Hurriya, hurriya!!….(libertà)

A vederla in veduta aerea Lampedusa, piccola isola siciliana in mezzo al Mediterraneo, somiglia ad un formicaio a cui si è data una zampata: un brulichio in movimento.

Cinquemila anime di indigeni, raddoppiati nell’ultimo mese dall’approdo dei migranti.

Chissà, ad un attento esame geofisico forse ci si accorgerebbe che è sprofondata un po’.

E’ emergenza, emergenza prorompente a Lampedusa, oltre che emergenza sanitaria, . I lampedusani abituati da molto, ormai, all’accoglienza, soprattutto a quella del cuore, hanno fatto il possibile, ma adesso il problema è più grande di loro. E quando un problema grande viene lasciato solo sulle spalle di pochi è normale e comprensibile che avvenga lo scoppio.  Come un veleno sottile si insinua la paura, il sospetto, l’intolleranza, il rifiuto. Comprensibilissimi!! Manca lo spazio vitale e ne viene compromessa la scorrevolezza normale della vita. Forse sarebbe più appropriato dire che viene messa in standy-by la vita. Non è vita per i poveri disperati in fuga a cui sembra “scippato” il sogno, e non è vita nemmeno per gli isolani. Come sempre avviene in simili casi, si scatena la guerra più dolorosa, cruenta e invisibile: la guerra tra i poveri, l’uno vede nell’altro il proprio nemico.Lampedusa è un’isoletta di pescatori e contadini, non ha strutture adeguate per garantire ne le prime formalità di recezione ne tanto meno la permanenza di migliaia di migranti.

E così, approdo dopo approdo, sbarco dopo sbarco..tutti etichettati, sarebbe meglio dire timbrati a fuoco, con il marchio di clandestini, vengono forniti di una coperta (solo fino ad esaurimento) o di lenzuola di carta, una bottiglietta d’acqua, un piatto di riso o pasta, due fette di pane..e un cielo di stelle x tetto! Nessuna possibilità di un letto, di lavarsi o cambiarsi i vestiti, nessuna intimità garantita. E così, ognuno trova riparo in un anfratto, dietro un muro, tra una zolla, sotto un albero.

Non è difficile immaginare quali pensieri attraversano la loro mente nel silenzio della notte quando lo sguardo va a quella linea oltre l’orizzonte dove hanno lasciato patria, casa, affetti per inseguire un volo. Umanità in fuga, che sfida il destino affidando la vita ad un barcone sgarrupato per inseguire un sogno, un sogno condivisibile: bisogno nobile di conoscenza, di opportunità, di miglioramento che diano un senso alla propria esistenza.

Umanità spalmata sull’isola, divenendone un tutt’uno,umanità ammassata, privata del requisito indispensabile e primario qual’è la dignità che deve caratterizzare ogni essere umano, sempre!

C’è una notevole presenza di minori orfani, dalle notizie lette, raggruppati in uno spazio puzzolente come un canile, con servizi igienici fatiscenti, e senza nessuna protezione e tutela !! Dove sono il tribunale dei minori, i servizi sociali? I minori sono sempre minori da qualunque parte del mondo vengano, non ce ne sono di serie A e di serie B.

E’ così che la tristezza, la disperazione, diventano rabbia, ira, rivolta. Da giorni molti fanno lo sciopero della fame, protestano perché si sentono trattati dall’Italia come animali a cui si getta un pezzo di pane per non farli ringhiare, protestano perché non accettano di essere prigionieri dell’Italia…loro che sono fuggiti per inseguire la libertà….urlano a squarciagola: hurriya, hurriya!!!

Sono arrabbiatissima, mi indigno e aggredirei come una belva…il mondo ancora una volta sta a guardare come spettatore passivo!! Aspetta cosa? E, qui ritorna il mio vecchio e immutabile pensiero di quanto sia orrenda la concezione di non sentirsi simili, non sentirsi un’unica umanità, perché se così fosse, il problema del singolo troverebbe soluzione negli altri.

