Emozioni ad alta quota

Sebbene Saturno fosse contro, nonostante le iatture e le controversie, anche se i remi della mia “barca” indietreggiavano anzichè veleggiare per il mare aperto, malgrado il mio cielo fosse coperto da nuvoloni grigi che impedivano al sole di splendere, nonostante le mie ali apparivano miseramente tarpate, quantunque,  spesso, più che una persona mi sentivo una calamita acchiappa-guai…io non mi sono arresa! Volevo giorni di sereno e di pace e li ho avuti. Ho fatto il possibile e l’impossibile assecondando la massima: “volere è potere”. I proverbi e i detti racchiudono profonde verità, nate da millennarie esperienze, e se valgono per gli altri perchè non dovrebbero funzionare con noi stessi? Potevo scegliere di leccarmi le ferite nell’attesa di una lenta guarigione in compagnia di delusione, tristezza e amarezza, lento aspettare o, operare un taglio coraggioso in compagnia dell’incognita, della sorpresa. Così, riponendo nell’angolo più nascosto del mio cuore, dolori e preoccupazioni, infischiandomi delle avversità che fino all’ultimo mi osteggiavano quasi a  volermi dire: arrenditi, per quest’anno è andata..sono partita con mio marito per un ulteriore tentativo di vacanza. Vacanza intesa proprio come stacco, come rigenerazione, come pieno di leggerezza, di risalita, di rinascita. E così…ho ceduto al “paradiso” e alla compagnia più auspicabile: l’amicizia. Destinazione Trentino e una coppia di amici meravigliosi, a dir poco….Sebbene io apprezzi ogni fazzoletto del nostro pianeta, riuscendo a trovarvici qualcosa di bello e sorprendente ovunque, ci sono posti che mi fulminano al primo sguardo, entrandomi  nella linfa, nel sangue che mi  scorre nelle vene, prendendomi l’anima. Questa zona del Trentino mi ha colpito come il primo amore. La montagna esercita da sempre, nella mia vita, un fascino particolare, riconducibile, forse,  al fatto che la mia infanzia e adolescenza le ho vissute da montanara. Mi riconosco nell’habitat naturale, ritrovo gesti, sensazioni ed emozioni familiari. Panorami diversi a quelli in cui ero abituata, in Sicilia la protagonista era solo l’Etna che riempiva il palcoscenico come un’étoile, qui invece danzava un intero corpo di ballo! L’incanto è iniziato da subito, salendo al luogo di destinazione attraverso una ripidissima e strettissima strada, l’ardita salita da Grigno, che s’inerpicava paurosamente sul fianco di una montagna (credendo fosse l’unica via di accesso,tremavo al pensiero di doverla fare al ritorno in discesa, ho scoperto poi, che il nostro amico ci ha proposto questo percorso come un regalo!)..ero un tutt’uno con la maniglia e il sedile, il cuore si fermava ad ogni curva, l’adrenalina era fuori misura..( forse avrei gradito un pannolone…ahhhahaahhah) ma..che gioia per gli occhi! Per fortuna non c’erano mosche intorno, le avrei acchiappate tutte perchè sono rimasta tutto il tempo del viaggio a bocca aperta e nonostante la paura e il brivido non mi sono privata di godere dello spettacolo che si vedeva giù. Boschi di un verde assoluto, rivoli, cascatelle, costoni ricoperti di abeti, pini, querce, noccioli, larici, si alternavano catturando raggi di sole e assecondando lo spartito del vento muovevano le chiome. In perfetta sintonia di percepire con i nostri amici, nei giorni seguenti,  siamo andati a “caccia” di essenzialità, di autenticità, di natura. Abbiamo volutamente eluso centri abitati o mete turistiche preferendole a panorami e paesaggi in cui l’elemento principe era solo sua Maestà la Natura. Via libera a corse su per le alture, a posti incontaminati, alla scoperta di malghe antiche, alla ricerca di funghi, (come cane da tartufo, annusavo l’aria per sentirne la presenza), a profumi dimenticati, a sapori mai conosciuti ( assaggiavo di tutto, ogni bacca che occhieggiava tra le foglie era mia). Non mi sono avvelenata ma sorpresa ogni volta. E così corniole, mele selvatiche, mirtilli, pruni mi hanno riportato alla magia del primitivo. In un bosco, senza un soldo in tasca, c’è sempre da mangiare e trovi sempre una casa aperta che ti accoglie…potrei dire la stessa cosa per una via affollatissima di Roma? Sorprendenti sono i rapporti umani, in montagna..sono rapporti