ieri…oggi

Ieri

come due bianchi cavalli selvaggi

senza morso ne briglie

al galoppo tra la schiuma del mare

correvamo nel vento.

A scompigliarci la criniera

il respiro della vita

che sapeva di libertà e amore

e faceva dei rumori

musica.

Oggi

corro da sola

aggiungendo sale al mare

abbracciata

all’eco dei miei pensieri

che si confonde

con il fragore dei flutti

per poi rifugiarsi

nei silenzi della luna.

Semplice

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Questa voce è stata pubblicata in poesia.

15 commenti su “ieri…oggi

  1. ili6 ha detto:

    …domani.
    C’è anche un domani, ci sarà un domani e al momento lasciamo lo spazio aperto perchè domani quel cavallo bianco, elegante e fiero, potrebbe non correre più da solo e potrebbe tornare a cavalcare tra musica, parole e sole.

  2. cicciodoria ha detto:

    Semplicemente splendida e profonda. Qualsiasi ulteriore apprezzamento sarebbe fuor di luogo, oltre che superfluo.
    Ciao stella!

  3. Bruno ha detto:

    La solitudine dei numeri primi.
    Destinata a ripetersi all’infinito, sul passo veloce di un destriero deluso. Mai guardare indietro! La vittoria degli ultimi è nel fissare negli occhi la realtà . E riprendere a galoppare. Sempre!

  4. accantoalcamino ha detto:

    Bellissima? Meravigliosa? Stupenda? Nessun aggettivo riesce a rendere l’idea….la sento un pò aiutobiografico (per me)
    Tornerò per gli auguri, un abbraccio e poi…via al galoppo…

  5. Emilio ha detto:

    Complimenti per la poesia 🙂
    Rieccomi qui per augurarti buon fine e inizio anno!
    Buon 2012 Vera (Ho letto il tuo nome da commenti precedenti ^_^)
    Che possa donarti tanata gioia e cose belle.
    Un abbraccio
    Emilio

  6. lucianaele ha detto:

    Tantissimi auguri per un sereno 2012.
    Un abbraccio,
    Luciana

  7. ombreflessuose ha detto:

    Invierò il mio Vento a farti compagnia.
    Ti condurrà dove tu vorrai.
    Un augurio ricco di coccole e serenità
    Buon Anno
    Baci
    Mistral

  8. luciabaciocchi ha detto:

    Cara Vera, non disperare verrà un domani migliore, te lo auguro di cuore, anch’io mi sento frastornata e confusa, ma dobbiamo crederci!!
    Auguri di cuore per anno sereno 🙂
    Lucia

  9. fernando garda ha detto:

    E’ VERO , SEI LA PIU DOLCE DELLE AMICHE –
    TI AUGURO UN FELICE ANNO NUOVO , TANTA SERENITA’

  10. popof1955 ha detto:

    C’ero passato ieri, non avevo voluto commentare (lo sai non mi piace commentare le poesie), speravo d’incontrarti, così non è sato e allora rieccomi qui.
    Il mio commento di ieri sarebbe stato questo, 2#0=1+1 -> 2#0=1<2.
    Te lo spiego: 2011 e 2012 sono gli anni sul cui confine siamo oggi. Non ho potuto fare a meno di pensare a Erri De Luca (Due è il contrario di uno), li ho scomposti dapprima in 2 diverso da 0 ma al tempo stesso uguale alla somma 1+1. Il passaggio va verso la ripetizione di 2 sempre diverso da 1 ma con la constatazione che 1 è minore di 2 in quanto solitudine (i tuoi cavalli sono 2 all'inizio e lo sfondo della luna (o) dell'ultima immagine, dove ne resta uno solo).
    Buon anno Vera, spero di sentirti presto. Ciao.

  11. cordialdo ha detto:

    Ciao, Vera. L’augurio di un nuovo anno sereno ed un abbraccio.

