L’alba che verrà

Gheddafi è morto, dopo 41 anni di regime e 8 mesi di guerra atroce! Devo dire che, forse tutt’ora, sono un pò incredula.. sono stata accarezzata dal sospetto che si trattasse di bluff, e come prima idea mi balenò l’ipotesi che potesse trattarsi di un sosia.. sembra fiabesco, lo sò..ma a certi livelli ragionano e vivono oltre gli schemi che sono normali per i più. Ma, ammettendo che sia tutto vero, non ho goduto di questa morte, sia per la procedura sia per la convenienza. Un dittatore come Gheddafi serviva vivo..processato da un tribunale internazionale e condannato a pagare TUTTE le sue colpe, poteva svelare segreti e scheletri di molti Stati. L’esecuzione frettolosa, se da un lato ci toglie le castagne dal fuoco, dall’altro penalizza il processo verso la conoscenza, la verità. Preso con i suoi fedelissimi durante un ulteriore attacco, stanato da  dentro un buco ( lui che voleva stanare i ribelli come topi dai buchi).. strattonato, deriso, ferito, poi finito con due colpi di pistola mentre, finalmente umano, implorava di non sparare. Portato a strascico ormai cadavere offerto alla rabbia  e alla gioia dei presenti, per poi  finire esposto in una una cella frigorifera di macelleria  davanti cui sfilano i libici come in  un rito macabro per fissare un’immagine.
A me, nonostante tutto, nonostante il grande disprezzo che provassi per lui come uomo e come raiss, hanno dato molto fastidio certe scene di accanimento e oltraggio ad un cadavere. Uno perchè non serve, che soddisfazione può dare un corpo freddo? Un nemico è da affrontare vivo…Due perchè la morte segna un limite..il limite tra l’umano e il mistero. A quel punto bastava già l’averlo ucciso.

Certo non capirò mai le logiche di certi uomini.. cosa spinge un uomo che ha accumulato ricchezze e potere ad accanirsi, a non arrendersi, a non accontentarsi, a non avere un limite? Un delirio di onnipotenza e, non è il solo caso vivente!!

La rivolta è iniziata come un grande momento, all’insegna del riscatto e del desiderio prepotente della libertà.  Un momento doloroso, drammatico, spaventoso per le violenze, l’efferatezza e le morti che sono costati ma, è altresì un momento magico, biblico quello che sta accadendo in Nord Africa: la rivoluzione dei giovani, animati solo da desiderio di democrazia, di bisogno di libertà, non spinti da motivi e fanatismi religiosi ma mossi da sentimenti di solidarietà, di appartenenza. Una rivoluzione nata piena di DIGNITA’, nessuna bandiera è stata bruciata, nessun monumento è stato rovinato( se non quelli con le bombe cadute dagli aerei  comandati dallo stesso Gheddafi e da quelli della Nato poi). Certo otto mesi di guerra hanno portato distruzioni gigantesche ed esacerbato gli animi. Adesso comincia un’epoca nuova per il popolo Libico, non è impresa facile. E’ tutto da ricostruire e non solo città, villaggi, ferite psicologiche, dolori immani e indimenticabili, ma serve, soprattutto, governo, economia, democrazia, libertà. Considerando la molteplicità di etnie e gruppi diventa ancora più macchinosa la scelta di una leadership.

Vorrei che per una volta, vista la straordinearietà dell’evento, per una volta  tutti gli Stati agissero non per privilegiare interessi economici legati al petrolio, ma che tutte le strategie fossero mosse verso un aiuto a costruire un destino democratico di questi popoli. Non per esportare democrazia, perchè la democrazia è un processo a cui si adviene, ma per essere un ponte di democrazia, un “fare” e non solo un “dire” SIAMO CON VOI, NON SIETE SOLI.

Vi ripropongo la poesia che scrissi durante i giorni della rivoluzione dei gelsomini.

