Vento per la vita

Di nuovo in volo

Notte di pece senza luna nè stelle.
Solo fragore assordante di tuoni e
luce abbagliante di lampi.
Folate di vento del nord, violente e fredde,
mi schiaffeggiano come insulti,
scrosci di pioggia sferzanti sulla mia pelle simili a fruste,
cristalli di ghiaccio nelle mie vene,
squarci nel cielo e nella mia anima,
inquietanti figure appaiono in un gioco di luce e ombra.

Io farfalla impaurita, frastornata,ferita
sono in mezzo al vortice.
Piango, prego e spero che finisca subito ma,
la tempesta ha il suo tempo.
Non chiudo gli occhi, guardo in faccia il mio dolore,
quasi lo voglio, adesso è un tutt’uno con me.
E’ facile soccombere, la lotta è impari,
voler morire, sembra la sola via…

Giù, giù fino all’inferno, poi
solo buio,notte,sonno,oblìo…

Rannicchiata, stremata, stropicciata…
il nuovo giorno mi trova così.
La luce rosa della nuova alba con
i suoi raggi d’oro, come ragnatela di seta,
seducente mi abbraccia, asciuga le mie ferite,
lucida le mie piume.
Zefiri complici penetrano nel filo dei miei pensieri,
rivitalizzano le membra,portando dolcemente
aria fresca ai miei respiri,
rinata forza, energia, magici incantesimi,
scintille di creazione alle mie ali.
Mi stiracchio e una nuova linfa di vita è in me.
Vedo sbocciare le viole
sento il loro profumo, mi riprendo  la vita,
sono di nuovo in volo.
Adesso non è solo speranza, è certezza….
è passata.

Semplice

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Questa voce è stata pubblicata in poesia.

51 commenti su “Vento per la vita

  1. accantoalcamino ha detto:

    Ho le cuffie e sto ascoltando la tua musica..sono “zingara” anch’io e non potendo andare in giro per il mondo lascio volare la mente, queste note l’accompagnano…..buona giornata 🙂

  2. ilgiullaredicorte ha detto:

    passata è la tempesta…
    odo augelli far festa……
    vabbe dai non la scrivo tutta non mi sembra il caso ehehehhehehe…
    pero mi e venuta in mente leggendo la tua poesia e devo dire che ci sta tutta o sbaglio??ehehhehehe
    nu vasille vera

  3. cordialdo ha detto:

    Impeccabili sprazzi di bagliori emotivi di una “farfalla” sensibile, dolce ed indifesa nel mezzo di una tempesta. Tremante ma non doma! Sa che, per quanto lungo, il tempo delle tempeste, anche di quelle emotive, ha una durata limitata ed attende, insonne, quella fine. Così la coglie il sonno ristoratore che le darà nuova energia e così le apparirà la nuova alba non più carica di pioggia, di vento freddo e di “fantasmi” mostruosi perchè indistinti. E’, infatti, un’alba dorata che porta tepore e conforto alla farfalla impaurita dalla tempesta, l’accarezza e stira le sue ali perchè presto riprenda il volo. E’ il ritorno della vita che pulsa nel petto e nelle tempie più rapidamente per l’emozione di rivedere nuovamente i prati fioriti dall’alto con le sue ali nuovamente pronte a permetterle di volare in nuovi spazi infiniti più forte di prima.
    Senza fare scorrere il video, non ci crederai, riuscivo a sentire nei tuoi versi una musica nuova, un fragrante inno alla “vita”. Invidio le farfalle che, apparentemente fragili, sono in grado di esprimere la loro prorompente forza emotiva con tanta intensità come fai tu. Grazie. Un forte abbraccio. Osv

    • semplice1 ha detto:

      Caro Osvaldo..la metafora della farfalla è frequente nella poesia..simbolo di leggiadria, di libertà, di metamorfosi e in fondo di forza, perchè no!
      Mi è piaciuta la tua lettura dei miei versi..
      Le tempeste di qualsiasi genere, comprese le emotive, passano sempre.
      Mi lusinga il fatto che ti abbia trasmesso il cambio di scenografie attraverso le parole.
      Un abbraccio
      Vera

  4. maurizia ha detto:

    semplicemente meravigliosa Vera,tempeste ce ne sono tante…ma finchè passano,poi con fatica,ci si sente più forti,di nuovo brava,ciao

  5. Fasix ha detto:

    Grazie per la visita, ma soprattutto delle splendida parole che mi hai scritto.
    Un abbraccio
    Fabio.