schietti, sinceri, ci si saluta sempre anche se perfetti sconosciuti,  si può avere bisogno o dare aiuto, e tutti hanno la magia dell’accoglienza, del dire, del dare, dell’ascoltare, del regalare un sorriso..Il montanaro è quasi sempre un saggio, vive di essenzialità, senza fronzoli e zavorre inutili, sincronizza il suo vivere al ritmo della natura non subendola passivamente ma cercando in e con  essa complicità, sinergia. C’è un detto che sintetizza questo: “farina, vin e legna e lascia che vegna” ( se si ha farina, vino e legna che nevichi pure a volontà). Il montanaro non ostenta..mostra con piacere, orgoglio, fierezza, generosità. Ho conosciuto persone bellissime tra gli amici del nostro amico, in particolare: Vincenzo, il medico del paese, un siciliano con la battuta sempre pronta, con la naturale propensione a far scaturire buon umore, che esercita da più di trent’anni la professione in quei luoghi, tanto da ricevere l’omaggio delle chiavi del paese e non solo per anzianità di servizio, quanto, invece, per la qualità del rapporto umano che è riuscito a stabilire con tutti… Petar, un vichingo originalissimo, che sebbene romani, ci ha accolto in casa sua a sorseggiare grappa e spiegarmi tutti i segreti sulle corna di cervo, di cui ha una collezione infinita e a mostrarmi con orgoglio i suoi fiori. Ecco i fiori…in Trentino sono bellissimi, mantengono una freschezza, una rigogliosità inaudita, un’intensità cromatica unica e non c’è casa, giardino o campo che ne siano senza. Mi ha sorpreso la calma naturalezza con la quale mi sono misurata con alcuni animali..api, vespe, tafani mi volteggiavano attorno senza crearmi la minima apprensione, ho giocato con il pastore tedesco dei nostri amici come se avessi avuto il cane da sempre..e invece io ho paura dei cani.. non mi sono scomposta nemmeno la sera in cui eravamo a tavola e una grossa salamandra nera a pois arancio e cicciotta passeggiava tra noi…a dire il vero sembrava più un coccodrillo, mai vista una così grande,  è stata delicatamente presa e portata nel prato…se mi fosse capitato qui a Roma avrei salito muri lisci!!!! O come quel pomeriggio che siamo stati un bel pezzo con il naso all’insù a seguire i volteggi di un falco, pronti a proteggere le galline che avevamo lasciate libere di beccare sull’aia.. Che sensazione di ebbrezza sentire l’aria pura penetrare e riempire i polmoni e allora, per non ubriacarsene, si respira  lentamente assaporandone la sensazione così come si fa con un buon vino. Che stupore sentire il silenzio intorno, quel silenzio che libera i pensieri, che nutre le idee..di sottofondo il ticchettio del mio cuore, il fluire del mio sangue nelle vene, il gorgoglio dell’acqua che salta da roccia a roccia, il canto di uccelli, il fischio di un falco, lo sfrigolìo delle foglie al calpestìo, la  carezza del vento…In questo silenzio quasi cosmico, mi bastava sciogliere le briglie alla fantasia e in baleno immaginavo quei luoghi nel divenire delle stagioni..Che incendio di rosso fra qualche giorno, che vergine silente splendore fra qualche mese, che lucente risveglio a marzo! Che spettacolo di fuochi d’artificio quando si scatena la tempesta..Che concerto di strumenti quando impazza il vento tra i rami e gioca a nascondino tra gole, cime, pendii e vallate. Ricordi indelebili saranno il canto del gallo all’alba, di corsa mi precipitavo sul balcone stracolmo di geranei rossi e osservavo il cielo nel suo divenire, dal blu al viola al rosa, al giallino all’azzurro..lo stesso balcone mi ritrovava la sera tardi prima di nascondermi dentro il piumone..lo spettacolo della luna e dello scialle di stelle non potevo perdermelo e ad esse affidavo i miei sogni. Di fronte a tale magnificenza l’uomo si sente piccolo piccolo e le si pone in reverenziale e sentito rispetto. A dire il vero, il rispetto è reciproco, è un dare ed avere equilibrato, una sincronia perfetta. E’ stata una vacanza vissuta e offerta con amore, un’esperienza che mi ha lasciato un sapore di buono, di prezioso, di rara selvaggia bellezza, anche se mi sono ammalata. E già…ho preso il “mal da Trentino”, ma accarezzo un sogno e se diventassimo montanari anche noi? Scelta di vita..perchè no?…Grazie dal e con..

