pensieri.. allo sciogliersi della neve…

Carissimi, vi regalo questo gioiello. Una canzone, o meglio, una poesia di Fabrizio De Andrè, ho scelto l’interpretazione  di Franco Battiato perchè le lacrime nella sua voce  la impreziosiscono. Non è casuale questa scelta.. è da stamattina che mi frullava in testa, la mia mente voleva questa ( un pò come avviene per i cibi..se abbiamo voglia di cioccolata non è solo golosità, ma è il nostro corpo che manda l’imput al cervello, perchè in quel preciso momento ne ha bisogno). Non è casuale questa scelta..sarà perchè fa freddissimo, sarà perchè stamattina s’è sciolta l’ultima neve, sarà…

…che rispecchia  appieno le sensazioni che oggi attraversano l’anima mia: malinconia, caducità, instabilità, provvisorietà, precarietà, quello stare e andar via, andare e rimanere come simboli di indecisione su un terreno avvertito, sotto i piedi, cedevole, insicuro e rischioso ma che al contempo genera consapevolezza perchè  interroga. Queste proiezioni introspettive, intime  è come se le vedessi specchiate nella natura..dove tutto sparirà per poi riapparire. Questa alternanza  di freddo e caldo, buio e luce, gioia e disperazione, colori e grigio, quiete e furore, odio e amore..dentro una costante che siamo noi, è la vita. Tutto muta, continuamente muta  in un continuo divenire tra nascita, morte, rinascita…”anche la neve morirà domani, l’amore ancora ci passerà vicino..” tornerà  un domani e, con esso, altro inverno. Un rincorrersi di stati, stagioni, momenti, come  dentro un cerchio, un gioco eterno che è tutto ciò che abbiamo. Ci piaccia o meno! E…il tutto è più della somma delle sue parti.

La bellissima canzone “Inverno”, tratta dall’album “Tutti morimmo a stento” del 1968, è una riflessione sul ciclo della vita, in cui inverno ed estate si alternano, ma nel cui orizzonte è compresa anche la vista di un camposanto.

Inverno

Sale la nebbia sui prati bianchi
come un cipresso nei camposanti
un campanile che non sembra vero
segna il confine fra la terra e il cielo.

Ma tu che vai, ma tu rimani
vedrai la neve se ne andrà domani
rifioriranno le gioie passate
col vento caldo di un’altra estate.

Anche la luce sembra morire
nell’ombra incerta di un divenire
dove anche l’alba diventa sera
e i volti sembrano teschi di cera.

Ma tu che vai, ma tu rimani
anche la neve morirà domani
l’amore ancora ci passerà vicino
nella stagione del biancospino.

La terra stanca sotto la neve
dorme il silenzio di un sonno greve
l’inverno raccoglie la sua fatica
di mille secoli, da un’alba antica.

Ma tu che stai, perché rimani?
Un altro inverno tornerà domani
cadrà altra neve a consolare i campi
cadrà altra neve sui camposanti.

(Faber)

Semplice

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30 commenti su “pensieri.. allo sciogliersi della neve…

  1. adoro questa canzone di De Andrè……..ciaooo buona serata e buon inizio settimana

  2. pierperrone ha detto:

    Sotto questa neve stiamo come la semina, prima di fiorire alla primavera.
    Questa pigra noia, questa lentezza del tempo che sembra incepparsi, questi morsi del freddo che lasciano segni alle mani, questo candore abbagliante che ferisce gli occhi come lame affilate, questo sole radente che sembra una falce che suggestiona e incute timore… ecco come stiamo, cara Vera, stretti nella nera terra, in un grembo casalingo tiepido e protettivo, come bulbi in concentrazione prima di produrre lo sforzo fatale!
    E poi, all’improvviso, sarà primavera, cara amica mia.
    E ci sentiremo ruscellare il sangue nelle vene, fremere le gambe, palpitare il cuore, quando l’aria si prenderà d’oro e la divina Bellezza si porgerà a noi, nuda, di nuovo, per farsi ammirare.
    Sarà primavera anche per noi, come per i bambini ed i vecchi.
    Rideremo tutti insieme il sorriso delle gemme sui rami sotto casa, noi, i bambini, ed i vecchi, se sapremo pazientemente attendere, sospesi sotto questo pesante manto invernale, che giunga il nuovo giro di valzer che porta la musica, giù, fin dentro le profonde cavità dell’anima.