Ecco perché mi aspetterei che Europa, America, Onu, Vaticano, entrassero in campo con proposte, offerte e soluzioni. In Italia, la questione è ormai annosa, il nostro governo per questioni di alleanze politiche ha operato scelte vergognose, come i respingimenti via mare, in combutta con i peggiori despoti sul mercato: Gheddafi, Ben Alì, Mubarack. E tutto questo ha solo un denominatore comune: sentirsi padroni di un popolo e di un territorio. Ritornando ai giorni d’oggi, io ci leggo un disegno perverso, la lega ha ostacolato da sempre le migrazioni ( vai a capire perché poi, io ho vissuto in Veneto per anni, e se non ci fossero stati gli immigrati molte fabbriche potevano chiudere per mancanza di manodopera, forse dimenticano che siamo uno stato che diventa sempre più vecchio con natalità irrisoria) paventando il pericolo delle invasioni e gettando lo spauracchio dell’uomo nero. Questa logica ( che mi ricorda altre tristi storie di concetti di razza pura) è stata caldeggiata e appoggiata dalle scelte politiche dell’attuale governo per averne in cambio sostegno e numeri. Non si fa nulla, non si da la possibilità a questi poveri cristi di allontanarsi in altri stati europei ne si distribuiscono in tutto il territorio italiano; è una manovra speculare, artificiosamente messa in atto per sfruttare la miseria altrui a proprio tornaconto, E’ come se volessero fare esplodere il problema. E’ stata una litania dall’inizio delle rivolte in Nord Africa, la sola preoccupazione dei ministri Maroni e Frattini, chiedere soldi, soldi all’Europa per le invasioni dei clandestini quando ancora non era problema ma solo allarmismo… un correre al lupo al lupo con i risultati che questa strategia di solito ha.

E’ solo casualità quella che decide se uno nasce in Italia o in Uganda, in America o in Papuasia, e in nome di questa casualità diventiamo padroni o prigionieri

Che tristezza!!

Semplice

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20 commenti su “Hurriya, hurriya!!….(libertà)

  1. popof1955 ha detto:

    La Lega li chiama clandestini, in molti cascano nel tranello del termine, i giornali riempiono le prime pagine, ma questi sono profughi, è gente che fugge dalla guerra. Sono giovani che hanno come unica alternativa il restare a farsi ammazzare in Libia o scappare ad inseguire quel futuro che già da un pezzo avevano preso a rincorrere.
    I nostri politici dovrebbero far condividere al resto dell’Europa e del mondo, che si è sentito toccare così profondamente dal dramma libico da intervenire con i missili, il dramma di questa umanità e farsi carico non solo delle spese per gli esplosivi, ma anche dell’assistenza umanitaria.
    Il nostro Governo sembra che sinora si sia solo preoccupato per il comando dell’operazione bellica e, approfittando della distrazione di massa, a far passare qualche legge discutibile in parlamento.
    Poi ti dicono che questa è la dimostrazione che l’Europa non esiste come entità politica.
    Dal punto di vista politico stiamo tornando indietro di 100 anni, con questi eventi, il Mediterraneo addirittura di 200.

    • semplice1 ha detto:

      Si Popof.. . eppure l’art. 20 del Testo Unico sull’immigrazione fornisce gli strumenti per rispondere alla situazione: protezione temporanea, così come stabilito dal d.lgs. 85 del 2003. In queste ore si susseguono annunci, tentativi di gestione politica, meschine operazioni di detenzione mascherata da accoglienza. I CARA sono in procinto di essere completamente svuotati per essere convertiti in CIE attraverso la deportazione a Mineo di centinaia di richiedenti asilo, con buona pace per il percorso della loro domanda, del loro ricorso, delle reti di solidarietà ed assistenza attivate intorno a loro. Il destino di queste strutture sarà, dopo la conversione degli stabili, quello di centri detentivi. In barba ad ogni garanzia del diritto d’asilo, dei principi cardine dell’accoglienza, delle stesse disposizioni della legge sull’immigrazione, in queste ore, si sta procedendo, ancora in un gioco a somma negativa, al trasferimento dei migranti approdati sull’isola di Lampedusa. “Sono clandestini”, tuonano il Ministro dell’Interno ed i suoi vicini alleati, e quindi per loro il futuro è il rimpatrio.