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15 commenti su “Emozioni ad alta quota

  1. Ivan ha detto:

    il piacere di avervi regalato qualche giornata diversa é stato tutto nostro. Quando non sapete dove andare avrete qui casa che vi aspetta, con le galline, i falchi, i pavoni, i gatti, i cani, forse una salamandra in cucina e …..quell’odore di erba tagliata che tanto vi piace. Noi vi accoglieremo con il solito abbraccio “vichingo”……….
    dal ..e con il cuore !

  2. popof1955 ha detto:

    ecco perchè non arrivavate più a Milano, potevi dirmelo il giorno prima che il distacco sarebbe stato lungo e doloroso 🙂
    Dai scherzo, son contento, che belle pagine che hai buttato giù e quanto le apprezzo.
    Lo sai che da vent’anni almeno in Francia l’arrampicata è usata come psicoterapia?
    Bell’esperienza e grazie di averci partecipato, e soprattutto, adesso si e ancor di più, BENTORNATA. 😀

  3. cordialdo ha detto:

    Anzitutto, bentornata tra i tuioi amici!
    Stupendo il tuo racconto che ci parla del tuo innamoramento per gli stupendi paesaggi e le sensazioni che fanno provare le montagne del Trentino Alto Adige dove anch’io mi immergo d’estate per i miei stupendi due mesi ogni estate da circa 25 anni e dove spero di ritornare anche in autunno per fotografare quei meravigliosi colori.
    Grazie per la tua cronaca che è poesia della natura!
    Ciao, spero di sentirti presto.

  4. luciabaciocchi ha detto:

    Cara Vera, che piacere leggerti di nuovo, piano piano con qualche peripezia ce l’hai fatta ad uscire da questo periodo negativo. Come sempre ,con dovizia di particolari, hai fatto una bella descrizione di questi luoghi, a me sconosciuti, riportando sensaizoni personali molto profonde. Ho percepito il tuo amore per la montagna, tu donna siciliana con il mare dentro il cuore, hai una sensibilità e una forza invidiabile. Un abbraccio! 🙂
    Lucia

  5. accantoalcamino ha detto:

    Condivido l’amore per “ogn fazzoletto della nostra terra”, sarebbe bello l’amassero tutti affinchè questi fazzoletti rimangano incontaminati e riescano sempre a farci ritornare sorriso e serenità…un abbraccio.

