Io e te ci ritrovammo a mangiar strudel…

Era un mattino grigio, freddo, quasi polare,  l’aria frizzante e pungente  arrivava fino alle ossa trapassandole creando un effetto quasi paralizzante.. un mattino di pieno inverno non completamente sereno per me. Un’imprevista caduta, a causa della fretta che mi fa fare cose stupide, aveva fermato gli impegni della mia giornata obbligandomi a percorsi alternativi. Difficilmente mi dispero se qualche imprevisto annulla i progetti.. ce ne saranno di nuovi e non messi in conto a sorprendermi.
In questo mattino,  incontrai te, due mondi diversi, due storie diverse.. ci piacemmo subito.
Capitasti per caso a casa mia e io ti accolsi da subito con piacere.. spero che tu non abbia  pensato: che donna facile!
Io di indole sono propensa a intrecciare comunicazione con chiunque, parlo anche con i sassi,  non risparmiando e non sacrificando nulla sull’altare della diffidenza.. mi  affido  al mio intuito che raramente mi ha dato fregature nella vita. Mi piace subito mettere a proprio agio i miei interlocutori, superando quelle barriere formali degli approcci che creano solo distanze e tolgono sapore e sostanza alla vita. L’accoglienza è  il mio leitmotiv, mi appartiene, è nel mio dna, vuoi per carattere, per educazione ricevuta, per origine.
Tu, invece, forse a ben donde, all’inizio eri un po’ ritroso, tra lo stupito e il preoccupato, sicuramente ti sarai chiesto: posso fidarmi, cosa c’è dietro?
Percepivo questa tua paura iniziale e quasi a neutralizzarla ti parlavo con voce suadente e rassicurante.. rimanevi, caspita, era già tanto!.
Con gli occhi seguivi ogni mio movimento, nè, perdevi una sillaba del mio parlare… un pò per cercare di comprendermi, la diversità di lingua crea questi problemi, anche se mi dava più l’impressione che  volevi, più che altro, tenere la situazione sotto controllo. Eri un pò destabilizzato.. stavi vivendo una situazione sconosciuta e nuova.
Allora pensai..cosa c’è di più affratellante del mangiare insieme? Il cibo condiviso mette in situazione di parità il ricco e il povero,  il bianco e il nero, l’uomo e la donna…
La sera precedente avevo fatto un enorme strudel..
presi una fetta per me e una porzione per te.. io lo accompagnai con un caldo  thé al bergamotto.. tu hai optato per una bella sorsata d’acqua fresca, senza dimenticarmi di mettere una bella musica di Chopin, nel frattempo.
Avevo avuto ragione… eri più rilassato, controbattevi le mie parole con le tue, mi facevi partecipe dei tuoi gusti musicali raccontandomi delle  spericolatezze per la passione tua più grande: il volo. Molta tensione si scioglieva.. la distanza fisica tra di noi si accorciava sempre più..chiacchierando muovevi passi verso di me, è mancato per un pelo che mi sfiorassi le mani.. timido un cavolo.. o ero stata particolarmente brava io?!  Quando ti ebbi ad un palmo di distanza, mi sorprese il nero mediorientale  dei tuoi occhi, come quel disegno  rosso-arancio sul tuo giubbotto.. che si  dilatava e restringeva  seguendo il tuo diaframma  ad ogni respiro. Non potei fare a meno di dirti quant’eri bello e di ringraziarti per il bel momento che mi avevi regalato,  delle risate che mi avevi generato, della leggerezza di cui mi sentivo pervasa …e volli farti delle foto..caspita come eri vanitoso!
Offrendoti la mia amicizia, la mia casa,  il mio cibo.. non dimenticai di sottolineare con fermezza quanto tu fossi libero e che mai e poi mai ti avrei considerato mio mettendoti le “catene” del possesso.. potevi tornare e volar via ogni volta che lo avresti voluto.. avresti sempre trovato mollichelle, frutta secca,  acqua e gli alberi su cui appollaiarti…
Sto parlando dell’incontro con un pettirosso sulla mia terrazza… che avevate capito???