  2. semplicementelisa ha detto:

    Sai cosa mi rende piuì triste?
    Le guerre fra poveri … fra i sud del mondo …
    mentre i potenti della terra se ne fregano e se ne lavano le mani … tutti figli di ponzio pilato …
    e la vita di migliaia di esseri umani. di qualsiasi colore o nazionalità siano non ha importanza, resta lì ostaggio impotente …

    un abbraccio

    elisa

    • semplice1 ha detto:

      Si elisa, una tristezza enorme!
      E capisco il disagio di tutti…Lampedusani e migranti sono in questa situazione nello stesso piatto della bilancia: umanità privata di dignità, rispetto, diritto.
      Lasciati a scannarsi, a “invadersi”, a “rubarsi” l’aria e la terra sotto i piedi..
      C’è da inorridire a sentire gli “intelligenti dei politici” o molti pareri espressi dall’opinione pubblica…sentimenti diametralmente opposti si provano, sempre x gli stessi,quando invece occorre manodopera a basso costo perchè priva di tutela o quando i nostri vecchietti se la fanno addosso e cerchiamo chi li pulisce al posto nostro.
      Homo homini lupus!

  3. ilgiullaredicorte ha detto:

    l immigrazione clandestina o dei profughi come vogliamo chiamarla e un problema serio molto serio…il momento e delicato …lo stiamo vedendo ormai le popolazioni sono alo stremo ed insorgono..ed una volta insorti scappano..lontano dal loro paese affidano le loro speranze ad un barcone…ci vuole coraggio tanto coraggio …..ma siamo realisti non si puo affrontare un emergenza di questo genere da soli una mano c occorre ma come dice popof su l europa non e tagliata per certe cose e si e visto anche nell azione militare in libia tutti alla fine si sono tirati indietro chi per un motivo chi per un altro …volevano un europa come gli stati uniti ma hanno fallito di brutto …non saranno clandestini forse hai ragione ma siamo realisti che dobbiamo fare se nessuno si assume le proprie responsabilita? la gente di lampedusa vive una situazione nn facile ora piu che mai e in queste situazioni la testa la perderebbe chiunque!! hanno ragione essere “invasi” non e piacevole!!!per niente!!ma che vogliamo fare li vogliamo accogliere tutti ? li vogliamo far lavorare tutti ?? non dimentichiamo che oltre ai tunisini arrivano in italai rumeni albanesi cinsei nigeriani marocchini e l amaggior parte di loro resta in italia senza permesso di soggiorno ne lavoro ne casa niente di niente..capisco la tolleranza ma quando e troppo pero1 e vero siamo stati un popolo di migranti e anche noi abbiamo passato quello che stanno passando loro ma vi ricordo che per emigrare per lavoro dovevi avere almeno un contratto di lavoro ,un posto in cui stare un indirizzo dove esser rintracciato …di certo in svizzera non ti facevano neppure accostare alla frontiera senza permesso rimpatriato inpoche ore via a casa e torna con un contratto se vuoi restare… ricordiamo che gli italiani son stati trattati pure peggio!!! almeno ora riescono a garantire loro un pasto una coperta se pur di carta….non dico di affondarli prima dell arrivo ma neppure sfamarli a vita!!e allora che si fa?? accettiamo la proposta di frattini?1500 euro a testa e li mandiamo a casa ?e poi se ritornano che facciamo gli ridiamo i 1500 euro?
    io la slouzione non ce l ho ma non sono l unico mi sa!!
    buona notte e grazie di essere passata nel mio blog

    ps perdonami se ho esagerato ehehhehehehe a volte non mi rendo conto

    • semplice1 ha detto:

      Caro Giullare, io comprendo perfettamente le ragioni dei Lampedusani, arrivo anche ad accettare le loro reazioni, la loro rabbia, la loro stanchezza. Lampedusani e migranti ( io non uso chiamarli clandestini, perchè etimologicamente clandestino significa colui che è costretto a vivere al buio non potendo mostrarsi al sole, loro invece cercano vita e libertà) sono entrambi VITTIME di giochi altrui. Sono fuggiti da situazioni insostenibili x miseria, violenza, terrore, affrontando il mare su gusci di noci per inseguire un sogno. Adesso i nostri politici gli dicono che non c’è nessun sogno da inseguire, che in qualità di clandestini sono solo fuori legge.
      I nostri legislatori e governanti, così attenti alla tradizione cristiana – vedi la questione del Crocifisso nelle scuole o nelle aule giudiziarie – neppure ricordano che Giuseppe, Maria e Gesù erano clandestini nella stalla di Betlemme, né ricordano le parole della Bibbia, io non sono cattolica praticante ma ho trovato queste parole splendide:
      «Vi sarà una sola legge, sia per il nativo sia per lo straniero residente in mezzo a voi… Quando un forestiero dimorerà presso di voi nel vostro paese, non gli dovrete far torto, ma lo tratterete come colui che è nato fra voi; l’amerai come te stesso perché anche voi siete stati forestieri nel paese d’Egitto». (Esodo 12, 49; Levitico 19, 33-34).

      E tanto meno rammentano la parole di Gesù:

      “Perché ho avuto fame e non mi avete dato da mangiare; ho avuto sete e non mi avete dato da bere; ero forestiero e non mi avete accolto, nudo e non mi avete vestito, malato e in prigione e non mi avete visitato”. Anch’essi allora risponderanno: “Signore, quando mai ti abbiamo visto affamato o assetato o forestiero o nudo o malato o in carcere e non ti abbiamo assistito?” Ed egli risponderà: “In verità vi dico: ogni volta che non avete fatto queste cose a uno di questi miei fratelli più piccoli, non l’avete fatto neppure a me” (Matteo 25, 42.45).
      Ti abbraccio, e non tacciarmi di utopia… ma sarebbe bello se il suolo del pianeta terra appartenesse a tutta l’umanità senza steccati, barriere, muri o recensioni…Ci sentiamo padroni di una terra, ma padroni non lo siamo mai…noi siamo solo usufruttuari. Il cielo, i mari, le montagne, la terra, gli alberi….non sono mai veramente nostri.

  4. il tuo commento è la vera essenza di quello che volevo interpretare !! grazie
    e buona domenica
    daniele

  5. lucia.tr ha detto:

    “Vi pago se ve ne andate”. “No, cacciamoli e basta” Grande visione e dibattito nel Governo italiano. Capisco la tua rabbia Semplice. Ma dimmi tu quale sarebbe la soluzione per impedire a quelli che per motivi economici vogliono arrivare in Europa attraverso Italia via mare? L a Storia non si ripete nelle stesse condizioni ma si ripete. Difficile fare distinzione fra profughi e clandestini, a Mineo oggi grande protesta dei cittadini, che non vogliono ospitare nessuno, si sentono minacciati, da questa gente che vaga per le campagne senza nessun controllo. La Comunità Internazionale dove sta? L’Italia deve in primis saper gestire questo problema, non saperlo affrontare è grave, il Governo deve saper fronteggiare questa situazione. Nei prossimi giorni la situazione si aggraverà e diventerà più pesante, la nostra sicurezza nazionale è primaria, e su questo si deve ragionare

    • semplice1 ha detto:

      A causa della disinformazione promossa da politici intolleranti e media vassalli degli stessi politici – gli italiani hanno le idee confuse riguardo alle temute “invasioni di clandestini: “Accogliere i rifugiati è un obbligo sottoscritto dai paesi civili che nel 1951 hanno aderito alla Convenzione di Ginevra. Gli Stati devono prevedere fondi – o richiederli all’Ue, se il flusso di profughi può essere inquadrato quale fenomeno continentale – per gestire il periodo di accoglienza, che deve durare finché è in corso la crisi umanitaria da cui i migranti sono fuggiti.”
      Invece tutto il loro impegno lo utilizzano per creare alleanze oscene, non dimentichiamo gli intrallazzi tra Berlusconi-Gheddafi_Mubarack e &.

