Chissà che direbbe Cicerone…

I tempi bui,incerti, sporchi che stiamo vivendo mi portano a confrontare, pormi domande,formulare giudizi, interpretare.
Mi chiedo: E’ sempre stato così? La formazione del politico ha, deve avere, delle radici? Del suo operato non deve darne conto a nessuno?
A sentire i comunicati del premier in tv, non dovrei avere dubbi: è così! Amen.
Ma, sono una nostalgica romantica? O forse ero una studentessa modello che studiava per conoscere e non ha dimenticato?
Così,ripescando tra le pieghe della memoria, a dissipare e far luce ai miei dubbi, è venuto in soccorso Cicerone.
Un sorriso mi ha illuminato il cuore, ricordo la passione dei miei giovani anni quando si infervorava e ne rimaneva incantata, pensando, già quasi 40 anni fa, quanto fossero temi e pensieri attuali i suoi formulati ben 2000 e più anni prima. Riporto qui dei passi della sua attività di filosofo sulla figura del politico.
Cicerone, nel De Oratore, designa un “tipo” ideale cui i membri di spicco della classe dirigente devono conformarsi.

“L’educazione e la formazione del princeps erano trattate in sezioni del dialogo delle quali restano solo scarsi frammenti. Emerge l’immagine di un personaggio animato da un giusto desiderio di gloria (che lo spinge all’impegno e alla fatica), cui si affianca tuttavia l’ascetico disprezzo di ogni vantaggio personale (che gli impedisce di anteporre il proprio interesse a quello dello stato): un modello di uomo politico la cui la capacità di governo è fecondata da una ricca e profonda meditazione filosofica.
Come, se un membro del nostro corpo pensasse di poter essere sano e forte sottraendo per sé il vigore del membro vicino, necessariamente tutto il corpo si indebolirebbe e perirebbe, così, se ciascuno di noi si appropriasse dei beni altrui e carpisse a chiunque gli fosse possibile per il proprio vantaggio, inevitabilmente la società umana verrebbe annientata.
Infatti, è consentito alla natura che ciascun essere umano preferisca procurar per sé anziché per altri quanto serve ai bisogni della vita, ma la natura non tollera assolutamente che noi accresciamo i nostri averi, agi e potenza con le spoglie degli altri.
Si richiede quindi una vasta preparazione culturale ( soprattutto filosofica – morale ) all’ oratore : bisogna che egli sia versatile , abile a sostenere il pro e il contra su qualsiasi argomento , riuscendo sempre a convincere e a trascinare il proprio uditorio ; ma questo di per sè non basta : il tutto deve essere accompagnato dalla virtus , la quale deve mantenere l’ intero sistema oratorio ancorato all’ apparato dei valori tradizionali , in cui la ” gente perbene ” si riconosce .
Egli sostiene che sui problemi dei comportamenti da assumere nella vita quotidiana non é possibile rinviare il giudizio
o abbracciare posizioni scettiche , tanto meno contrapporsi ai valori diffusi ; la soluzione più adeguata gli appare consistere in un giusto contemperamento di virtù e utilità .”


Caspita, mi sa che Berlusconi a scuola o copiava o studiava a pappagallo, non gli è rimasto nulla, ma proprio nulla!!!
Ha capito tutto l’opposto: si fa i cavoli suoi con leggi ad personam, non conosce la parola “VIRTUS”, è solo animato da sogni di potenza e di gloria; altro che meditazione filosofica, gli unici stimoli che ascolta sono quelle delle sue parti basse, organi non certo deputati al pensiero. Intrallazzo, connivenze mafiose, traffici illeciti: il suo pane quotidiano; di farsi giudicare, non lo sfiora neanche l’ombra.
Comunque, la vedo presidente…non ha più il ruggito del leone, non ha più il fascino del pifferaio magico, incanta sempre meno serpenti..i suoi proclami somigliano sempre più a rantolìi pre-morte.
Allora, visto che è, purtroppo, anche il mio presidente come lo è di quell’altro 70% di italiani che non l’abbiamo votato, mi sento in diritto come cittadina italiana, come donna, come lavoratrice, di giudicarla!!
E, caspita stasera è un  amarcord infinito, ascolti Premier chi mi ha fatto ricordare: Re Mida!
Se lo ricorda questo? Si dai, questo era più facile di Cicerone!
Mitico re della Frigia famoso per il  suo proverbiale “Tocco d’oro”, la capacità di trasformare in metallo prezioso qualsiasi cosa toccasse.  Ma questa è una favola..
Anche Lei Premier ha un tocco, ha la capacità di sporcare, infangare,ridicolizzare tutto ciò che tocca…Re Mida???
NOOOOOOOOO…e questa è purtroppo la realtà..
Semplice

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Questa voce è stata pubblicata in politica.

4 commenti su “Chissà che direbbe Cicerone…

  1. popof1955 ha detto:

    Ah che senso di benessere. Ti ci voleva proprio questa valvola di sfogo.
    Peccato che sei lontana, ti abbraccerei.

  2. Annamaria ha detto:

    l’abbraccio si estende …..complimenti “cummari”. Liberamente dai sfogo ai tuoi pensieri, emozioni,critiche…anche ammmore?Io ti sarò vicina sempre. Non commento l’articolo, sai benissimo che condivido! Ti voglio bene !

  3. luciabaciocchi ha detto:

    Ho letto con piacere questo articolo, mi ha riportato indietro negli anni, conoscevo già questo brano, Cicerone fin dal’allora esigeva dall’uomo politico una VIRTUS, che raccoglieva in sè tutte le virtù.Oggi la classe politica che ci governa è molto lontana da questi valori,il nostro PREMIER non ha nè un etica politica, nè personale, ha imposto la libertà del denaro, chi ha i soldi può comprare quello che vuole…

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