  6. lucianaele ha detto:

    Dobbiamo passare attraverso le tempeste, per poi rinascere più forti…..
    Buon pomeriggio,
    Luciana

    • semplice1 ha detto:

      Rinascere è un miracolo stupefacente.
      Riuscire a fronteggiare e superare le tempeste, di qualsiasi genere esse siano sicuramente rende più forti e più liberi.
      Un abbraccio Luciana

  7. fernando garda ha detto:

    Vorrei essere la tua ancora di salvezza , tenerti per mano per affrontare assieme le tempeste della vita.
    ciao Fernando

    • semplice1 ha detto:

      Grazie mi appiglierei volentieri..le tempeste della vita, se da un lato, è giusto che ciascuno le affronti contando principalmente sulle proprie forze è anche vero che se si può contare su una mano leale e amica, tutto diventa un pò più facile.

      Comunque voglio tranquillizzarti, amico mio, non sono in tempesta.

      Un abbraccio grande
      Vera

  8. cicciodoria ha detto:

    Vera carissima,
    hai saputo esprimere, con belle ed appropriate parole, a tratti dai suoni onomatopeici, un tuo momento intenso di lotta per la vita, vissuto con caparbietà e determinazione, uscendone da vincitrice: hai saputo sconfiggere la parca Atropo!
    Questo è il senso del messaggio che io ho colto nella tua poesia, che interpreto come un inno alla lotta con finale inno alla gioia.
    Un caro saluto.
    Franco

    • semplice1 ha detto:

      Carissimo..hai letto benissimo!
      Atropo non mi ha sconfitta mai finora..perchè l’ho sempre affrontata da guerriera impavida.
      Tempeste ne ho passate e non poche!
      Ti riporto quello che ho risposto quando questa poesia l’ho postata altrove.
      E’ il mio Semplice-pensiero di affrontare le tempeste:
      Il dolore (lutto, malattia, delusione, sconfitta,abbandono, etc..) lo conosciamo tutti, non è un mostro più terrificante di altri,fa parte della nostra umana condizione,ed è una bella scoperta verificare quanto ci fortifichi e dia senso e sapore alla vita, d’altronde è ineluttabile provarne, nessuno ne è immune. Avete mai
      provato quella specialissima sensazione di benessere ed euforia, uscendo fuori in un giorno di primavera, dopo un lungo periodo chiusi in casa per malattia? L’azzurro del cielo non vi è sembrato mai così azzurro, come la vividezza di tutti i colori,rimanendo storditi dall’ebbrezza dei profumi e dall’emozione dei sorrisi e degli abbracci, ci si vorrebbe ubriacare di vita. Il dolore come la grande gioia sono fertilizzanti per il nostro pensiero.
      Io personalmente ho una formula, non esorcizzo la sofferenza, mi lascio attraversare, mi percepisco, mi leggo, mi ascolto.
      Non metto la testa sotto la sabbia, nè minimizzo “sbareandomi” (come si dice simpaticamente da qualche parte). Quando mi succede, io mi spalmo del mio dolore, ci rotolo in esso, bevo fino all’ultima goccia il suo veleno,( non per masochismo) solo quando il calice sarà vuoto l’avrò sconfitto e non rischio di vedermelo spuntare come un fantasma tra le pieghe del mio cuore e mente, magari in un momento di distrazione, pronto a procurarmi nuovo tormento. E’ a quel punto che mi “riacchiappo”la vita e la gioia d’esistere, e…, già domani potrò considerarlo o pensarlo con comprensione e quasi tenerezza. E’ la forza della vita che reclama il suo posto da “prima donna”, anche se per un pò ci siamo dimenticati di lei.