      • semplice1 ha detto:

        Quanto può essere insultante l’offerta di 1.500 euro per respingerli, con la patetica e mendace promozione di favorire un’attività aziendale al loro paese. Certo 1500 euro bastano per comprare un carrettino a mano( l’asino non ci scappa) e vendere fusaglie e grattachecche (ghiaccio trito aromatizzato, a mò di granita).

  6. ili6 ha detto:

    Dice bene Lucia, si deve ragionare con calma e senza pregiudizi per fronteggiare una situazione che si aggrava sempre più e che ci vede tutti responsabili come comunità internazionale.
    Due giorni fa la Moratti ha avvertito che in Lombardia non c’è più posto per nessuno…e brava la Moratti!! dove c’è il posto , a Lampedusa? E comunque non è un problema solo italiano, è un problema europeo ed internazionale e si risolverà solo quando questi popoli potranno tornare a casa loro e star bene nella loro terra. Su questo bisognerebbe soprattutto lavorare.
    150anni fa iniziò la migrazione degli italiani del sud (lasciamo stare il come e il perchè…) e sappiamo quanto fu dura. Ancora oggi non ci sono e/o non si sono volute creare le condizioni perchè migliaia di italiani, calabresi, pugliesi, siciliani, ecc potessero tornare nella loro terra per vivere dignitosamente di lavoro.

    Mi auguro che certi abominevoli errori non si ripetano.Ma i miei sono solo sogni…
    ciao (sottoscrivo il tuo blog)

    • semplice1 ha detto:

      Si Marirò… noi popolo di poeti, navigatori e……migranti!
      E non sempre abbiamo esportato la migliore gioventù o i migliori propositi, non scordiamoci che dentro molte valigie di cartone oltre al salame e al pecorino c’era il piatto forte: la mafia.
      In questi giorni c’è la corsa a chi la spara più grossa: come il presidente della Regione Siciliana, Lombardo che dice respingiamoli con il mitra, o come il governatore veneto Zaia, che sembra proporre di guardare le scarpe a chi scende dai barconi o a Frattini che offre 1500 euro per chi rimpatria.. Ci sono moltissimi bambini soli che i genitori hanno buttato sul barcone pur di salvarli, che facciamo stacchiamo l’assegno pure per loro ?
      L’impegno è grande e delicato…ma se si legiferasse o si prendessero decisioni con il cuore al posto della tasca forse il mondo avrebbe ancora speranza. Se chi ci governa invece di farsi i cavoletti suoi, (che momento fantastico per lui, mentre gli italiani e il mondo sono distratti da cose enormi quali Giappone con annessi e connessi, guerra .etc..lui si accomoda meglio di prima), fosse una persona seria, autorevole, degna di essere presa in considerazione forse potrebbe essere il portavoce di proposte e soluzioni cui coinvolgere l’Europa, l’America per risolvere insieme.

  7. MARGHIAN ha detto:

    Grazie, per avermi fatto sapere qualcosa di piu’ su Lampedusa, piccola isola ma grande certamente nella sua gente. Purtroppo Lampedusa non e’ solo una perla nel mare,ma e’ anche vittima di accadimenti di cui oggi i giornali, la tv e altri “media” ci tengono informati. Come anche fai tu, Semplice.
    Anche io sono isolano, e capisco cosa significhi. La Sardegna e’ grande, certo.
    Magari in grado di gestire, non so, certe situazioni. Ma la “tensione abitativa” che si crea con gli sbarchi a Lampedusa e’ certo inimmaginabile per chi la vive e…ci vive.
    Io ovviamente non ce l’ho con questi poveri fratelli sfortunati, ma…..con le cause che li fanno scappare, cause che annullano in loro razionalita’ (in condizioni di calma capirebbero di non poter tutti trovare posto) e la dignita’, dignita’ che…cozza anche con quella dei lampedusani e non solo.
    Tensioni…su tensioni, da mettere contro…chi? I poveri contro i poveri, mentre i potenti (Gheddafi e altri capi di Stato, in questo caso) guardano, come se la gente fosse…come se le persone fossero “avatar” di un loro videogamem che per il *potere e’ soltanto “loro”. “Avatar” significa in India cio’ che per noi e’..l’anima. Ecco la destinataria di tanto malee di tanti disagi: l’anima della gente che da questo viene incattivita ed offuscata. Ciao.
    Marghian