                                                                                                                                          Vento nel deserto

Primavera nell’aria.
All’improvviso un tuono!
Un lampo squarcia il cielo
rischiara il buio
strappa vesti e
drappi all’oblio.
Un vento si leva forte
alza la sabbia
cambia volto ai deserti
scompiglia mausolei
fa tremare troni,
denuda circuiti che vanno
dal cuore ai pensieri
rianima membra rassegnate.
Diventa brivido, scintilla di fuoco,
come guizzi di scorpione sotto la sabbia,
che caccia fuori la testa
e si raggomitola con il vento nel ventre
salta da duna a duna e gli balla sulla testa.
Vento che come musica, contagio,
passa da uomo a uomo
a ridestare orgoglio, speranza,
coraggio, assopiti,
a spezzare catene e gioghi rugginosi.
Semi ammollati
all’improvviso germogliano fiori
dal  profumo prezioso, stordente,
della dignità e libertà
sazianti  più del pane.
Uccelli d’acciaio
ubbidienti al demone
ubriacato da disumano potere
fan pioggia di fiamme
tingendo di sangue e di morte i granelli.
Ora la notte è buia e cupa
ma tornerà a brillare.
Per ormeggiare in paradiso
spesso si attraversa l’inferno.
Angeli e demoni in lotta.
Luna e stelle
ora indignate ora plaudenti
stanno a guardare.
autore: Semplice

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16 commenti su “L’alba che verrà

  1. cordialdo ha detto:

    Bellissima e dolce la tua poesia che contiene immagini che parlano alla fantasia ed ai sentimenti insieme.

    Quanto a Gheddafi certo che, umanamente, tutti, tranne chi temeva le sue dichiarazioni, abbiamo sperato che fosse catturato e processato. Ma le dinamiche che si producono nella “psocologia della folla” esulano dalla normalità e portano a commettere atti e gesti che altrove non potrebbero mai registrarsi. La violenza negli stadi da parte dei cosiddetti tifosi è un piccolo assaggio della psicologia della folla. Nel caso della Libia aggravata dalla compressione per oltre 41 anni della libertà del popolo tenuto in schiavitù.
    Ho sentito stamani al Gr delle 7 una ragazza di 20 anni che, con molta pacatezza e dignità, diceva al cronista “””Voi non potrete mai capire cosa voglia dire nascere e vivere in Libia durante il regime di Gheddafi. Voi non potrete mai capire quanta rabbia si fosse accumulata in tutti noi e come sia esplosa incontrollata nel momento in cui il dittatore era inerme e senza difesa e non poteva più nuocere a nessuno. E’ stato come se nel cervello di quelli che lo hanno catturato ed ucciso ed in tutti noi quando lo abbiamo saputo se fosse scoppiata una bomba nella nostra testa, nel nostro cervello”””.
    Credo che quella ragazza abbia espresso correttamente ciò che si è verificato e che si verifica sempre se un dittatore sanguinario viene catturato dalla folla! Hitler questo lo aveva capito e preferì suicidarsi. A Gheddafi era stata ripetutamente offerta la possibilità di arrendersi ma non lo ha fatto credendosi onnipotente come succede ancora a qualche stupido che confonde il potere con la gloria!

    • semplice1 ha detto:

      Caro Osvaldo, indubbiamente chi ha vissuto sulla propria pelle violenze, prepotenze, è caricato emotivamente molto più di chi freddamente e dall’esterno ne discute. Ma, adesso questi popoli devono scrivere pagine nuove, pagine in cui si svilupperanno nuovi temi, sicuramente estranei alla loro esperienza, non sperimentati fino ad oggi, anche se pulsano dentro le loro menti come impellenti e perentorie. Allora io mi dico: ha senso cominciare a costruire questa “nuova casa” chiamata democrazia, utilizzando materiale di scarto, come violenza e oltraggio?

  2. beautiful41 ha detto:

    Bella la tua poesia e libero e senza pregiudizi il tuo pensiero di fronte alla tragedia della morte di Gheddafi. Molti “opinionisti” dovrebbero imparare da te commentando più spassionatamente e più obiettività quanto successo.
    Chi è senza peccato scagli la prima pietra!
    Condivido il tuo pensiero che egli da vivo avrebbe fatto paura a tanti personaggi per i quali era prioritario l’evitare che tante verità venissero rivelate in un tribunale. La Nato era pur sempre al comando in questa ultima battaglia.
    La tragedia della Libia ci serva da esempio, assieme ad altre, di quanto siano pericolose le abissali differenze fra uomini e fra Nazioni e si calpesta la dignità della persona.
    Complimenti!!