  9. popof1955 ha detto:

    Tutto passa e ci si rimette a nuovo, per nuotare in questo mare che ci avvolge e accarezza, ma mai abbastanza stanchi da non sentirne il mormorio lento nelle correnti che ci trasportano.

    • semplice1 ha detto:

      Popof..
      Tutto passa e ci si rimette a nuovo,
      per nuotare in questo mare che ci avvolge e accarezza,
      ma mai abbastanza stanchi
      da non sentirne
      il mormorio lento nelle correnti che ci trasportano.

      Non ti sembra poesia?

      Provaci…io aspetto. 😉

      • popof1955 ha detto:

        Ti ho scritto un commento che mentre scrivevo Mbj scriveva un post che ho letto solo oggi. Scusami, hai ragione, mi ostino a non voler riconoscere le cose che scrivo per quello che sono. La ricopio e la pubblico da me. Grazie. 😛

  10. mistral ha detto:

    Per tornare a rivedere la luce, occorre passare
    attraverso le ombre.
    Per tornare a rialzare le ali e librarsi ancora
    in volo bisogna affrontare il vento.
    Per tornare a vivere , basta l’emozione di un fiore.

    Un abbraccio
    Mistral

  11. inoki68 ha detto:

    Non c’è tempesta che non passi. E se arriverà anche quella, vorrà dire che metterò delle scarpe più pesanti e mi coprirò a dovere. Il sole falso della mia immaginazione non scalda meno di quello in cielo (e soprattutto non provoca eritemi… yeaaaahh…)
    Ciao!
    Igo

    • semplice1 ha detto:

      Igo..che bella verità hai detto: “Il sole falso della mia immaginazione non scalda meno di quello in cielo”.
      La forza della nostra fantasia ci trasporta in mondi di bellezza estrema.
      Ciao 😉
      Vera

  12. pierperrone ha detto:

    Cara Vera,
    hai descritto la tempesta, la battaglia e la vittoria del giorno che combatte, dentro ognuno di noi, contro gli incubi che abitano l’anima durante le notti in cui le stelle si vanno a nascondere.
    E’ una battaglia in cui si contrappon gono due contendenti inesorabili: l’Inconscio, in cui si mischiano, confuse, le forze indomabili piantate nelle profondità del cuore dell’uomo e la Coscienza, , potenza ordinatrice del nostro cosmo individuale.
    Le fasi della battaglia si alternano ogni volta.
    Quando regnano le Tenebre, prevale il Caos, con la sua forza brutale e straniante…
    Quando il rossore aurorale comincia ad irrorare col suo timido bagliore, la volta che sovrasta quel campo di battaglia, accade qualcosa che, ogni volta, inverte le sorti della battaglia.
    Accade che il campo, come un magico palcoscenico tetrale, si trasforma.
    La cappa del nero sudario che ricopre il cielo e cattura la luce, piano, cede.
    Dagli squarci filtrano le luminscenze del giorno.
    E la scena non è più la stessa.
    Adesso è la luce a dominare, ad imporsi, a sovrastare ogni cosa.
    Le tenebre corrono a rifugiarsi nel profondo del cosmo…

    Solo il rumore della battaglia resta a testimoniare, nei ricordi confusi del primo mattino, l’evento che sì è appena consumato.
    Ma forse è solo il frutto dell’ultimo incubo, o l’eco di un sogno, o un brandello di fantasia…
    Chissà.
    Ma questo che tu hai raccontato è il miracolo che si compie ogni mattina.
    E che i filosofi non sanno bene spiegare.

    Un caro abbraccio.
    Piero

    • semplice1 ha detto:

      Piero, che bella scena di battaglia tra il buio e la luce hai descritto, usandole come metafore, per rappresentare l’incoscio e la coscienza.
      Una battaglia da cui l’individuo, seppur stremato, ferito, alla fine riesce ad alzarsi al nuovo giorno con spirito nuovo e forza rinnovata.
      La fragilità dell’essere umano difronte ai dubbi, alle paure, deve essere superata e si deve sempre trovare la risposta nella lotta accompagnata da sentimenti di fiducia e speranza.
      Un caro abbraccio anche a te

  13. luciabaciocchi ha detto:

    Vera non sei sola ad essere travolta dalla tempesta, l’importante è arrivare ad una nuova alba e iniziare un nuovo cammino. Brava come sempre

  14. Raul111 ha detto:

    La pacifica quiete dopo la straziante tempesta.