  6. accantoalcamino ha detto:

    Rimangano o rimanessero? 😦

  7. cordialdo ha detto:

    Ciao, Vera grazie per il tuo commento su Bab. Ho appena parlato con sua mamma e, come ci aspettavamo, anche i risultati degli esami ematici del prelievo di ieri sono ottimi. Per quanche giorno staremo tranquilli!
    Del tuo viaggio in Trentino l’unico mio rammarico è che eravamo a pochi chilometri di distanza l’una dall’altro e se lo avessi saputo avremmo potuto incontrarci anche per poco tempo. Ma se dovessi venire ancora da quelle parti, avvisami per cortesia. La mia prenotazione per il prossimo anno andrà dal 1° luglio al 2 settembre.
    Se ti va ed avrai tempo, mi piacerebbe che vedessi le mie foto di quest’estate sul mio sito:
    http://picasaweb.google.com/barbatusimmaginiamo
    Un abbraccio e buon WE

  8. ili6 ha detto:

    Questa sì che è un’ode alla Montagna! 🙂
    Ma è anche un’ode alle bellezze che la natura sa offrirci, è un’ode anche all’amicizia e alla forza di voler uscire con volontà da giorni grigi. E la “malattia” che hai beccato…eh, non è grave, anzi…
    Buon weekend
    un sorriso per il tuo ritorno 🙂

  9. willyco ha detto:

    Bentornata Vera, è bello sentirti nuovamente 🙂

  10. Grazia ha detto:

    Sei ritornata alla grande, meno male! Hai fatto una spettacolare descrizione della natura ed una vera “celebrazione” dell’amicizia….
    Anch’io sono stata più volte in questa bella zona d’Italia e quando la si lascia viene un po’ il “mal di Trentino”….

  11. pierperrone ha detto:

    Beh, Vera, la montagna ti ha abbracciato ed accolto come una di famiglia.
    Ora hai più compagnia di prima, perchè oltre ai tuoi amici, tra i quali anche quelli che ti salutano da qui, oltre alla tua cerchia degli affetti quotidiani, c’è anche l’affetto che la montagna riversa su di te.
    E poi c’è quel pezzo nuovo nato dentro di te mentre passavi tutte queste settimane/mesi che sono state magari difficili, ma fertili.
    Questo ho trovato fra le righe di questo tuo viaggio in montagna.
    Un abbraccio forte.
    Piero

  12. MARGHIAN ha detto:

    Ciao Vera. Ti saluto, brevemente – *ma va!!!!-…

    *ALLA MANIERA DEI VECCHI AMICI*

    COME DICE QUESTA CANZONE. MI PIACE, PERCHE’ “THE WAY OLD FRIENDS DO “ SA’ DI… MUSICA CLASSICA O DI “CANTO SACRO”, *COME SACRA E’ L’AMICIZIA, VUOI CHE SIA VECCHIA O …NUOVA, COME LA TUA X ME E…*VICEVERSA. CIAO VERA!

    Marghian

  13. semplice1 ha detto:

    Quello che mi manca è il tempo!!! Vorrei poter dire e fare mille cose..ma spesso devo scegliere crudelmente!
    Allora…anche adesso vi ringrazio e in un abbraccio circolare vi stringo tutti, tutti.

  14. gAs ha detto:

    Ho letto il tuo intero racconto con il sorriso sulle labbra, lasciandomi guidare dalle tue parole e senza neanche vedere troppo bene le foto, perchè… non so… le cose belle a me fan sempre chiudere un po’ gli occhi…
    Un abbraccio a te, Vera, e a tutte le cose belle che hai portato qui. Con la magia del dire, del dare e dell’ascoltare.

    • semplice1 ha detto:

      Gassssssssssss…che gioia leggerti a casa mia! Ci penso ogni tanto ai tuoi scritti, alla tua capacità di coinvolgere con le parole..ecco …ciò che scrivi, il modo in cui lo scrivi rimangono indelebili nel lettore ( quei puntolini..ad es.!!!)..è successo a me e credo che succeda a chiunque ti legga.
      Ho proprio un gruppo di persone amiche in gambissima… abbiate venia di me..io mi arrampico, cerco di riuscire a rimanere attaccata al remo, pasticcio, intruglio…ma una cosa ve la garantisco: ci metto il cuore sempre!
      Un abbraccio carissimo e torna più spesso 😉

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