    …. ecco, questo sentimento di attesa mi porta questo gelido febbraio…
    La nostalgia del tempo che è stato, l’ordinato alternarsi del ciclo della natura, l’energia che si comprime per prendere forza e slanciarsi in avanti per un nuovo salto nel cielo…
    Questo inverno mi piace.
    E’ come deve essere.
    Almeno qui da noi.
    Almeno stavolta non dovremo temere che si sia rivoltato il pianeta (non riesco proprio a pensare che sia una vendetta del globo, questo gelo, questa neve).

    Un abbraccio
    Piero

    • semplice1 ha detto:

      Piero, ti confesso una cosa: a me piace anche l’inverno. Io sono nata in tempi e luoghi in cui ogni stagione aveva il suo carattere specifico.
      Le stagioni le ho sempre amate tutte, sin da piccola. Questo lo devo a mio padre, lui accordava il ritmo del suo respiro a quello della natura e me lo insegnava. Mi faceva vedere d’ogni cosa, fatto o persona i lati belli e quelli brutti..perchè soleva dirmi: una cosa non è mai solo bella o solo brutta, contiene entrambi gli aspetti, ed è vero. Così della primavera amo la leggiadria, le promesse e i capricci volubili, dell’estate la fecondità, la gioia e l’arsura, dell’autunno il raccolto, le fiamme sugli alberi e lo sfiorire, dell’inverno il riposo e il lento aspettare.
      Quest’inverno bianco, gelido, mi piace, crea intimità, contemplazione, nuovi lieviti.

  3. ecodelvento ha detto:

    E chissà se è casuale il fatto che, anche io, oggi, l’abbia ascoltata un paio di volte…
    Fabrizio De Andrè è il mio cantautore preferito, e chiamarlo cantautore mi pare, in verità, riduttivo.
    La poeticità in ogni suo testo, la profondità dei suoi concetti e l’acuta intelligenza caratterizzano la sua essenza d’uomo e d’artista.
    Nello specifico, Inverno, è una perla …ci parla della ciclicità del tempo…il nostro, tempo perfettamente in simbiosi con tutto quello che ci sta attorno, le stagioni: il trionfo della fioritura primaverile, il calore avvolgente dell’estate, la caducità delle foglie dell’autunno e il gelo che attanaglia l’inverno…proprio come il ciclo vitale di noi uomini e come l’infinitesimale spazio che percorre ogni nostra emozione….l’eterno mutamento e il ritorno. E’ un concetto ricorrente nei testi di Faber, ricorderai sicuramente: “passa il tempo sopra il tempo, ma non devi aver paura, sembra correre come il vento però il tempo non ha premura. Piangi e ridi come allora, ridi e piangi e ridi ancora, ogni gioia ogni dolore puoi ritrovarli nella luce di un’ora”, parole contenute in “La stagione del tuo amore” …ed è un concetto così umano, così comune a tutti, che pare nasca al nostro interno come un pensiero trattenuto e rilasciato in un profondo respiro.
    Inverno nasconde l’immenso attaccamento alla vita e alla speranza, consapevole di una vita che finisce e sfinisce, ma che sempre sa proporci nuove albe anche alle spalle di pietre tombali.
    Battiato nella sua interpretazione aggiunge lo splendore della sua sensibilità, che più di una volta e in più di un’interpretazione ci ha mostrato e con la quale ci ha profondamente commosso. Queste note assieme alle tue parole, così scelte e sentite, mi entrano dentro e fanno rumore… ti ringrazio per ciò che mi stai facendo sentire di te.
    Un bacio…
    Laura

    • semplice1 ha detto:

      Laura grazie..un commento splendido!
      Non aggiungo altro per non sciuparlo.
      L’abbraccio di sempre

      P.S.alla fine ho scoperto che il “caso” ne aveva accomunati tanti…niente avviene per caso 😉

  4. popof1955 ha detto:

    Anch’io ho riascoltato proprio ieri questa canzone e proprio in quella versione di Battiato. E’ inverno, menomale.

    • semplice1 ha detto:

      aahhahhahah e tre!!! E’ inverno menomale..quanto tempo e quante occasioni per pensare! Il freddo ci isola un pò e ci permette di immergerci in quell’immenso mare delle nostre emozioni, sensazioni e pensieri..in intimità.