Semplice

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42 commenti su “Io e te ci ritrovammo a mangiar strudel…

  1. accantoalcamino ha detto:

    All’inizio ho pensato ad un cane ma poi mi sono bloccata sullo strudel 😀 anch’io mangerei una fetta di strudel con te 🙂 Bacio.

    • semplice1 ha detto:

      Vieni quando vuoi, ho sempre un dolce pronto..davvero sai?
      Ne faccio sempre perchè mi è stato detto che: chi fa dolci il Ciel l’aiuta!!
      Poi mai dire mai…può anche accadere che sia io a venire da te..una volta l’anno vado a Treviso e allungarmi fino in Friuli è n’attimo. 😉 Bacio.

  2. luciabaciocchi ha detto:

    Semplice chi vuoi ingannare? Il pettirosso come si chiamava?
    Mi piacerebbe trascorrere un pomeriggio come lo hai descritto tu, lo strudel è un dei miei dolci preferiti, il tè al bergamotto una raffinatezza, la musica adatta , l’ospite spero quello giusto!!
    Un abbracio 😛

    • semplice1 ha detto:

      Uhhhh che sbadata!!! Mi sono scordata di chiedergli il nome…ma poi ha importanza il nome?
      L’importante è che sò stata bene ahhahahhahahhahh Maliziosa!!!!!!
      un bacio 😉

  3. beautiful41 ha detto:

    Carissima Semplice,
    mi piacciono le tue storie, sempre ben camuffate, anche se non sono sicuro di quest’ultima locuzione.
    Hai messo però il dito su un argomento importante, quello della libertà del pettirosso col quale mangiavi lo strudel.
    Ti sei mai chiesta cosa succederebbe se l’uomo fosse autorizzato a comportarsi allo stesso modo del pettirosso, “senza le catene del possesso”, con le donne o con una donna??
    Ti abbraccio.

    • semplice1 ha detto:

      Caro Beautiful, ti lascerò nel dubbio!!!
      In fondo non è sempre così quando si legge qualcosa d’altri? Ciascuno, indipendentemente dalla molla che ha spinto lo scrivente, ci vede e ci proietta ciò che vede o che gli fa più piacere vedere.
      Sorrido alla tua provocazione..io, sono del parere che le “catene del possesso” non sono Naturali, non sono nell’ordine delle cose ma, semplici o complicate convenzioni sociali che gli uomini si sono inventati per salvaguardare proprietà ed eredità e su di esse costruire modelli di civiltà e cultura.
      Ecco allora che se potessi risponderti da umana con le sole leggi della Natura, indipendentemente dal contesto in cui sono inserita, ti direi, che sì, non sarebbe male essere come i pettirossi..sarei sicura che tornerebbe da me perchè lo vuole, perchè gode della mia compagnia o della bontà del mio strudel..saprei che se rimanesse sarebbe solo per amore…
      Se la risposta non è esaustiva, chiedi ti sarà risposto.
      Un abbraccio

  4. cordialdo ha detto:

    Invidiabile ed invidiato quel pettirosso!
    Ciao, Vera. Buona serata. Un abbraccio.

  5. popof1955 ha detto:

    Ma non lo sai che gli strudel ai pettirossi fanno male? Ai popoffi no. Se passo dal balcone mi offri uno strudel? 🙂

  6. angela libonati ha detto:

    accarezza l’anima il tuo racconto. Delizia, gratifica, addolcisce.
    Mi piace leggerti. Una scrittura complessa e ricca di suggestioni.
    Gli uccellini sono un segno inconfondibile della bellezza del nostro universo.Un simbolo tangibile di quanta meraviglia ci possa essere, anche nella più piccola delle cose.
    Un grazie e un abbraccio.
    Buon lavoro di scrittura
    Angela (Kilimangiaro 😉 )

    • semplice1 ha detto:

      Carissima..quanto stupore scatena la Natura nei cuori semplici.
      Avrei avuto mille temi molto più vitali, seri di cui parlare ma, mi son detta, la vita è un tutt’uno, comprende tragedie, problemi, impegni, responsabilità, coraggio, dolore…ma altresì è bellezza, armonia, leggerezza, levità. Solo se riusciamo a comprendere e contenere tutti i suoi aspetti possiamo chiamarla Vita. E, tendere verso quest’armonia fa si che muoviamo passi positivi, fa sì che mai la nostra mano si alzi minacciosa verso un fratello o un altro essere vivente, fa si che la nostra bocca non offenda e violenti nessuno, fa si che il nostro cuore sia l’unico motore a farci percorrere la giusta direzione.
      Un abbraccio grande grande 😉

  7. Raffaele ha detto:

    Semplicemente dolce e simpatico il tuo racconto. In questa stagione sono solito uscire di casa con del pane in tasca che sbriciolo sul prato di fronte dove uccellini infreddoliti cercano qualche cosa da mangiare. Il balcone di casa mia moglie l’ha trasformato in una specie di mensa per passerotti, pettirossi, cince e quindi abbiamo sempre bella compagnia…
    Ciao

    • semplice1 ha detto:

      Della serie..più conosco gli uomini più amo gli animali?
      In verità Raffaele, la compagnia degli animali è la più spensierata, la più sincera che ci sia.
      Ti auguro tantissime passeggiate serene 😉 ciao

  8. strangethelost ha detto:

    All’inizio avevo pensato a un gattino,poi con lo strudel ho pensato a un cagnolino loro mangiano tutto!! Poi mi è venuta in mente una colomba,ma al piccolo pettirosso non avevo proprio pensato !!Molto dolce e tenero il tuo racconto!! io sono Liù e ti leggo sempre nei commenti dei comuni amici,penso proprio che ritornerò a leggerti mi piace il tuo blog !! Ciao a presto 🙂

    • semplice1 ha detto:

      Benvenuta Liù..sono contenta del tuo approdo qui, ogni nuova persona che ho l’opportunità di conoscere la considero una nuova ricchezza. Ciascuno ha da dire, dare, raccontare, trasmettere..
      Presto verrò a trovarti…sono sicura che troverò bellezza.
      A presto 😉

  9. nuoviquarantenni ha detto:

    Il tuo racconto mi ha rapita…
    e fino all’ultimo ho immaginato il pettirosso come un uomo….
    Brava!

    Baci
    Paola

  10. scanazzatu ha detto:

    Pettirosso ? Sei proprio sicura ?
    Chissà, magari se al posto di offrire una porzione di strudel, gli mandavi un bacio si sarebbe trasformato in un principe, adesso
    i ranocchi non sono più di moda.
    A proposito, è mica rimasta una fetta di strudel per me ?
    Sempre brava.
    Nino

    • semplice1 ha detto:

      E solo adesso me lo dici che i ranocchi non sono più di moda?
      Ho passato tanti di quei giorni allo stagno a baciarli..ma mai che uno si fosse trasformato!!
      Una fetta di strudel per te? Sei ranocchio o pettirosso?
      Ciaooooooooooooooooo

      • scanazzatu ha detto:

        Sono solo un riccio, bisogna stare attenti a come mi si prende,
        ma con le persone care non c’è problema.
        Che ne dici di barattare una fetta di strudel con una fetta di cassata siciliana ?
        Un abbraccio.
        Ciaoooooooooooooooooo

      • semplice1 ha detto:

        Vabbè…io non ho riserve mentali, amo anche i ricci, magari evito di accarezzarli.
        Strudel sta a cassata, 1-2… baratto siììììì.

  11. cicciodoria ha detto:

    Il “colpo a sensazione” finale, da scrittrice “consumata”, è identico all’affondo finale di un grande spadaccino. Sei stata molto, molto brava perché lo hai fatto magistralmente. Bravissima.
    Franco

    • semplice1 ha detto:

      Franco come devo interpretarlo quel “consumata”?
      In Sicilia, cunsumata= rovinata.
      Mi è piaciuta molta la similitudine tra il finale e l’affondo dello spadaccino.
      Per tutti i complimenti “esagerosi” ti sei meritato un bacio. 😉