    • semplice1 ha detto:

      Davvero è questo il torto più grande: incattivire e offuscare l’anima!
      La cattiveria, la violenza, i sorprusi..sono boumerang, si lanciano ma tornano a colpirci in pieno volto.
      I potenti giocano con i popoli come ai video game, verissimo!!!!
      Dovremmo fare un salto più alto, liberarci della direzione dei mediocri e degli stolti, isolarli..perchè al mondo esistono persone alternative, persone giuste e sagge da seguire e in cui identificarsi, non è utopia…una fra tutte:Suu Kyi leader dell’opposizione a Myanmar che lei continua a chiamare Birmania. Una fragile donna di 65 anni con un coraggio da leonessa, l’icona della dissidenza che afferma di “non temere le responsabilità”, aggiungendo di “avere bisogno dell’energia della popolazione” e che ha intenzione di lavorare “per migliorare il livello di vita” in Birmania. Suu Kyi ha poi concluso il discorso spiegando che la sua voce, da sola, “non è democrazia. Niente può essere raggiunto senza la partecipazione della gente. Dobbiamo camminare assieme”.
      ”C’e’ democrazia quando il popolo controlla il governo. Accettero’ che il popolo mi controlli”.
      “Questo è il momento in cui la Birmania ha bisogno di aiuto”, ha detto la leader democratica usando il vecchio nome del suo paese, e non Myanmar, nome scelto dalla giunta militare. “Le nazioni occidentali, le nazioni orientali, il mondo intero… tutto comincia con il dialogo”, ha aggiunto nella prima conferenza stampa dopo la sua liberazione.
      Ecco….cerchiamone uno/a così in Italia!!!
      Un caro saluto

  8. Antonino ha detto:

    E’ davvero triste notare quanto spesso rabbia e indignazione più volte manifestate per quanto avviene intorno a noi, non porti a niente, sembra davvero difficile riuscire a svegliare le coscienze di certe persone intente solo a coltivare il proprio orticello. La dimostrazione l’abbiamo spesso, anche nel piccolo quotidiano, ma proprio per questo dovremo continuare a lottare, ad urlare la nostra rabbia per tutte le ingiustizie che giorno dopo giorno vengono perpetrate spesso a danno di persone deboli. Brava Semplice, condivido in pieno quanto hai scritto, e mi unisco al tuo canto di protesta sperando che un giorno tutto questo possa aver fine.

    • semplice1 ha detto:

      Antonino….grazie della tua condivisione!
      Non si può impedire agli uccelli di volare.
      Ciao

      • Antonino ha detto:

        Bagliori accecanti,
        nel profondo buio,
        odor di tempesta,
        profuma la notte,
        sapore del sale,
        che prende la gola.

        Uomo di mare,
        di certo non sono,
        ma cerco la stella,
        che faccia da guida,
        alla speranza,
        al nostro futuro.

        Il mare certo
        non ha compassione,
        ma più forte ancora
        è la disperazione,
        che spinge a vincere
        ogni paura.

        In questo viaggio
        verso la vita
        inseguo forse
        una vana chimera,
        lasciando alle spalle,
        le mie radici.

        Migliaia di esseri umani stanno attraversando un momento di grande disgrazia.
        L’unica, importante preoccupazione sembra essere di trovare il modo per liberarcene.

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