Indifferenti

I segni delle ideologie seguono il loro corso, non possono sfuggire ai conti che sempre si devono fare con la storia, mutano con il mutare della realtà, sono superati dal nascere di nuove idee. Ma, ci sono idee che rimangono immortali e applicabili sempre, idee che non risentono del tempo, che non si ingialliscono come foglie in autunno. Le virtù morali che gli uomini come Gramsci hanno incarnato nella storia restano alte, integre, esemplari e sono attuali più che mai nel momento politico che stiamo vivendo. Vi passo una delle sue lettere più belle.

ANTONIO GRAMSCI (1891-1917) Lettere dal carcere
“Odio gli indifferenti. Credo che vivere voglia dire essere partigiani. Chi vive veramente non può non essere cittadino e partigiano. L’indifferenza è abulia, è parassitismo, è vigliaccheria, non è vita. Perciò odio gli indifferenti.
L’indifferenza è il peso morto della storia. L’indifferenza opera potentemente nella storia. Opera passivamente, ma opera. È la fatalità; è ciò su cui non si può contare; è ciò che sconvolge i programmi, che rovescia i piani meglio costruiti; è la materia bruta che strozza l’intelligenza. Ciò che succede, il male che si abbatte su tutti, avviene perché la massa degli uomini abdica alla sua volontà, lascia promulgare le leggi che solo la rivolta potrà abrogare, lascia salire al potere uomini che poi solo un ammutinamento potrà rovesciare. Tra l’assenteismo e l’indifferenza poche mani, non sorvegliate da alcun controllo, tessono la tela della vita collettiva, e la massa ignora, perché non se ne preoccupa; e allora sembra sia la fatalità a travolgere tutto e tutti, sembra che la storia non sia altro che un enorme fenomeno naturale, un’eruzione, un terremoto del quale rimangono vittime tutti, chi ha voluto e chi non ha voluto, chi sapeva e chi non sapeva, chi era stato attivo e chi indifferente. Alcuni piagnucolano pietosamente, altri bestemmiano oscenamente, ma nessuno o pochi si domandano: se avessi fatto anch’io il mio dovere, se avessi cercato di far valere la mia volontà, sarebbe successo ciò che è successo?
Odio gli indifferenti anche per questo: perché mi dà fastidio il loro piagnisteo da eterni innocenti. Chiedo conto a ognuno di loro del come ha svolto il compito che la vita gli ha posto e gli pone quotidianamente, di ciò che ha fatto e specialmente di ciò che non ha fatto. E sento di poter essere inesorabile, di non dover sprecare la mia pietà, di non dover spartire con loro le mie lacrime.
Sono partigiano, vivo, sento nelle coscienze della mia parte già pulsare l’attività della città futura che la mia parte sta costruendo. E in essa la catena sociale non pesa su pochi, in essa ogni cosa che succede non è dovuta al caso, alla fatalità, ma è intelligente opera dei cittadini. Non c’è in essa nessuno che stia alla finestra a guardare mentre i pochi si sacrificano, si svenano. Vivo, sono partigiano. Perciò odio chi non parteggia, odio gli indifferenti”.

Semplice

Aggiungo un’ulteriore riflessione di Antonino

L’INDIFFERENZA: penso che uno dei sentimenti negativi più deleterio che possa impadronirsi dell’essere umano  sia  l’indifferenza. Isolando dal quotidiano che ci circonda, permette di far vedere solo ciò che più aggrada. Non è certo il non reagire a notizie come l’omicidio di un bambino, l’induzione alla prostituzione dei propri  figli, vedere certi politici fare solo i propri comodi, senza pensare a ciò che essi dovrebbero rappresentare, al continuo decadimento della morale.

Essere indifferente significa un’altra cosa. Qualcosa che segue l’indignazione, lo sconcerto o il giudizio morale che si è sempre pronti a dare. L’indifferenza è il non saper uscire  dal piccolo ambiente che abbiamo creato per noi e la nostra famiglia, l’incapacità di lasciare aperta la porta al resto del mondo. Vivere credendo che certe cose non potranno mai accadere a noi, che la politica non ci appartiene, ci sono altri demandati per questo, e se qualcuno sbaglia, commette abusi, illegalità, possiamo benissimo perdonarlo, anzi diventa l’alibi per giustificare i nostri errori.  L’indifferenza è anche determinata dall’ignoranza che si ha del fenomeno, o essere consapevoli di questa ignoranza e non volere far nulla per saperne di più, per cercare di capire, di prendersi la responsabilità di difendere i diritti nostri e di tutti, di migliorare questa nostra società in maniera attiva, senza dovere sperare che , solo per pura fortuna, tutto ciò possa cambiare.

Antonino

 

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4 commenti su “Indifferenti

  1. giuliano ha detto:

    Il magistrato-senatore-scrittore Gianrico Carofiglio come conclusione di un evento, al cui centro c’era il messaggio del suo ultimo libro “La manomissione delle parole“:
    Odio gli indifferenti. Credo come Federico Hebbel che “vivere vuol dire essere partigiani. Non possono esistere i solamente uomini, gli estranei alla città. Chi vive veramente non può non essere cittadino, e parteggiare. Indifferenza è abulia, è parassitismo, è vigliaccheria, non è vita. Perciò odio gli indifferenti.
    L’indifferenza è il peso morto della storia,lascia salire al potere gli uomini che poi solo un ammutinamento potrà rovesciare.

    Al di là di ogni retorica, si può pensare che Gramsci abbia ancora qualcosa da dirci in questa “Italietta vuota da Grande fratello” in cui ci ritroviamo a vivere oggi?

    • semplice1 ha detto:

      Giuliano carissimo, io penso che Gramsci possa dire tantissimo ancora…c’è nell’aria un gran bisogno di valori veri. Se è ineluttabile che per un bel pò ci siamo “seduti”, facendo sì che molte cose ci sfuggissero di mano, è altrettanto vero che siamo stufi di mediocrità, di menzogne e di essere manovrati come burattini di legno senza un’anima e un cervello. E’ un lavoro sinergico che ci deve vedere impegnati tutti in prima persona, ognuno nel proprio campo, nel proprio ruolo deve trasmettere un concetto di vita per il quale abbia un senso vivere.

  2. semplicementelisa ha detto:

    Certo che puo’ ancora dire tanto ….
    a chi vuole ascoltare .. e magari sa ancora pensare
    da solo e non per conto terzi tramite telecomando …

    Notte serena

    elisa

    • semplice1 ha detto:

      Elisa.. mi ha fatto ricordare la sigla di un programma di Arbore..
      ” il padre al figlio dice senti un po’
      solo un consiglio io ti do’
      tu nella vita comandi fino a quando
      ci hai stretto in mano il tuo telecomando”…te la ricordi???
      Ciao cara

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