  15. zebachetti ha detto:

    con tutta la forza e la voglia di essere vivi. tutto ha un senso la vita è questa. renderla migliore. solo noi sapppiamo come fare. il mio più caldo buongiorno per te Vera ciao nazzareno

  16. Bruno ha detto:

    E’ vero Semplice,”la tempesta ha il suo tempo” . E il segreto è nel saper aspettare il rotolar del tuono in lontananza,placato e sonnacchioso .
    Ho provato qualcosa del genere diverse volte nella mia vita. E’ vero . Dopo una grave malattia ,da bambino, sentivo la convalescenza arrivare con un tuffo di “gioia” nel petto . La gioia a parer mio è l’orologio della felicità. Che mai s’arresta e sempre ti rimanda con l’attimo che verrà ad aspettar d’essere giunti,finalmente, ad essere felici . Ma sempre l’attimo è subito “il dopo”, è subito passato, e di nuovo “aria fresca ai miei respiri,
    rinata forza, energia, magici incantesimi,
    scintille di creazione alle mie ali” .
    Per ritornare nell’eterno ticchettìio dell’anima, nel tempo a ritrovar la gioia .

  17. semplice1 ha detto:

    Bello e sereno questo commento Bruno..da coscienti e consapevoli delle difficoltà, dei limiti, delle incognite che la condizione umana inevitbilmente porta con sè, affrontiamo e predisponiamo noi stessi non solo al superamento di esse ma all’accoglienza della gioia, degli spruzzi di felicità, della vita e le sue sorprese.
    Un abbraccio
    Vera

  18. MARGHIAN ha detto:

    Veraaaa!!!! “E cun su coru, bona fini de cida a tottus ‘osàttrus augurài”
    E’ l’ultima strofa..osserva la differenza!!! E’ campidanese, il mio dialetto.Con altre parole la differenza e’ ancora piu’ marcata: “candu non bastada su mari’ po’ a tuttusu a si saludài” ( le prime due strofe).

    Per noi oristanesi e cagliaritani, il *nuorese e’ un’altra lingua, come differiscono tra di loro italiano e..spagnolo o…spagnolo e portoghese.
    Non escludo ci sia infatti …qualche errore! Grazie ai dischi che ascoltava mio padre, “ne so un poco”..davvero!!!
    *sicula sono…” ma non dite “sicula… sogno”?
    “Amiga mia de lu me’ cori, a tie l’auguriu de passare la notti .. piu’ bedda”.
    Non e’ in buon..siciliano? 🙂 Ovvio e’…gallurese! (nord Sardegna). Ciao vera, e grazie (poi commentero’ la poesia)

    Marghian

  19. MARGHIAN ha detto:


    MAI ARRENDERSI!!!! Ciao Vera.
    Marghian

  20. ili6 ha detto:

    stupenda!
    quando le tempeste arrivano occorre affrontarle con una tale forza che…che—solo l’idea ti fa paura eppure ti trovi lì, invischiata da mille tentacoli pronti a sbranarti. E sei lì, in mezzo, e non sai che fare. Ma qualcosa scuote il tuo dolore ed è il pulsare della vita, il richiamo del volo che vuoi poter riprendere.
    e dopo è vita, una vita che , credo, assuma sfumature diverse, più intense, più tue.
    Ho assistito molto da vicino ad una ripresa del volo ed è stato e continua ad essere meraviglioso. Ho visto altri che, nonostante la forza impiegata, quel volo non hanno potuto riprenderlo.
    Che per tutti possa esserci dopo la tempesta un arcobaleno e una sempre nuova alba.

    • semplice1 ha detto:

      Si Ili..le tempeste possono avere due risposte..caricare o tramortire.