    • semplice1 ha detto:

      Beautifull ti ringrazio, io cerco sempre di ragionare scevra da pregiudizi..chissà se ci riesco sempre!
      Il mio sconcerto e disapprovazione verso i gesti attuati nei confronti di gheddafi, non nascono da umana comprensione nei suoi confronti come personaggio..mi spiego: se io stessa l’avessi avuto tra le mani, dopo aver visto teste mozzate di bambini di 8 anni, o dopo aver appreso torture ai danni di ribelli perpetrati da servitori a suo servizio, etc etc.. ecco a caldo, forse a stento mi sarei trattenuta dal farlo a fettine. Ma, una volta catturato, mi sarei fermata, avrei cercato di trarne i maggiori vantagi, non l’avrei ucciso perchè da vivo poteva essere più utile. Loro l’hanno ucciso e dopo oltraggiato. Capisco lo sfogo che hanno avuto i libici.. anche se non lo condivido, perchè la morte è uno stato che deve fermare l’uomo.. accanirsi su un cadavere non è più sfregiare gheddafi, lui non sente, non vede, non respira, non soffre..ma è mancanza di rispetto verso la morte.. e tutto ciò non riscatta, non eleva, non migliora..crea solo uno sfogo di imbarbarimento. Se si vuole cambiare, migliorare, bisogna essere capaci di pensare in maniera nuova.

  3. luciabaciocchi ha detto:

    Bellissimi versi, scritti come sempre con maestria e con il cuore. Questi giorni, stiamo vedendo immagini terrificanti, oggi con i moderni mezzi di diffusione tutto assume caratteri giganteschi e la morte è spettacolarizzata in maniera indecente. Personalmente preferirei un atteggiamento diverso, più silenzio e pietas di fronte a questo evento, non riesco a sentirmi né felice ne risollevata.
    Mi chiedo questa morte a furor di popolo sarà l’arrivo di una nuova primavera come tutti speriamo?
    Il regime di Gheddafi è stato duro e spietato, ma ora chi riuscirà a tenere a bada alcune forme di terrorismo e di fondamentalismo islamico che sicuramente già si sono infiltrate tra i liberatori?
    Nessuno rimpiangerà questo dittatore, è certo, speriamo che il peggio non debba ancora venire.

    • semplice1 ha detto:

      Cara Lucia, molti dei tuoi dubbi sono anche i miei.. noi siamo osservatori esterni e se da un lato questo ci permette maggior obiettività e visione complessiva, dall’altro ci penalizza perchè non conosciamo tutto… solo loro veramente, loro sanno la portata dei loro problemi. In Sicilia si dice: i guai ra pignata i sapi sulu a cucchiara c’arrimina = i guai della pentola li conosce solo il cucchiaio che vi gira dentro.
      Certo c’è da auspicare che ai loro problemi di assetto interno non vi si aggiungano quelli che altri popoli esterni potrebbero creare..il petrolio ha un grande ” fascino”.

  4. popof1955 ha detto:

    Gheddafi è morto. Un burattino con comportamenti dispotici, come tutti i dittatori che sin quando sono in vita, basta che abbiano un po di gas, di rame, di oro giallo o nero, vengono osannati, portati a spasso dalle nazioni amiche/nemiche. Non ho voluto vedere neanche una foto della sua morte, o alcuno dei servizi mostrati dalle tv, ma se le han mostrate significa che le previsioni erano di dati auditel alle stelle. Quanta pubblicità è passata tra un servizio e l’altro per la fine del tiranno? Pannolini, pannoloni, dentifrici e automobili hanno incrementato le vendite?
    E se Gheddafi fosse rimasto vivo, i suoi vecchi compari sarebbero andati a testimoniare al tribunale dei diritti internazionali?
    Spero che accada quanto auspichi nella tua poesia, che i semi del deserto fioriscano.

    • semplice1 ha detto:

      Condivido il tuo slancio di sconcerto, caro Popof..
      La politica mondiale, attraverso i suoi rappresentanti, rispecchia tutte le bassezze di cui l’umanità è capace.. personaggi protesi totalmente verso i podii più alti del potere a qualsiasi costo, privi di scrupoli, di ideali, di valori…
      Rispondo al tuo quesito: No, no.. i vecchi compari odiano i tribunali in genere… non sarebbero andati….per legittimo impedimento!!