  5. cordialdo ha detto:

    Sembra che ci sia stato un contagio. Anch’io, dalle 16 in poi, ho acceso il mio stereo che riposava da tanto tempo per ascoltare bella musica ed ho ascoltato proprio i tre CD di Fabrizio De Andrè “In direzione ostinata e contraria.” Nel primo CD, c’è proprio questa stupenda canzone!

    Ho visto questo post per caso stamani perchè non avevo ricevuto la mail, come di solito, della sua avvenuta pubblicazione. Da qualche giorno, colpa del freddo?, i collegamenti funzionano come un’auto il cui motore va a tre cilindri. Stenta!

    • semplice1 ha detto:

      E….quattro!!!! Se non è contagio poco ci manca!
      Queste conferme mi fanno contenta..abbiamo un sistema di riferimento ri-conosciuto e condiviso!
      Un abbraccione grande

  6. lucianaele ha detto:

    Bellissima !!!!!!
    Buon inizio di settimana……aspettando il sole.
    Luciana

  7. strangethelost ha detto:

    Ma sono l’unica a non conoscere questa bellissima poesia /canzone di De Andrè !! Mi sento quasi in colpa 😦 perchè per giunta è il mio cantautorepoeta
    preferito!!
    I tuoi post sono sempre bellissimi! Ho notato che non sono l’unica a sentirsi un pò malinconica! Credi che sia la stagione oppure siamo noi fatte così ?
    Un caro abbraccio.Liù

    • semplice1 ha detto:

      Niente paura…ciò che non si conosce si conoscerà! Sono contenta d’averti fatto scoprire questa poesia.
      Liù….ssssssssssssssssss ti svelo un segreto, però zitta, mi raccomando!!!!!
      Un velo di malinconia è come un discreto e invisibile trucco..illanguidisce l’occhio, crea una smorfia sognante al viso,regala un’ombra al labbro, rallenta i gesti ingentilendoli.. è un fertilizzante per l’ispirazione… e da qualche parte ho letto che è strettamente legata alla genialità! ahhahhahhahahh, vogliamo essere demenzialmente felici???? Certo che no!!!!
      Il mio abbraccio

      • strangethelost ha detto:

        Ho ascoltato tutte e due le versioni!! Che ti devo dire?!
        Battiato non mi da le stesse emozioni che provo nell’ascoltare Faber!
        De Andrè ha una bellissima voce profonda che mi è sempre piaciuta,
        Battiato anche se conterraneo a parte “”LA CURA”” non l’ho mai seguito molto!!
        Un abbraccione Veruccia 🙄

  8. ombreflessuose ha detto:

    Ciao Vera, non conoscevo questa canzone/poesia di F.De Andrè; allora sono andata alla
    ricerca, e mi sono commossa. Senza nulla togliere alla versione di Battiato, preferisco le note e
    la voce di Fabrizio.
    Grazie davvero tanto
    Baci baci
    Mistral

    • semplice1 ha detto:

      Indubbiamente Mistral cantata da De Andrè è bellissima…io ho trovato più lacrimosa e quindi pendant con il testo la voce di Battiato.
      Sono contenta d’averti fatto un regalo 😉
      Felicità

  9. Bruno ha detto:

    Il silenzio frenetico e solenne del tempo. Al di sopra delle miserie di chi non sa ascoltarlo . La vita e la morte ,come interfaccia ininfluente dell’unica certezza : la dimensione di cui per pochi attimi siamo protagonisti . L’eternità del Tempo .Ritmi divini e imprescrutabili per tutti . Ad eccezione che per i poeti . E per l’udìto della loro anima.
    Primavera nel gelo assolato di questi giorni, come luce in una stanza buia. Visibile con l’anima.
    Sensazioni del tutto .
    Sensazioni.

    • semplice1 ha detto:

      Sensazioni
      Il silenzio frenetico e solenne del tempo
      Al di sopra delle miserie di chi non sa ascoltarlo .
      La vita e la morte,
      come interfaccia ininfluente dell’unica certezza : la dimensione di cui per pochi attimi siamo protagonisti .
      L’eternità del Tempo .
      Ritmi divini e imperscrutabili per tutti .
      Ad eccezione che per i poeti . E per l’udito della loro anima.
      Primavera nel gelo assolato di questi giorni,
      come luce in una stanza buia.
      Visibile con l’anima.
      Sensazioni del tutto .
      Sensazioni.
      -Bruno-
      Se non è poesia!!!!!!!!