      Certi fatti accadono e diversa è la reazione. Il dolore, la paura possono abbatterci e distruggerci,annichilendoci e paralizzandoci, ma possono altresì essere molle per riacchiapparsi la vita, per darle un senso pieno. La nostra mente può tutto, farci star male o farci toccare il cielo con un dito, e penso che in ogni caso la positività sia un farmaco insostituibile, crea anticorpi e antidoti miracolosi.
      E’ pur vero che certe tempeste sono spietate..non danno appello.
      Un Abbraccio

  21. scanazzatu ha detto:

    Per aspera ad astra, dicevano i latini, e penso che questa frase possa adattarsi anche all’amore.
    Diverse sono le strade che portano ad esso, spesso non facili, cosparse di dolore, paura. Ma alla fine il cuore, stella cometa, saprà indicare la giusta via.
    Un abbraccio.
    Nino

    • semplice1 ha detto:

      Si Antonino le asperità trasformano ogni piccolo ed esile uomo trasformandolo in magnifico e coraggioso guerriero dall’armatura scintillante. Un guerriero ben coscio del pericolo, delle difficoltà, che non si da per vinto, che non depone le armi.. e che allarga il cuore!! La paura, la sofferenza, i dubbi non lo sconfiggono, nè lo paralizzano, anzi portano a godere ogni attimo, ogni battito. E’ questa la reazione più positiva per sconfiggere il male che predilige compagnie tristi, atmosfere paurose e buie e mal si accompagna con la gioia, l’allegria e la forza di volontà.Tuffarsi nelle cose che piaccciono, “fare” maggiormente, creare passioni, traguardi da raggiungere, porta ogni giorno a piccoli miracoli!
      Ciao, carissimo
      Un abbraccio

  22. fernando garda ha detto:

    Illuminato delle tu risposte,chino al testa per ammirazione della tua dialettica
    Sei insuperabile, quando potrò essere cosi edotto?……..MAI , un abbraccio con stima e simpatia. ciao.

  23. ANGELOM ha detto:

    Non ho parole per commentare questa tua poesia, volo solo con la fantasia…….. Vera sempre grande!!!!!

  24. MARGHIAN ha detto:

    “Voi” avete la piaga della mafia, noi..quella del banditismo.

    http://www.youtube-nocookie.com/v/9uKpvwvRE6U&hl=it_IT&fs=1&color1=0x5d1719&color2=0xcd311b&border=1

    Non esiste l’hotel supramonte. ma il “supramonte si, esiste. E’ un “ricovero” per i sequestrati, ed un ricovero per i loro carcerieri.

    ma e’ bello il supramonte..e’ semplicemente una montagna, alle cui “pendici” o poco distanti, giacciono i paesi di Mamoiada-la faida di..- e di Orgosolo.

    I Tazenda cantano cosi’: “si in s’orbeschida sambene, muttos ‘e luttos tin ‘d’ ischidana, Mamoiada, ses tue…immaculada” ( se all’alba sangue e versi di lutto ti svegliano, Mamoiada tu sei (comunque) immacolata”.

    Come lo e’ la Sicilia, nell’anima della sua gente, e della sua…bellezza.
    Ciao.
    Marghian

  25. accantoalcamino ha detto:

    Mi trovo spesso in mezzo alla tempesta, quasi come a volerci essere per poi godere del silenzio e della pace che seguono.
    Un bel fine settimana a te 🙂

  26. mistral ha detto:

    Buongiorno Vera, tra il mio vento
    ti lascio un caro saluto.

    Buona domenica
    Mistral

  27. semplice1 ha detto:

    Grazie Mistral..è un vento amico.
    Anche a te auguro una settimana gioiosa
    Vera

  28. semplicementelisa ha detto:

    Si … è passata …grazie …
    sorella d’elezione … baci

    elisa

  29. semplice1 ha detto:

    sorella d’elezione…mi piace!
    E ci credo, soprattutto.. in fondo abbiamo dei tratti familiari, quasi di parentela: stesso luogo di provenienza..stessa radice del nome..stesso sentire e percepire..
    Ti auguro il vento più propizio Elisa..quello che travolge, scompiglia, sconquassa, acquieta e porta lieviti nuovi.
    Un bacio…e un abbraccio dal..e con..
    Vera

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