  12. pierperrone ha detto:

    Cara Vera,
    cìè tristezza in questi versi, malinconia, solitudine.
    Quando da due si diventa uno c’è qualcosa che si spezza, si lacera, si allontana, si perde… non lo so.
    Ma, se si può dire, se mi credi davvero, ti dico che uno non si può essere mai.
    Uno non esiste, da solo.
    Uno è in rapporto a quel due che non c’è più.
    Ma quell’uno è molti.
    Molte identità, molte solitudini, molte compagnie, molte personalità, molte differenze, molte inaspettate verità, molte speranze, molte delusioni, molte vite, molte profondità, molte tenebre, molte serene mattine e molte sere nebbiose.
    Molte cono le compagne che ci sono dentro di noi, anche quando ci sembra di essere solo UNO.
    E’ quasi scandaloso, a volte, tutto questo. E lo dico pensando a me stesso.
    Te lo dico con alcuni versi di Pessoa, che trovo davvero sconvolgenti:

    Diluente

    La vicina del numero quattordici rideva oggi sulla porta
    da dove un mese fa è uscito il funerale del figlio piccolo.
    Rideva in modo naturale con l’anima nel volto.
    D’accordo: è la vita.
    Il dolore non dura perchè il dolore non dura.
    D’accordo.
    Ripeto: d’accordo.
    Ma il mio cuore non è d’accordo.
    Il mio cuore romantico fa delle sciarade con l’egoismo della vita.
    Ecco la lezione, o anima di gente!
    Se la madre dimentica il figlio che uscì da lei ed è morto,
    chi si prenderà la briga di ricordarsi di me?

    Sono solo al mondo, come un mattone rotto…
    Posso morire come la rugiada si asciuga…
    Per un’arte naturale della natura solare…
    Posso morire per volontà dell’oblio,
    posso morire come nessuno…
    Ma questo duole,
    questo è indecente per chi ha un cuore…
    Questo…
    Sì, questo mi rimane nella strozza come un sandwich alle lacrime…
    Gloria? Amore? L’anelito di un’anima umana?
    Apoteosi alla rovescia…
    Datemi acqua minerale, che voglio dimenticare la Vita!…

    Vedi ? Lui è leggero, frizzante, con le bollicine, ma quella madre che esce da quella porta … è come una ferita che sprizza sangue ma che ha il sorriso nell’anima. Uno scandalo, lo scandalo della vita!

    Ma guarda, che volevo poi solo farti gli auguri.
    Beh, diciamo, forse un 2012 miglio del 2011 posso augurartelo, no?

    Un abbraccio,
    Piero

  13. beautiful41 ha detto:

    Semplice!! Congratulazioni per la poesia!!
    Auguri per un Nuovo Anno illuminato, prospero e ricco di valori che possano soddisfare i desideri della tua anima!!
    Un abbraccio.

  14. nuoviquarantenni ha detto:

    Corriamo da sole, ma corriamo, sentiamo, amiamo… in fondo questo è importante…
    Ti auguro serenità e amore per il nuovo anno…
    Prima o poi le cose si aggiustano…

    Paola

  15. semplice1 ha detto:

    Carissimi, questa poesia non è la descrizione di un mio travaglio attuale, indubbiamente quando si scrive di qualcosa, questo qualcosa non è uno straniero nella nostra vita. Sono sensazioni o avvenimenti che ci appartengono, che conosciamo, fosse anche solo per averli vissuti una volta, altrimenti non se ne potrebbe parlare. E’ vero, rimanere da soli, è qualcosa di estremamente doloroso, destabilizzante, ci annienta e ci toglie il fiato. Rimanere da soli non sempre è rimanere fisicamente soli, non c’è maggior solitudine di quella provata tra la folla, di quella provata dal rumore delle parole intorno che non riescono però ad arrivare al cuore.
    E allora, che si fa quando ci si trova così? Se ne prende atto, ci si dispera, ci si strazia ma…la vita continua a pulsare con un rimpianto passato, con una lacrima presente e con la speranza di un sogno futuro..dal suo abbraccio lasciamoci circondare.

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