  10. accantoalcamino ha detto:

    Ciao Vera, un piccolo pensiero per te:

  11. Raffaele ha detto:

    Molto bella davvero, grazie per avercela riproposta.
    Ciao

  12. ili6 ha detto:

    ma lo sai che questa canzone si trova anche nelle antologie scolastiche? Nella sezione poesia, ovviamente. Capita di trovare canzoni di Guccini, di De Andrè e pochi altri cantautori che scrivono canzoni con la musica e non per la musica; testi che non temono il silenzio di una pagina di libro.
    De Andrè amava l’idea dell’amore che torna così come l’alternarsi delle stagioni, della luce e della sera, del caldo e del freddo e in questo testo, tra neve e vento caldo, tra andare e rimanere c’è la ciclicità della vita che scorre tra gioie e dolori e che ci vede sempre pronti e preparati a coglierli nell’essenza migliore. Sino alla fine.
    Concordo con te e, pur preferendone una in modo particolare, mi rendo sempre più conto che è bello e giusto apprezzare tutte le stagioni perchè ognuna di esse sa regalarci qualcosa di prezioso
    Aggiungo che, allo stesso modo, dobbiamo riuscire ad amare ed apprezzare anche le stagioni della vita; ok, ok…non è proprio la stessa cosa perchè lì non tutto torna, ma…diciamo che torna sotto altra forma 🙂

    • semplice1 ha detto:

      Com’è felice quest’espressione:”cantautori che scrivono canzoni con la musica e non per la musica…testi che non temono il silenzio di una pagina di libro”. De andrè è un poeta vero.
      Sono con te nell’amare e apprezzare tutte le stagioni e della natura e della vita.
      Un abbraccio

  13. beautiful41 ha detto:

    Carissima Semplice,
    il tuo post è meraviglioso perchè hai descritto, in prosa, in poesia e canzoni, le meraviglia della vita e dell’evoluzione nell’Universo, eterna ed implacabile e che evolve continuamente passando ciclicamente da una estremità all’altra, freddo e caldo, gioventù e vecchiaia, nascita e morte, giorno e notte, amore e odio, bello e brutto, le differenze che danno il gusto ed il piacere di vivere.
    Era il tutto e uno dell’antichità.
    Queste differenze procedono imperterrite al di fuori della nostra volontà e potere.
    A noi è dato solo governare nel miglior modo possibile questo o questi processi naturali in modo che non ne veniamo danneggiati, e, se ci riusciamo, possiamo apprezzare meglio il gusto della vita.
    Si può riuscire a governare questi processi essendo prudenti, prevedendo e preparandosi per il cambiamento naturale che verrà.
    La riuscita di questo orogetto di governarsi e governare l’evoluzione con la natura e nella natura continuamente mutevole dà la felicità o per lo meno la serenità.
    Ma se non ci riusciamo la vita diventa un inferno e l’uomo diventa un miserabile alla mercè degli elementi e delle avversità senza nulla poter fare.
    Ciò che è un pò la condizione dell’uomo di oggi che pretende ad ogni costo non tener conto delle forze naturali descritte perchè si sente “moderno” e “superiore”, “emancipato”, “civilizzato” e quindi non soggetto alle forze descritte.
    E’ così che quest’uomo corre da illuso dietro una eterna giovinezza ed uno sviluppo “lineare” di crescita continua basandosi sul futuro certo guadagno anzichè sul passato risparmio.
    Un abbraccio grande

    • semplice1 ha detto:

      Il tuo commento è meraviglioso! Analisi obiettiva, anche se dolorosa e spietata ma al contempo infonde serenità e speranza. E io ti sono grata di queste flebo di positività. Credere e lavorare perchè l’Umanità trovi la sua dimensione naturale in perfetta armonia con tutte le creature e le forze del Cosmo è ciò che ci eleva e uguaglia a Dei.
      Il mio abbraccio

  14. L'Amico Mauro ha detto:

    Nella Vita nulla è casuale per questo occorre imparare, senza esitare, da questa meravigliosa Maestra. Ed è per questo motivo che io ho mosso un passo verso Te …
    http://lungolavia.iobloggo.com/130/ogni-passo

    • semplice1 ha detto:

      Si, nulla è casuale, anche se spesso è il caso a far capitare le cose.
      Ogni passo e mano tesa verso l’altro è cosa buona e giusta.
      Verrò a leggerti 😉
      un sorriso

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