  12. ili6 ha detto:

    eeeeeeechebello che è questo racconto!!
    Guarda che, sino al penultimo rigo, avevo capito …a modo mio!
    😉
    sarà che in me c’è una piccola dose di malizia o forse quell’abile leitmotiv suadente che hai saputo mantenere fino all’ultimo, mi ha orientata verso strade…che strade?, ma sì, siamo sincere…strade belle, caspiterina! Ma, a dirla tutta, la strada poi scoperta è stata ugualmente bella, anzi bellissima! 🙂

    Lo sai che ne ho visto uno due giorni fa sul terrazzo? è volato via, mannaggia! Forse perchè non avevo lo strudel…

    Sempre piacevole leggerti. Un abbraccio, ciao. Ili

  13. trovo molto carina questa storia 🙂 grazie del tuo passaggio al mio blog…..ti auguro una serena notte semplicemente Mi

  14. Insenseofyou ha detto:

    Delicato il racconto, ottimo lo strudel. Ieri sera ne ho fatto uno alle pere 🙂 !!! Buon fine settimana. Lorena.

    • semplice1 ha detto:

      Alle pere? Caspiterina, lo voglio provare, mi piace moltissimo il gusto delle pere cotte.
      Un sereno fine settimana anche a te. 😉

      P.S. fammi capì, sei sempre te Lorena, Fortunata,Lolli e Mafalda? L’età mi gioca brutti tiri e ho paura di fare confusione e magari di dimenticare uno di voi.

  15. Emilio ha detto:

    Credevo fosse un uomo! Uff mi son sbagliato 🙂
    Davvero bello questo tuo racconto, ci hai fatto credere tutt’altro 😀
    Buona giornata Vera, ti abbraccio

    • semplice1 ha detto:

      ahhahahh, non è stata una scelta premeditata, mi sono seduta per condividere con voi una cosa bella capitatemi in un giorno iniziato con una cadutaccia in cui per un pelo non ci lasciavo la pelle..così rimasta a casa con le borse del ghiaccio in testa e sulle ginocchia il caso ha voluto regalarmi uno schiacciapensieri.
      Poi un diavoletto mi sussurrò all’orecchio: perchè non fai uno scherzetto ai tuoi amici? E …il resto lo sai.
      Una lieta sera Emilio.

  16. ombreflessuose ha detto:

    Cara Vera, il tuo modo di raccontare assieme al tuo
    pettirosso mi ha davvero deliziato.
    Grazie
    Baci
    Mistral

  17. MARGHIAN ha detto:

    Seeemplicemente carino! Ciao vera!

    Ma vuoi..conoscermi? “Ma cos’hai capito!”. Conoscermi…meglio, con tanto di”foto e vecchi posts” ma mi basta che tu questo post:
    “Per farmi conoscere meglio…”
    http://marghemar.wordpress.com/2012/01/15/per-farmi-conoscere-meglio-il-mio-guestbook-ed-alcuni-miei-post/
    “Chiaro? Limpido, Reco….”la pubblicita’ non e’ mai stata il mio forte.
    Ciao Vera, alla prox.
    Marghian

  18. MARGHIAN ha detto:

    E martedi’ prossimo sara’ il mio compleanno, e sei invitata, ma qui:
    marghemarg.wordpress.com/
    Dove ci sara’-alla sera perche’ in giornata lavorero’ a meno che non faccia il post dopo lunedi’, subito dopo la mezzanotte- anche la torta. “Virtuale” purtroppo, ma sempre torta e’! beh non proprio…ciao Vera.
    Marghian

    • semplice1 ha detto:

      Ci sarò senz’altro!! Come devo mettermi..in lungo va bene?
      Per una stragolosa come me, è ottimo anche il sapore immaginato di una torta virtuale. 😉
      A martedì….ciaooooooooooooooooooooo

  19. Bruno ha detto:

    C’ero cascato! Mi aspettavo un finale romantico……
    Gli incontri più belli sono con gli animi puri! E chi è piu’ puro e disinteressato di una bestiolina affamata e curiosa?
    Dolcissima ( e,ti confesso, a me particolarmete familiare) la tua storia..a trabocchetto! Un abbraccio .
    Bruno

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