema a farmi capire. Quanto sarebbe bello il pianeta terra se avesse una sola lingua per tutti.

  17. ecodelvento ha detto:

    Resto incantata di fronte a tenta meraviglia…
    …immagini e testo stupendi!
    Un caro abbraccio

  18. ili6 ha detto:

    sto per linkare questo tuo post
    baci, ciao

  19. […] fa ho letto nel blog dell’amica Vera un bel post dedicato a Sua Maestà l’Etna, un post scritto con tanto affetto e tanto pathos , tipico di chi ha  amato, ama  ed amerà […]

  20. cetty ha detto:

    Bellissimo post…COMPLIMENTI!
    sarebbe bello un continuo con le ultime immagine, davvero da mozzare il fiato. 😉

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