  5. lucianaele ha detto:

    Ti auguro un buon inizio di settimana con un sorriso,
    Luciana

  6. scanazzatu ha detto:

    Gheddafi non c’è più. E’ morto.
    Certo una liberazione per un popolo da troppo tempo soggiogato da questo tiranno, assassino che per tanti anni ha oltraggiato, privato dei diritti civili il suo stesso popolo.
    Ma è davvero una vittoria ? Io credo che lo sia solo in parte. Rispondere con la violenza alla violenza, non porterà mai nulla di buono, abbruttisce gli uomini e li rende simili agli aguzzini uccisi.
    Come vedi la storia si ripete sempre, e questo non è che un altro caso che andrà ad aggiungersi ai precedenti. Non impareremo mai! Questo è solo un mio piccolo pensiero che so non troverà molti consensi, ma è il piccolo pensiero di un piccolo uomo con ancora qualche piccolo ideale…………
    Un abbraccio
    Nino

    • semplice1 ha detto:

      Antonino…l’umanità, la migliore umanità, non è fatta di grandi uomini… ma di “tantissimisssssimi” piccoli uomini! I grandi uomini, poi chi sarebbero? Non certo i potenti, i capi di Stato… Riconosco come grande qualsiasi uomo faccia qualcosa che crei benessere, rispetto, amore verso gli altri.
      Per il resto.. hai tutto il mio consenso 😉
      ricambio l’abbraccio

  7. riccardo ha detto:

    Io invece al contrario di Lucia ne sono convinto dove ci sono interessi enormi le lotte per il potere sono sempre aspre e sanguinose, purtroppo è quello che per me succederà in Libia,
    nessuno di questi paesi è pronto per una vera democrazia.
    poi visto l’esempio avuto dai loro ex colonizzatori, dovrà scorrere ancora molto sangue Africano prima di una vera libertà.
    La poesia Vera è come sempre un capolavoro.

  8. semplice1 ha detto:

    Carissimo Riccardo.. i Libici avranno difficoltà è vero, forse qualcuna in più rispetto ad altri popoli..ma dimmi: esiste una nazione al mondo che sia riuscita a realizzare e concretizzare Libertà e Democrazia? Te la senti di affermare o azzardare un nome? Saresti sicuro di poterlo fare a cuor leggero e con pienezza di contenuti? Io dico di no… la vera libertà è la libertà dal bisogno.. e nessuno Stato garantisce a TUTTI i suoi abitanti questa condizione. Nemmeno L’Italia!
    Un abbraccio grande

  9. riccardo ha detto:

    Io invece al contrario di Lucia ne sono convinto dove ci sono interessi enormi le lotte per il potere sono sempre aspre e sanguinose, purtroppo è quello che per me succederà in Libia,
    nessuno di questi paesi è pronto per una vera democrazia.
    poi visto l’esempio avuto dai loro ex colonizzatori, dovrà scorrere ancora molto sangue Africano prima di una vera libertà.
    La poesia Vera è come sempre un capolavoro.

    Replica

    semplice1 Dice:
    26 ottobre 2011 a 16:33
    Carissimo Riccardo.. i Libici avranno difficoltà è vero, forse qualcuna in più rispetto ad altri popoli..ma dimmi: esiste una nazione al mondo che sia riuscita a realizzare e concretizzare Libertà e Democrazia? Te la senti di affermare o azzardare un nome? Saresti sicuro di poterlo fare a cuor leggero e con pienezza di contenuti? Io dico di no… la vera libertà è la libertà dal bisogno.. e nessuno Stato garantisce a TUTTI i suoi abitanti questa condizione. Nemmeno L’Italia!
    Un abbraccio grande

    • riccardo ha detto:

      Cara Vera dopo qualche tempo dalla morte di Gheddafi rileggendo I nostri scritti di qui sopra torno ora a chiederti se sei sempre dell’avviso che anche il popolo Libico , come gli altri popoli del grande primavera di libertà non Africana, anche se con alcune difficoltà riusciranno ad avere una democrazia come quella dei popoli non Islamici, nessun paese al mondo può dire di applicare una vera democrazia, troppi e molteplici sono gli interessi in ballo.
      Io ora chiedo a te, alla luce degli ultimi avvenimenti sei ancora convinta che le cose nell’Islam stanno migliorando, o i fratelli mussulmani sono caduti dalla padella nella brace, questo secondo noi europei.
      Voglio rammentarti quello che è successo dalla morte di Gheddafi ai nostri giorni, e io se fossi un musulmano e specialmente di sesso femminile mi preoccuperei molto.
      Quattro giorni dopo la morte del Rais, i nuovi capi Libici annunciano la Shari’a.
      Shari’a spesso intesa come sinonimo di “legge Islamica” o “diritto musulmano”, ma la traduzione è molto riduttiva.
      Letteralmente la Shari’a e la via indicata da Allah, e rispettarla significa rispettare e rispettare i principi indicati da Allah nel Corano, e l’esempio di Maometto suo Profeta.
      Il corpus della Shari’a sarà dunque costituito da due tipi di indicazioni, le prime riguardanti la liturgia e tutti gli aspetti dell’adorazione e del culto religioso, propriamente detto (al-ibadah) con le sue obbligazioni. I cinque pilastri dell’Islam. Le seconde ma solo per un mio ordine di scrittura, sono le leggi coraniche, legate alla vita sociale e dunque politica, riguardanti le azioni e interazioni umane, (al-mu’amalah).
      Questa seconda è la parte di Sari’a , che regola il diritto di famiglia, le transazioni finanziarie, il codice penale, e civile, come anche le abitudini alimentari ed igieniche.
      Voglio ricordarti Vera che i nuovi reggenti Libici anno giurato fedeltà con la mano posata sul Corano.
      Diciamo pure che questo secondo gruppo di regole non è mai stato rispettato alla lettera da nessuno dei popoli Musulmani, con buona pace del dogma dell’impunità Coranica.
      La storia dell’Islam non è un tutto unico e granitico, incapace di evoluzione e impermeabile all’interpretazione, e come il Cristianesimo anche l’ Islam ha conosciuto diverse correnti e interpretazioni, le scuole giuridiche, e la legge Islamica, che si applica oggi nei paesi Musulmani influenza in maniera predominante la politica, anche se con diversa intensità e rigore a secondo del fondamentalismo che vige in ogni Nazione, ma pur sempre avendo un forte impatto sulla costituzione delle varie nazioni Islamiche.
      Un esempio è l’Arabia Saudita dove si applica il diritto Hanabalita”, una delle quattro scuole giuridiche della tradizione Sunnita, la più conservatrice e rigorosa.
      Il diritto Islamico Libico sarà necessariamente diverso poi che la Libia, è invece di tradizione Mlikita””, scuola Sunnita più aperta, ancora diverso sarà quello dell’Iran, di tradizione Scììta.
      Secondo il mio modesto parere, dalla primavera Araba, speravo nascessero governi democratici, non uguali hai nostri cara Vera, ma che rendessero i popoli non più oppressi, e rispettosi dei diritti umani.
      L’applicazione della Shari’a in Libia è secondo il mio modo di vedere, segno di sconfitta e regressione, di una qualsivoglia futura democrazia, in modo particolare per quanto riguarda le donne, ecco il mio sentimento e la mia preoccupazione come cittadino del mondo.
      La storia ci insegna che la donna ha dovuto ovunque lottare per trovare un posto nella società, e qui le religioni in fatto di diritti negati si distinguono per uguaglianza, in Turchia le donne hanno avuto il diritto di voto nel lontano 1926, mentre nella democraticissima Francia solo nel 1946, per citare due esempi della laicità ex Cattolica, ed ex Musulmana .
      Poiché i paesi Musulmani si ispirano come diritto di famiglia e della donna al corano, qualunque sia la scuola giuridica, offrono esempi per lo meno poco favorevoli alla condizione femminile, sia sul piano sociale , che sul piano personale.
      Per concludere io dico che se la nostra e la loro salvezza è nelle mani dello stesso Dio, l’avvenire politico di quei popoli, è nelle mani degli uomini, e spero che cerchino di governare i loro popoli non con una legge che opprime, ma con leggi che diano la meritata libertà ha questi nostri fratelli.

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